Attivo e passivo
di
minkanku65
genere
gay
Tutto è nato da un dubbio che non potevo più ignorare. Ho guardato Samuele e gli ho chiesto senza giri di parole: «Ci staresti con me?». La sua risposta è stata un’azione: si è calato i pantaloni e ha poggiato le mani al muro. L'ho penetrato lì, in piedi, sentendo il mio cazzo andare su e giù con un’urgenza che non ammetteva repliche. È stato il primo assaggio di un’intesa che sarebbe andata oltre ogni aspettativa.
Il giorno dopo, nella sua stanza, abbiamo tolto ogni maschera. Ci siamo spogliati completamente; il suo membro era piccolo, ma la voglia era immensa. Dopo che me lo ha succhiato, l'ho penetrato sul letto, dominando la scena. La terza volta abbiamo raggiunto la sincronia perfetta: mentre lui mi faceva un pompino, io lo segavo, creando un circuito di piacere totale. Poi mi ha cavalcato, guidando il mio cazzo nel suo ano in una danza di corpi che ci ha lasciato senza fiato.
Abbiamo cercato la libertà in una spiaggia isolata, raggiungibile solo attraverso un sentiero impervio. Sotto il sole, mentre lui mi succhiava il cazzo, gli ho affidato il mio segreto: quell'unica, amara esperienza passata dove un "baratto" sessuale era diventato un'umiliazione. Samuele mi ha ascoltato in silenzio, ha continuato fino a farmi venire e ha ingoiato tutto, dimostrandomi che con lui non c'erano conti da saldare, ma solo piacere da condividere.
Dopo un bacio profondo in mare, l'istinto mi ha portato a voltarmi. Siamo tornati a riva e mi sono coricato a pancia in giù sul bagnasciuga. Lì, tra il rumore delle onde e la sabbia fresca, ho preso il suo cazzo in silenzio. Non è stato un atto di sottomissione, ma di accoglienza consapevole. Sentire lui dentro di me, mentre l'acqua ci sfiorava, ha lavato via ogni residuo del passato.
La giornata è proseguita come una di quelle giornate perfette al mare tra persone felici. Ma è stato ripercorrendo il sentiero verso casa che ho messo l'ultimo tassello. Con la mente lucida e il corpo soddisfatto, sono stato onesto: gli ho detto che mi era piaciuto prendere il suo cazzo, ma che non volevo che diventasse la regola.
Gli ho spiegato la mia verità: preferisco essere attivo, è quella la mia natura, ma ogni tanto sento il desiderio di essere anche passivo. Senza pretese, senza obblighi, solo seguendo il piacere del momento.
"Camminando verso casa, ho capito che la vera libertà non è solo fare quello che si vuole, ma avere il coraggio di dire all'altro esattamente cosa ci fa stare bene. Con Samuele, quel sentiero non portava solo a casa, ma a una nuova versione di me."
Quello che poteva essere molto spesso attivo, ma ogni tanto anche passivo.
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