La prima volta con mio fratello.
di
Tremal Naik
genere
incesti
Quando finivo di fare la doccia, finivo di asciugarmi in camera perché in bagno c'era troppa umidità. Condividevo la camera da letto con mio fratello, il quale molto spesso faceva apprezzamenti sul mio fondoschiena. Una volta arrivò a dirmi esplicitamente che mi avrebbe inculato volentieri. Io gli risposi che poteva provarci a suo rischio e pericolo; lui prontamente rispose: anche a tuo rischio e pericolo...che ti possa piacere. Io non dissi niente, perché aveva capito perfettamente il mio desiderio. Comunque decisi che se volevo farmi inculare, dovevo creare la giusta situazione. Non potevo farmi inculare semplicemente perché lui si era reso disponibile, perché avrei dato l'impressione di non aspettare altro, anche se era la pura e semplice verità. Dopo alcuni giorni andai in piscina, poi al ritorno avevo la schiena molto arrossata, quindi chiesi a mio fratello di mettere un po' di crema idratante. Lui non se lo fece ripetere e, cominciò a spalmare la crema molto delicatamente. Io mi aspettavo che cogliesse l'occasione, per far scivolare "distrattamente" la mano sul culo, ma non si decideva a farlo, quindi decisi di incoraggiarlo, abbassando gli slip. Lui capì le mie intenzioni, quindi iniziò a massaggiarmi il culo con molta forza, però ancora non si decideva a lubrificare il buchetto, allora presi un po' di crema e lo lubrificai da solo. Lui mi disse che la crema solare non andava bene per il culo, allora prese un tubetto che conteneva un gel. Gli chiesi dove aveva acquistato quel tubetto, perché volevo sapere se conteneva un anestetico. Naturalmente non avrei mai usato un gel anestetico, perché volevo sentire bene il cazzo, quando mi avrebbe inculato. Lui mi assicurò che non conteneva nessun anestetico, poi cominciò a spalmare il gel, su quello che una volta era un buchetto. Ormai ero in preda alla voglia di cazzo, ma lui smise di lubrificarmi, si asciugò le mani con della carta da cucina, poi prese un foulard e lo appoggiò sulla mia bocca, per poi legarlo dietro il collo. Io abbassai il foulard e gli chiesi il perché di questa cosa. Lui rispose con testuali parole: quando ti metterò il cazzo in culo potresti urlare, ma se hai il foulard in mezzo alla bocca, non potranno sentirti i vicini di casa, così per evitare che potessi togliermi il foulard, mi legò le mani dietro la schiena, poi mi sciolse i nodi perché si era dimenticato di una cosa. Si era dimenticato di farmi scrivere su un pezzo di carta una parola. Io ero in preda a una voglia di cazzo spaventosa, quindi non feci tante domande. Quando mi diede il foglio, mi disse di scrivere la parola in-cu-la-mi. Si dovevo scrivere questa parola in sillabe, per rendere bene l'idea di quanto lo volessi, in modo da farmi vedere cosa avevo scritto, qualora avessi qualcosa da di cui lamentarmi. Sapevo che questo era il suo modo per eccitarsi ancora di più, essendo il fratello conoscevo le sue perversioni, però quel tardo pomeriggio, stava andando veramente forte. Ero pronto a quella che sarebbe stata la più bella inculata ricevuta. Mio fratello mi spiegò che il gel avrebbe lubrificato e agevolato l'inculata, però il culo si doveva allargare, quindi avrebbe messo dentro prima la cappella, poi sarebbe stato fermo per un po' per dare modo al culo di abituarsi, poi mi avrebbe inculato come si deve. io ero prontissimo, non aspettavo altro, ma si presentò un problema. Non riuscivo a rilassarmi, perché la vista del cazzo di mio fratello, da un lato mi eccitava, ma dall'altro mi intimoriva, perché non gli avevo mai visto il cazzo così in tiro. Provammo diverse volte, ma non entrava nemmeno la cappella, allora mio fratello aspirò il gel con una siringa senza ago, poi infilò la siringa nel mio culo, spingendo il gel nel retto. Finalmente riuscì a entrare con la cappella, però la voglia era tanta, quindi non aspettò nemmeno un secondo, mettendolo dentro in un colpo solo. IO al momento provai un dolore che non posso descrivere, però quando mi scaricò nel culo tutta quella sborra, nonostante il dolore, sborrai anch'io. Dopo avermi sborrato nel culo ,aveva ancora il cazzo duro e riprese a incularmi con violenza dicendomi che ormai ero la sua puttana. Avendo il culo pieno di sborra, ila cazzone scivolava molto bene e ho goduto come una troia. Mio fratello aveva regione, sono diventato la sua puttana. Nessuno può farmi godere come lui. Sono passati diversi anni da allora, però quando mi telefona ci capiamo subito. Lui dice: ci vediamo doe sai. Io rispondo: arrivo.
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