La mia prima esperienza con la signora del paese che fa la escort

di
genere
confessioni

Ho diciannove anni e qualche mese fa come al solito eravamo a fare una partitella al campetto. Partite, sudore, e poi gradinate a parlare finché non faceva buio.
Quella sera Lele era più gasato del solito. Appena finita la partita tira fuori il telefono come se dovesse farci vedere una cosa assurda.
«Raga… ieri sera ho fatto jackpot.»
Davide ride subito. «Sì vabbè, hai perso 5-0 e adesso fai il fenomeno?»
«No no, questa è un’altra storia,» dice lui, già sorridendo.
Noi iniziamo subito con le battutacce.
«Dai, sarà la solita roba inventata su Instagram.»
«O una di ottant’anni che ti ha offerto il tè.»
Lele fa finta di offendersi. «Peggio per voi che non capite.»
Poi sblocca il telefono e ce lo mostra.
Appena vedo la foto cambia proprio l’atmosfera.
Donna davanti allo specchio, intimo nero, perizoma e reggiseno coordinati, tacchi altissimi sottili, capelli tirati su in uno chignon stretto. Posa sicura, quasi da foto studiata apposta per farsi guardare.
Sotto c’era scritto:
“Donna matura, elegante e discreta.”
50 anni.
Per un secondo nessuno dice niente.
Poi Davide stringe gli occhi. «Aspetta… ma questa è…»
Lele scoppia a ridere. «Eh sì.»
E lì la riconosciamo tutti.
Mara.
La signora della casa gialla vicino alla farmacia, quella sempre composta, vestita in modo semplice ma elegante.
Simo si gratta la testa, incredulo. «Ma non era quella che faceva le pulizie in giro per il paese?»
La frase resta un attimo sospesa.
Lele si gira verso di lui. «Quali pulizie?»
«Sì dai, me lo ricordo,» continua Simo. «Tempo fa mia madre diceva che andava a fare le pulizie in alcune case. Boh, lavori così.»
Davide si mette a ridere. «Eh sì, adesso fa le pulizie…»
Lele invece scrolla le spalle. «Io so solo che ieri sera non stava pulendo niente.»
E riparte a raccontare, gasato, come se avesse scoperto un mondo parallelo. Dice che dal vivo è tutta un’altra cosa, che non se lo aspettava, che è sicura, diretta, che non c’entra niente con l’immagine “normale” che avevamo in testa.
«Raga non è roba triste,» insiste. «È proprio presenza. Sa quello che fa.»
Gli altri lo tempestano di domande, ridono, lo prendono in giro. Lui si gode tutto, ogni tanto riguardando la foto come per ribadire quello che sta dicendo.
Io invece resto zitto quasi tutto il tempo. Non riuscivo a togliere dalla testa il contrasto tra quella immagine e la Mara che vedevo in paese.
Anche se c è da dire che oltre i vestiti normali che indossa sempre,si notano delle forme sotto la maglietta e soprattutto sotto i jeans che le vedo indossare spesso.
A un certo punto mi avvicino a Lele mentre gli altri sono distratti.
«Oh, senti un secondo.»
«Che c’è?»
Abbasso la voce. «Mi passi il contatto?»
Mi guarda un attimo, poi sorride.
«Vabbè… tieni.»
Me lo manda.
Dopo quella sera al campetto non riesco a togliermi la cosa dalla testa per qualche giorno. Non è solo la foto o quello che ha detto Lele, è proprio l’idea che una persona che conosci di vista in paese possa avere un’altra vita completamente diversa.
E poi è sempre stata una mia fantasia provare una matura.
All’inizio non lo dico a nessuno.
Tutti gli altri prendevano in giro Lele per essere andato dalla signora.
Al campetto quindi continuo a fare finta di niente, rido alle battute come sempre, ma ogni tanto mi torna in mente quell’annuncio.
Un pomeriggio sono da solo, sul telefono, senza pensarci troppo riapro la chat che mi aveva fatto vedere Lele. La guardo un po’ come se stessi cercando una scusa per non farlo, poi alla fine la scrivo.
Il messaggio è semplice, diretto, quasi banale. Niente giri di parole. Lo mando e subito dopo mi pento un po’, ma è troppo tardi per tornare indietro.
Passano pochi minuti che sembrano più lunghi del normale. Il telefono vibra.
La risposta è breve, tranquilla, senza domande inutili. È un tono professionale, distaccato, come se fosse tutto già chiaro e definito da tempo. Mi chiede quando.
Resto qualche secondo a fissare lo schermo senza rispondere subito. È quello il momento in cui mi rendo conto che non è più solo una cosa raccontata al campetto o una foto vista di sfuggita. È diventata reale.
Scrivo una data, un pomeriggio della settimana dopo.
Lei risponde subito con un “ok”.
Chiudo la chat e resto un po’ fermo, col telefono in mano, cercando di far tornare tutto normale nella testa. Ma non ci riesco subito.

Quando arriva quel pomeriggio, il cuore mi va già più forte del normale prima ancora di arrivare all indirizzo.
Il posto è tranquillo, una strada normale del paese un po’ fuori mano. Controllo il telefono due volte senza motivo, poi mi avvicino al portone.
Ci ripenso ancora,riapro l annuncio e la visione della foto della signora mi fa venire quel sussulto difficile da spiegare che ti viene al cazzo quando hai tanta adrenalina.
La porta è già socchiusa.
Non so perché, ma quella cosa mi blocca un secondo. Rimango fermo lì, con la mano a mezz’aria, poi alla fine entro.
Dentro è silenzio.
Faccio qualche passo e la vedo.
È già lì.
Mi sta venendo incontro,sento i tacchi,è in intimo, molto curato e più “spinto” rispetto a come la vedevo in paese, con i capelli tirati su in uno chignon stretto che le lascia il collo scoperto. È truccata più pesantemente del solito, ma la cosa che colpisce di più non è quello: è la sicurezza con cui si muove.
«Sei puntuale,» dice con un mezzo sorriso.
Io annuisco, cercando di non sembrare troppo rigido.
Lei mi guarda un secondo come per inquadrarmi meglio, poi si sposta di lato e fa un piccolo gesto con la mano, invitandomi a entrare del tutto.
«Vieni.»
Entrati dentro mi saluta con due baci esponendo le sue grosse bombe.
Quando si gira ho un altro sussulto,nota il suo culo enorme,bianchissimo e liscio separato solo da un perizoma viola.
Mi fa strada verso la camera.
Una volta arrivati si volta e mi chiede con voce calda cosa volessi fare.
Le dico che voglio fare una cosa normale e le chiedo il prezzo,70 euro e le chiedo sottovoce se facesse anche anale.
Mi risponde di si,con l aggiunta di 50 euro.
Apro il portafogli e dopo averle dato i soldi mi dice di andarmi a sciacquare.
Vado in bagno ancora agitato e mi lavo il cazzo e le palle e mi asciugo con uno dei tanti asciugamani che ha messo nel cesto sulla lavatrice.
Il lavaggio fu alquanto difficile siccome avevo un erezione di quelle che ti vengono quando provi un eccitazione nuova e particolare;era tesissimo rivolto verso l ombelico e gonfissimo.
Non mi ero mai trovato davanti ad una donna nuda e tantomeno di fronte ad una signora matura con tette e culo cosi grossi.
Esco lentamente alquanto imbarazzato e mi avvicino al letto,mi dice di andare dall altro lato.
Nella confusione mentale lo sguardo va dappertutto,dalle scatole di preservativi sul comodino al cestino pieno degli stessi preservativi usati e fazzoletti.
Mi distendo tesissimo come se stessi aspettando il dottore e lei va a prendere un preservativo dalla scatola.
"Bello grande serve qui"
Dice ridendo.
È tutto nuovo per me,non ho mai scopato e ne tantomeno ho visto una mettermi il preservativo.
Lo tira fuori,lo appoggia sulla cappella e dopo aver tenuto la punta,lo srotola facedo il rumore di quando metti un guanto.
"Dai rilassati".Mi dice.
Da due colpi con la mano e poi inizia a succhiarmelo,la sensazione è strana ma piacevole.
La bocca è tutta su e sento la lingua andare dappertutto.
Lo lecca,lo sega,aggiusta il preservativo.
"Bello grosso eh,il ragazzo"Mi dice ancora sorridendo.
Mentre lo tiene su,scende giu e la sento baciare e leccare le palle nude,per un attimo ho rischiato di venire pensando che li non erano coperte e avevo la sua bocca a contatto.
Si alza un attimo sulle ginocchia e si sfila il reggiseno,escono di colpo due tette gigantesche e anche loro bianchissime con dei capezzoli chiari e non troppo grandi.
Quando ritorna giu le chiedo se posso infilarlo in mezzo.
Annuisce e si mette seduta sul bordo invintandomi a mettermi in piedi e metterlo in mezzo.
Altra sensazione molto forte,ho di fronte a me una signora di 50 anni e il mio cazzo sbuca e scompare tra le sue tettone.
Inizio a lasciarmi andare e fare versi di piacere,tanto siamo da soli.
Continuiamo un po fino a quando mi chiede se vogliamo fare la penetrazione.
Ho un solo pensiero in testa però,il suo culo e provare l inculata.
Quando le dico cosa voglio fare la risposta mi sorprende quando le dico che di sapere è strana come richiesta.
"Non è strano,anzi,ma di solito si fa dopo".
La seguo mentre va a posizionarsi sul bordo del letto a pecora.
Quando mi ritrovo dietro di lei ho l ennesimo sussulto,il piu forte.
Mi ritrovo il suo sederone ampissimo e a pochi passi da una fantasia che avevo da sempre.
Ma la realtà è diversa dalla fantasia,inizio puntando il cazzo in mezzo sperando di trovare subito il buco,ma niente.
Apro le sue grosse natiche e finalmente vedo il suo buco scuro.
Ora vado a colpo sicuro,lo appoggio e spingo leggermente prima aiutandomi con la mano e poi solo di bacino.
Entra lentamente fino a quando mi fermo sbattendo contro il culo.
Le mie mani vanno sui fianchi in modo naturale e inizio a muovermi con il bacino.
Il cuore ora è a 2000.
Sto realizzando il mio sogno,metterlo nel culo a una signora formosa.
Le accarezzo e palpo le chiappone,nonostante siano enormi noto che non sono per niente molli.
Il rumore inizia a diventare forte.
Partono delle parolacce in modo naturale.
Le do un paio di schiaffoni fortissimi sul culo che fanno tanto rumore;davvero non capisco piu niente.
Vedere il mio cazzo che non è per niente piccole sparire in mezzo a due guance bianche mi fa venire senza possibilita di fermarmi.
Quando provo a frenare la sborrata ormai è tardi,sta gia esplodendo.
Avevo tentato di uscire ma quando capisco che è tardi ritorno dentro con un colpo secco spingendolo tutto nel culo tenendola con le mani sulle chiappone.
Mentre il mio sperma bollente usciva a spruzzi le ho detto qualche parolaccia ansimando.
Rimango qualche secondo cosi con il fiatone e poi lo tiro fuori.
Lei si gira e va a prendere dei fazzoletti imbevuti,mi sfila il preservativo che dondola con la parte finale piena di sborra.
Va al cestino e lo lascia cadere.
Io vado in bagno a darmi un altra sciacquata e per rivestirmi.
Torno dalla signora che mi chiede se mi è piaciuto,le rispondo di si rapidamente e poi ci salutiamo con due baci sulla guancia e le sue grosse tettone che sento spingere sul mio petto ancora nude.
Esco dall appartamento e scendo le scale ancora tremante.
Ho realizzato un mio sogno e la paura che non fosse come lo aspettavo era sparita.
di
scritto il
2026-05-14
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