Umiliato da zia Marianeve e zia Patrizia,giustamente
di
Alart10
genere
confessioni
Parto dalla fine,sono Alessio e all epoca avevo compiuto da poco 19 anni.
Subii un umiliazione assurda ed esagerata ma assolutamente meritata.
Le protagoniste della storia sono due mie zie acquisite,all epoca 45 e 43 anni e mia mamma,unica figlia femmina tra sei figli maschi,50.
Erano anni che le corde del violino erano tese,discussioni sull accudimento di nonna rimasta vedova,i soldi dell eredita e altro ancora.
Le altre zie acquisite erano piu moderate e meno fumantine,ma zia Patrizia(1,55 m,capelli neri,abbastanza magra,una terza di seno,un po di fianchetti e un culone ampio e burroso) e zia Marianeve(1,68,capelli neri con frangetta,magra,seno piccolo e culo piccolo e tondo),assolutamente no.
Le invidie si sprecavano,ricordo quando mamma si vantava dei miei ottimi voti a scuola dati dalla mia costanza negli studi,mentre i miei cugini stentavano e davano problemi.
Le sentivo sparlare invidiose con l appoggio di nonna,anche lei ci rimaneva male perche i figli delle sue nuore preferite non davano motivo di soddisfazione.
Quando arrivava il mio compleanno chiamavano(quasi per dovere,essendo il nipote del marito),e ricordo una volta in cui zia marianeve chiamò e le dissi del mio 9 in italiano su suggerimento di mamma e sentii soltanto bisbigliare parole incomprensibili e mettere giu subito.
Quando c erano le feste con i parenti notano subito quali erano le zie a cui stavamo sulle scatole.
Due baci sulle guance di zia Marianeve era come salutare un muro,due zigomi sporgenti che sbattevano velocemente contro i miei giusto perche sembrava brutto non salutarlo nemmeno.
Zia patrizia invece delle guance un po piu morbide ma stesso senso di disprezzo.
Non erano nemmeno delle brutte donne,anzi,erano state anche nei miei pensieri piu volte,ma i loro sguardi di superiorità mi impediva anche un minimo avvicinamento.
Non c erano stati grandi scintille tra mamma e le due zie,ma iniziarono con l eredità di nonno e alcune presunte furbizie da parte di mamma per dividere il malloppo non equamente.
Era un pranzo tra parenti e uscì fuori l argomento;"ma che stai dicendo?"rispose mamma dopo le accuse di Zia Patrizia;"Ti pare che vado a fare queste cose io?Mio marito guadagna abbastanza per non farmi fare queste poverate",tuonò mamma.Lo sguardo di zia Marianeve fu l espressione del disprezzo piu totale;"Le poverate,le poverate...ma cammina va,la signora del cazzo!".
"Si due spiccioli non mi cambiano niente,una rata dell università di mio figlio sono soltanto spiccioli" incalzò mamma.
"A voi magari servono per fare la spesa,tanto i vostri figli a stento avrannò il diploma" continuò mamma.
Da li in poi si accesero gli animi e volarono frasi indicibili.
"Hai rotto il cazzo tu e sto cazzo di figlio,ma vai a fare in culo" urlò zia Marianeve.
Un batti e ribatte con insulti e frasi pesanti con mamma che augurò cose brutte ai figli delle due zie.
Furono fermate dai presenti prima che degenerasse.
Tutto sembrava passato ormai ma non fu così.
Dopo qualche settimana,ero nel letto a casa nostra e mamma era uscita per delle commissioni,con me c'era nonna che girava a turno tra i figli dopo la scomparsa di nonno.
"Si passate" le sento dire telegraficamente al cellulare e chiudendolo di colpo(era un cellulare vecchio),mentre sono in dormiveglia nel letto.
Arrivano a casa,le sento passare davanti la camera e vanno dritte da nonna.
"No,perche quando è troppo è troppo,avete sentito che ha detto quella schifosa" sentì dire a zia Marianeve.
"Avete ragione,ha sbagliato a parlare,lo sapete che le do sempre torto..."disse nonna.
"Quello che volete fare è esagerato ma vi capisco" continua.
Le sento venire in camera da me e io chiudo gli occhi.
Quello che sento è un rumore di pantaloni che vanno giu,poi il silenzio.Dalle palpebre vedo come un ombra davanti ma non capisco molto.
Sento dopo qualche secondo un qualcoaa di caldo cadermi tra naso e bocca,poi un secondo e un terzo sulla palpebra.
Due sospiri e poi sento di nuovo sollevare dei pantaloni.
Non potevo credere a quello che stava succedendo.
Sento di nuovo calare dei pantaloni,questa volta con piu velocità e i loro passi,apro leggermente la palpebra destra e vedo zia Marianeve con il sedere nudo e richiudo la palpebra.
Sento dei sospiri di fatica misti a piacere,ormai so cosa mi aspetta ma passano diversi secondi di nulla.
Di colpo sento:"splaaat" e sento un pezzo notevole sputato addosso.
Ne arrivano altri,misti ai sospiri di zia misto ad un insulto finale.
Non sento sollevare i pantaloni ma sento entrambe andarsene via,finalmente posso aprire gli occhi,anche se è un parolone perche vedo poco,ma sento il peso sulla faccia.
Quella situazione cosi strana e particolare mi fece effetto e mi ritrovai con un erezione.
Dopo 15-20 minuti le sento andare da nonna a salutarla e poi andarsene.
Mi alzo cercando di non sporcare tutto e vado in bagno a darmi una sciacquata,con ancora un erezione che non va giu per l emozione.
Esco dal bagno e vado in salotto,quello che trovò è ancora piu assurdo della situazione appena vissuta,vedo un foglio semi stropicciato chiaramente non A4 sul tavolo,quindi mi avvicino e noto con stupore che è il mio diploma.
Zia marianeve lo aveva usato come carta igienica,si notavano anche le zone piu affossate,probabilmente usato per pulire per bene.
Andai in bagno di corsa in bagno per masturbarmi pensando alla scena assurda ma stranamente eccitante,di totale mancanza di rispetto soprattutto da parte di zia Marianeve.
Subii un umiliazione assurda ed esagerata ma assolutamente meritata.
Le protagoniste della storia sono due mie zie acquisite,all epoca 45 e 43 anni e mia mamma,unica figlia femmina tra sei figli maschi,50.
Erano anni che le corde del violino erano tese,discussioni sull accudimento di nonna rimasta vedova,i soldi dell eredita e altro ancora.
Le altre zie acquisite erano piu moderate e meno fumantine,ma zia Patrizia(1,55 m,capelli neri,abbastanza magra,una terza di seno,un po di fianchetti e un culone ampio e burroso) e zia Marianeve(1,68,capelli neri con frangetta,magra,seno piccolo e culo piccolo e tondo),assolutamente no.
Le invidie si sprecavano,ricordo quando mamma si vantava dei miei ottimi voti a scuola dati dalla mia costanza negli studi,mentre i miei cugini stentavano e davano problemi.
Le sentivo sparlare invidiose con l appoggio di nonna,anche lei ci rimaneva male perche i figli delle sue nuore preferite non davano motivo di soddisfazione.
Quando arrivava il mio compleanno chiamavano(quasi per dovere,essendo il nipote del marito),e ricordo una volta in cui zia marianeve chiamò e le dissi del mio 9 in italiano su suggerimento di mamma e sentii soltanto bisbigliare parole incomprensibili e mettere giu subito.
Quando c erano le feste con i parenti notano subito quali erano le zie a cui stavamo sulle scatole.
Due baci sulle guance di zia Marianeve era come salutare un muro,due zigomi sporgenti che sbattevano velocemente contro i miei giusto perche sembrava brutto non salutarlo nemmeno.
Zia patrizia invece delle guance un po piu morbide ma stesso senso di disprezzo.
Non erano nemmeno delle brutte donne,anzi,erano state anche nei miei pensieri piu volte,ma i loro sguardi di superiorità mi impediva anche un minimo avvicinamento.
Non c erano stati grandi scintille tra mamma e le due zie,ma iniziarono con l eredità di nonno e alcune presunte furbizie da parte di mamma per dividere il malloppo non equamente.
Era un pranzo tra parenti e uscì fuori l argomento;"ma che stai dicendo?"rispose mamma dopo le accuse di Zia Patrizia;"Ti pare che vado a fare queste cose io?Mio marito guadagna abbastanza per non farmi fare queste poverate",tuonò mamma.Lo sguardo di zia Marianeve fu l espressione del disprezzo piu totale;"Le poverate,le poverate...ma cammina va,la signora del cazzo!".
"Si due spiccioli non mi cambiano niente,una rata dell università di mio figlio sono soltanto spiccioli" incalzò mamma.
"A voi magari servono per fare la spesa,tanto i vostri figli a stento avrannò il diploma" continuò mamma.
Da li in poi si accesero gli animi e volarono frasi indicibili.
"Hai rotto il cazzo tu e sto cazzo di figlio,ma vai a fare in culo" urlò zia Marianeve.
Un batti e ribatte con insulti e frasi pesanti con mamma che augurò cose brutte ai figli delle due zie.
Furono fermate dai presenti prima che degenerasse.
Tutto sembrava passato ormai ma non fu così.
Dopo qualche settimana,ero nel letto a casa nostra e mamma era uscita per delle commissioni,con me c'era nonna che girava a turno tra i figli dopo la scomparsa di nonno.
"Si passate" le sento dire telegraficamente al cellulare e chiudendolo di colpo(era un cellulare vecchio),mentre sono in dormiveglia nel letto.
Arrivano a casa,le sento passare davanti la camera e vanno dritte da nonna.
"No,perche quando è troppo è troppo,avete sentito che ha detto quella schifosa" sentì dire a zia Marianeve.
"Avete ragione,ha sbagliato a parlare,lo sapete che le do sempre torto..."disse nonna.
"Quello che volete fare è esagerato ma vi capisco" continua.
Le sento venire in camera da me e io chiudo gli occhi.
Quello che sento è un rumore di pantaloni che vanno giu,poi il silenzio.Dalle palpebre vedo come un ombra davanti ma non capisco molto.
Sento dopo qualche secondo un qualcoaa di caldo cadermi tra naso e bocca,poi un secondo e un terzo sulla palpebra.
Due sospiri e poi sento di nuovo sollevare dei pantaloni.
Non potevo credere a quello che stava succedendo.
Sento di nuovo calare dei pantaloni,questa volta con piu velocità e i loro passi,apro leggermente la palpebra destra e vedo zia Marianeve con il sedere nudo e richiudo la palpebra.
Sento dei sospiri di fatica misti a piacere,ormai so cosa mi aspetta ma passano diversi secondi di nulla.
Di colpo sento:"splaaat" e sento un pezzo notevole sputato addosso.
Ne arrivano altri,misti ai sospiri di zia misto ad un insulto finale.
Non sento sollevare i pantaloni ma sento entrambe andarsene via,finalmente posso aprire gli occhi,anche se è un parolone perche vedo poco,ma sento il peso sulla faccia.
Quella situazione cosi strana e particolare mi fece effetto e mi ritrovai con un erezione.
Dopo 15-20 minuti le sento andare da nonna a salutarla e poi andarsene.
Mi alzo cercando di non sporcare tutto e vado in bagno a darmi una sciacquata,con ancora un erezione che non va giu per l emozione.
Esco dal bagno e vado in salotto,quello che trovò è ancora piu assurdo della situazione appena vissuta,vedo un foglio semi stropicciato chiaramente non A4 sul tavolo,quindi mi avvicino e noto con stupore che è il mio diploma.
Zia marianeve lo aveva usato come carta igienica,si notavano anche le zone piu affossate,probabilmente usato per pulire per bene.
Andai in bagno di corsa in bagno per masturbarmi pensando alla scena assurda ma stranamente eccitante,di totale mancanza di rispetto soprattutto da parte di zia Marianeve.
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