Il conflitto Russia-Ucraina a casa mia
di
Jess82
genere
confessioni
E' da un po' che non scrivo...ma la burocrazia del mio Stato adottivo ci ha tenuti molto occupati, a me e a mio marito. Ci siamo sposati a febbraio, nell'ufficio del mio avvocato, con quello che qui si chiamerebbe uno "Utah marriage"... a marzo avremo l'appuntamento al Ministero degli Affari Interni, per portare la documentazione richiesta: varie foto di noi come coppia, cinque lettere di testimonianza da parte di Ivan e cinque lettere di testimonianza da parte mia di gente che ci conosce come coppia (i vicini, i miei amici e i negozianti dove facciamo la spesa hanno collaborato più che volentieri...), le nostre foto insieme, i vari video in cui parliamo con la sua famiglia in Ucraina, i nostri nomi sul conto in banca cointestato, i video in cui parliamo con la sua famiglia in Ucraina...i miei video con la mia famiglia dall'Italia si limitano a quelli con mia cugina Viviana. Infatti, i miei, non mi parlano più, dato che reputano il mio matrimonio "una sciocchezza madornale".
Il problema sarà quando gli impiegati leggeranno le nostre conversazioni...roba che Moana Pozzi e Rocco Siffredi, in confronto, sono monaci benedettini. Però, "dura lex, sed lex", come direbbero gli antichi Romani...e vabbè, pazienza, gli impiegati capiranno che io e Ivan non ci siamo sposati solo per fargli avere la cittadinanza del mio Stato adottivo. Per non parlare delle domande bastardissime che ci faranno, del tipo: di che colore sono gli spazzolini da denti, quanti set di biancheria intima ho, se abbiamo da lavare roba colorata o bianca...
Una sera di febbraio, poco dopo il matrimonio, Ivan mi dice:-Jess, ti spiace se invito a cena un mio collega? Gli devo dei soldi.- Io rispondo:-Va bene.- Iniziamo a cucinare, cosa che ci piace tantissimo fare assieme...una cena russa in piena regola (per fortuna, che era il mio "giorno dello sgarro" dalla dieta...stare a dieta, con Ivan, è difficilissimo, dato che è un ottimo cuoco...e pensa che "le ossa vanno bene solo per i cani").
Mettemmo quindi in tavola: pane nero, lardo, senape, formaggio, cipolle, funghi alla panna acida, zuppa okroshka, "holodets", patate al forno, salsicce, costine di maiale, vodka "Russkij Standart" gelata.
Aleksej, il collega di Ivan, suonò alla porta alle 10 di sera...Ivan gli disse:-Ecco i tuoi soldi...Conosci Jessica? Abbiamo appena messo in tavola la cena, vuoi farci compagnia?- Aleksej disse subito "sì" e si rivolse a me nella lingua ufficiale del mio Stato adottivo...con molta fatica. Io gli risposi:-Non preoccuparti, possiamo parlare inglese o russo.- Aleksej parve rincuorato e lo invitammo a servirsi...intanto, Ivan aveva già iniziato con gli antipasti, a disporre il lardo sul pane, con la senape...dopo, le cipolle; mangiavo anche io, mentre gli uomini parlavano di lavoro. Intanto, mi accorgevo che Alekseij mi stava guardando sempre più di sottecchi e cercata spesso di coinvolgermi nella conversazione, chiedendomi dove avessi imparato il russo così bene...Ivan deve essersene accorto, perchè i suoi occhi sono diventati due schegge blu. Lo conosco, un po'...quando si arrabbia, succede sempre così. Intanto, in tre, ci siamo scolati mezza bottiglia di vodka...io cerco di controllarmi, non si può mai sapere. Aleksei rivolge le sue attenzioni a me, chiedendomi cosa ne penso del conflitto tra Russia e Ucraina. Ivan mi interrompe e interloquisce:-Ehi, "hohol" (l'insulto dei Russi verso gli Ucraini...) non mettiamo in mezzo la politica. Sono in questa nazione per starmene calmo, dopo casini inarrenabili. Abbiamo bevuto troppo, meglio andare a dormire. Non farti problemi, il divano è comodo. Jess, vai a prendere le coperte e i cuscini. Io eseguo...noto che Ivan mi segue con gli occhi, con uno sguardo beffardo.
Aleksej, sistemava il divano...Ivan mi dice, in modo che Aleksej senta:-E' proprio vero che in questo Stato non c'è il riscaldamento come in Europa...mi ci vuole una bella doccia calda. Vero, Jess? Ci aiuterà a dormire meglio.- Guardo Ivan negli occhi...conosco bene ormai quello sguardo...è l'inizio di una scopata mondiale, con noi due che scopiamo "fin quando fa male, fin quando ce n'è".
Ivan dice:-Buonanotte Aleksej.- E, intanto, mi spinge verso la camera da letto, chiudendola. Ivan mi dice:-Metti qualcosa che si può togliere facilmente. Voglio mostrare al "hohol" chi comanda. Non mi piaceva come ti guardava...cosa crede, che non me ne sia accorto? Adesso, gli faccio vedere io.- E mi lancia una delle sue magliette;io ho sotto gli slip. In quel momento Ivan riapre la porta e mi spinge verso il bagno.
Ivan controlla se la temperatura dell'acqua; intanto, mi ordina di spogliarmi. Quando la temperatura dell'acqua è a posto, Ivan mi spinge sotto il getto dell'acqua; prende un po' di sapone intimo, lo mette sulle dita e comincia a infilarmene nella figa e nel culo, massaggiando piano; io non ce la faccio più, attiro Ivan a me, baciandolo e leccandogli già i suoi capezzoli...Ivan mugola di piacere, mi abbraccia, continua a massaggiarmi dicendo:-Che bei buchini, vanno preparati come si deve...fammi la stessa cosa amore, così pure tu mi lecchi e mi succhi come si deve.- Io rispondo:-Dammi allora il gel intimo, così ti lavo come si deve.- Inizio a metterne un po' anch'io sulle dita, inizio ad accarezzarlo come si deve: prima un bel massaggio alle palle, poi vado dietro...inizio a massaggiare il perineo di mio marito. Intanto, mi attira a sè,"lavandomi la schiena", proprio come nei film e mi bacia furiosamente, mordendomi le labbra. Io ricambio il bacio di mio marito,e, piano piano, inizio a lavorare per bene il suo buchino; è liscio e morbido, il mio dito gli entra come il burro...io cerco di fare piano, ma Ivan è già "partito"...anche lui continua a frugarmi la figa e il culo, attirandomi a lui, sempre baciandomi furiosamente. Sento il cazzo di Ivan indurirsi come pietra, mi preme già contro la figa..ma io lo voglio far impazzire del tutto...prendo un un po' di bagnoschiuma e inizio ad accarezzarlo. Non mi stancherò mai di dire che ha un corpo stupendo...la sua pelle liscia e morbida ricorda il caramello salato; è sempre un piacere per me toccare la sua pelle calda e liscia. Perciò, mi prendo il mio tempo a massaggiarlo dappertutto...a Ivan piace da morire. Non posso fare a meno di notare il suo cazzo, dritto e duro come marmo. Voglio tanto succhiarlo, ma voglio farlo impazzire del tutto. Ad un certo punto, Ivan mi solleva bruscamente e inizia ad accarezzarmi, col bagnoschiuma sulle mani. Mi stringe a sè, mi infila il cazzo tra le cosce, comincia a strofinarlo, mi attira a sé; il mio culo è contro la sua pancia. Ivan mi dice all'orecchio:-Andiamo in camera, non ce la faccio più.- Mi asciuga, mi stringe a sè, mi bacia...il suo odore di bagnoschiuma al miele mi eccita di brutto. Quando apriamo la porta del bagno, Aleksei ronfa sul divano...Ivan, nella penombra, ha un sorriso beffardo; siamo entrambi avvolti negli asciugamani.
Finalmente, andiamo in camera e ci liberiamo degli asciugamani...trascino mio marito a letto e iniziamo a baciarci furiosamente. Gli mordo le labbra, lo abbraccio, gli cingo la vita con le gambe, lo supplico di "farmi tutto"...quando gli dico "fammi tutto", nel nostro "lessico famigliare" significa farmi anche sesso anale. Ivan risponde:-Stai tranquilla, stanotte ti porto fino all'estasi. Ti faccio urlare così forte che quel cazzo di nazionalista ucraino capirà chi comanda.- E mi fa cenno di girarmi. Igor finisce sotto di me e mi guida la testa sui suoi capezzoli, piccoli ed eretti; mi tiene la mano sulla testa, muovendola verso questi ultimi, ordinandomi di "succhiare e baciare". Io eseguo...sento mio marito ansimare e mugolare forte. Io intanto penso che mio marito, che ha combattuto coi filorussi nel Donbass, da cui ha riportato una cicatrice sul cuoio capelluto, è creta molle nelle mie mani; intanto, lo accarezzo sulle spalle, sul collo...mio marito non ce la fa più e mi dice, in russo, in modo che possa sentire anche Aleksei:-Sì amore mio, continua così, lecca bene tutto...mi fai impazzire, che lingua calda e morbida. Baciami dappertutto, senti il mio cuore...- Intanto, mi muove la testa a destra e a sinistra del suo petto, tra un capezzolo e l'altro, in modo che io possa dare attenzione a entrambi.
Ad un certo punto, Ivan mi spinge la testa giù, lungo la sua pancia...inizio a leccare il suo ombelico, tutto intorno...dopo, anche dentro. Tanto, è pulito...Mio marito ansima, apre le gambe, mi spinge la testa ancora più giù. Il suo cazzo, ormai, è duro come marmo; ormai, conosco mio marito. Quando mi spinge giù la testa, significa "fammi un pompino". Per me non c'è problema...E' la condizione "sine qua non", attraverso la quale lo eccito di brutto. Comincio a leccare tutto intorno al suo cazzo, sulle gambe, nell'interno coscia, intorno alle palle, lavorando di lingua e massaggiandogli le palle come si deve...mio marito, intanto ansima e mugola forte, dicendo:-Sì tesoro, continua così...come mi fai godere, come mi fai sentire...Sei fantastica, fai pompini meravigliosi, nessuna ha mai saputo succhiarmi, toccarmi e massaggiarmi a questa maniera! Mi farei succhiare da te per l'eternità- Io continuo, scivolando con le dita verso il perineo, succhiando il suo cazzo enorme, facendolo sparire in bocca. Nessun problema, non ha neanche un pelo...Vado su e giù per l'asta del suo cazzo duro e pulsante con la lingua, leccando per bene il buchino della sua cappella, massaggiandogli intanto il perineo. Mio marito continua a dire schifezze in russo, la sua lingua madre...in modo che pure l'ucraino capisco. Io sono troppo occupata per rispondergli...Mi fermo un attimo per mettermi sulle dita un po' di gel...e gli pratico quello che in inglese si chiamerebbe "lingam massage", andando su e giù per il suo cazzo con le mani giunte, accarezzandogli anche la cappella; continuo così. Le mani sono ancora unte del gel, mi preparo a massaggiargli la prostata. Inizio a leccare il suo buchino...è morbidissimo e sa di pulito. Almeno, la doccia di prima è servita...mi ci dedico, gli infilo dentro la lingua, in modo da riempirlo di saliva come si deve; lo lecco bene anche tutto intorno, leccando bene tutte le pieghe. Ivan ansima e continua con tutte le sue oscenità russe...molto, molto pesanti. Dice che se mi avesse pagata in un qualche bordello di Amsterdam, dove ha lavorato prima di arrivare in questa nazione del Medio Oriente, sarebbe venuto a trovarmi tutti i giorni...e sarebbe andato in bancarotta, per me. Mi dice anche che sono la sua droga, la sua nicotina, il suo alcool...che senza di me non ci sa e non ci vuole stare, che il sesso con me gli è necessario come l'aria che respira. In quel momento, piego un dito a uncino...e lo penetro come si deve, prima dolcemente, dopo sempre più in profondità; intanto, continuo a spompinarlo come si deve. Ivan agita le braccia e le gambe, continua col suo rosario di oscenità russe, mi spinge la testa sempre più giù, sempre con forza, mentre io gli massaggio la prostata. Mi stringe i capelli, li tira per un po'...dopodichè dice:-E' ora di renderti la mia "hoholushka" (insulto dei Russi per le donne ucraine...), la mia prigioniera ucraina, a Bucha; ti ho raccontato cosa è successo lì. Mi piace pensare che sono ancora da qualche parte nel Donbass...e tu sei la mia prigioniera preferita, col culetto tenero come burro, da inculare a sangue.- Mio marito mi prende per i capelli, si alza, mi stringe le mani con una morsa d'acciaio. In un attimo, è dietro di me...mi stringe sempre le mani. Non usa neanche il gel, usa solo un po' di saliva; la mette sul buco del mio culo e dice, con voce forte alta e chiara:-E' ora, "hoholushka". Prendi il mio cazzo russo, bello duro, senza gel...ti inculo a sangue, lo so che ti piace. Sei la mia preferita, da inculare tutte le volte che mi pare...-E con l'altra mano, continua a tirarmi forte i capelli. Ivan continua:-Sì tesoro, lo so che ti piace, così, a secco...senza neanche il gel. In guerra, si usa così...Sentilo tutto, prendilo tutto amore, fino in fondo....- Io lo incito a continuare, che mi piace tantissimo...aggiungo:-Sì tesoro mio, hai un cazzo enorme...fammi tutto, fammi tutto. Vienimi pure dove vuoi, riempimi tutta, sfondami.- Ivan mi tira i capelli ancora più forte, si sputa sulle dita e inizia a massaggiarmi il buco del culo...capisco subito quello che Ivan ha in mente...e che piace tantissimo a entrambi. Ivan si sputa sulle mani, massaggia ben bene il buchino; io lo incito a continuare, dicendogli che mi piace tantissimo essere inculata da lui, che aspetto sempre quando "mi fa tutto"...e, nel nostro "lessico familiare", "fare tutto" significa anche sesso anale. Ivan risponde:-Urla pure, che ci sentano tutti, su come ti faccio godere e come scopiamo come ricci tutte le notti...altro che averti sposato solo per rimanere qui!-
Quando il mio buchino è pronto, mi entra manco fosse "Cotechinho, centravanti di sfondamento..." in tutti i sensi. Mi entra come burro, anche se ha usato solo la sua saliva...io urlo per il piacere, incito Ivan ad essere il più duro possibile...il sesso con lui è davvero la mia droga, il mio alcool, la mia nicotina...dato che la fantasia preferita di Ivan è che sono una sua prigioniera ucraina nel Donbass (dove è nato...); mi tira forte i capelli, mi sculaccia (e Ivan, se ci si mette, va giù pesante...è successo altre volte di non potermi quasi sedere dal male che avevo dopo; diverse volte, ho dovuto coprire i suoi succhiotti col fondotinta; ho avuto i polsi doloranti perchè me li stringeva forte. Ho raccontato queste cose al Ministero degli Interni, senza alcuna vergogna...), mi infila tre-quattro dita nella figa spingendo senza pietà e parte con le peggiori parolacce russe...Intanto, io continuo a urlare, che aspetto il suo sperma caldo...me lo può scaricare dove vuole.- Ivan continua a spingere, grugnire e mugolare; mi toglie il cazzo dal culo e mi fa girare sulla schiena, mettendomi sotto un cuscino. Mi blocca le mani vicino alla testa, in modo che io non possa difendermi...si infila dentro di me...mi infila le dita in bocca, sporche del mio sangue...e mi intima di leccare tutto come si deve, altrimenti "mi arriverà uno schiaffo". Inizio a fare come mi ordina...ma non ce la faccio, sono troppo concentrata sul piacere che mi dà il suo cazzo mentre mi sfonda...Allora Ivan inizia con gli schiaffi, anche forte...sento l'orecchio che mi rimbomba e l'occhio che quasi mi esce dall'orbita. Continuo a gemere, alzo le gambe, in modo da sentirlo dentro di me ancora più profondamente, ordinandogli di andare ancora più profondamente. Ivan risponde:-Piccola, prendilo tutto...quanto mi piace lasciarmi andare completamente, con te...mi fai impazzire, ti devo schiacciare, mi piace il controllo che ho su di te..- In quel momento, mi mette una mano intorno al collo e stringe sempre più forte; mi tappa la bocca. Vedo i suoi occhi nell'oscurità...hanno un lampo animalesco, la sua bocca è un ghigno...continua col suo rosario di schifezze russe, alcune delle quali davvero molto pesanti. Inizia ad ansimare, a respirare forte...molla la presa, mi mette un braccio contro la schiena, mi stringe a lui...e, finalmente, gridando come pazzi, veniamo insieme. Mi sembra che l'orgasmo dura due minuti buoni...lo sento a ondate, io sento la figa bollire...Non ce la faccio, gli spingo la sua bocca sulla mia. Crolla su di me, sospirando molto profondamente. Tengo mio marito tra le braccia, accarezzandogli quella cicatrice sul cuoio capelluto, stringendolo sul mio cuore, canticchiandogli una canzone d'amore di Dima Bilan; sono tutta dolorante, ma non mi importa. Rimaniamo così per parecchi minuti. Ad un certo punto, Ivan si alza e mi ordina:-Vai a lavarti, ti porto qualcosa da mangiare.-
Io eseguo...mio marito, si mette un asciugamano intorno alla vita. Dopo che mi sono lavata, lo aspetto a letto. Mio marito passa anche lui dalla doccia e ritorna in cucina. Arriva in camera con un vassoio pieno di cibo con tovagliolini, kefir, vodka e succo di lamponi. Sul vassoio c'è pane, formaggio, borscht, senape, pollo alla Kiev, cavolfiore saltato in padella. Mio marito, ha scaldato tutti quei piatti che riempivano il nostro frigo nel microonde...mi ha raccontato che Aleksej pareva non aver chiuso occhio tutta la notte, mentre scopavamo come pazzi; quando l'ha visto trafficare in cucina, si è girato verso il divano, visibilmente imbarazzato. Ivan aggiunge:-Intanto che scaldavo tutto quanto, gli ridevo in faccia. Un'altra cosa che mi piace è mangiare come si deve, insieme a te, dopo le nostre scopate. Mi riempie il bicchiere di vodka e dice:-Al sesso tra noi, il migliore del mondo!
Il problema sarà quando gli impiegati leggeranno le nostre conversazioni...roba che Moana Pozzi e Rocco Siffredi, in confronto, sono monaci benedettini. Però, "dura lex, sed lex", come direbbero gli antichi Romani...e vabbè, pazienza, gli impiegati capiranno che io e Ivan non ci siamo sposati solo per fargli avere la cittadinanza del mio Stato adottivo. Per non parlare delle domande bastardissime che ci faranno, del tipo: di che colore sono gli spazzolini da denti, quanti set di biancheria intima ho, se abbiamo da lavare roba colorata o bianca...
Una sera di febbraio, poco dopo il matrimonio, Ivan mi dice:-Jess, ti spiace se invito a cena un mio collega? Gli devo dei soldi.- Io rispondo:-Va bene.- Iniziamo a cucinare, cosa che ci piace tantissimo fare assieme...una cena russa in piena regola (per fortuna, che era il mio "giorno dello sgarro" dalla dieta...stare a dieta, con Ivan, è difficilissimo, dato che è un ottimo cuoco...e pensa che "le ossa vanno bene solo per i cani").
Mettemmo quindi in tavola: pane nero, lardo, senape, formaggio, cipolle, funghi alla panna acida, zuppa okroshka, "holodets", patate al forno, salsicce, costine di maiale, vodka "Russkij Standart" gelata.
Aleksej, il collega di Ivan, suonò alla porta alle 10 di sera...Ivan gli disse:-Ecco i tuoi soldi...Conosci Jessica? Abbiamo appena messo in tavola la cena, vuoi farci compagnia?- Aleksej disse subito "sì" e si rivolse a me nella lingua ufficiale del mio Stato adottivo...con molta fatica. Io gli risposi:-Non preoccuparti, possiamo parlare inglese o russo.- Aleksej parve rincuorato e lo invitammo a servirsi...intanto, Ivan aveva già iniziato con gli antipasti, a disporre il lardo sul pane, con la senape...dopo, le cipolle; mangiavo anche io, mentre gli uomini parlavano di lavoro. Intanto, mi accorgevo che Alekseij mi stava guardando sempre più di sottecchi e cercata spesso di coinvolgermi nella conversazione, chiedendomi dove avessi imparato il russo così bene...Ivan deve essersene accorto, perchè i suoi occhi sono diventati due schegge blu. Lo conosco, un po'...quando si arrabbia, succede sempre così. Intanto, in tre, ci siamo scolati mezza bottiglia di vodka...io cerco di controllarmi, non si può mai sapere. Aleksei rivolge le sue attenzioni a me, chiedendomi cosa ne penso del conflitto tra Russia e Ucraina. Ivan mi interrompe e interloquisce:-Ehi, "hohol" (l'insulto dei Russi verso gli Ucraini...) non mettiamo in mezzo la politica. Sono in questa nazione per starmene calmo, dopo casini inarrenabili. Abbiamo bevuto troppo, meglio andare a dormire. Non farti problemi, il divano è comodo. Jess, vai a prendere le coperte e i cuscini. Io eseguo...noto che Ivan mi segue con gli occhi, con uno sguardo beffardo.
Aleksej, sistemava il divano...Ivan mi dice, in modo che Aleksej senta:-E' proprio vero che in questo Stato non c'è il riscaldamento come in Europa...mi ci vuole una bella doccia calda. Vero, Jess? Ci aiuterà a dormire meglio.- Guardo Ivan negli occhi...conosco bene ormai quello sguardo...è l'inizio di una scopata mondiale, con noi due che scopiamo "fin quando fa male, fin quando ce n'è".
Ivan dice:-Buonanotte Aleksej.- E, intanto, mi spinge verso la camera da letto, chiudendola. Ivan mi dice:-Metti qualcosa che si può togliere facilmente. Voglio mostrare al "hohol" chi comanda. Non mi piaceva come ti guardava...cosa crede, che non me ne sia accorto? Adesso, gli faccio vedere io.- E mi lancia una delle sue magliette;io ho sotto gli slip. In quel momento Ivan riapre la porta e mi spinge verso il bagno.
Ivan controlla se la temperatura dell'acqua; intanto, mi ordina di spogliarmi. Quando la temperatura dell'acqua è a posto, Ivan mi spinge sotto il getto dell'acqua; prende un po' di sapone intimo, lo mette sulle dita e comincia a infilarmene nella figa e nel culo, massaggiando piano; io non ce la faccio più, attiro Ivan a me, baciandolo e leccandogli già i suoi capezzoli...Ivan mugola di piacere, mi abbraccia, continua a massaggiarmi dicendo:-Che bei buchini, vanno preparati come si deve...fammi la stessa cosa amore, così pure tu mi lecchi e mi succhi come si deve.- Io rispondo:-Dammi allora il gel intimo, così ti lavo come si deve.- Inizio a metterne un po' anch'io sulle dita, inizio ad accarezzarlo come si deve: prima un bel massaggio alle palle, poi vado dietro...inizio a massaggiare il perineo di mio marito. Intanto, mi attira a sè,"lavandomi la schiena", proprio come nei film e mi bacia furiosamente, mordendomi le labbra. Io ricambio il bacio di mio marito,e, piano piano, inizio a lavorare per bene il suo buchino; è liscio e morbido, il mio dito gli entra come il burro...io cerco di fare piano, ma Ivan è già "partito"...anche lui continua a frugarmi la figa e il culo, attirandomi a lui, sempre baciandomi furiosamente. Sento il cazzo di Ivan indurirsi come pietra, mi preme già contro la figa..ma io lo voglio far impazzire del tutto...prendo un un po' di bagnoschiuma e inizio ad accarezzarlo. Non mi stancherò mai di dire che ha un corpo stupendo...la sua pelle liscia e morbida ricorda il caramello salato; è sempre un piacere per me toccare la sua pelle calda e liscia. Perciò, mi prendo il mio tempo a massaggiarlo dappertutto...a Ivan piace da morire. Non posso fare a meno di notare il suo cazzo, dritto e duro come marmo. Voglio tanto succhiarlo, ma voglio farlo impazzire del tutto. Ad un certo punto, Ivan mi solleva bruscamente e inizia ad accarezzarmi, col bagnoschiuma sulle mani. Mi stringe a sè, mi infila il cazzo tra le cosce, comincia a strofinarlo, mi attira a sé; il mio culo è contro la sua pancia. Ivan mi dice all'orecchio:-Andiamo in camera, non ce la faccio più.- Mi asciuga, mi stringe a sè, mi bacia...il suo odore di bagnoschiuma al miele mi eccita di brutto. Quando apriamo la porta del bagno, Aleksei ronfa sul divano...Ivan, nella penombra, ha un sorriso beffardo; siamo entrambi avvolti negli asciugamani.
Finalmente, andiamo in camera e ci liberiamo degli asciugamani...trascino mio marito a letto e iniziamo a baciarci furiosamente. Gli mordo le labbra, lo abbraccio, gli cingo la vita con le gambe, lo supplico di "farmi tutto"...quando gli dico "fammi tutto", nel nostro "lessico famigliare" significa farmi anche sesso anale. Ivan risponde:-Stai tranquilla, stanotte ti porto fino all'estasi. Ti faccio urlare così forte che quel cazzo di nazionalista ucraino capirà chi comanda.- E mi fa cenno di girarmi. Igor finisce sotto di me e mi guida la testa sui suoi capezzoli, piccoli ed eretti; mi tiene la mano sulla testa, muovendola verso questi ultimi, ordinandomi di "succhiare e baciare". Io eseguo...sento mio marito ansimare e mugolare forte. Io intanto penso che mio marito, che ha combattuto coi filorussi nel Donbass, da cui ha riportato una cicatrice sul cuoio capelluto, è creta molle nelle mie mani; intanto, lo accarezzo sulle spalle, sul collo...mio marito non ce la fa più e mi dice, in russo, in modo che possa sentire anche Aleksei:-Sì amore mio, continua così, lecca bene tutto...mi fai impazzire, che lingua calda e morbida. Baciami dappertutto, senti il mio cuore...- Intanto, mi muove la testa a destra e a sinistra del suo petto, tra un capezzolo e l'altro, in modo che io possa dare attenzione a entrambi.
Ad un certo punto, Ivan mi spinge la testa giù, lungo la sua pancia...inizio a leccare il suo ombelico, tutto intorno...dopo, anche dentro. Tanto, è pulito...Mio marito ansima, apre le gambe, mi spinge la testa ancora più giù. Il suo cazzo, ormai, è duro come marmo; ormai, conosco mio marito. Quando mi spinge giù la testa, significa "fammi un pompino". Per me non c'è problema...E' la condizione "sine qua non", attraverso la quale lo eccito di brutto. Comincio a leccare tutto intorno al suo cazzo, sulle gambe, nell'interno coscia, intorno alle palle, lavorando di lingua e massaggiandogli le palle come si deve...mio marito, intanto ansima e mugola forte, dicendo:-Sì tesoro, continua così...come mi fai godere, come mi fai sentire...Sei fantastica, fai pompini meravigliosi, nessuna ha mai saputo succhiarmi, toccarmi e massaggiarmi a questa maniera! Mi farei succhiare da te per l'eternità- Io continuo, scivolando con le dita verso il perineo, succhiando il suo cazzo enorme, facendolo sparire in bocca. Nessun problema, non ha neanche un pelo...Vado su e giù per l'asta del suo cazzo duro e pulsante con la lingua, leccando per bene il buchino della sua cappella, massaggiandogli intanto il perineo. Mio marito continua a dire schifezze in russo, la sua lingua madre...in modo che pure l'ucraino capisco. Io sono troppo occupata per rispondergli...Mi fermo un attimo per mettermi sulle dita un po' di gel...e gli pratico quello che in inglese si chiamerebbe "lingam massage", andando su e giù per il suo cazzo con le mani giunte, accarezzandogli anche la cappella; continuo così. Le mani sono ancora unte del gel, mi preparo a massaggiargli la prostata. Inizio a leccare il suo buchino...è morbidissimo e sa di pulito. Almeno, la doccia di prima è servita...mi ci dedico, gli infilo dentro la lingua, in modo da riempirlo di saliva come si deve; lo lecco bene anche tutto intorno, leccando bene tutte le pieghe. Ivan ansima e continua con tutte le sue oscenità russe...molto, molto pesanti. Dice che se mi avesse pagata in un qualche bordello di Amsterdam, dove ha lavorato prima di arrivare in questa nazione del Medio Oriente, sarebbe venuto a trovarmi tutti i giorni...e sarebbe andato in bancarotta, per me. Mi dice anche che sono la sua droga, la sua nicotina, il suo alcool...che senza di me non ci sa e non ci vuole stare, che il sesso con me gli è necessario come l'aria che respira. In quel momento, piego un dito a uncino...e lo penetro come si deve, prima dolcemente, dopo sempre più in profondità; intanto, continuo a spompinarlo come si deve. Ivan agita le braccia e le gambe, continua col suo rosario di oscenità russe, mi spinge la testa sempre più giù, sempre con forza, mentre io gli massaggio la prostata. Mi stringe i capelli, li tira per un po'...dopodichè dice:-E' ora di renderti la mia "hoholushka" (insulto dei Russi per le donne ucraine...), la mia prigioniera ucraina, a Bucha; ti ho raccontato cosa è successo lì. Mi piace pensare che sono ancora da qualche parte nel Donbass...e tu sei la mia prigioniera preferita, col culetto tenero come burro, da inculare a sangue.- Mio marito mi prende per i capelli, si alza, mi stringe le mani con una morsa d'acciaio. In un attimo, è dietro di me...mi stringe sempre le mani. Non usa neanche il gel, usa solo un po' di saliva; la mette sul buco del mio culo e dice, con voce forte alta e chiara:-E' ora, "hoholushka". Prendi il mio cazzo russo, bello duro, senza gel...ti inculo a sangue, lo so che ti piace. Sei la mia preferita, da inculare tutte le volte che mi pare...-E con l'altra mano, continua a tirarmi forte i capelli. Ivan continua:-Sì tesoro, lo so che ti piace, così, a secco...senza neanche il gel. In guerra, si usa così...Sentilo tutto, prendilo tutto amore, fino in fondo....- Io lo incito a continuare, che mi piace tantissimo...aggiungo:-Sì tesoro mio, hai un cazzo enorme...fammi tutto, fammi tutto. Vienimi pure dove vuoi, riempimi tutta, sfondami.- Ivan mi tira i capelli ancora più forte, si sputa sulle dita e inizia a massaggiarmi il buco del culo...capisco subito quello che Ivan ha in mente...e che piace tantissimo a entrambi. Ivan si sputa sulle mani, massaggia ben bene il buchino; io lo incito a continuare, dicendogli che mi piace tantissimo essere inculata da lui, che aspetto sempre quando "mi fa tutto"...e, nel nostro "lessico familiare", "fare tutto" significa anche sesso anale. Ivan risponde:-Urla pure, che ci sentano tutti, su come ti faccio godere e come scopiamo come ricci tutte le notti...altro che averti sposato solo per rimanere qui!-
Quando il mio buchino è pronto, mi entra manco fosse "Cotechinho, centravanti di sfondamento..." in tutti i sensi. Mi entra come burro, anche se ha usato solo la sua saliva...io urlo per il piacere, incito Ivan ad essere il più duro possibile...il sesso con lui è davvero la mia droga, il mio alcool, la mia nicotina...dato che la fantasia preferita di Ivan è che sono una sua prigioniera ucraina nel Donbass (dove è nato...); mi tira forte i capelli, mi sculaccia (e Ivan, se ci si mette, va giù pesante...è successo altre volte di non potermi quasi sedere dal male che avevo dopo; diverse volte, ho dovuto coprire i suoi succhiotti col fondotinta; ho avuto i polsi doloranti perchè me li stringeva forte. Ho raccontato queste cose al Ministero degli Interni, senza alcuna vergogna...), mi infila tre-quattro dita nella figa spingendo senza pietà e parte con le peggiori parolacce russe...Intanto, io continuo a urlare, che aspetto il suo sperma caldo...me lo può scaricare dove vuole.- Ivan continua a spingere, grugnire e mugolare; mi toglie il cazzo dal culo e mi fa girare sulla schiena, mettendomi sotto un cuscino. Mi blocca le mani vicino alla testa, in modo che io non possa difendermi...si infila dentro di me...mi infila le dita in bocca, sporche del mio sangue...e mi intima di leccare tutto come si deve, altrimenti "mi arriverà uno schiaffo". Inizio a fare come mi ordina...ma non ce la faccio, sono troppo concentrata sul piacere che mi dà il suo cazzo mentre mi sfonda...Allora Ivan inizia con gli schiaffi, anche forte...sento l'orecchio che mi rimbomba e l'occhio che quasi mi esce dall'orbita. Continuo a gemere, alzo le gambe, in modo da sentirlo dentro di me ancora più profondamente, ordinandogli di andare ancora più profondamente. Ivan risponde:-Piccola, prendilo tutto...quanto mi piace lasciarmi andare completamente, con te...mi fai impazzire, ti devo schiacciare, mi piace il controllo che ho su di te..- In quel momento, mi mette una mano intorno al collo e stringe sempre più forte; mi tappa la bocca. Vedo i suoi occhi nell'oscurità...hanno un lampo animalesco, la sua bocca è un ghigno...continua col suo rosario di schifezze russe, alcune delle quali davvero molto pesanti. Inizia ad ansimare, a respirare forte...molla la presa, mi mette un braccio contro la schiena, mi stringe a lui...e, finalmente, gridando come pazzi, veniamo insieme. Mi sembra che l'orgasmo dura due minuti buoni...lo sento a ondate, io sento la figa bollire...Non ce la faccio, gli spingo la sua bocca sulla mia. Crolla su di me, sospirando molto profondamente. Tengo mio marito tra le braccia, accarezzandogli quella cicatrice sul cuoio capelluto, stringendolo sul mio cuore, canticchiandogli una canzone d'amore di Dima Bilan; sono tutta dolorante, ma non mi importa. Rimaniamo così per parecchi minuti. Ad un certo punto, Ivan si alza e mi ordina:-Vai a lavarti, ti porto qualcosa da mangiare.-
Io eseguo...mio marito, si mette un asciugamano intorno alla vita. Dopo che mi sono lavata, lo aspetto a letto. Mio marito passa anche lui dalla doccia e ritorna in cucina. Arriva in camera con un vassoio pieno di cibo con tovagliolini, kefir, vodka e succo di lamponi. Sul vassoio c'è pane, formaggio, borscht, senape, pollo alla Kiev, cavolfiore saltato in padella. Mio marito, ha scaldato tutti quei piatti che riempivano il nostro frigo nel microonde...mi ha raccontato che Aleksej pareva non aver chiuso occhio tutta la notte, mentre scopavamo come pazzi; quando l'ha visto trafficare in cucina, si è girato verso il divano, visibilmente imbarazzato. Ivan aggiunge:-Intanto che scaldavo tutto quanto, gli ridevo in faccia. Un'altra cosa che mi piace è mangiare come si deve, insieme a te, dopo le nostre scopate. Mi riempie il bicchiere di vodka e dice:-Al sesso tra noi, il migliore del mondo!
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