Guardo il tuo pene

di
genere
esibizionismo

Questa mattina ho scritto una poesia dallo stesso titolo e l'ho postata su questo bel sito nella sezione poesie. Il fatto è successo ieri pomeriggio e quindi è tutto vero e ha acces in modo straordinario la mia fantasia. Ho scritto una poesia perché è breve e immediata. Ma quello che mi è successo ieri mi rimane ancora impresso in mente ed è tutto il giorno che ci penso con piacere (anche perché non c'è stato mai neppure un piccolo accenno di violenza o un gesto non gradito) e dopo pranzo ripensandoci mi sono sentita nuovamente eccitata e, siccome io e mio marito siamo una coppia che non ha segreti e si racconta tutto, giunti al caffè ho iniziato a raccontargli quello che ora racconto a voi. Si è eccitato anche lui e abbiamo scopato subito sul divanetto della cucina.

Questo è il racconto verità di quello che mi è successo. Ieri verso le 14 sono uscita per una corsetta in un sentiero che da casa nostra conduce in un bosco e termina in un laghetto. Non uso le solite tute per correre, ma le scarpe da ginnastica con delle calze gialle al ginocchio, una maglietta e un giubbino per il freddo (purtroppo siamo a febbraio se no sarebbe stato sufficiente il reggiseno) e una gonnellina a pieghe gialla decisamente molto corta (tanto non c'è mai nessuno in questa stagione almeno così credevo).

Comincio la mia corsa (non sportiva, ma tranquilla), prendo il sentiero per i primi trecento metri, poi attraverso un ponticello che sormonta un ruscello e subito dopo c'è una stretta curva a sinistra e dopo tra due alti alberi c'è un masso abbastanza grande. Il sentiero passa vicino al masso. Seminascosto vedo quel ragazzo (trentenne) che indossava un cappotto marrone aperto e sotto era completamente nudo. Mi blocco un attimo e sto per riprendere con maggiore velocità la mia corsa, ma qualcosa improvvisamente mi blocca. Compresi che quel ragazzo era inoffensivo e l'unica cosa che desiderava era mostrarmi il suo bel pene in completa erezione. Avevo fatto qualche metro in più, perciò ho deciso di tornare verso di lui molto lentamente. Mi sono fermata a circa tre metri e non riuscivo a staccare gli occhi da quel cazzo. Nella poesia ho detto che lui era completamente nudo e non si toccava, ma è stata solo una mia libertà poetica. In effetti egli, con il cappotto aperto si accarezzava il cazzo lentamente con la mano sinistra. Chiarisco il fatto che non si stava masturbando, ma accarezzando appena. Eravamo a tre metri di distanza e ci stavamo guardando molto bene. Ha preso coraggio e ha detto "mi chiamo Franco e tu sei molto bella e eccitante". Gli ho risposto "ciao, io sono Rita e hai un cazzo molto invitante!". Guardavo quel cazzo e la sua mano che con estrema delicatezza alzava e abbassava la pelle scoprendo di volta in volta la bella cappella turgida. Ho sganciato il bottone che serrava alla vita la mia micro gonna e l'ho fatta scivolare a terra. Poi ho scostato di lato il tanga blu e ho iniziato a accarezzarmi anche io. mi sono avvicinata ancora, ora eravamo a circa un metro di distanza ci guardavamo in viso e guardavamo i nostri cazzo e fica eccitandoci ancora di più. Poi lui ha chiuso gli occhi e ho compreso che era prossimo all'orgasmo. Mi sono avvicinata a pochi centimetri da lui, ho abbassato rapida le mutandine perché volevo che mi sborrasse sulla fica. Il ragazzo ha spinto un po' il bacino verso di me e toccando appena la mia pelle ed è venuto moltissimo con uno sperma denso e bianco. Era confuso, non sapeva come comportarsi e io gli ho imposto "hai riempito la mia fica con la tua sborra ora devi pulire!".
Ubbidiente si è chinato e ha cominciato a leccare il suo sperma e poi si è avvicinato alla mia fessura e con le labbra a ventosa ha cominciato a succhiarmi il clitoride e con la lingua a leccarmela tutta. Chiaramente sono venuta quasi subito perché sono terribilmente sensibile alle bocche che si incollano alla mia fica. Devo confessare una cosa che conosce solo l'interessato e mio marito. È stato con mio fratello, avevamo quindici lui e tredici io, la prima volta che sono stata leccata e baciata. Al mare, un pomeriggio caldissimo eravamo nella nostra camera della casa di vacanza, avevamo solo le mutandine e io ero semi addormentata, quando ho sentito le sue labbra per la prima volta. Rimasi sconvolta. Poi lo abbiamo ripetuto solo altre due volte, ma non abbiamo mai scopato noi due. Ma da quel momento se un uomo avvicina le sue labbra alla mia fica. Non dico altro...

Il ragazzo del bosco, con il piacere dell'esibizionismo, mi ha detto che quasi sempre deve scappare perché lo insultano, ma a lui piace molto farsi vedere all'improvviso e mostrare il suo cazzo duro. Mi ha promesso che uno di questi pomeriggi ritorna, ma non mi ha detto quando per ricreare la sorpresa. Un pensiero perverso mi è venuto: ma se una sera io e mio marito lo invitassimo a cena?
scritto il
2026-02-03
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