Assistente anziani
di
Giusy74
genere
dominazione
Avendo perso da poco il lavoro, Giusy, si ritrova a dover cercare velocemente qualcosa, per riuscire, almeno temporaneamente, a far fronte a tutte le sue spese. Dopo alcuni colloqui riesce a trovare la possibilità di lavorare come assistente di un anziano vedovo ottantenne di nome Carlo. Quest'ultimo ha appena perso sua moglie e ha bisogno di qualcuno che lo aiuti con i normali lavori di casa e per le sue necessitò personali. Quando Giusy arrivò all'indirizzo datogli dall'uomo, si ritrovò davanti ad una casetta con giardino, nella quale c'era un bidone della spazzatura traboccante di sacchi pieni di spazzatura. L'odore era nauseabondo.
Dopo qualche esitazione, Carlo lo invitò a entrare per discutere le condizioni di lavoro. "Ok, andiamo allora!" disse il vecchio. Condusse Giusy nel suo soggiorno dove si sedette su un divano mentre Giusy stava accanto a lui. "Allora cosa ne pensi? Ti piace casa mia?" chiese Carlo.
"No, davvero non so rispondere a questa domanda", disse Giusy. "Non sono sicura di poter sopportare tutto questo... perdonatemi, ma non immaginavo un simile disastro"
Carlo lo interruppe prima che potesse finire la frase. "Guarda, proprio per questo ho bisogno di un aiuto quotidiano, non ce la faccio più da solo, sono troppo vecchio".
Giusy sembrava ancora incerta se volesse accettare o meno l'offerta. Ma dopo averci pensato un attimo, Carlo continuò a parlare. "Senti, se vuoi ti posso dare anche qualcosa in più. Ma se non te la senti, non insisto."
Alla fine Giusy acconsentì. "Ok, va bene allora, accetto. Quali sono le tue aspettative?"
"Beh, per prima cosa, ho bisogno di aiuto con tutte le mie necessità quotidiane, dal bagno alla preparazione dei pasti, praticamente tutto. Secondo, devi prenderti cura della casa. E infine, mi aspetto che tu pulisca ogni giorno senza sosta, altrimenti..."
"O cosa?" chiese Giusy guardandolo attentamente.
Carlo sorrise. "Dovrai tornare a casa e trovarti un altro lavoro. Adesso vattene, ho da fare oggi!"
Giusy si sentì molto male dopo aver sentito queste parole. Aveva accettato questa posizione perché aveva bisogno di soldi velocemente e non poteva permettersi altra opzione che accettare questo lavoro. Oltretutto occuparsi della casa e delle esigenze di Carlo sarebbe stato un lavoro piuttosto duro.
I giorni successivi trascorsero piuttosto lentamente. Carlo non era un gran chiacchierone e parlava solo quando era necessario. Per la maggior parte del tempo se ne stava per conto suo, uscendo di tanto in tanto a comprare da mangiare o andando al circolo a giocare a carte con altri anziani. Intorno a lui c'era silenzio, a parte il suono dei programmi TV in sottofondo.
Giusy passava la maggior parte del suo tempo a svolgere i lavori di casa. Dopo aver terminato ogni compito ascoltava le richieste di Carlo, che non erano mai facili. Un giorno Carlo gli disse di preparare la cena. Giusy andò in cucina e preparò gli spaghetti alla bolognese. Appena ebbe finito di cucinare, Carlo entrò e prese uno dei piatti. "Cos'è questa merda?! Non sai davvero fare un cazzo!!" Ha urlato gettando violentemente il piatto a terra. "Ora pulisci! Stupida serva."
Giusy, quasi piangendo, obbedì senza dire una parola. Più tardi quella notte, Carlo era seduto in soggiorno a guardare la TV. Ad un certo punto durante il programma, ha iniziato a tossire e ha tossito ininterrottamente finché non si è addormentato. Quando Giusy lo sentì russare, decise di andare a letto.
La mattina dopo Giusy si svegliò al suono della voce di Carlo, che la chiamava con tono austero.
"Giusy! Giusy!"
"Dov'è signor Carlo?"
"Sono in bagno, ho bisogno che mi aiuti a lavarmi. Vieni."
Giusy andò in bagno e vide Carlo già nudo.
"Allora? Avrai visto altri uomini nudi nella tua vita, datti una mossa"
Giusy aiutò Carlo ad entrare nella vasca da bagno.
"Prendi la spugna e il sapone e lavami accuratamente."
Giusy fece come le era stato detto e cominciò a lavargli il corpo.
"Ti piace quello che vedi?"
"Sì", rispose Giusy.
"Bene. Allora muoviti".
Giusy si voltò e continuò a lavargli la schiena, poi si spostò davanti, gli lavò il petto e le braccia.
“Adesso continua così, voglio essere pulito ovunque.”
Successivamente Giusy è scesa a pulire i piedi e le gambe, cercando di stare attenta ad evitare le parti intime.
"Che fai, idiota? Credi che debba stare con il cazzo sporco? Dai, puliscilo!"
Giusy era spaventata dalle parole dure di Carlo ma allo stesso tempo si sentiva emozionata dal suo tono rude. Voleva scappare ma invece si trattenne e continuò a pulirgli i genitali. Ha preso il suo cazzo in mano e ho cominciato a strofinarlo con la spugna.
"Sì così, anche le palle, pulite"
Il cazzo di Carlo stava diventando duro.
"Anche la cappella, la voglio splendente"
Giusy si fermò e lo guardò.
"Non ti avevo detto di pulire tutto? Sì, anche la cappella, dai!"
Giusy continuava a strofinargli il cazzo e le palle guardandolo.
"Ok, ok, va bene, farò come vuole."
Giusy prese la spugna e il sapone e gli strofinò il cazzo eretto, scappellandolo per lavare tutto.
"Strofinalo così, sì, brava ragazza."
Dopo qualche minuto Carlo cominciò a gemere.
"Oh, oh, ooohhh... sì"
All'improvviso Carlo si svegliò da quel godimento, voltandosi.
"Anche il culo, lavalo"
Giusy si mise in ginocchio e cominciò a sciacquargli l'ano con la spugnetta.
"Sì, brava, lavami bene il buco del culo"
Una volta che Giusy ha finito, aiutando Carlo a uscire dalla vasca, comincio ad asciugare il suo vecchio corpo.
Nei giorni successivi questa situazione si ripeté più volte. Giusy puliva la casa, faceva il bucato, preparava i pasti e si prendeva cura di tutte le altre necessità quotidiane. Carlo sedeva nel suo soggiorno guardando la TV, a volte dormendo, o leggendo un libro. Quando non era occupato, Carlo chiedeva a Giusy di massaggiargli le spalle, le gambe. Giusy si stava abituando a queste situazioni, ma la cosa la metteva ancora a disagio.
Una mattina. "Giusy, Giusy!!"
Carlo era a letto quando lei entrò nella stanza. "Non riesco ad andare da solo, portami in bagno"
Arrivati li. "Devo pisciare"
Giusy interdetta e imbarazzata dalla nuova richiesta. "Ma signor Carlo, cosa vuole che faccia?"
"Tira fuori il cazzo e fammi pisciare, ci vuole un genio?"
"Ma...ma davvero...." Giusy era davvero disorientata.
"Muoviti, idiota di una serva, sei ritardata?" - gridò Carlo con voce alterata.
Giusy non sapeva come rispondere ad un commento così duro. Rimase lì per un momento, congelata.
"Beh, se non vuoi aiutarmi, allora dovresti andartene adesso e trovarti un altro lavoro."
A quel punto, senza ulteriori risposte, Giusy tirò fuori dal pigiama il cazzo di Carlo, indirizzandolo verso il cesso. Lasciandosi andare, cominciò a pisciare, mentre Giusy con il cazzo in mano vedeva il getto di quel liquido denso e giallo che gorgogliava nella tazza del cesso.
"Puliscimi il cazzo adesso"
Ormai Giusy non aveva più nemmeno la forza di protestare e lo fece senza esitazione.
"Fammi sedere"
In quel momento Giusy tremò e si immobilizzò.
"Allora, cosa stai aspettando?"
Ora sapeva che poteva aspettarsi qualsiasi cosa. Carlo cominciò a cagare, mentre lei paralizzata lo guardava. "Pulisci ora che ho finito"
Giusy era ferma. Carlo la prende per il polso, tirandola violentemente verso di sé. "Idiota, muoviti"
Lei non ha detto una parola ma ha fatto come le era stato detto.
Queste situazioni sono diventate all’ordine del giorno. Quel sudicio vecchio di Carlo ora la stava usando come la sua schiava per qualunque cosa. La svegliava ogni mattina con uno schiaffo in faccia. Appena sveglio le chiedeva di preparare la colazione. Dopodiché, le avrebbe chiesto di pulire la casa. Poi la costringeva a massaggiargli i piedi e le gambe mentre guardava la televisione e infine, dopo pranzo, le chiedeva di fare un bagno.
Carlo ormai trattava Giusy come un oggetto di sua proprietà. La trattava sempre peggio e con pretese sempre maggiori, se pensava che avesse sbagliato le urlava ogni sorta di insulti e per punirla la faceva sdraiare in ginocchio dandole fortissime pacche sul culo finché Giusy non piangeva e chiedeva perdono.
Un giorno Carlo tornò a casa e andò subito in cucina. Giusy era ancora a letto. La trovò sdraiata. "Alzati, stupida troia!"
"Cosa ti avevo detto riguardo allo stare a letto? Ora mettiti al lavoro, lurida serva!"
Giusy che fino a quel momento aveva sopportato di tutto, ma solo per necessità, sbottò. "Mi hai rotto le palle, vecchio schifoso, vai a farti fottere!"
Carlo, sorpreso dallo sfogo improvviso, si voltò e le diede uno schiaffo fortissimo, facendola cadere a terra. "Tu, piccola troia insolente, pagherai per questo." Afferra Giusy per i capelli, la tira su con forza e le sputa in faccia.
Giusy era scioccata e non riusciva a smettere di piangere. Carlo prese dal letto un paio di collant di Giusy e con quelli le legò i polsi dietro la schiena, prima di spingerla a terra. Giusy stesa a terra tremante. "Adesso impari a non insultarmi, schifosa troia di merda." Posizionandosi sopra di lei, Carlo tirò fuori il cazzo e cominciò a pisciarle addosso. Giusy rimase a terra paralizzata subendo quell'umiliazione. "Apri la bocca e bevi, schifosa puttana, d'ora in poi in questa casa berrai solo più piscia. Se non ti va, puoi andartene subito e trovarti un altro lavoro. Capito?"
Giusy era umiliata ed in balia di Carlo. Aprì la bocca e bevve la piscia.
"D'ora in poi ti userò come cesso, hai capito, troia!" Carlo ride forte.
Giusy, non riuscendo a controllarsi, cominciò a gemere e vibrare. Carlo se ne accorse e decise di abusare ulteriormente di lei. Le afferrò la testa e la spinse sul suo cazzo.
"Dai succhiami il cazzo! Farai come ti dico altrimenti ti spacco il culo e ti faccio mangiare la merda. Capito?"
Giusy annuì senza dire una parola. "Dai, troia, puliscimi il cazzo, leccalo avrà il sapore di piscio, come piace a una troia come te"
Carlo costrinse Giusy a prenderlo tutto in bocca infilandolo fino alle palle. Le tenne forte la testa e le scopò la gola.
"Oh sì, sì, succhialo, ingoia tutto, mia sporca puttana, ecco a cosa servi"
Giusy, completamente persa, cominciò a prendere il suo cazzo sempre più a fondo, godendosi la sensazione di averlo in bocca.
Dopo qualche minuto Carlo sborrò copiosamente nella bocca di Giusy.
"Ingoia tutta la sborra, sporca troia, e poi puliscimi"
Giusy, completamente esausta, lo pulì.
“Molto ben fatto, troia." Disse Carlo.
Giusy, ancora a terra, tremava.
"Adesso vieni qui e baciami i piedi, inutile serva"
Si alzò e cominciò a baciare i piedi sudati di Carlo.
"Brava ragazza, ora fammi vedere quanto hai imparato. Vieni, siediti sul divano e allarga quelle gambe"
Giusy, che era già disgustata da questa situazione, fu ancora più imbarazzata quando Carlo prese il suo cazzo in mano e cominciò a masturbarsi.
"Sì, guarda un po', sai come accontentare un vecchio, vero?"
Carlo, che stava osservando la reazione di Giusy, vide che i suoi occhi cominciavano a bagnarsi. Lui continuava a masturbarsi, con una mano teneva il cazzo, mentre con l'altra le accarezzava la figa.
"Ah, sì, mia sporca puttana, ti riempirò con la mia sborra."
Giusy, inorridita, cercò di scappare dalla stanza, ma Carlo l'afferrò per i capelli e la trascinò indietro sbattendola sul letto.
“No, no, dove cazzo credi di andare, non ho finito con te! "
Carlo, ormai completamente eretto, mise il cazzo tra le grandi labbra di Giusy e cominciò a scoparle la figa.
"Non muoverti, fottuta stronza, che ti sfondo la figa."
Giusy, completamente sconfitta, rimase immobile.
"Così va meglio. Adesso preparati a ricevere il tuo regalo, troietta mia"
Carlo, mentre scopava la figa di Giusy, le ha inserito un dito nel culo.
“Noooo, quello nooo” protesta Giusy.
Carlo, continuando a scopare la figa di Giusy, comincia a spingerle il dito tutto dentro il buco del culo.
"Oh, ah, sì, sì, sì, sì, sì.." Quel lurido porco di Carlo godeva a violentarla.
Giusy, completamente esausta, cominciò a tremare.
"Adesso, schifosa puttana, ti riempirò con la mia sborra." Venendo tutto dentro di lei.
Giusy, si accasciò a terra.
"Ecco fatto, adesso vai a darti una ripulita."
Giusy, completamente esausta, andò a farsi la doccia e a vestirsi. Carlo, una volta uscita dalla stanza, spense la luce e si addormentò.
Da quel giorno Giusy entra in un vortice di perversione che la porterà ad essere per sempre schiava di quel vecchio porco perverso di Carlo.
Per commenti seguitemi e scrivetemi su x: https://x.com/GiusyBiginelli
Dopo qualche esitazione, Carlo lo invitò a entrare per discutere le condizioni di lavoro. "Ok, andiamo allora!" disse il vecchio. Condusse Giusy nel suo soggiorno dove si sedette su un divano mentre Giusy stava accanto a lui. "Allora cosa ne pensi? Ti piace casa mia?" chiese Carlo.
"No, davvero non so rispondere a questa domanda", disse Giusy. "Non sono sicura di poter sopportare tutto questo... perdonatemi, ma non immaginavo un simile disastro"
Carlo lo interruppe prima che potesse finire la frase. "Guarda, proprio per questo ho bisogno di un aiuto quotidiano, non ce la faccio più da solo, sono troppo vecchio".
Giusy sembrava ancora incerta se volesse accettare o meno l'offerta. Ma dopo averci pensato un attimo, Carlo continuò a parlare. "Senti, se vuoi ti posso dare anche qualcosa in più. Ma se non te la senti, non insisto."
Alla fine Giusy acconsentì. "Ok, va bene allora, accetto. Quali sono le tue aspettative?"
"Beh, per prima cosa, ho bisogno di aiuto con tutte le mie necessità quotidiane, dal bagno alla preparazione dei pasti, praticamente tutto. Secondo, devi prenderti cura della casa. E infine, mi aspetto che tu pulisca ogni giorno senza sosta, altrimenti..."
"O cosa?" chiese Giusy guardandolo attentamente.
Carlo sorrise. "Dovrai tornare a casa e trovarti un altro lavoro. Adesso vattene, ho da fare oggi!"
Giusy si sentì molto male dopo aver sentito queste parole. Aveva accettato questa posizione perché aveva bisogno di soldi velocemente e non poteva permettersi altra opzione che accettare questo lavoro. Oltretutto occuparsi della casa e delle esigenze di Carlo sarebbe stato un lavoro piuttosto duro.
I giorni successivi trascorsero piuttosto lentamente. Carlo non era un gran chiacchierone e parlava solo quando era necessario. Per la maggior parte del tempo se ne stava per conto suo, uscendo di tanto in tanto a comprare da mangiare o andando al circolo a giocare a carte con altri anziani. Intorno a lui c'era silenzio, a parte il suono dei programmi TV in sottofondo.
Giusy passava la maggior parte del suo tempo a svolgere i lavori di casa. Dopo aver terminato ogni compito ascoltava le richieste di Carlo, che non erano mai facili. Un giorno Carlo gli disse di preparare la cena. Giusy andò in cucina e preparò gli spaghetti alla bolognese. Appena ebbe finito di cucinare, Carlo entrò e prese uno dei piatti. "Cos'è questa merda?! Non sai davvero fare un cazzo!!" Ha urlato gettando violentemente il piatto a terra. "Ora pulisci! Stupida serva."
Giusy, quasi piangendo, obbedì senza dire una parola. Più tardi quella notte, Carlo era seduto in soggiorno a guardare la TV. Ad un certo punto durante il programma, ha iniziato a tossire e ha tossito ininterrottamente finché non si è addormentato. Quando Giusy lo sentì russare, decise di andare a letto.
La mattina dopo Giusy si svegliò al suono della voce di Carlo, che la chiamava con tono austero.
"Giusy! Giusy!"
"Dov'è signor Carlo?"
"Sono in bagno, ho bisogno che mi aiuti a lavarmi. Vieni."
Giusy andò in bagno e vide Carlo già nudo.
"Allora? Avrai visto altri uomini nudi nella tua vita, datti una mossa"
Giusy aiutò Carlo ad entrare nella vasca da bagno.
"Prendi la spugna e il sapone e lavami accuratamente."
Giusy fece come le era stato detto e cominciò a lavargli il corpo.
"Ti piace quello che vedi?"
"Sì", rispose Giusy.
"Bene. Allora muoviti".
Giusy si voltò e continuò a lavargli la schiena, poi si spostò davanti, gli lavò il petto e le braccia.
“Adesso continua così, voglio essere pulito ovunque.”
Successivamente Giusy è scesa a pulire i piedi e le gambe, cercando di stare attenta ad evitare le parti intime.
"Che fai, idiota? Credi che debba stare con il cazzo sporco? Dai, puliscilo!"
Giusy era spaventata dalle parole dure di Carlo ma allo stesso tempo si sentiva emozionata dal suo tono rude. Voleva scappare ma invece si trattenne e continuò a pulirgli i genitali. Ha preso il suo cazzo in mano e ho cominciato a strofinarlo con la spugna.
"Sì così, anche le palle, pulite"
Il cazzo di Carlo stava diventando duro.
"Anche la cappella, la voglio splendente"
Giusy si fermò e lo guardò.
"Non ti avevo detto di pulire tutto? Sì, anche la cappella, dai!"
Giusy continuava a strofinargli il cazzo e le palle guardandolo.
"Ok, ok, va bene, farò come vuole."
Giusy prese la spugna e il sapone e gli strofinò il cazzo eretto, scappellandolo per lavare tutto.
"Strofinalo così, sì, brava ragazza."
Dopo qualche minuto Carlo cominciò a gemere.
"Oh, oh, ooohhh... sì"
All'improvviso Carlo si svegliò da quel godimento, voltandosi.
"Anche il culo, lavalo"
Giusy si mise in ginocchio e cominciò a sciacquargli l'ano con la spugnetta.
"Sì, brava, lavami bene il buco del culo"
Una volta che Giusy ha finito, aiutando Carlo a uscire dalla vasca, comincio ad asciugare il suo vecchio corpo.
Nei giorni successivi questa situazione si ripeté più volte. Giusy puliva la casa, faceva il bucato, preparava i pasti e si prendeva cura di tutte le altre necessità quotidiane. Carlo sedeva nel suo soggiorno guardando la TV, a volte dormendo, o leggendo un libro. Quando non era occupato, Carlo chiedeva a Giusy di massaggiargli le spalle, le gambe. Giusy si stava abituando a queste situazioni, ma la cosa la metteva ancora a disagio.
Una mattina. "Giusy, Giusy!!"
Carlo era a letto quando lei entrò nella stanza. "Non riesco ad andare da solo, portami in bagno"
Arrivati li. "Devo pisciare"
Giusy interdetta e imbarazzata dalla nuova richiesta. "Ma signor Carlo, cosa vuole che faccia?"
"Tira fuori il cazzo e fammi pisciare, ci vuole un genio?"
"Ma...ma davvero...." Giusy era davvero disorientata.
"Muoviti, idiota di una serva, sei ritardata?" - gridò Carlo con voce alterata.
Giusy non sapeva come rispondere ad un commento così duro. Rimase lì per un momento, congelata.
"Beh, se non vuoi aiutarmi, allora dovresti andartene adesso e trovarti un altro lavoro."
A quel punto, senza ulteriori risposte, Giusy tirò fuori dal pigiama il cazzo di Carlo, indirizzandolo verso il cesso. Lasciandosi andare, cominciò a pisciare, mentre Giusy con il cazzo in mano vedeva il getto di quel liquido denso e giallo che gorgogliava nella tazza del cesso.
"Puliscimi il cazzo adesso"
Ormai Giusy non aveva più nemmeno la forza di protestare e lo fece senza esitazione.
"Fammi sedere"
In quel momento Giusy tremò e si immobilizzò.
"Allora, cosa stai aspettando?"
Ora sapeva che poteva aspettarsi qualsiasi cosa. Carlo cominciò a cagare, mentre lei paralizzata lo guardava. "Pulisci ora che ho finito"
Giusy era ferma. Carlo la prende per il polso, tirandola violentemente verso di sé. "Idiota, muoviti"
Lei non ha detto una parola ma ha fatto come le era stato detto.
Queste situazioni sono diventate all’ordine del giorno. Quel sudicio vecchio di Carlo ora la stava usando come la sua schiava per qualunque cosa. La svegliava ogni mattina con uno schiaffo in faccia. Appena sveglio le chiedeva di preparare la colazione. Dopodiché, le avrebbe chiesto di pulire la casa. Poi la costringeva a massaggiargli i piedi e le gambe mentre guardava la televisione e infine, dopo pranzo, le chiedeva di fare un bagno.
Carlo ormai trattava Giusy come un oggetto di sua proprietà. La trattava sempre peggio e con pretese sempre maggiori, se pensava che avesse sbagliato le urlava ogni sorta di insulti e per punirla la faceva sdraiare in ginocchio dandole fortissime pacche sul culo finché Giusy non piangeva e chiedeva perdono.
Un giorno Carlo tornò a casa e andò subito in cucina. Giusy era ancora a letto. La trovò sdraiata. "Alzati, stupida troia!"
"Cosa ti avevo detto riguardo allo stare a letto? Ora mettiti al lavoro, lurida serva!"
Giusy che fino a quel momento aveva sopportato di tutto, ma solo per necessità, sbottò. "Mi hai rotto le palle, vecchio schifoso, vai a farti fottere!"
Carlo, sorpreso dallo sfogo improvviso, si voltò e le diede uno schiaffo fortissimo, facendola cadere a terra. "Tu, piccola troia insolente, pagherai per questo." Afferra Giusy per i capelli, la tira su con forza e le sputa in faccia.
Giusy era scioccata e non riusciva a smettere di piangere. Carlo prese dal letto un paio di collant di Giusy e con quelli le legò i polsi dietro la schiena, prima di spingerla a terra. Giusy stesa a terra tremante. "Adesso impari a non insultarmi, schifosa troia di merda." Posizionandosi sopra di lei, Carlo tirò fuori il cazzo e cominciò a pisciarle addosso. Giusy rimase a terra paralizzata subendo quell'umiliazione. "Apri la bocca e bevi, schifosa puttana, d'ora in poi in questa casa berrai solo più piscia. Se non ti va, puoi andartene subito e trovarti un altro lavoro. Capito?"
Giusy era umiliata ed in balia di Carlo. Aprì la bocca e bevve la piscia.
"D'ora in poi ti userò come cesso, hai capito, troia!" Carlo ride forte.
Giusy, non riuscendo a controllarsi, cominciò a gemere e vibrare. Carlo se ne accorse e decise di abusare ulteriormente di lei. Le afferrò la testa e la spinse sul suo cazzo.
"Dai succhiami il cazzo! Farai come ti dico altrimenti ti spacco il culo e ti faccio mangiare la merda. Capito?"
Giusy annuì senza dire una parola. "Dai, troia, puliscimi il cazzo, leccalo avrà il sapore di piscio, come piace a una troia come te"
Carlo costrinse Giusy a prenderlo tutto in bocca infilandolo fino alle palle. Le tenne forte la testa e le scopò la gola.
"Oh sì, sì, succhialo, ingoia tutto, mia sporca puttana, ecco a cosa servi"
Giusy, completamente persa, cominciò a prendere il suo cazzo sempre più a fondo, godendosi la sensazione di averlo in bocca.
Dopo qualche minuto Carlo sborrò copiosamente nella bocca di Giusy.
"Ingoia tutta la sborra, sporca troia, e poi puliscimi"
Giusy, completamente esausta, lo pulì.
“Molto ben fatto, troia." Disse Carlo.
Giusy, ancora a terra, tremava.
"Adesso vieni qui e baciami i piedi, inutile serva"
Si alzò e cominciò a baciare i piedi sudati di Carlo.
"Brava ragazza, ora fammi vedere quanto hai imparato. Vieni, siediti sul divano e allarga quelle gambe"
Giusy, che era già disgustata da questa situazione, fu ancora più imbarazzata quando Carlo prese il suo cazzo in mano e cominciò a masturbarsi.
"Sì, guarda un po', sai come accontentare un vecchio, vero?"
Carlo, che stava osservando la reazione di Giusy, vide che i suoi occhi cominciavano a bagnarsi. Lui continuava a masturbarsi, con una mano teneva il cazzo, mentre con l'altra le accarezzava la figa.
"Ah, sì, mia sporca puttana, ti riempirò con la mia sborra."
Giusy, inorridita, cercò di scappare dalla stanza, ma Carlo l'afferrò per i capelli e la trascinò indietro sbattendola sul letto.
“No, no, dove cazzo credi di andare, non ho finito con te! "
Carlo, ormai completamente eretto, mise il cazzo tra le grandi labbra di Giusy e cominciò a scoparle la figa.
"Non muoverti, fottuta stronza, che ti sfondo la figa."
Giusy, completamente sconfitta, rimase immobile.
"Così va meglio. Adesso preparati a ricevere il tuo regalo, troietta mia"
Carlo, mentre scopava la figa di Giusy, le ha inserito un dito nel culo.
“Noooo, quello nooo” protesta Giusy.
Carlo, continuando a scopare la figa di Giusy, comincia a spingerle il dito tutto dentro il buco del culo.
"Oh, ah, sì, sì, sì, sì, sì.." Quel lurido porco di Carlo godeva a violentarla.
Giusy, completamente esausta, cominciò a tremare.
"Adesso, schifosa puttana, ti riempirò con la mia sborra." Venendo tutto dentro di lei.
Giusy, si accasciò a terra.
"Ecco fatto, adesso vai a darti una ripulita."
Giusy, completamente esausta, andò a farsi la doccia e a vestirsi. Carlo, una volta uscita dalla stanza, spense la luce e si addormentò.
Da quel giorno Giusy entra in un vortice di perversione che la porterà ad essere per sempre schiava di quel vecchio porco perverso di Carlo.
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