Nadia, capitolo primo, Il Dono
di
Andrea777
genere
masturbazione
Questo è il primo capitolo di una lunga storia che ho in testa, una storia di fantasia, ma che prende spunto da esperienze reali e dalla mia passione per l'autoerotismo femminile. Il percorso di Nadia comunque attraverserà generi diversi.
E' la prima volta che provo a scrivere qualcosa, accetto critiche e consigli. Anche in privato artanis837@gmail.com
Nadia, capitolo primo
In questa stagione della mia vita finalmente ho molto tempo libero, poco lavoro, ma buono, con la mia attività vivo di rendita, posso godermi il primo sole dell'Aprile in un pomeriggio infrasettimanale nel grande parco della mia città, senza pensieri.
Lei era seduta su di una panchina a dieci metri da me, la osservavo, bellissima, capelli castano scuro un po' mossi, grandi occhiali, una abbondante camicia a quadri di flanella, leggings e scarpe da ginnastica, un look decisamente nerd, avrà avuto la metà dei mie anni, forse non si rende neanche conto di quanto è figa, pensai.
La mia attenzione sarebbe finita da lì a poco, normalmente penso che una così non possa trovare nulla di interessante in un cinquantenne come me, osservandola però noto una cosa.
Sembra assorta nella lettura, tiene un libro poggiato sulle gambe accavallate, mi accorgo che quel libro fa degli impercettibili sobbalzi, sta stringendo le gambe, contraendo i muscoli ritmicamente, ad intervalli regolari, continuo ad osservarla, mi guardo intorno, nessuno dei passanti può notare che la sto fissando.
Passano alcuni minuti così, lei sempre con lo sguardo fisso sul libro, ma il ritmo degli impercettibili sobbalzi aumenta, non ho più dubbi, non so come trovo il coraggio, faccio pochi passi e mi siedo accanto a lei sulla panchina.
"E' libero qui?"
Silenzio. Si è come pietrificata, ha interrotto bruscamente, da questa prospettiva non riesco a vedere la sua faccia, con i capelli che le coprono il volto.
"Puoi continuare quello che stavi facendo" aggiungo
Passano alcuni minuti così, forse ho esagerato penso, ma poi improvvisamente riprende, stringe le gambe, contrae i muscoli e li rilascia, ritmicamente, adesso è una cosa plateale, non pensa più a dissimulare quello che sta facendo, il libro è abbandonato sulla panchina accanto a lei. Non la vedo in faccia, ma la immagino con gli occhi chiusi, sento il suo respiro che si fa affannato, la vedo irrigidirsi, quasi accovacciata, le braccia stese lungo le gambe, le unghie che affondano sui leggings, emette un gemito soffocato, abbastanza forte per essere percepito da molti che si distrattamente si girano verso di noi.
Ancora col fiato corto si alza, i primi passi sono incerti, quasi ha difficoltà a stare in piedi.
"aspetta!"
Non si volta nemmeno e si dilegua, non ho il coraggio di seguirla tra la gente, ho già osato troppo per oggi.
Da quel momento in poi diventa una vera ossessione, non riesco a pensare ad altro, nei giorni successivi torno al parco appena posso, nella speranza di incontrarla ancora, sto quasi per archiviarla tra le grandi occasioni mancate della mia vita, quando, spuntando fuori dal nulla, è lei che mi si siede accanto.
"Ciao..."
Mi fa cenno con il dito davanti alla bocca di stare zitto.
Accavalla le gambe, porta anche oggi dei leggings, bianchi e una grande felpa, si appoggia appena alla mia spalla, quel leggerissimo contatto mi causa un'improvvisa erezione, fa quasi male costretta nei pantaloni. Mi domando se sia visibile, da lei probabilmente si, per tutto il tempo sembra guardare in quella direzione.
Quasi subito inizia, come il giorno precedente vedo che stringe le gambe, si irrigidisce e rilascia, i movimenti si fanno via via più decisi, sento il ritmo del suo respiro che aumenta, io invece sono immobile, zitto, guardo le sue gambe estasiato, ho paura che qualsiasi cosa dica o faccia possa interromperla.
Va avanti così per una decina di minuti forse, poi sento che è arrivata al limite, un ultimo affondo più lungo ed emette un gridolino soffocato, anche stavolta qualche passante si gira, lei abbassa la testa, si nasconde la faccia tra le mani, quanto vorrei poter vedere la sua espressione adesso.
Si ricompone velocemente e si alza in piedi, faccio anch'io per alzarmi, ma subito con un gesto mi fa capire che vuole che rimanga seduto.
"Ora devo andare a cambiarmi, guarda"
Con naturalezza si sistema i leggings, tirandoli verso l'alto, a cinquanta centimetri dalla mia faccia, sul sottile tessuto bianco è particolarmente evidente una chiazza bagnata, probabilmente non porta gli slip penso, solo un attimo, poi fa scivolare giù la felpa che copre tutto.
Come inebetito non riesco a proferire parola, ci pensa lei.
"Domani, qui, alla stessa ora, non provare a seguirmi, ciao"
Inutile dire che la notte non dormo, ho mille pensieri, forse è uno scherzo? Qualcuno ci stava filmando? Mi tranquillizzo pensando che comunque sia ho mantenuto sempre un certo contegno.
Il giorno seguente annullo tutti gli impegni, sono al parco con una mezz'ora di anticipo, cammino per distendere i nervi, la vedo arrivare da lontano, anche lei in anticipo, supera la panchina e mi viene incontro.
E' bellissima anche oggi, ha cambiato look, anfibi, jeans e giacca di pelle nera.
"Ciao.. non ci siamo presentati, io sono Andrea.. Tu?" Sorrido, cerco di sembrare disinvolto.
"Nadia, piacere, ma adesso le domande le faccio io" il tono è teso e perentorio.
"si.."
"Come hai fatto a capire quello che stavo facendo? La prima volta intendo, quando mi hai detto che potevo continuare. Nessuno se ne era mai accorto prima."
"beh.. ecco vedi.." balbetto inizialmente, ma poi come mi succede sempre quando parlo di un argomento che conosco bene, continuo con sicurezza.
"E' una cosa che mi ha sempre affascinato molto, gli anglosassoni hanno un termine specifico, Syntribation, non credo esista una traduzione. E' la capacità di stimolarsi senza mani, darsi piacere stringendo le gambe, fino all'orgasmo che, mi dicono, sia molto profondo e appagante con questa tecnica."
Mi ascolta, ho catturato la sua attenzione, continuo
"Sei fortunata, è un Dono raro sai? In tutta la mia vita ho conosciuto pochissime donne che ne sono capaci, questo fa di te un essere speciale e.. "
Mi interrompe, è un fiume in piena, ho toccato un argomento sensibile evidentemente.
"Sono fortunata dici?? Io mi devo costringere a uscire, vengo qui a camminare per non stare tutto il giorno in casa a guardare porno e masturbarmi, ma poi anche qui.."
"Ti eccita troppo l'idea di godere in mezzo alla gente ignara" continuo io
"Si esatto e non resisto, non resisto mai, poi arrivi tu e te ne accorgi, questo mi preoccupa molto!"
"Non devi preoccuparti, poi.. è bellissimo quello che fai.."
"E'bellissimo?!?, Tu non hai idea!" E' decisamente arrabbiata adesso, poi si calma
"Si è bello... hai ragione, ne ho tanto bisogno, ma non mi basta mai, ho sempre voglia, hai visto quanto mi bagno? Però, vedi.. mi sono trasferita qui per l'università, ho mollato tutto, mi piaceva, ma non riuscivo a concentrarmi, poi
ho iniziato diversi lavori per pagare l'affitto e mantenermi, non sai quante volte ho inventato scuse, mi sono data malata per rimanere tutto il giorno a casa a toccarmi, ovviamente non sono durati molto e ora sono disoccupata, sto finendo i soldi e dovrò tornare dai miei, un incubo!
Fa una breve pausa, intanto camminiamo lentamente nel parco
"Non avevo mai confessato a nessuno tutto questo, non così. E' più facile lasciarsi andare con un completo estraneo... Ora ti faccio schifo vero?"
"Non mi fai schifo, sei meravigliosa invece"
Lei mi guarda dubbiosa, ma c'è l'ombra di un sorriso sulla sua faccia, o forse me lo immagino soltanto.
Camminiamo ancora in silenzio, c'è meno gente in giro e meno luce, ad Aprile si fa sera ancora presto. Sto metabolizzando tutto quello che mi ha detto, poi mi decido.
"Nadia, io ti posso aiutare"
"Ma lascia stare! Lo so dove vuoi andare a parare, siete tutti uguali! Scopa con me e dopo non avrai più bisogno di masturbarti, vero!?"
"No, non intendendevo questo..."
"Non puoi aiutarmi, sono una causa persa"
"Nadia...quando dico che posso aiutarti, non sto dicendo che non ti masturberai più così tanto, sto dicendo che non sarà più un problema"
Continua...
E' la prima volta che provo a scrivere qualcosa, accetto critiche e consigli. Anche in privato artanis837@gmail.com
Nadia, capitolo primo
In questa stagione della mia vita finalmente ho molto tempo libero, poco lavoro, ma buono, con la mia attività vivo di rendita, posso godermi il primo sole dell'Aprile in un pomeriggio infrasettimanale nel grande parco della mia città, senza pensieri.
Lei era seduta su di una panchina a dieci metri da me, la osservavo, bellissima, capelli castano scuro un po' mossi, grandi occhiali, una abbondante camicia a quadri di flanella, leggings e scarpe da ginnastica, un look decisamente nerd, avrà avuto la metà dei mie anni, forse non si rende neanche conto di quanto è figa, pensai.
La mia attenzione sarebbe finita da lì a poco, normalmente penso che una così non possa trovare nulla di interessante in un cinquantenne come me, osservandola però noto una cosa.
Sembra assorta nella lettura, tiene un libro poggiato sulle gambe accavallate, mi accorgo che quel libro fa degli impercettibili sobbalzi, sta stringendo le gambe, contraendo i muscoli ritmicamente, ad intervalli regolari, continuo ad osservarla, mi guardo intorno, nessuno dei passanti può notare che la sto fissando.
Passano alcuni minuti così, lei sempre con lo sguardo fisso sul libro, ma il ritmo degli impercettibili sobbalzi aumenta, non ho più dubbi, non so come trovo il coraggio, faccio pochi passi e mi siedo accanto a lei sulla panchina.
"E' libero qui?"
Silenzio. Si è come pietrificata, ha interrotto bruscamente, da questa prospettiva non riesco a vedere la sua faccia, con i capelli che le coprono il volto.
"Puoi continuare quello che stavi facendo" aggiungo
Passano alcuni minuti così, forse ho esagerato penso, ma poi improvvisamente riprende, stringe le gambe, contrae i muscoli e li rilascia, ritmicamente, adesso è una cosa plateale, non pensa più a dissimulare quello che sta facendo, il libro è abbandonato sulla panchina accanto a lei. Non la vedo in faccia, ma la immagino con gli occhi chiusi, sento il suo respiro che si fa affannato, la vedo irrigidirsi, quasi accovacciata, le braccia stese lungo le gambe, le unghie che affondano sui leggings, emette un gemito soffocato, abbastanza forte per essere percepito da molti che si distrattamente si girano verso di noi.
Ancora col fiato corto si alza, i primi passi sono incerti, quasi ha difficoltà a stare in piedi.
"aspetta!"
Non si volta nemmeno e si dilegua, non ho il coraggio di seguirla tra la gente, ho già osato troppo per oggi.
Da quel momento in poi diventa una vera ossessione, non riesco a pensare ad altro, nei giorni successivi torno al parco appena posso, nella speranza di incontrarla ancora, sto quasi per archiviarla tra le grandi occasioni mancate della mia vita, quando, spuntando fuori dal nulla, è lei che mi si siede accanto.
"Ciao..."
Mi fa cenno con il dito davanti alla bocca di stare zitto.
Accavalla le gambe, porta anche oggi dei leggings, bianchi e una grande felpa, si appoggia appena alla mia spalla, quel leggerissimo contatto mi causa un'improvvisa erezione, fa quasi male costretta nei pantaloni. Mi domando se sia visibile, da lei probabilmente si, per tutto il tempo sembra guardare in quella direzione.
Quasi subito inizia, come il giorno precedente vedo che stringe le gambe, si irrigidisce e rilascia, i movimenti si fanno via via più decisi, sento il ritmo del suo respiro che aumenta, io invece sono immobile, zitto, guardo le sue gambe estasiato, ho paura che qualsiasi cosa dica o faccia possa interromperla.
Va avanti così per una decina di minuti forse, poi sento che è arrivata al limite, un ultimo affondo più lungo ed emette un gridolino soffocato, anche stavolta qualche passante si gira, lei abbassa la testa, si nasconde la faccia tra le mani, quanto vorrei poter vedere la sua espressione adesso.
Si ricompone velocemente e si alza in piedi, faccio anch'io per alzarmi, ma subito con un gesto mi fa capire che vuole che rimanga seduto.
"Ora devo andare a cambiarmi, guarda"
Con naturalezza si sistema i leggings, tirandoli verso l'alto, a cinquanta centimetri dalla mia faccia, sul sottile tessuto bianco è particolarmente evidente una chiazza bagnata, probabilmente non porta gli slip penso, solo un attimo, poi fa scivolare giù la felpa che copre tutto.
Come inebetito non riesco a proferire parola, ci pensa lei.
"Domani, qui, alla stessa ora, non provare a seguirmi, ciao"
Inutile dire che la notte non dormo, ho mille pensieri, forse è uno scherzo? Qualcuno ci stava filmando? Mi tranquillizzo pensando che comunque sia ho mantenuto sempre un certo contegno.
Il giorno seguente annullo tutti gli impegni, sono al parco con una mezz'ora di anticipo, cammino per distendere i nervi, la vedo arrivare da lontano, anche lei in anticipo, supera la panchina e mi viene incontro.
E' bellissima anche oggi, ha cambiato look, anfibi, jeans e giacca di pelle nera.
"Ciao.. non ci siamo presentati, io sono Andrea.. Tu?" Sorrido, cerco di sembrare disinvolto.
"Nadia, piacere, ma adesso le domande le faccio io" il tono è teso e perentorio.
"si.."
"Come hai fatto a capire quello che stavo facendo? La prima volta intendo, quando mi hai detto che potevo continuare. Nessuno se ne era mai accorto prima."
"beh.. ecco vedi.." balbetto inizialmente, ma poi come mi succede sempre quando parlo di un argomento che conosco bene, continuo con sicurezza.
"E' una cosa che mi ha sempre affascinato molto, gli anglosassoni hanno un termine specifico, Syntribation, non credo esista una traduzione. E' la capacità di stimolarsi senza mani, darsi piacere stringendo le gambe, fino all'orgasmo che, mi dicono, sia molto profondo e appagante con questa tecnica."
Mi ascolta, ho catturato la sua attenzione, continuo
"Sei fortunata, è un Dono raro sai? In tutta la mia vita ho conosciuto pochissime donne che ne sono capaci, questo fa di te un essere speciale e.. "
Mi interrompe, è un fiume in piena, ho toccato un argomento sensibile evidentemente.
"Sono fortunata dici?? Io mi devo costringere a uscire, vengo qui a camminare per non stare tutto il giorno in casa a guardare porno e masturbarmi, ma poi anche qui.."
"Ti eccita troppo l'idea di godere in mezzo alla gente ignara" continuo io
"Si esatto e non resisto, non resisto mai, poi arrivi tu e te ne accorgi, questo mi preoccupa molto!"
"Non devi preoccuparti, poi.. è bellissimo quello che fai.."
"E'bellissimo?!?, Tu non hai idea!" E' decisamente arrabbiata adesso, poi si calma
"Si è bello... hai ragione, ne ho tanto bisogno, ma non mi basta mai, ho sempre voglia, hai visto quanto mi bagno? Però, vedi.. mi sono trasferita qui per l'università, ho mollato tutto, mi piaceva, ma non riuscivo a concentrarmi, poi
ho iniziato diversi lavori per pagare l'affitto e mantenermi, non sai quante volte ho inventato scuse, mi sono data malata per rimanere tutto il giorno a casa a toccarmi, ovviamente non sono durati molto e ora sono disoccupata, sto finendo i soldi e dovrò tornare dai miei, un incubo!
Fa una breve pausa, intanto camminiamo lentamente nel parco
"Non avevo mai confessato a nessuno tutto questo, non così. E' più facile lasciarsi andare con un completo estraneo... Ora ti faccio schifo vero?"
"Non mi fai schifo, sei meravigliosa invece"
Lei mi guarda dubbiosa, ma c'è l'ombra di un sorriso sulla sua faccia, o forse me lo immagino soltanto.
Camminiamo ancora in silenzio, c'è meno gente in giro e meno luce, ad Aprile si fa sera ancora presto. Sto metabolizzando tutto quello che mi ha detto, poi mi decido.
"Nadia, io ti posso aiutare"
"Ma lascia stare! Lo so dove vuoi andare a parare, siete tutti uguali! Scopa con me e dopo non avrai più bisogno di masturbarti, vero!?"
"No, non intendendevo questo..."
"Non puoi aiutarmi, sono una causa persa"
"Nadia...quando dico che posso aiutarti, non sto dicendo che non ti masturberai più così tanto, sto dicendo che non sarà più un problema"
Continua...
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