La migliore amica di mia moglie.

Scritto da , il 2022-11-24, genere etero

Sto insieme a mia moglie da più di dieci anni e quando ci conoscemmo con lei c'era anche Mara, la sua migliore amica, una bella ragazza alta e snella, capelli mossi neri, occhi scuri, due cosce favolose e un culo bello sodo, una che non passa inosservata, un bel carattere solare, molto simpatica e di compagnia, da subito ti prende in tutto e per tutto, e lascia il segno.
Ha anche un'altra caratteristica, le piace tantissimo il cazzo, forse non è mai stata single per più di una settimana e da quando la conosco avrà avuto decine e decine di storie, fidanzati e compagni, ha tradito ed è stata con più uomini contemporaneamente, mia moglie che sa tutto qualche volta mi ha accennato qualcosa, ma non entrando mai nei particolari.
Nonostante il grande rapporto di amicizia, essendo la miglior amica di mia moglie, questa donna quarantenne mia coetanea, mi ha sempre fatto sangue, mi ricordo in estate quando sbirciavo tra le sue cosce abbronzate nelle minigonne di jeans seduti ad un bar o in un locale, o al mare e in piscina in bichini, sognavo di leccargli ogni angolo del suo corpo, ma anche in inverno sempre in minigonna con dei collant arrapantissimi, puntualmente mi segavo pensandola.
Tra di noi non c'è mai stato niente, non ho mai preso iniziativa e nemmeno lei, sicuramente per il rispetto reciproco verso mia moglie, anche se da parte sua non sono mai mancati apprezzamenti, decisamente innocui del tipo: “che bella barba”, “come stai bene con questa camicia”, “che buon profumo”, “sei in forma, stai facendo palestra?”, insomma cose innocue, scontate e forse senza malizia.
Qualche mese fa iniziarono dei lavori in casa nostra e per una decina di giorni ci ospitò da lei, giornate normali, andavamo a lavoro tutti e tre e la sera ci ritrovavamo insieme a cenare e guardare qualche film o serie tv, non vedevo l'ora arrivasse quel momento, anche perchè si metteva in libertà e sfoggiava degli short e conottierine non indifferenti essendo un settembre ancora molto caldo, quindi potevo ammirare quelle belle cosce lunghe e abbronzate a pochi centimetri da me che mi facevano arrapare tantissimo, tanto che decisi di guardare la tv lontano dal divano, mi mettevo con una sedia un po' più indietro con la scusa che da vicino non vedevo bene, perchè avevo il cazzo sempre in tiro e non volevo che se ne accorgesse lei e soprattutto mia moglie.
Una sera sul tardi dopo un film ci salutammo e andammo tutti a dormire, nel frattempo che mia moglie si struccava e si preparava per la notte mi andai a fumare una sigaretta fuori al balcone dove affacciavano tutte le finestre dell'appartamento rigorosamente senza tende, la camera di Mara era l'ultima, notai la luce soffusa e mi avvicinai.
Era li che si stava spogliando e per la prima volta la vidi completamente nuda, era di profilo, notai un accenno di peletto sulla parte superiore della figa, era bellissima, si sedette sul letto iniziandosi a spalmare una crema sulle cosce fino a salire iniziandosi a toccare, si contorceva e godeva, non ce la feci più, tirai fuori il cazzo ormai durissimo e iniziai a masturbarmi, penso che arrivammo insieme, io sborrai nel vaso delle piante vicino a me mentre lei si alzò di scatto e quindi feci un passo indietro per non farmi scoprire.
Il giorno dopo non riuscivo a guardarla negli occhi, e quando le parlavo balbettavo, avevo in testa solo quella scena, il suo seno, le cosce, la figa col ciuffetto e quella bellissima performance che mi aveva regalato senza saperlo (forse).
Uno degli ultimi giorni, mi ero appena svegliato e stavo facendo colazione, avevo il turno di pomeriggio a lavoro, mia moglie era scesa presto e sentivo Mara di la che si preparava, poi di corsa mi salutò e uscì di casa, era come sempre in ritardo.
Avevo casa tutta per me, andai in bagno a pisciare e mi accorsi della cesta dei panni sporchi, diedi un occhiata e tra le varie cose c'erano ovviamente mutande e reggiseni, mi saltò all'occhio un perizoma giallo, lo presi annusandolo e mi recai in soggiorno, mi spogliai completamente, mi misi sul divano e iniziai a masturbarmi col perizoma giallo.
Tempo un paio di minuti e si aprì la porta d'entrata, che ovviamente si trovava sul soggiorno e il divano era proprio li di fronte appena si entrava.
Era Mara.



Mi beccò in casa sua, nudo sul divano, col cazzo duro da fuori a masturbarmi col suo perizoma giallo, mi guardò imbarazzata, riuscì solo a dire che aveva dimenticato il cellulare e si fiondò nella sua stanza, io sbiancai, volevo scomparire e l'unica cosa che riuscii a fare fu coprirmi il cazzo con le mani rimanendo immobile.
Dopo qualche minuto sentii che mi disse da lontano:
“Tutto bene? Posso?
Riuscii solo a dire:
“Scusami, non volevo”.
E lei mentre si avvicinava ridendo:
“Non volevi cosa? Ti ho solo trovato col cazzo in mano raccolto da un mio perizoma, sul mio divano”.
“Lo so, sono ingiustificabile, perdonami” risposi.
Poi arrivò sul ciglio della porta mi guardò sempre sorridendo portandosi un dito alle labbra, mi scrutò, vide che avevo ancora il cazzo in tiro e cambiò completamente espressione, era un misto tra arrapata e curiosa.
Lanciò a terra la borsetta, aveva ancora gli occhiali da sole, si inginocchiò guardandomi negli occhi e si fiondò sul mio cazzo, con le mani mi accarezzò le cosce e mi iniziò ad annusare le palle, poi le baciò e iniziò a leccare fino a scendere all'estremità dell'ano, mi afferrò il cazzo con la mano e salì con la lingua fino alla punta della cappella, rimanemmo muti entrambi, pian piano iniziò ad assaggiarlo con gusto, dopo una bella leccata iniziò ad affondare facendoselo arrivare fino in gola, non capivo più niente e non riuscivo e muovermi, mi aveva completamente bloccato.
Succhiava e affondava sempre appoggiandosi con le mani sulle mie cosce, ogni tanto si staccava e scendeva sempre più giù dedicandosi alle palle e al al buco del culo, ero in paradiso, dopo vari minuti il colpo in canna si stava facendo sentire e lo capì subito, quindi si scostò e iniziò a maneggiarlo lentamente per poi aumentare il ritmo, fino a quando aprì la bocca e si portò la cappella sulla lingua, sborrai prepotentemente, raccolse tutto fino all'ultima goccia, subito dopo aprì la bocca mostrandomi l'intero bottino e da gran troia mandò tutto giù.
Si alzò e mi disse:
“Grazie, non avevo fatto ancora colazione, ci vediamo stasera”.
Mi fece un occhiolino e sorridendo se ne andò.
Continua...?
dylanchinaski@virgilio.it

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