Il mio padrone orso.

Scritto da , il 2020-09-28, genere gay

Tutto iniziò con il porno. Sempre alla ricerca di qualche video trasgressivo mi accorsi che mi eccitava da matti guardare quello con due orsi che scopavano. Ovviamente per i primi tempi rimase solo una fantasia legata alle seghe ma un giorno pensai di fare il grande salto.
Cercai qualche annuncio online e ne misi anche uno di mio. Giovane orso alto 180x105 cerca compagno di stazza uguale o superiore per farsi scopare il culo. Semplice diretto.
Pensavo fosse solo cosi per gioco tanto che il giorno dopo ero pronto a cancellare l'annuncio. Quando un certo Massimo mi scrisse.
Un messaggio semplice in cui si presentava come un orso cinquantenne amante dei giovani passivi.
Il mio cazzo si rizzo e invece di cancellare l'annuncio risposti a Massimo.
Piccoli convenevoli in cui si dimostrava sempre gentile ed educato, gli spiegai che non ero sicuro della cosa e che non volevo deluderlo. Lui fu molto tenero, mi parlò di tante cose, sciolse i miei dubbi e alla fine lo feci. Ci scambiammo un contatto diretto. Lui disse per semplice amicizia e che se le mie voglie restavano potevamo semplicemente prendere un caffè insieme e poi vedere come andava.
Passarono i giorni e Massimo mi scriveva ogni tanto per chiedermi come stavo. Piccole discussioni che lui abilmente pilotava su argomenti più spinti. E cosi le prime foto le prime discussioni palesemente improntate sul sesso. Fino al fatidico giorno in cui gli chiesi un incontro.
Un bar anonimo lontano da dove vivevo io (ma non da dove viveva lui, aveva omesso di dirmelo). Lo vidi arrivare vestito con una camicia hawaiana un po stretta sulle spalle e sulla pancia, e dei pantaloncini lunghi fino al ginocchio. Era più alto di me e più grosso. La cosa mi piacque subito. Notavo anche le braccia e le gambe pelose e il pelo che spuntava vicino al collo cosi come la barba spruzzata di bianco come i capelli. Passammo una mezz'oretta in compagnia. Parlando solamente, lui non allungò mani de disse nulla di spinto. Dentro di me ero sia sollevato che infastidito dalla cosa.
Quando stavamo per uscire lui mi disse che dal vivo ero davvero carino e che se voleva potevamo continuare la conversazione a casa sua. Lo disse con un tono brusco e notai che il pacco era molto gonfio. Non c'erano dubbio sulle sue intenzioni. Dentro di me il cuore martellava. Avrei dovuto fare il salto del fosso?
Lo feci.
Gli andai dietro e mentre camminavano nessuno dei due disse niente ma notavo il suo sorriso e i suoi occhi che si soffermavano su di me.
Arrivati a casa lui mi fece sedere in soggiorno dicendo di mettermi comodo anche lui avrebbe fatto lo stesso.
Era estate e dentro casa faceva molto caldo, c'era un condizionatore ma non lo accese andò semplicemente in camera sua e poi senza che lo vedessi andò in cucina a prendersi una birra. Una sola.
Quando tornò lo vidi. Aveva in dosso solo la canottiera il resto era tutto nudo.
Un vero orso, peloso panciuto e cazzuto.
Il cazzo era mezzo turgido ma si vedeva che era già più grosso del mio in tiro.
Si sedette sulla poltrona che c'era davanti a me e come se fosse la situazione più normale del mondo iniziò a parlare del caldo continuando a bere la sua birra ghiacciata.
Io non gli staccavo gli occhi di dosso non sapevo cosa fare, fu lui a sbloccarmi.
Mi disse che mi aveva capito, che avevo paura e tutto quanto ma c'era in me una natura troppo timida per farmi avanti e che da quel giorno non avrei dovuto più pensare, dovevo solo fare quello che diceva lui.
Prima il suo tono era dolce e cordiale come sempre ma l'ultima frase la disse in modo autoritario.
Poi il primo ordine. Voleva che mi avvicinassi e gli massaggiassi i piedi.
Io senza esitare mi alzai come un automa e lo feci. Ero impacciato ma non me lo fece pesare più di tanto, qualche consiglio qualche incitamento e ogni tanto una risatina.
Mi impegnai come meglio potevo mentre non capivo più nulla, lui iniziò a toccarsi il cazzo che divenne davvero grosso e in tiro.
Lo vedevo sudare e stavo sudando anche io, l'aria si riempì dell'odore del suo cazzo.
Mi disse che se lo volevo potevo succhiarlo e io feci per avvicinarmi, mi blocco con il piede e mi disse che però prima dovevo spogliarmi. Cercai di alzarmi per farlo ma mi blocco ancora con un piede mentre l'altro me lo spingeva in bocca.
Spogliati mentre sei in ginocchio disse.
E io lo feci.
Come più in fretta che potevo con molte difficoltà per i pantaloni e poi per le mutande, lui notò che il mio cazzo già gocciolava. Rise e fini la birra poggiando la bottiglia per terra accanto a lui. Poi si alzò e mi disse di stare fermo.
Prese una cintura e mi legò le mani dietro la schiena sempre senza farmi alzare.
Poi mi afferrò la testa e me la spinse sul suo cazzo, non me lo infilò in bocca cominciò solo a strusciarlo sul mio volto in maniera energica e costante, io di istinto tirai fuori la lingua.
Altra sua risata.


Continua...

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