Il sapore

Scritto da , il 2019-04-14, genere sentimentali

"....Che c'ho una frase scritta in testa ma non l'ho mai detta
Perché la vita, senza te, non può essere perfetta..."
Erano ormai le 11 e stavamo ballando. Nudi nel salone di casa mia, con gli occhi chiusi, e la musica che andava col volume basso, lentamente, la percezione morbida del tempo, mentre muovevo le mani sulla sua schiena. E non era voglia, ma il bisogno struggente di sentire che la sua pelle fosse reale sotto le dita. Era il dubbio di essere vivo mentre i capezzoli duri premevano sullo sterno, e le mani poggiate in basso sulla mia schiena, spingevano piano la punta del cazzo sulla parte bassa del suo addome, sulle labbra morbidissime che avevo succhiato per ore, ubriacandomi del sapore dolce della nocciola.
Lei respirava spingendo la testa nell'incavo della mia spalla destra, ed era un respiro caldo e umido. Mi batteva il cuore. E pensavo a quanto fosse totale, calda e definitiva quella sensazione.
E lei piangeva, in silenzio, continuando a ballare nel mare scuro e profondo di tutte le emozioni. Era madre, amante, colpevole e finalmente felice, soddisfatta e insicura, libera ma traditrice, era innamorata, ma nel momento e nel luogo sbagliato. Era pronta per tornare alla sua vita.

Era venuta a cena da me dopo un corteggiamento durato mesi. Anni. Aveva suonato alla porta di casa e dopo pochi istanti avevo aperto a 170 cm e 50 chili di puro desiderio e dolcezza, travestiti da donna. Tanti ricci, una gonna stretta e corta che fasciava un culetto da sogno e due occhi grandi che dicono tutto quello che non riesce a dire la sua voce. "Ciao!". Poi un bacio incerto.
Le avevo preparato una cena veloce. Un aperitivo: prosciutto spagnolo, vino bianco e un pò di pane caldo con pomodoro. Avevavamo mangiato e dopo mangiato si era seduta sul divano, io a fianco a lei, parlando un pò di tutto: lavoro, passato, figli, vacanze. "Sei meravigliosa". L'avevo baciata. Così, in modo naturale, mentre parlava. A sorpresa. E non aveva opposto alcuna resistenza. Poi ci eravamo toccati, prima dubbiosi e poi insistenti, e alla fine avevo spinto la mano sotto la gonna, risalendo la coscia per trovare una figa meravigliosamente calda. Aveva aperto le gambe, e io avevo spinto le mutandine nere dentro la figa, affondando in uno spazio sempre più liquido. Lei, con un pò di difficoltà, aveva tirato fuori il cazzo iniziando a maneggiarlo nervosamente. Poi si era abbassata fino a toccare la cappella colle labbra, e mi aveva guardato: "Non venire in bocca, per piacere...". E aveva iniziato a succhiare mentre simultaneamente le spingevo un dito nel culo. E la sentivo gemere...E, contravvenendo agli accordi, la sua bocca era piena di sborra in pochi minuti. Non ingoia, ma sputa in un fazzoletto, per poi tornare a baciarmi. Il tempo di un respiro e sono già in immersione...Le sue mutandine scompaiono e la mia lingua inizia a scoparla. Violentemente. Mentre prima uno, poi due dita le risalgono lentamente per il culo...E lecco, assaporo, succhio e bevo estasiato la nocciola dolce dalle sue labbra e dal suo clitoride e, dopo un tempo indefinito, lo vuole dentro. Prima si fa scopare a pecorina, per sentirlo spingere fino allo stomaco, poi mi fa sedere e mi sale a cavalcioni, risucchiandolo nelle profondità ormai aperte della figa. Si muove sinuosa, nervosa e agitata e io le chiedo di leccarmi la faccia. Lo fa abbondando con la saliva, bagnandomi mentre il bacino si muove sempre più velocemente. Poi finalmente urla, e sento i suoi umori colare dalla vagina sulle mie gambe. Sono caldi ed io non posso fare a meno di abbracciarla e baciarla. Ed è dolcissimo.
Poi si alza, va in bagno nuda, ed io ne approfitto per mettere una canzone...E' un pezzo un pò sputtanato, ma è il lento che ho sempre sognato di ballare con lei. Spengo la luce. Dopo 2 minuti, lei esce dal bagno e si ferma incerta. Poi cammina al buio e mi raggiunge al centro del salone, mi stringe, chiude gli occhi, ed iniziamo a ballare. E capisco che lei ha la sua vita, e che quella vita è piccola, bionda e bellissima. E capisco che anche io ho la mia vita e che, anche al buio, la vedo riflessa nei suoi occhi.

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