Prime eccitanti esperienze 1

Scritto da , il 2017-08-13, genere prime esperienze

Estate 1977. Era la mia prima Estate in vacanza con gli zii e mia cugina Carlotta. Ero riuscito ad avere il permesso dei miei genitori a partecipare a quella vacanza proprio per i buoni risultati che avevo ottenuto a scuola. Per me era un grande premio in quanto da sempre, che io mi ricordi, ero stato innamorato (o meglio molto preso) da mia cugina e da quando avevo iniziato a masturbarmi lei era una presenza fissa nelle mie fantasie. Speravo che questa vacanza potesse offrirmi qualche occasione per osare di più…cosa non lo sapevo di certo, ma dentro di me confidavo che sarebbe qualcosa sarebbe successo.
Il campeggio era l’Europa di Marina di Massa e gli zii avevano organizzato così le tende: una grande per loro due con veranda dove mangiavamo tutti assieme e le attrezzature da cucina e due piccole tende canadesi per me e mia cugina, giusto lo spazio per dormire.
Mia cugina aveva un visetto delizioso e due tette notevoli per la sua età e, vedendola in costume, questa visione aumentava l’eccitazione in me creandomi qualche problema in quanto, non disponendo di molta privacy non sapevo dove segarmi in pace e molte volte dovevo ricacciare l’erezione nelle mutande, o peggio nel costume, per evitare figuracce. Nei bagni, ovviamente in comune, riuscivo solo a farmi qualche sega veloce in quanto il casino regnava sovrano e la mia concentrazione era seriamente minacciata. Ho sofferto così fino alla notte del 10 Agosto (non potrò mai, per tutta la vita, dimenticarmi la data).
Ero nella mia tenda e non riuscivo a prendere sonno, sapevo che era tardi dato il silenzio nel campeggio, e stavo meditando di provare a stuzzicare il mio pisello, quando udii la zip della tenda di Carlotta e sentii alcuni movimenti. Senza fare rumore aprii lentamente la mia tenda e osservai Carlotta che, con in mano un rotolo di carta igienica, si inoltrava nel campeggio direzione bagni.
Ho deciso di seguirla e silenziosamente l’ho vista entrare nel settore donne ed infilarsi in una toilette. Sempre silenziosamente sono entrato in quella attigua ma sinceramente non sapevo cosa avrei fatto, il cuore mi batteva all’impazzata ero tutto sudato ed il cuore mi batteva a mille. Le pareti divisorie delle toilette non raggiungevano il soffitto ma lasciavano uno spazio, che avrebbe potuto essere sfruttato per spiare nella toilette vicina. Salgo sul water (nella toilette femminile non c’era la turca) e facendo la massima attenzione, ma sapendo bene di rischiare (ero agitatissimo), mi affaccio poco per volta per cercare di vedere mia cugina. La scena che mi si è presentata vedeva Carlotta che, a cavalcioni della tazza, evitando accuratamente di sedersi, col viso rivolto alla parete e non alla porta e col culo sporgente verso la porta stava spingendo per fare la cacca. Capii che da quella posizione ben difficilmente avrebbe potuto scoprirmi e quindi mi apprestai, più calmo, ad assistere allo spettacolo. Il cazzo mi era diventato durissimo e fuoriusciva dalle mutande, ma io cercavo di ignorarlo riservandomi per il dopo. Improvvisamente alcune piccole scoregge diedero il via al flusso di cacca, pezzi grossi e scuri fuoriuscivano da quel bellissimo culetto, portandomi a chiedere come ciò fosse possibile (lei, tranne le tette, era tutta minuta).
Il tutto terminò dopo pochi minuti, mi nascosi pensando che per pulirsi si sarebbe dovuta girare, invece rimase nella posizione e con mio enorme stupore (e non nascondo gioia perversa) iniziò con la mano sinistra a toccarsi (vedevo solo la parte finale delle dita che tra le gambe si muoveva frenetica, si proprio così, si stava masturbando con passione. Il tutto fini con un suo grande gemito soffocato che solo per la vicinanza potei udire. Lasciai subito la mia posizione udendo i suoi movimenti (carta igienica, pulizia del sedere, sciacquone) e poi fuori. Guardai il mio uccello, si era scappellato da solo (mai successo prima) data la violenta erezione. Mi bastarono due movimenti della mano per sborrare come mai avevo fatto prima. Sporcai tutta la toilette.
La mattina appena sveglio mi masturbai nuovamente rivedendo nella mia mente la scena della notte. Ero eccitatissimo e dovetti fare molta attenzione, ovvero sborrare in un fazzoletto (che poi buttai), per evitare che mia zia, nel riassettare la tenda si accorgesse delle mie pratiche autoerotiche.
Da allora ogni notte, mi costringevo a stare sveglio per assistere nuovamente a quell’eccitantissimo spettacolino ma non si ripeté più.
Un pomeriggio, verso le cinque, eravamo tutti in spiaggia e mia cugina mi si avvicinò chiedendomi se volevo fare una passeggiata con lei, ovviamente ho accettato con entusiasmo.
Mentre camminavamo nel bagnasciuga notai che aveva un’espressione birichina ed improvvisamente mi chiese:
“Tommy (il mio nome è Tommaso) mi faresti vedere il tuo pisello?”
E mi guardò con infinita dolcezza, almeno così parve a me che rimasi come paralizzato ed il mio viso assunse un colorito granata ed una temperatura vicino all’ebollizione. Scoppiò a ridere, mi spiegò che non ne aveva mai visto uno ed era molto curiosa ed io era l’unica persona a cui avrebbe potuto chiederlo. Dopo un breve lasso di tempo risposi:
“Ascolta Carlotta anch’io non ho mai visto una passerina (usai un vezzeggiativo per la grande timidezza che provavo), quindi potremo fare uno scambio”
“Certo, disse Carlotta, mi sembra equo e stanotte quando i miei si saranno addormentati verrò da te”.
Superfluo dire che aspettando quel momento, “IL MOMENTO” della mia vita, rimasi sospeso in una dimensione a me sconosciuta che mi struggeva nell’attesa….

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