Eros
scritto il 2026-10-21 tempo di lettura 5 min
di
Lonely Wolf
genere
sentimentali
cura
A
Non so come siamo arrivati a questo punto; sono consapevole che tutto il mio spazio è occupato dal suo profumo, dolce e intenso, e
dalla carica magnetica dei suoi occhi castani.
Le dita mi tremano mentre le avvicino al suo viso, sfiorando delicatamente la pelle liscia dello zigomo; sento le sue mani scivolare
dietro le mie scapole, mentre le mie dita affondano tra i capelli morbidi della sua nuca. I nostri volti si avvicinano, il mio mondo inizia
e finisce su quelle labbra rosse e umide, nel respiro che si fa affannoso e nel cuore che batte talmente forte da far scoppiare i timpani…
Avido, mi piego sulla sua bocca e afferro la sua coscia attirandola verso di me… Sento il piacere arrivare a ondate regolari, ad ogni
battito accelerato del cuore, ad ogni respiro che mi riempi le narici del suo profumo… Istanti lunghi ore, dolorosamente interrotti dal
bisogno di prendere fiato; mi fissa, quasi imbronciata a causa dell’interruzione. La mano che stringeva la coscia è intanto scivolata
nello spacco vertiginoso del suo abito elegante, strisciando silenziosa verso la natica… Sussulta sorpresa, quando la stringo con forza,
arrivando fino alla sottile striscia di stoffa del tanga. Un attimo di sorpresa, ma è sufficiente per prenderla in braccio, percorrendo con
la bocca la curva del collo e le clavicole, il sapore della sua pelle che mi riempie la bocca e il suo respiro affannoso che mi solletica la
nuca.
La foga sembra quietarsi, mentre stesa sotto di me la bacio e le sfioro la coscia nuda; la lingua e le dita quasi all’unisono scivolano
sulle sue labbra e sulla pelle bollente non protetta dalla seta dell’autoreggente e dall’esile nastro del tanga. Lenta, delicata, inesorabile,
poggia le mani sul mio petto nudo fino a sollevarmi; veloce, mi piroetta intorno e mi spinge sul letto arretrando di un passo per scendere
dai vertiginosi tacchi a stiletto. Il candore delle braccia che si alzano è abbagliante nell’aria semibuia; le sue dita, fino a pochi istanti
prima artigli che mi stringevano sul suo corpo, sembrano fragili rametti coperti di brina mentre raggiungono il gancetto che blocca il
vestito…
La stoffa scivola leggera come acqua, accompagnata dal movimento delle braccia che si abbassano sui fianchi. Sento il piacere
artigliarmi le viscere, mentre gli occhi percorrono quel corpo tonico, dal nero delle gambe avvolte dalle autoreggenti al candore del
volto su cui scivolano i capelli scuri. Abbassa lo sguardo, un invito muto a seguire quegli occhi magnifici, e solo allora mi accorgo che
sta sciogliendo i nastri del tanga… Mi fissa, maliziosa, una richiesta muta nello sguardo.
Scivolo giù dal bordo del letto, cadendo in ginocchio di fronte all’inferno di lussuria della visione celestiale di fronte a me; le mani si
muovono da sole, cingendo le caviglie e salendo leggere lungo la cucitura delle calze… Un gemito leggero esce dalle sue magnifiche
labbra, non so se per la forza con cui le ho afferrato i glutei o per il tocco umido della mia lingua sul suo sesso; mi afferra la testa,
mentre sospira e lascia scivolare le gambe lateralmente. La assecondo, affondando la lingua in quel caldo anfratto… Ancora una volta,
minuti che paiono ore mentre i suoi sospiri si fanno sempre più accelerati e le sue gambe tremano sempre di più; paziento e continuo a
esplorare il suo sapore, a respirare il suo odore, a stringere le sue gambe sode e roventi…
Scatto veloce verso la sua bocca socchiusa, le lingue che danzano frenetiche mentre con la mano esploro il lago del suo basso ventre;
con urgenza febbrile, i miei ultimi vestiti svaniscono nel buio e una mano pallida si muove lenta e decisa sulla mia erezione facendomi
sospirare e perdere il contatto col suo sesso umido e caldo. Chiudo gli occhi, mentre la sento scivolare in basso, le sue labbra a un
soffio dal mio petto… dal mio addome… La sua lingua che percorre l’erezione, lenta e metodica, dalla base alla punta, più e più volte,
prima di girare rapida intorno al prepuzio.
I nostri sguardi si incontrano e la vedo aprire le labbra e lasciare che il membro affondi lentamente nella bocca: un predatore che si
gusta il meritato pasto. È troppo: le mie gambe cedono, cado sul letto; ho appena il tempo di alzare la testa, che mi travolge con un
bacio, intenso, violento, avido e carico di passione. Inizia a muovere il bacino lentamente, quasi a ritmo con la danza delle nostre lingue
intrecciate; solo adesso capisco di essere dentro di lei, il calore umido del suo sesso che mi avvolge, il peso del suo corpo che mi
intrappola, il sapore delle sue labbra che mi stordisce…
Sento i battiti che accelerano; i brevi respiri che si fanno sempre più affannosi; le mani che scorrono avide sul corpo dell’altro; la pelle
bollente e salata sotto le labbra; il ritmo della danza che cresce, sempre più, inarrestabile e insostenibile. Mi alzo di scatto, mi avvolge
con gambe e braccia, le nostre bocche si trovano in un’ultima affannosa ricerca…
Siamo stesi, uno di fronte all’altra, con il fiato corto. Mi sorride, mentre delicatamente le sposto una ciocca attaccata alla fronte; quegli
occhi languidi… un invito, o forse no, ma non mi importa: un ultimo bacio, tenero e senza foga, prima di abbracciarla e chiudere gli
occhi, mentre inspiro l’odore di noi che svanisce...
dalla carica magnetica dei suoi occhi castani.
Le dita mi tremano mentre le avvicino al suo viso, sfiorando delicatamente la pelle liscia dello zigomo; sento le sue mani scivolare
dietro le mie scapole, mentre le mie dita affondano tra i capelli morbidi della sua nuca. I nostri volti si avvicinano, il mio mondo inizia
e finisce su quelle labbra rosse e umide, nel respiro che si fa affannoso e nel cuore che batte talmente forte da far scoppiare i timpani…
Avido, mi piego sulla sua bocca e afferro la sua coscia attirandola verso di me… Sento il piacere arrivare a ondate regolari, ad ogni
battito accelerato del cuore, ad ogni respiro che mi riempi le narici del suo profumo… Istanti lunghi ore, dolorosamente interrotti dal
bisogno di prendere fiato; mi fissa, quasi imbronciata a causa dell’interruzione. La mano che stringeva la coscia è intanto scivolata
nello spacco vertiginoso del suo abito elegante, strisciando silenziosa verso la natica… Sussulta sorpresa, quando la stringo con forza,
arrivando fino alla sottile striscia di stoffa del tanga. Un attimo di sorpresa, ma è sufficiente per prenderla in braccio, percorrendo con
la bocca la curva del collo e le clavicole, il sapore della sua pelle che mi riempie la bocca e il suo respiro affannoso che mi solletica la
nuca.
La foga sembra quietarsi, mentre stesa sotto di me la bacio e le sfioro la coscia nuda; la lingua e le dita quasi all’unisono scivolano
sulle sue labbra e sulla pelle bollente non protetta dalla seta dell’autoreggente e dall’esile nastro del tanga. Lenta, delicata, inesorabile,
poggia le mani sul mio petto nudo fino a sollevarmi; veloce, mi piroetta intorno e mi spinge sul letto arretrando di un passo per scendere
dai vertiginosi tacchi a stiletto. Il candore delle braccia che si alzano è abbagliante nell’aria semibuia; le sue dita, fino a pochi istanti
prima artigli che mi stringevano sul suo corpo, sembrano fragili rametti coperti di brina mentre raggiungono il gancetto che blocca il
vestito…
La stoffa scivola leggera come acqua, accompagnata dal movimento delle braccia che si abbassano sui fianchi. Sento il piacere
artigliarmi le viscere, mentre gli occhi percorrono quel corpo tonico, dal nero delle gambe avvolte dalle autoreggenti al candore del
volto su cui scivolano i capelli scuri. Abbassa lo sguardo, un invito muto a seguire quegli occhi magnifici, e solo allora mi accorgo che
sta sciogliendo i nastri del tanga… Mi fissa, maliziosa, una richiesta muta nello sguardo.
Scivolo giù dal bordo del letto, cadendo in ginocchio di fronte all’inferno di lussuria della visione celestiale di fronte a me; le mani si
muovono da sole, cingendo le caviglie e salendo leggere lungo la cucitura delle calze… Un gemito leggero esce dalle sue magnifiche
labbra, non so se per la forza con cui le ho afferrato i glutei o per il tocco umido della mia lingua sul suo sesso; mi afferra la testa,
mentre sospira e lascia scivolare le gambe lateralmente. La assecondo, affondando la lingua in quel caldo anfratto… Ancora una volta,
minuti che paiono ore mentre i suoi sospiri si fanno sempre più accelerati e le sue gambe tremano sempre di più; paziento e continuo a
esplorare il suo sapore, a respirare il suo odore, a stringere le sue gambe sode e roventi…
Scatto veloce verso la sua bocca socchiusa, le lingue che danzano frenetiche mentre con la mano esploro il lago del suo basso ventre;
con urgenza febbrile, i miei ultimi vestiti svaniscono nel buio e una mano pallida si muove lenta e decisa sulla mia erezione facendomi
sospirare e perdere il contatto col suo sesso umido e caldo. Chiudo gli occhi, mentre la sento scivolare in basso, le sue labbra a un
soffio dal mio petto… dal mio addome… La sua lingua che percorre l’erezione, lenta e metodica, dalla base alla punta, più e più volte,
prima di girare rapida intorno al prepuzio.
I nostri sguardi si incontrano e la vedo aprire le labbra e lasciare che il membro affondi lentamente nella bocca: un predatore che si
gusta il meritato pasto. È troppo: le mie gambe cedono, cado sul letto; ho appena il tempo di alzare la testa, che mi travolge con un
bacio, intenso, violento, avido e carico di passione. Inizia a muovere il bacino lentamente, quasi a ritmo con la danza delle nostre lingue
intrecciate; solo adesso capisco di essere dentro di lei, il calore umido del suo sesso che mi avvolge, il peso del suo corpo che mi
intrappola, il sapore delle sue labbra che mi stordisce…
Sento i battiti che accelerano; i brevi respiri che si fanno sempre più affannosi; le mani che scorrono avide sul corpo dell’altro; la pelle
bollente e salata sotto le labbra; il ritmo della danza che cresce, sempre più, inarrestabile e insostenibile. Mi alzo di scatto, mi avvolge
con gambe e braccia, le nostre bocche si trovano in un’ultima affannosa ricerca…
Siamo stesi, uno di fronte all’altra, con il fiato corto. Mi sorride, mentre delicatamente le sposto una ciocca attaccata alla fronte; quegli
occhi languidi… un invito, o forse no, ma non mi importa: un ultimo bacio, tenero e senza foga, prima di abbracciarla e chiudere gli
occhi, mentre inspiro l’odore di noi che svanisce...
di
Lonely Wolf
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