Usicta con amiche

scritto il 2026-10-20 tempo di lettura 7 min

di
genere
confessioni
cura
F

Mi chiamo Angela, ma è un nome di fantasia... Sono sposata da 12 anni con un uomo che amo, ma da oltre 6 mesi non facciamo sesso.
non so perchè non si avvicini più a me e ho provato a stimolare la relazione , ma senza successo. Da 6 mesi il sesso, che già da qualche mese prima si era rarificato, è assente.
in questi mesi la voglia mi è salita molto e sono ricorsa spesso alla masturbazione, più di quanto facessi da ragazzina.
o anche acquistato un vibratore. Tuttavia il piacere che mi dà l'autoerotismo, anche se con oggettistica varia, non è paragonabile al sesso con u n uomo, un membro, in carne ed ossa.
Col tempo la testa ha cominciato a pensare solo a quello,a. suggerirmi solo quel tipo di pensiero e di imnmagii.
Ho ripreso a uscire con amich d'un tempo che non frequentavo d a anni, se non per qualche cena periodica. pensavo che mi sarei calmata, controllata, ma alla fine è andato tutto peggio. O meglio, dipende dai punti di vista.
A giugno di quest'anno, mi hanno invitato a una serata in disco a Verona (io sono della provincia est del veneto) e ho pensato fosse una buona idea andarci.
Il pomeriggio del giorno prima mi ero masturbata e il giorno dell'uscita, a casa da sola il pomeriggio, l'ho rifatto per assicurarmi di non cedere a strani bollori. Quel giorno usai il vibratore ed ebbi un orgasmo intensissimo.
Ero sicuramente appagata e nelal miglior condizione per godere della serata con le mie 4 amiche.
ho 43 anni sono 169, fianco un po' largo, culo pieno e sodo, bel viso, capello corto. Piaccio. Più di quello che mi aspetterei.
Devo dire che già a cena mi sono lascita andare con l'alcol e quando arrivammo in disco, poco dopo la mezzanotte, ero brilla, ma consapevole. Ho ballato un po' ma presto mi appoggiai al bancone di uno dei bar, poichè mi girava la testa.
In un attimo c'erano 2 uomini che mi parlavano. Non si consocevano, come avevo e rronemanete pensato all'inizio. Uno era sui 35 anni e l'altro sui 50. Il giovane indossava jeans e una polo che lasciava vedere dei bicipiti da palestrato (non ne sono mai stata troppo attratta), ma aveva -arrossisco a dirlo anche sotto pseudonimo- un pacco che si notava. L'uomo sui 50 indossava un completo di lino grigio.
Ho dedicato subito le mie attenzioni al giovane, trascurando pur con gentilezza il maturo, che si è defilato con eleganza. Il ragazzo si chiamava Carlo, castano, ricciolino, magro, a parte i bicipiti. Mi parlava del caldo, poi del suo lavoro (era odontotecnico), poi del suo cane, delle vacanze... io ascoltavo con l'atteggiamento della svampita che mi era garantito dal. mi ostato di ebbrezza, ma era anche quello che volevo che lui vedesse: una svampita, una preda facile.
Mentre mi parlava pensavo a se e quanto potessi essere attraente per lui. Quella sera idossavo un tubino nero attillat, corto (molto corto) e dei sandali bassi. Ero completamente depilata e senitvo di essere anche un po' umida.
Mentre parlava mi chiedevo come fosse il suo cazzo,s e fosse peloso, che forma avesse....e a u n certo punto realizzai che sarebbe stato facilissimo, per me, scoprirlo.
Gli dissi che dovevo prendere una cosa in auto e gli chiesi s emi accompagnava, dato che le mie amiche stavano ballando. L'auto era in un grande campo adibito a parcheggio,al buio. sentivo il fiato di Carlo vicino e potevo sentire anche la sua erezione nell'aria.
La macchina era al buio e le luci dell'ingresso distavano circa 200 metri. I girlli ci ricordavano la stagione. Dandogli le spalle mi sono appoggiata alla portiera del passeggero e mi sono alzata la gonna sopra le natiche, mostrandogli il perizoma che indossavo: "ti piace?" gli ho chiesto. "Sì" , ha singhiozzato per lo stupore, ovviamente riferendosi al mio culo. Era a meno di mezzo metro da me e prima che capisse o pensasse cosa fare, sempre dandogli le spalle, ho infilato la mia mano tra la cintura dei suoi jeans e la polo che indossava.
Per un brevissimo momento la punta delle mie dita ha toccato un cespuglio di peli, rispondendo all'interrogativo che mi ero posta poco prima.
L'ho tirato a me con uno strattone e mi sono sentita le sue mani sul culo.
Era un po' impacciato, ciò da cui capii che gli piacevo più di quanto avessi pensato.
Io però avevo poco tempo e le idee fin troppo chiare.
tenendo la gonna alzata mi sfilai il perizoma e lo lasciai cadere. Gli aprii i pantaloni (w i bottoni e abbasso le cerniere) e mi trovai in mano un cazzo di oltre 20 cm duro come il marmo, dirtto, con una cappella gross acome un mandarino. Provai un senso di estasi mista a preoccupazione.
Cominciai a masturbarlo con entrambe le mie piccole mani mentre lui mi baciava a la sua lingua esplorava la mia bocca e la sua mano cercava la mia vulva
Mi ero depilata quel giorno stesso e quando la trovò emise un gemito di approvazione e in un attimo sentii le sue dita che si muovevano, confuse e inesperte, dentro di me.
Potei tollerare quella situazione forse un minuto, poi gli feci capire le mie intenzioni, perchè il pulsare del suo membro mi suggeriva che di lì a poco sarebbe venuto.
Cercai la borsetta e aprii l'auto. Lo feci sedere sul sedire posteriroe (dietro ci sono i vetri oscurati, non che facesse differenza, pensai poi) e il suo sedere sudato si poggiò sulla pelle dell'interno dell'auto di mio marito. Io salii dopo di lui e gli salii in groppa, chiudendo la porta.
A quel punto ero un lago. Cominciai a cavalcarlo come una valchiria e dopo meno di 5 minuti lo sentii lamentarsi che stava per venire. Poco importava, dato che anche io ero al limite, grazie (o a causa) della mia astinenza dal cazzo.
Dovevo solo cercare di avere l'orgasmo prima di lui, dato che non avevo avuto il buon senso di farli indossare un profilattico.
Con quell'intento cominciai a tenermi quel cazzo enorme nella pancia, muovendo il bacino e sfregando le labbra umide sul suo cespuglio di peli che, morbido, mi solleticava la fica.
Sbagliai.
Sbagliai perchè non gli avevo concesso più spazio di manovra e, bloccato sotto la mia manovra, non potè sottrarsi al suo orgasmo. Neppure io potei e mi sentii lavare le viscere da dentro con un calore intenso. In quello venni pure io, intensamente, urlando, tanto che Carlo mi tappo la bocca.
Ebbi un crampo al polpaccio.
Lui pensava che volessi una specie di debirefeing, ma mi stavo solo riprendendo dal crampo e appena potei mi alzai e mi sbarazzai di quel gorsso uccello, e con lui di una discreta quantità di seme che gli colo sulla pancia, sul pene e sui jeans. La tappezzeria era salva, epr fortuna.
Quando uscii mi asciugai con dei fazzoletti e gliene porsi uno. In quel momento, grazie alla luce dell'abitacolo, vidi che aveva un bel quadrato di pelo riccioluto nero e ordinato. Lo paragonai a quello di mio marito, un triangolino, più corto, sempre ordinato, che al confronto si addice più a una figa che a un pene.
Il pensiero mi fece sentire in colpa, ma ricaccia indietro il senso di colpa.
Lo salutai frettolosamente e accettai di scambiare il numero di cellulare solo per sbarazzarmi velocemente di lui. L'ho subito bloccato:aveva una funzione e l'aveva svolta. Stop.
Tornai dalle mie amiche e, dopo un'oretta, ripartimmo.
Non avevo ritrovato gli slip, e il rientro (ero alla guida fu un po' complicato, in quando sentivo la sborra di quel ragazzo che colava incessantemente...
Rientrata a casa dopo aver riportato tutte le amiche, mi feci una doccia calda e mi coricai affianco a mio marito.
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