Zio Angelo

scritto il 2026-10-17 tempo di lettura 4 min

di
genere
incesti
cura
B

Il calore si propagava in ogni fibra del mio essere, un fuoco che ardeva da quando zio Angelo mi aveva accolta tra le sue braccia. Ogni suo tocco era una promessa, ogni suo sospiro un invito. Le sue mani esperte scivolavano sulla mia pelle, risvegliando sensazioni che non avevo mai osato immaginare. Ero la sua troietta, la sua nipotina brasiliana, e la fame di lui, del suo corpo potente, era insaziabile.

Angelo, con i suoi sessantuno anni portati con una grazia disarmante, emanava un’aura di saggezza e un desiderio sottile che mi attirava come una falena alla fiamma. Io, Nicole, ventitreenne e con un’irrequietezza che spesso mi portava a cercare conferme e piaceri, mi ero ritrovata intrappolata nel suo sguardo intenso, nel suo modo di parlarmi che accarezzava più di ogni altra cosa.

“Nicole,” la sua voce era roca, profonda, un sussurro che mi faceva tremare le ginocchia. “Sei così… viva. Un turbine di energia che mi scuote fin nel profondo.”

Mi morsi il labbro, il cuore che batteva all'impazzata contro le costole. “E tu, zio Angelo,” risposi, la voce un filo sottile di emozione. “Mi fai sentire… desiderata. Come mai prima d’ora.”

La piccola città in cui vivevamo sembrava trattenere il respiro quando eravamo vicini. Le nostre conversazioni, cariche di sottintesi e sguardi prolungati, erano un preludio a qualcosa di ineluttabile. La sua ambizione, così come la mia, si rifletteva nel modo in cui ci spingevamo l'un l'altra, in una danza di potere e passione che era tanto eccitante quanto pericolosa.

Una sera, il profumo del gelsomino riempiva l’aria. Eravamo seduti in veranda, le nostre mani si erano sfiorate casualmente, ma l'elettricità era palpabile. I suoi occhi scuri incontrarono i miei, e in quel silenzio carico di attesa, le parole non furono più necessarie.

“Non posso più fingere, Nicole,” mormorò, la sua mano che ora stringeva la mia con fermezza. “Sei diventata il centro del mio universo.”

Il mio respiro si fece corto. “E tu il mio, Angelo. Ogni parte di me… ti appartiene.” La mia ambizione non era solo quella di realizzarmi, ma di essere pienamente vissuta, e con lui, ogni sensazione era amplificata. La mia insaziabile voglia di piacere, di essere consumata, trovava in lui un compagno perfetto, un uomo capace di accogliere e ricambiare ogni mia sfumatura.

Le sue labbra si posarono sulle mie, un bacio che non era più solo un gesto affettuoso, ma un’esplosione di desiderio represso. La sua lingua esplorava la mia bocca con una maestria che mi faceva gemere piano. Le sue mani scivolavano lungo la mia schiena, risalendo verso il mio collo, il suo tocco caldo sulla mia pelle nuda.

“Sei così bella, bambina mia,” sussurrò contro le mie labbra umide. “Così… affamata.”

E lo ero. Affamata di lui, della sua esperienza, del suo corpo possente che prometteva piaceri inenarrabili. Sentivo il suo desiderio crescere, palpabile quanto il mio. La mia mente era un turbine di sensazioni, il mio corpo rispondeva con un fremito incontrollabile. La sua bocca scese sul mio collo, lasciando una scia di baci umidi che mi facevano inarcare la schiena.

“Angelo…” il mio nome uscì dalle sue labbra come un sospiro.

Le sue mani, esperte e decise, scivolarono più in basso, accarezzando la curva dei miei fianchi, la morbidezza del mio ventre. Ogni suo tocco era una promessa di piaceri che mi facevano tremare. Mi sentivo completamente esposta, vulnerabile, ma allo stesso tempo incredibilmente potente. La mia natura ninfomane, che spesso mi aveva portata a sentirmi incompresa o giudicata, trovava in lui un terreno fertile, un accettazione totale che mi faceva sentire libera di esplorare ogni mia fantasia.

“Voglio tutto di te, Nicole,” disse, la sua voce roca di desiderio. “Ogni tua sfumatura, ogni tua pulsazione.”

Mi aggrappai a lui, sentendo il calore del suo corpo premere contro il mio. Il mio culo, ora, era una parte di me che desideravo offrirgli completamente, un invito silenzioso e potente. La sua mano si posò lì, un contatto che mi fece sussultare di piacere.

“E io voglio tutto di te, zio Angelo,” risposi, la mia voce un misto di audacia e disperazione. “Sono tua. Completamente.”

Il desiderio si fece più intenso, un incendio che divorava ogni residuo di razionalità. Le sue mani esperte continuavano la loro esplorazione, risvegliando in me sensazioni che mi portavano sull’orlo del piacere. Sentivo il suo corpo potente desiderare il mio, e la mia insaziabile fame di lui, del suo cazzo, cresceva esponenzialmente. Ogni suo movimento, ogni suo sospiro, amplificava la mia eccitazione, portandomi in un vortice di passione che prometteva di consumarci entrambi. La notte, in quella piccola città, era appena iniziata, e il suo calore era destinato a durare.
42
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.