La mia famiglia perversa parte 2
di
Flash
genere
incesti
Ciao a tutti, eccomi a scrivere di un altro capitolo della mia famiglia. Per chi non ci conoscesse, andate al capitolo precedente “la mia famiglia perversa”. Oggi vi racconto di un pomeriggio di qualche giorno fa.
Torno a casa da scuola, giornata tipica niente di che, e trovo mia madre a casa che indossa un top scollato senza reggiseno e un pantaloncino leggings corto bello attillato in culo… “la solita puttana penso” ma lei sa che mi piace così. La saluto con il solito bacio e la solita mano sul culo, stringendole le chiappe sode. Mia sorella non è ancora tornata, si è fermata da un amica, probabilmente a farsi scopare entrambe da qualche ragazzo della scuola.
Mia madre mi fa “tesoro come è andata a scuola oggi? Tutto bene?”
“Sì mamma tutto bene, solite cose. Tu che hai fatto sta mattina?”
“Anche io solite cose, tuo padre prima di andare a lavoro mi ha scopata contro il frigorifero, poi ho pulito casa e sono andata in palestra ad allenare il culo”
“Ahahe beh si mattinata normale allora”
“Più tardi devo andare dal chirurgo a fare il controllo delle protesi delle tette, non so forse pensavo di farmele più grandi, tu che dici?”
“Mamma lo sai che a me fanno impazzire le tue tettone da puttana, poi se le vuoi ancora più grandi certo che mi piacerebbe”
“Si è devo fare anche qualche puntura sul culo, per riempirlo ancora, l’effetto dell’ultima sta scemando”
Davvero? Non sembra al tatto. Fammi vedere un po, abbassa i pantaloni”
“Ecco vedi, devo riempire di nuovo qua e qua (indicandosi le chiappone)”
Io che le tocco le chiappe per bene stringendole e strusciando le dita vicino al buco del culo le dico
“Ma sai sono ancora belle gonfie, guarda quando le schiaffeggio come restano ferme”
“Si lo so ma le voglio più sode, tanto le punture sono veloci da fare e ne approfitto”
“Eh vabbè allora sì falle”
“Sì però non posso guidare dopo, e papà è a lavoro oggi, mi accompagni tu tesoro?”
“Ma si certo mà, non ti preoccupare” e me ne vado in camera. Mentre sono in camera, scorrendo un po Instagram e vedendo qualche reel di tipe sexy sui social mi viene voglia di spararmi una bella sega. Tiro fuori il cazzo e mi inizio a segare, e chiamo mia madre
“Tesoro dimmi” (apre la porta e mi vede che mi sto segando)
“Ho voglia di segarmi mamma, vieni e tira fuori quelle tettone da puttana che me le scopo e ci sborro sopra”
“Certo tesoro ecco vieni (abbassando il top scollato e facendole sobbalzare fuori) scopati le tettone di mamma”
Ci infilo subito il cazzo in mezzo, le stringo e le prendo a colpi di cazzo belli forti, tanto che vedo i capelli di mia madre sbattere avanti e indietro ad ogni martellata, mentre lei come se niente fosse scrive al telefono un messaggio al dottore per confermare l’appuntamento.
“Apri la bocca Troia, bagnami il cazzo che scivola meglio”
“Sei proprio arrapato tesoro oggi! Ecco tieni bagnatelo (aprendo la bocca e tirando fuori la lingua). Lo struscio sulla lingua bagnata, poi le sputo in bocca per farla sbavare e ribagno il cazzo; poi torno a buttarglielo in mezzo alle tettone e continuo a scoparmele. Lei che mi guarda sempre mentre me la scopo o mentre gioco con le tettone con uno sguardo amorevole da mamma che adoro, ma allo stesso tempo con un espressione da puttana sottomessa che adoro ancora di più. Sempre più arrapato, mi piace sentirla come una bambola del sesso che posso usare come voglio e le dico “sì mamma rifattele ancora più grandi ste tette”
Lei capisce subito cosa voglio sentire dire e dice “certo tesoro me le rifaccio ancora più grandi così te le scopi meglio”
“Si brava puttana, fatti delle tettone enormi da scopare”
“Certo tesoro così ci sborri sopra quando vuoi. Me le faccio così grandi che potete sborrarci sopra insieme tu e tuo padre”. Più la sento dire quelle cose più mi esplode il cazzo. Continuo a dirle che è una puttana troia, e lei che adora essere chiamata così non fa altro che sbavare e bagnarsi le tettone di saliva. Quando sto per venire, sposto un po’ cazzo indietro, mi sego e le sparo un carico sulla faccia e sulle tettone riempiendola per bene. Mi guarda e mi fa “apposto tesoro?” Io glielo rinfilo un attimo in bocca ancora, lo tiro fuori e le dico “sì grazie mà, vai ci vediamo dopo”. Lei si alza normalmente piena di sborra e esce dalla stanza prendendo un altro schiaffo sul culo
Torno a casa da scuola, giornata tipica niente di che, e trovo mia madre a casa che indossa un top scollato senza reggiseno e un pantaloncino leggings corto bello attillato in culo… “la solita puttana penso” ma lei sa che mi piace così. La saluto con il solito bacio e la solita mano sul culo, stringendole le chiappe sode. Mia sorella non è ancora tornata, si è fermata da un amica, probabilmente a farsi scopare entrambe da qualche ragazzo della scuola.
Mia madre mi fa “tesoro come è andata a scuola oggi? Tutto bene?”
“Sì mamma tutto bene, solite cose. Tu che hai fatto sta mattina?”
“Anche io solite cose, tuo padre prima di andare a lavoro mi ha scopata contro il frigorifero, poi ho pulito casa e sono andata in palestra ad allenare il culo”
“Ahahe beh si mattinata normale allora”
“Più tardi devo andare dal chirurgo a fare il controllo delle protesi delle tette, non so forse pensavo di farmele più grandi, tu che dici?”
“Mamma lo sai che a me fanno impazzire le tue tettone da puttana, poi se le vuoi ancora più grandi certo che mi piacerebbe”
“Si è devo fare anche qualche puntura sul culo, per riempirlo ancora, l’effetto dell’ultima sta scemando”
Davvero? Non sembra al tatto. Fammi vedere un po, abbassa i pantaloni”
“Ecco vedi, devo riempire di nuovo qua e qua (indicandosi le chiappone)”
Io che le tocco le chiappe per bene stringendole e strusciando le dita vicino al buco del culo le dico
“Ma sai sono ancora belle gonfie, guarda quando le schiaffeggio come restano ferme”
“Si lo so ma le voglio più sode, tanto le punture sono veloci da fare e ne approfitto”
“Eh vabbè allora sì falle”
“Sì però non posso guidare dopo, e papà è a lavoro oggi, mi accompagni tu tesoro?”
“Ma si certo mà, non ti preoccupare” e me ne vado in camera. Mentre sono in camera, scorrendo un po Instagram e vedendo qualche reel di tipe sexy sui social mi viene voglia di spararmi una bella sega. Tiro fuori il cazzo e mi inizio a segare, e chiamo mia madre
“Tesoro dimmi” (apre la porta e mi vede che mi sto segando)
“Ho voglia di segarmi mamma, vieni e tira fuori quelle tettone da puttana che me le scopo e ci sborro sopra”
“Certo tesoro ecco vieni (abbassando il top scollato e facendole sobbalzare fuori) scopati le tettone di mamma”
Ci infilo subito il cazzo in mezzo, le stringo e le prendo a colpi di cazzo belli forti, tanto che vedo i capelli di mia madre sbattere avanti e indietro ad ogni martellata, mentre lei come se niente fosse scrive al telefono un messaggio al dottore per confermare l’appuntamento.
“Apri la bocca Troia, bagnami il cazzo che scivola meglio”
“Sei proprio arrapato tesoro oggi! Ecco tieni bagnatelo (aprendo la bocca e tirando fuori la lingua). Lo struscio sulla lingua bagnata, poi le sputo in bocca per farla sbavare e ribagno il cazzo; poi torno a buttarglielo in mezzo alle tettone e continuo a scoparmele. Lei che mi guarda sempre mentre me la scopo o mentre gioco con le tettone con uno sguardo amorevole da mamma che adoro, ma allo stesso tempo con un espressione da puttana sottomessa che adoro ancora di più. Sempre più arrapato, mi piace sentirla come una bambola del sesso che posso usare come voglio e le dico “sì mamma rifattele ancora più grandi ste tette”
Lei capisce subito cosa voglio sentire dire e dice “certo tesoro me le rifaccio ancora più grandi così te le scopi meglio”
“Si brava puttana, fatti delle tettone enormi da scopare”
“Certo tesoro così ci sborri sopra quando vuoi. Me le faccio così grandi che potete sborrarci sopra insieme tu e tuo padre”. Più la sento dire quelle cose più mi esplode il cazzo. Continuo a dirle che è una puttana troia, e lei che adora essere chiamata così non fa altro che sbavare e bagnarsi le tettone di saliva. Quando sto per venire, sposto un po’ cazzo indietro, mi sego e le sparo un carico sulla faccia e sulle tettone riempiendola per bene. Mi guarda e mi fa “apposto tesoro?” Io glielo rinfilo un attimo in bocca ancora, lo tiro fuori e le dico “sì grazie mà, vai ci vediamo dopo”. Lei si alza normalmente piena di sborra e esce dalla stanza prendendo un altro schiaffo sul culo
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