Sogno di una notte di mezza estate
di
Fog
genere
tradimenti
Sono felicemente fidanzato da molti anni ormai e non mi è mai mancato nulla. Sì, certo, la sfera erotica non ha fatto fiamme sicuramente ma non è mai nemmeno stata troppo spenta. Una relazione migliore di tante, ma con gli stessi problemi di tante.
Ho sempre amato vagheggiare su possibili incontri proibiti ma sempre perché bastava quel poco di erotismo insito nelle cose segrete per farmi eccitare moltissimo, e usavo poi quell’ eccitazione nei modi consentiti dalla società. Un giorno però capitò di trovarmi a Torino per lavoro e, preso da una folle audacia, mi iscrissi a una dating app per mettere un po’ di piccante a quelle altrimenti noiose sere. L’ intenzione era solo flirtare un po’, come già capitato in passato, senza spingermi oltre ma quella volta non so come né perché decisi di uscire con una ragazza misteriosa - dalle foto non si capiva un granché - e, dopo una bottiglia di vino e una conversazione fluida e interessata da ambo le parti, decisi di accettare l’ offerta della ragazza e salire a casa sua.
Non so se fu il solito brivido del proibito ad accendermi tanto o se invece fu la disarmante bellezza di G, fatto sta che non accendemmo nemmeno le luci, fu un turbine violento e allo stesso tempo dolce di baci, carezze, sussurri, corpi stretti avvinghiati in piedi, lingue desiderose e avide, vesti lanciati per terra. Finimmo naturalmente a letto. Le baciai le splendide gambe, i morbidi glutei, i piccoli seni per poi scendere più in fondo e cominciare a leccarla, la testa completamente annebbiata dall’ alcool e dall’ eccitazione, scandendo ritmicamente il tempo: il mio con il suo, il suo con il mio. Venne dopo poco tempo e senza lasciarmi dire una parola mi girò e con un’ abile manovra mi si sedette sopra e cominciò a farmi un pompino, buio, intimo, profondo. Lo facemmo a lungo quella sera, senza quasi interruzioni fino all’ alba (gioie di gioventù) e, una volta comparse le prime luci, ripresi gli indumenti da terra e filai a casa per fare una doccia e andare a lavoro.
Fu la prima volta che tradii veramente la mia ragazza.
Rividi G poche ore dopo.
[continua]
{per commenti, suggerimenti ed idee potete scrivermi su tg @v101rt}
Ho sempre amato vagheggiare su possibili incontri proibiti ma sempre perché bastava quel poco di erotismo insito nelle cose segrete per farmi eccitare moltissimo, e usavo poi quell’ eccitazione nei modi consentiti dalla società. Un giorno però capitò di trovarmi a Torino per lavoro e, preso da una folle audacia, mi iscrissi a una dating app per mettere un po’ di piccante a quelle altrimenti noiose sere. L’ intenzione era solo flirtare un po’, come già capitato in passato, senza spingermi oltre ma quella volta non so come né perché decisi di uscire con una ragazza misteriosa - dalle foto non si capiva un granché - e, dopo una bottiglia di vino e una conversazione fluida e interessata da ambo le parti, decisi di accettare l’ offerta della ragazza e salire a casa sua.
Non so se fu il solito brivido del proibito ad accendermi tanto o se invece fu la disarmante bellezza di G, fatto sta che non accendemmo nemmeno le luci, fu un turbine violento e allo stesso tempo dolce di baci, carezze, sussurri, corpi stretti avvinghiati in piedi, lingue desiderose e avide, vesti lanciati per terra. Finimmo naturalmente a letto. Le baciai le splendide gambe, i morbidi glutei, i piccoli seni per poi scendere più in fondo e cominciare a leccarla, la testa completamente annebbiata dall’ alcool e dall’ eccitazione, scandendo ritmicamente il tempo: il mio con il suo, il suo con il mio. Venne dopo poco tempo e senza lasciarmi dire una parola mi girò e con un’ abile manovra mi si sedette sopra e cominciò a farmi un pompino, buio, intimo, profondo. Lo facemmo a lungo quella sera, senza quasi interruzioni fino all’ alba (gioie di gioventù) e, una volta comparse le prime luci, ripresi gli indumenti da terra e filai a casa per fare una doccia e andare a lavoro.
Fu la prima volta che tradii veramente la mia ragazza.
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