Ho sposato l'eccesso.

di
genere
corna

Sono passati 28 anni, due figli miei e un terzo adottato, per capire che quella ragazza che avevo lasciato perché mi sembrava troppo pudica, troppo seria, era in realtà la mia donna.
​Da due anni conviviamo e, chiuse le pratiche, ci sposeremo.
​Al funerale del marito mi disse, lasciandomi di stucco: «NON TE L'HO ANCORA PERDONATA. LASCIA PASSARE QUALCHE GIORNO E POI CHIAMAMI», dandomi il suo numero di cellulare.
​Ovviamente feci così.
​Del resto era e lo è, ancor di più ora, una gran bella donna ed io non avevo più problemi.
​Che il mio matrimonio fosse fallito era cosa nota, visto il trambusto, con relativi problemi legali.
​All'epoca la notizia arrivò su tutte le pagine dei giornali e social locali.
​Ma andiamo con ordine.
​La lasciai perché era pudica, o non voleva concedersi facilmente.
​Era quel tipo di donna che non si concede del tutto fino al matrimonio.
​Bella, gentile, delicata, viso dolce, biondina, ma gonne lunghe quasi sempre e seno nascosto.
​Rossetto tenue.
​Penetrazione rara, molte seghe, pompini una rarità.
​Molti, molti baci, ma io volevo sex.
​Volevo una troia. Una che amava scopare sempre, dove e con chiunque, e lei proprio non c'era.
​Così saltò fuori mia moglie.
​Non bellissima, rossa riccia, seno grosso esposto sempre, formosa, viso da troia, rossetto marcato, alta, minigonna, spesso micro.
​Un troione fatto e finito.
​La vidi a una Festa dell'Unità.
​Ci andavo per ballare, non per politica.
​Subito mi eccitai e lei se ne accorse.
​Fu lei a venire a parlare.
​«Ti decidi? Mi stai mangiando con gli occhi da un'ora», disse.
​La invitai a ballare, ma lei disse che era meglio andare in auto.
​Pochi minuti dopo era sulla mia Golf, con le tettone fuori, la fica pelosa che prendeva aria e la sua bocca che passava dal cazzo alle palle.
​Questo per fare capire il personaggio.
​Completammo l'opera con lei che si sedette sulle mie gambe e la penetrai prima nella figa e poi nel retto, dove mi disse di venire.
​Cosa che feci.
​Da lì iniziò la nostra storia.
​All'inizio la credevo un'avventura, poi dopo diversi mesi fu lei a dirmi: «O ci mettiamo assieme, lasciando i nostri partner, o chiudiamola qui».
​Diedi retta al cazzo e feci un errore clamoroso.
​Mollai la mia adorata attuale e lei il tipo.
​All'inizio frequentammo parcheggi dove c'erano altre coppie, singoli.
​Lei si eccitava a vedere i gay che si penetravano.
​Un giorno sull'autostrada Genova-Gravellona Toce, in un'area molto rinomata, di sera c'erano due uomini che si penetravano.
​Uno, diceva lei, era un ragazzo bellissimo, forse poco più che maggiorenne.
​L'altro, quello che lo infilava, era un adulto, forse vecchio.
​«Guarda come gode il ragazzo», diceva mentre si masturbava seduta, ormai seminuda.
​Ebbe un orgasmo pazzesco, toccandosi e toccando me.
​A volte facevamo scambio.
​Altre, faceva pompini a chiunque si presentasse e faceva venire sulle tettone.
​Uno spettacolo degradante ma eccitante.
​Un giorno toccò il massimo della depravazione.
​Eravamo in quattro in macchina: lei con uno, io con sua moglie e all'improvviso aprì la porta e si mise appoggiata all'auto, aspettando che la scopassero.
​Ci fu una specie di folla da concerto.
​Non so quanti la penetrarono, ma certo furono tanti e anche donne se ne approfittarono.
​Però lì ci fu la prima rottura.
​Era troppo.
​Per due mesi, forse più, non ci vedemmo; poi mi riconvinse, non prima di aver fatto esami clinici.
​Lasciammo perdere i parcheggi, gli incontri con coppie, ecc., e cominciammo a vederci online su vari portali, come MSN.
​Diventammo amici di una coppia di Cefalù.
​Lei, Roberta, piccolina ma uno schianto; lui un po' più piccolo di me.
​Era nata un'amicizia e andammo al loro matrimonio.
​La prima notte di nozze la passammo con loro.
​Io con Robi e il marito con la mia.
​Incredibile: mia moglie fece scene di gelosia.
​Pazzesco!
​Roberta si mise a ridere e, mentre la scopavo da dietro, chiamò mia moglie e iniziarono a baciarsi.
​Con le chiappe piene di sperma, prese per mano mia moglie e si richiusero dentro in camera.
​Riuscirono stravolte tre ore dopo, mentre noi maschi parlavamo, ascoltando i gemiti nella stanza.
​Otto mesi dopo ci sposammo noi e ovviamente ricambiammo il piacere, ma ci fu un episodio che per poco chiuse il discorso.
​Mio suocero mi chiese di parlarmi e mi disse testuali parole: «Tu sai, vero, che troia ti stai sposando? Quella ti riempie di corna. Ci prova con tutti... Pure con me ci ha provato», disse.
​«Non chiedermi nulla, già è pesante così», disse appena cercai di parlare, facendo capire chiaramente come erano andate le cose.
​Mia moglie mi vide perplesso, mangiò la foglia e disse: «Hai parlato con mio padre. Lo so e ti ha detto tutto. Sappi che è bugiardo. Lui mi ha costretta. Io ho cercato sempre di evitare».
​«Già, sempre», risposi, accentuando sul «sempre», perché evidentemente la cosa era durata tantissimo.
​Negli anni seguenti, anche su sue confessioni, si scoprì che quasi tutta la famiglia si era scopata mia moglie, tranne mia suocera e mia cognata, ma non mi stupì affatto...
​Pardon, mettiamo di sicuro mia suocera.
​Su mia cognata, ci scommetterei un euro o poco più.
​Comunque, poco convinto ma rassegnato dal cazzo, che aveva preso il sopravvento sul cervello, ci sposammo, pure in chiesa.
​Pretesi di evitare l'ipocrisia dell'abito bianco.
​Al ritorno da un lungo viaggio di nozze negli States, dove scopammo con mezza Las Vegas e San Francisco, iniziammo a frequentare la Maison d'Amour di Gessate.
​Un club privè nudista tra i più grandi in Italia.
​Ne facemmo di ogni, ma misi all'erta mia moglie che se si fosse comportata come nel parcheggio sarebbe arrivata la lettera dell'avvocato.
​Se scopava lei, scopavo io.
​Poteva essere sola e io guardavo e basta solo con donne.
​Cuckold mai.
​Per due anni ci divertimmo così, poi andammo all'Isola del Morto, a Caorle, dove mia moglie si esibì in masturbazioni a mezzo Veneto, e andammo in Francia a Cap d'Agde, dove però rimanemmo delusi.
​Volle avere figli e dissi di sì, ma a un patto ben preciso: che non avremmo mai causato imbarazzo alla prole.
​Poteva essere troia, non in casa, dove si sarebbe vestita in modo morigerato, da mamma, e neanche fuori.
​Nessuno doveva sospettare.
​Devo riconoscere che fu persino esagerata.
​Non credo che i ragazzi abbiano mai visto la madre svestita o con una gonna corta.
​Raramente riuscivamo ad andare in quel privè, che era comunque lontano quasi 130 km.
​Poi arrivò Edoardo, il figlio di una cugina di mia moglie.
​Rimase orfano a sette anni.
​I genitori morirono in un incidente durante l'imbarco dell'auto su un traghetto.
​Una vicenda penosa.
​Lo adottammo, ovviamente.
​Man mano che i ragazzi diventavano grandi, riuscivamo a ritagliarci spazi nostri.
​Frequentammo alcune coppie, anche loro sposate e con prole, e ricominciammo a riprendere gli incontri in vari parcheggi.
​Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e mia moglie ritornò a fare cose come vent'anni prima.
​Una sera appoggiò il sedere sul cofano del mio SUV e ben in cinque la scoparono così; solo che questa volta mi divertii. Non fui scioccato.
​Poi all'improvviso lei si fermò.
​«Porta pazienza, non sono in forma, la menopausa».
​Le solite cose che ci stanno benissimo a cinquant'anni.
​Una sera a letto, mentre guardavo lo smartphone e scrollavo da maledetto, se ne esce con 'sta frase: «Abbiamo dei ragazzi bellissimi, non trovi?». Io, ovviamente poco preso, dissi di sì e chiuso lì.
​Poi aggiunsi: «Beh, due merito nostro, Edo no, ma anche lui un bel tipo».
​Fu una frase senza senso, detta quasi senza accorgermene.
​È lì che mi si gelò il sangue molto, molto stupidamente, quando mia moglie disse: «Già, peccato... perché se fosse un estraneo...».
​Accesi la luce, la guardai in viso con l'aria da assassino e lei disse, facendo finta di ridere: «Ma daiii, sto scherzando! Un po' di leggerezza. Troia sì, tesoro, ma non fino a questo punto!», rispose lei con l'espressione di chi si è accorta di averla fatta fuori dal vaso, cercando di buttare la palla in tribuna.
​Non mi passava dalla mente.
​Sapevo di essere un idiota e che forse era meglio se andassi a sfogarmi con una disonesta, invece di pensare a una stronzata simile.
​Più non scopi e più ti vengono in mente stronzate.
​Ne parlai con un amico virtuale in chat e si mise a ridere.
​«Da una parte ti piacerebbe, brutto porco. Beh, metti delle telecamere, così magari ti vedi la mogliettina che tromba con altri o si sditalina. È quello che tu vuoi, altro che l'incesto!».
​Aveva ragione.
​La storia di Edo che è bello era una scusa.
​Così, dandomi del coglione, acquistai su eBay 'ste cazzo di telecamere così piccole che era impossibile notarle.
​Si attivavano con sensore di movimento, mostrando le immagini sullo smartphone.
​Circa 90 euro, tre telecamere.
​Installazione zero.
​Mi alzai di notte e in tre minuti feci tutto.
​Al pomeriggio, ovviamente, lo smartphone attivò il segnale.
​Erano le 16:30.
​Mia moglie tornava dal lavoro.
​Niente di anomalo.
​Entra, si toglie le scarpe e va nella camera da letto.
​Poi esce nuda, va in bagno, dove sta parecchio e naturalmente non avevo messo nulla.
​Fin qui tutto a norma.
​A parte la nudità, era una noia mortale.
​Mi distraggo e mi do giustamente del coglione.
​Avevo visto 'ste scene in diretta migliaia di volte.
​Risuona ancora il segnale.
​Ovviamente è lei che esce dal bagno.
​Va in camera con l'accappatoio.
​Che barba!
​Poi apre la cabina armadio. Lì non c'è telecamera e chiudo lo smartphone.
​Troppo coglione sono.
​Risuona il cicalino dell'app, guardo distrattamente e rimango di sasso.
​Mia moglie è vestita con guêpière, calze azzurre, reggiseno traforato, scarpe tacco 12, pare almeno, e rossetto da vacca solita.
​Ha lo smartphone in mano, sta parlando, ma con chi?
​Lo capisco subito.
​Entra Edo in camera.
​Mia moglie si mette in mostra, fa vedere il culo, mette una gamba sul letto, mentre Edo si spoglia.
​Tira fuori un membro notevole, va detto, ma in particolare si fionda sulla figa della madre, che viene presa con forza e viene messa a cosce all'aria e poi sulla testa.
​Prende anche lui uno smartphone e comincia a fotografarla, dividendole le gambe in modo osceno.
​Si capisce dal labiale: «Scopami, non ne posso più», dice.
​Lui lo fa e, neanche dieci colpi, mia moglie si contorce come una biscia.
​Lei lo bacia, ma lui le prende il viso, la blocca e si fa spompinare di brutto.
​Mia moglie sembra in difficoltà a gestire il suo cazzo, ma poi c'è un'interruzione e, appena riprende il video, si vede lei piena di sperma sul seno.
​Si rivestono, fanno la doccia separati e poco dopo entra nostra figlia ignara.
​Poi il ragazzo, altrettanto ignaro.
​'Sta cosa va avanti giorni e giorni, fino a quando un pomeriggio vedo entrare Edo e un altro ragazzo ed entrambi scopano mia moglie.
​Subito dopo, la svolta.
​Edo viene penetrato da 'sto tipo, mentre mia moglie si masturba.
​Ok, è troppo.
​Porto i filmati da un avvocato, che mi obbliga a trovarmi un appartamento.
​Lui convoca mia moglie, fa vedere i filmati e ovviamente scoppia il casino.
​Scopro delle cose di legge assurde, ma comunque il gioco è fatto.
​Si tenta di tenere nascosta a tutti la cosa, ma i ragazzi scoprono tutto.
​Un casino d'inferno.
​Per fortuna evitiamo strascichi penali e, seppure anche a Bruxelles vengano a saperlo, si conclude lì.
​Poi incontro la mia ex, che mi dice che sono uno stronzo e mi sono meritato tutto.
​Ci innamoriamo, ma per due anni ci comportiamo come amanti.
​Lei non voleva apparire come una vedova allegra.
​Comunque anche la pudica è cresciuta e si sta informando su cosa succede in quei privè.
​«Hai portato quella psicopatica, porti anche me»mi dice sempre ridendo.
​A settembre organizziamo. Almeno lei dice così.
​P.S. A letto ci sa fare e molto pure lei, però non è così ossessionata.
​Ed è BELLISSIMA.
​SONO FELICE.

bellavitafabio@gmail.com
scritto il
2026-09-01
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