Ho sposato l'eccesso.
di
bellavitafabio
genere
corna
Sono passati 28 anni, due figli miei e un terzo adottato, per capire che quella ragazza che avevo lasciato perché mi sembrava troppo pudica, troppo seria, era in realtà la mia donna.
Da due anni conviviamo e, chiuse le pratiche, ci sposeremo.
Al funerale del marito mi disse, lasciandomi di stucco: «NON TE L'HO ANCORA PERDONATA. LASCIA PASSARE QUALCHE GIORNO E POI CHIAMAMI», dandomi il suo numero di cellulare.
Ovviamente feci così.
Del resto era e lo è, ancor di più ora, una gran bella donna ed io non avevo più problemi.
Che il mio matrimonio fosse fallito era cosa nota, visto il trambusto, con relativi problemi legali.
All'epoca la notizia arrivò su tutte le pagine dei giornali e social locali.
Ma andiamo con ordine.
La lasciai perché era pudica, o non voleva concedersi facilmente.
Era quel tipo di donna che non si concede del tutto fino al matrimonio.
Bella, gentile, delicata, viso dolce, biondina, ma gonne lunghe quasi sempre e seno nascosto.
Rossetto tenue.
Penetrazione rara, molte seghe, pompini una rarità.
Molti, molti baci, ma io volevo sex.
Volevo una troia. Una che amava scopare sempre, dove e con chiunque, e lei proprio non c'era.
Così saltò fuori mia moglie.
Non bellissima, rossa riccia, seno grosso esposto sempre, formosa, viso da troia, rossetto marcato, alta, minigonna, spesso micro.
Un troione fatto e finito.
La vidi a una Festa dell'Unità.
Ci andavo per ballare, non per politica.
Subito mi eccitai e lei se ne accorse.
Fu lei a venire a parlare.
«Ti decidi? Mi stai mangiando con gli occhi da un'ora», disse.
La invitai a ballare, ma lei disse che era meglio andare in auto.
Pochi minuti dopo era sulla mia Golf, con le tettone fuori, la fica pelosa che prendeva aria e la sua bocca che passava dal cazzo alle palle.
Questo per fare capire il personaggio.
Completammo l'opera con lei che si sedette sulle mie gambe e la penetrai prima nella figa e poi nel retto, dove mi disse di venire.
Cosa che feci.
Da lì iniziò la nostra storia.
All'inizio la credevo un'avventura, poi dopo diversi mesi fu lei a dirmi: «O ci mettiamo assieme, lasciando i nostri partner, o chiudiamola qui».
Diedi retta al cazzo e feci un errore clamoroso.
Mollai la mia adorata attuale e lei il tipo.
All'inizio frequentammo parcheggi dove c'erano altre coppie, singoli.
Lei si eccitava a vedere i gay che si penetravano.
Un giorno sull'autostrada Genova-Gravellona Toce, in un'area molto rinomata, di sera c'erano due uomini che si penetravano.
Uno, diceva lei, era un ragazzo bellissimo, forse poco più che maggiorenne.
L'altro, quello che lo infilava, era un adulto, forse vecchio.
«Guarda come gode il ragazzo», diceva mentre si masturbava seduta, ormai seminuda.
Ebbe un orgasmo pazzesco, toccandosi e toccando me.
A volte facevamo scambio.
Altre, faceva pompini a chiunque si presentasse e faceva venire sulle tettone.
Uno spettacolo degradante ma eccitante.
Un giorno toccò il massimo della depravazione.
Eravamo in quattro in macchina: lei con uno, io con sua moglie e all'improvviso aprì la porta e si mise appoggiata all'auto, aspettando che la scopassero.
Ci fu una specie di folla da concerto.
Non so quanti la penetrarono, ma certo furono tanti e anche donne se ne approfittarono.
Però lì ci fu la prima rottura.
Era troppo.
Per due mesi, forse più, non ci vedemmo; poi mi riconvinse, non prima di aver fatto esami clinici.
Lasciammo perdere i parcheggi, gli incontri con coppie, ecc., e cominciammo a vederci online su vari portali, come MSN.
Diventammo amici di una coppia di Cefalù.
Lei, Roberta, piccolina ma uno schianto; lui un po' più piccolo di me.
Era nata un'amicizia e andammo al loro matrimonio.
La prima notte di nozze la passammo con loro.
Io con Robi e il marito con la mia.
Incredibile: mia moglie fece scene di gelosia.
Pazzesco!
Roberta si mise a ridere e, mentre la scopavo da dietro, chiamò mia moglie e iniziarono a baciarsi.
Con le chiappe piene di sperma, prese per mano mia moglie e si richiusero dentro in camera.
Riuscirono stravolte tre ore dopo, mentre noi maschi parlavamo, ascoltando i gemiti nella stanza.
Otto mesi dopo ci sposammo noi e ovviamente ricambiammo il piacere, ma ci fu un episodio che per poco chiuse il discorso.
Mio suocero mi chiese di parlarmi e mi disse testuali parole: «Tu sai, vero, che troia ti stai sposando? Quella ti riempie di corna. Ci prova con tutti... Pure con me ci ha provato», disse.
«Non chiedermi nulla, già è pesante così», disse appena cercai di parlare, facendo capire chiaramente come erano andate le cose.
Mia moglie mi vide perplesso, mangiò la foglia e disse: «Hai parlato con mio padre. Lo so e ti ha detto tutto. Sappi che è bugiardo. Lui mi ha costretta. Io ho cercato sempre di evitare».
«Già, sempre», risposi, accentuando sul «sempre», perché evidentemente la cosa era durata tantissimo.
Negli anni seguenti, anche su sue confessioni, si scoprì che quasi tutta la famiglia si era scopata mia moglie, tranne mia suocera e mia cognata, ma non mi stupì affatto...
Pardon, mettiamo di sicuro mia suocera.
Su mia cognata, ci scommetterei un euro o poco più.
Comunque, poco convinto ma rassegnato dal cazzo, che aveva preso il sopravvento sul cervello, ci sposammo, pure in chiesa.
Pretesi di evitare l'ipocrisia dell'abito bianco.
Al ritorno da un lungo viaggio di nozze negli States, dove scopammo con mezza Las Vegas e San Francisco, iniziammo a frequentare la Maison d'Amour di Gessate.
Un club privè nudista tra i più grandi in Italia.
Ne facemmo di ogni, ma misi all'erta mia moglie che se si fosse comportata come nel parcheggio sarebbe arrivata la lettera dell'avvocato.
Se scopava lei, scopavo io.
Poteva essere sola e io guardavo e basta solo con donne.
Cuckold mai.
Per due anni ci divertimmo così, poi andammo all'Isola del Morto, a Caorle, dove mia moglie si esibì in masturbazioni a mezzo Veneto, e andammo in Francia a Cap d'Agde, dove però rimanemmo delusi.
Volle avere figli e dissi di sì, ma a un patto ben preciso: che non avremmo mai causato imbarazzo alla prole.
Poteva essere troia, non in casa, dove si sarebbe vestita in modo morigerato, da mamma, e neanche fuori.
Nessuno doveva sospettare.
Devo riconoscere che fu persino esagerata.
Non credo che i ragazzi abbiano mai visto la madre svestita o con una gonna corta.
Raramente riuscivamo ad andare in quel privè, che era comunque lontano quasi 130 km.
Poi arrivò Edoardo, il figlio di una cugina di mia moglie.
Rimase orfano a sette anni.
I genitori morirono in un incidente durante l'imbarco dell'auto su un traghetto.
Una vicenda penosa.
Lo adottammo, ovviamente.
Man mano che i ragazzi diventavano grandi, riuscivamo a ritagliarci spazi nostri.
Frequentammo alcune coppie, anche loro sposate e con prole, e ricominciammo a riprendere gli incontri in vari parcheggi.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e mia moglie ritornò a fare cose come vent'anni prima.
Una sera appoggiò il sedere sul cofano del mio SUV e ben in cinque la scoparono così; solo che questa volta mi divertii. Non fui scioccato.
Poi all'improvviso lei si fermò.
«Porta pazienza, non sono in forma, la menopausa».
Le solite cose che ci stanno benissimo a cinquant'anni.
Una sera a letto, mentre guardavo lo smartphone e scrollavo da maledetto, se ne esce con 'sta frase: «Abbiamo dei ragazzi bellissimi, non trovi?». Io, ovviamente poco preso, dissi di sì e chiuso lì.
Poi aggiunsi: «Beh, due merito nostro, Edo no, ma anche lui un bel tipo».
Fu una frase senza senso, detta quasi senza accorgermene.
È lì che mi si gelò il sangue molto, molto stupidamente, quando mia moglie disse: «Già, peccato... perché se fosse un estraneo...».
Accesi la luce, la guardai in viso con l'aria da assassino e lei disse, facendo finta di ridere: «Ma daiii, sto scherzando! Un po' di leggerezza. Troia sì, tesoro, ma non fino a questo punto!», rispose lei con l'espressione di chi si è accorta di averla fatta fuori dal vaso, cercando di buttare la palla in tribuna.
Non mi passava dalla mente.
Sapevo di essere un idiota e che forse era meglio se andassi a sfogarmi con una disonesta, invece di pensare a una stronzata simile.
Più non scopi e più ti vengono in mente stronzate.
Ne parlai con un amico virtuale in chat e si mise a ridere.
«Da una parte ti piacerebbe, brutto porco. Beh, metti delle telecamere, così magari ti vedi la mogliettina che tromba con altri o si sditalina. È quello che tu vuoi, altro che l'incesto!».
Aveva ragione.
La storia di Edo che è bello era una scusa.
Così, dandomi del coglione, acquistai su eBay 'ste cazzo di telecamere così piccole che era impossibile notarle.
Si attivavano con sensore di movimento, mostrando le immagini sullo smartphone.
Circa 90 euro, tre telecamere.
Installazione zero.
Mi alzai di notte e in tre minuti feci tutto.
Al pomeriggio, ovviamente, lo smartphone attivò il segnale.
Erano le 16:30.
Mia moglie tornava dal lavoro.
Niente di anomalo.
Entra, si toglie le scarpe e va nella camera da letto.
Poi esce nuda, va in bagno, dove sta parecchio e naturalmente non avevo messo nulla.
Fin qui tutto a norma.
A parte la nudità, era una noia mortale.
Mi distraggo e mi do giustamente del coglione.
Avevo visto 'ste scene in diretta migliaia di volte.
Risuona ancora il segnale.
Ovviamente è lei che esce dal bagno.
Va in camera con l'accappatoio.
Che barba!
Poi apre la cabina armadio. Lì non c'è telecamera e chiudo lo smartphone.
Troppo coglione sono.
Risuona il cicalino dell'app, guardo distrattamente e rimango di sasso.
Mia moglie è vestita con guêpière, calze azzurre, reggiseno traforato, scarpe tacco 12, pare almeno, e rossetto da vacca solita.
Ha lo smartphone in mano, sta parlando, ma con chi?
Lo capisco subito.
Entra Edo in camera.
Mia moglie si mette in mostra, fa vedere il culo, mette una gamba sul letto, mentre Edo si spoglia.
Tira fuori un membro notevole, va detto, ma in particolare si fionda sulla figa della madre, che viene presa con forza e viene messa a cosce all'aria e poi sulla testa.
Prende anche lui uno smartphone e comincia a fotografarla, dividendole le gambe in modo osceno.
Si capisce dal labiale: «Scopami, non ne posso più», dice.
Lui lo fa e, neanche dieci colpi, mia moglie si contorce come una biscia.
Lei lo bacia, ma lui le prende il viso, la blocca e si fa spompinare di brutto.
Mia moglie sembra in difficoltà a gestire il suo cazzo, ma poi c'è un'interruzione e, appena riprende il video, si vede lei piena di sperma sul seno.
Si rivestono, fanno la doccia separati e poco dopo entra nostra figlia ignara.
Poi il ragazzo, altrettanto ignaro.
'Sta cosa va avanti giorni e giorni, fino a quando un pomeriggio vedo entrare Edo e un altro ragazzo ed entrambi scopano mia moglie.
Subito dopo, la svolta.
Edo viene penetrato da 'sto tipo, mentre mia moglie si masturba.
Ok, è troppo.
Porto i filmati da un avvocato, che mi obbliga a trovarmi un appartamento.
Lui convoca mia moglie, fa vedere i filmati e ovviamente scoppia il casino.
Scopro delle cose di legge assurde, ma comunque il gioco è fatto.
Si tenta di tenere nascosta a tutti la cosa, ma i ragazzi scoprono tutto.
Un casino d'inferno.
Per fortuna evitiamo strascichi penali e, seppure anche a Bruxelles vengano a saperlo, si conclude lì.
Poi incontro la mia ex, che mi dice che sono uno stronzo e mi sono meritato tutto.
Ci innamoriamo, ma per due anni ci comportiamo come amanti.
Lei non voleva apparire come una vedova allegra.
Comunque anche la pudica è cresciuta e si sta informando su cosa succede in quei privè.
«Hai portato quella psicopatica, porti anche me»mi dice sempre ridendo.
A settembre organizziamo. Almeno lei dice così.
P.S. A letto ci sa fare e molto pure lei, però non è così ossessionata.
Ed è BELLISSIMA.
SONO FELICE.
bellavitafabio@gmail.com
Da due anni conviviamo e, chiuse le pratiche, ci sposeremo.
Al funerale del marito mi disse, lasciandomi di stucco: «NON TE L'HO ANCORA PERDONATA. LASCIA PASSARE QUALCHE GIORNO E POI CHIAMAMI», dandomi il suo numero di cellulare.
Ovviamente feci così.
Del resto era e lo è, ancor di più ora, una gran bella donna ed io non avevo più problemi.
Che il mio matrimonio fosse fallito era cosa nota, visto il trambusto, con relativi problemi legali.
All'epoca la notizia arrivò su tutte le pagine dei giornali e social locali.
Ma andiamo con ordine.
La lasciai perché era pudica, o non voleva concedersi facilmente.
Era quel tipo di donna che non si concede del tutto fino al matrimonio.
Bella, gentile, delicata, viso dolce, biondina, ma gonne lunghe quasi sempre e seno nascosto.
Rossetto tenue.
Penetrazione rara, molte seghe, pompini una rarità.
Molti, molti baci, ma io volevo sex.
Volevo una troia. Una che amava scopare sempre, dove e con chiunque, e lei proprio non c'era.
Così saltò fuori mia moglie.
Non bellissima, rossa riccia, seno grosso esposto sempre, formosa, viso da troia, rossetto marcato, alta, minigonna, spesso micro.
Un troione fatto e finito.
La vidi a una Festa dell'Unità.
Ci andavo per ballare, non per politica.
Subito mi eccitai e lei se ne accorse.
Fu lei a venire a parlare.
«Ti decidi? Mi stai mangiando con gli occhi da un'ora», disse.
La invitai a ballare, ma lei disse che era meglio andare in auto.
Pochi minuti dopo era sulla mia Golf, con le tettone fuori, la fica pelosa che prendeva aria e la sua bocca che passava dal cazzo alle palle.
Questo per fare capire il personaggio.
Completammo l'opera con lei che si sedette sulle mie gambe e la penetrai prima nella figa e poi nel retto, dove mi disse di venire.
Cosa che feci.
Da lì iniziò la nostra storia.
All'inizio la credevo un'avventura, poi dopo diversi mesi fu lei a dirmi: «O ci mettiamo assieme, lasciando i nostri partner, o chiudiamola qui».
Diedi retta al cazzo e feci un errore clamoroso.
Mollai la mia adorata attuale e lei il tipo.
All'inizio frequentammo parcheggi dove c'erano altre coppie, singoli.
Lei si eccitava a vedere i gay che si penetravano.
Un giorno sull'autostrada Genova-Gravellona Toce, in un'area molto rinomata, di sera c'erano due uomini che si penetravano.
Uno, diceva lei, era un ragazzo bellissimo, forse poco più che maggiorenne.
L'altro, quello che lo infilava, era un adulto, forse vecchio.
«Guarda come gode il ragazzo», diceva mentre si masturbava seduta, ormai seminuda.
Ebbe un orgasmo pazzesco, toccandosi e toccando me.
A volte facevamo scambio.
Altre, faceva pompini a chiunque si presentasse e faceva venire sulle tettone.
Uno spettacolo degradante ma eccitante.
Un giorno toccò il massimo della depravazione.
Eravamo in quattro in macchina: lei con uno, io con sua moglie e all'improvviso aprì la porta e si mise appoggiata all'auto, aspettando che la scopassero.
Ci fu una specie di folla da concerto.
Non so quanti la penetrarono, ma certo furono tanti e anche donne se ne approfittarono.
Però lì ci fu la prima rottura.
Era troppo.
Per due mesi, forse più, non ci vedemmo; poi mi riconvinse, non prima di aver fatto esami clinici.
Lasciammo perdere i parcheggi, gli incontri con coppie, ecc., e cominciammo a vederci online su vari portali, come MSN.
Diventammo amici di una coppia di Cefalù.
Lei, Roberta, piccolina ma uno schianto; lui un po' più piccolo di me.
Era nata un'amicizia e andammo al loro matrimonio.
La prima notte di nozze la passammo con loro.
Io con Robi e il marito con la mia.
Incredibile: mia moglie fece scene di gelosia.
Pazzesco!
Roberta si mise a ridere e, mentre la scopavo da dietro, chiamò mia moglie e iniziarono a baciarsi.
Con le chiappe piene di sperma, prese per mano mia moglie e si richiusero dentro in camera.
Riuscirono stravolte tre ore dopo, mentre noi maschi parlavamo, ascoltando i gemiti nella stanza.
Otto mesi dopo ci sposammo noi e ovviamente ricambiammo il piacere, ma ci fu un episodio che per poco chiuse il discorso.
Mio suocero mi chiese di parlarmi e mi disse testuali parole: «Tu sai, vero, che troia ti stai sposando? Quella ti riempie di corna. Ci prova con tutti... Pure con me ci ha provato», disse.
«Non chiedermi nulla, già è pesante così», disse appena cercai di parlare, facendo capire chiaramente come erano andate le cose.
Mia moglie mi vide perplesso, mangiò la foglia e disse: «Hai parlato con mio padre. Lo so e ti ha detto tutto. Sappi che è bugiardo. Lui mi ha costretta. Io ho cercato sempre di evitare».
«Già, sempre», risposi, accentuando sul «sempre», perché evidentemente la cosa era durata tantissimo.
Negli anni seguenti, anche su sue confessioni, si scoprì che quasi tutta la famiglia si era scopata mia moglie, tranne mia suocera e mia cognata, ma non mi stupì affatto...
Pardon, mettiamo di sicuro mia suocera.
Su mia cognata, ci scommetterei un euro o poco più.
Comunque, poco convinto ma rassegnato dal cazzo, che aveva preso il sopravvento sul cervello, ci sposammo, pure in chiesa.
Pretesi di evitare l'ipocrisia dell'abito bianco.
Al ritorno da un lungo viaggio di nozze negli States, dove scopammo con mezza Las Vegas e San Francisco, iniziammo a frequentare la Maison d'Amour di Gessate.
Un club privè nudista tra i più grandi in Italia.
Ne facemmo di ogni, ma misi all'erta mia moglie che se si fosse comportata come nel parcheggio sarebbe arrivata la lettera dell'avvocato.
Se scopava lei, scopavo io.
Poteva essere sola e io guardavo e basta solo con donne.
Cuckold mai.
Per due anni ci divertimmo così, poi andammo all'Isola del Morto, a Caorle, dove mia moglie si esibì in masturbazioni a mezzo Veneto, e andammo in Francia a Cap d'Agde, dove però rimanemmo delusi.
Volle avere figli e dissi di sì, ma a un patto ben preciso: che non avremmo mai causato imbarazzo alla prole.
Poteva essere troia, non in casa, dove si sarebbe vestita in modo morigerato, da mamma, e neanche fuori.
Nessuno doveva sospettare.
Devo riconoscere che fu persino esagerata.
Non credo che i ragazzi abbiano mai visto la madre svestita o con una gonna corta.
Raramente riuscivamo ad andare in quel privè, che era comunque lontano quasi 130 km.
Poi arrivò Edoardo, il figlio di una cugina di mia moglie.
Rimase orfano a sette anni.
I genitori morirono in un incidente durante l'imbarco dell'auto su un traghetto.
Una vicenda penosa.
Lo adottammo, ovviamente.
Man mano che i ragazzi diventavano grandi, riuscivamo a ritagliarci spazi nostri.
Frequentammo alcune coppie, anche loro sposate e con prole, e ricominciammo a riprendere gli incontri in vari parcheggi.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e mia moglie ritornò a fare cose come vent'anni prima.
Una sera appoggiò il sedere sul cofano del mio SUV e ben in cinque la scoparono così; solo che questa volta mi divertii. Non fui scioccato.
Poi all'improvviso lei si fermò.
«Porta pazienza, non sono in forma, la menopausa».
Le solite cose che ci stanno benissimo a cinquant'anni.
Una sera a letto, mentre guardavo lo smartphone e scrollavo da maledetto, se ne esce con 'sta frase: «Abbiamo dei ragazzi bellissimi, non trovi?». Io, ovviamente poco preso, dissi di sì e chiuso lì.
Poi aggiunsi: «Beh, due merito nostro, Edo no, ma anche lui un bel tipo».
Fu una frase senza senso, detta quasi senza accorgermene.
È lì che mi si gelò il sangue molto, molto stupidamente, quando mia moglie disse: «Già, peccato... perché se fosse un estraneo...».
Accesi la luce, la guardai in viso con l'aria da assassino e lei disse, facendo finta di ridere: «Ma daiii, sto scherzando! Un po' di leggerezza. Troia sì, tesoro, ma non fino a questo punto!», rispose lei con l'espressione di chi si è accorta di averla fatta fuori dal vaso, cercando di buttare la palla in tribuna.
Non mi passava dalla mente.
Sapevo di essere un idiota e che forse era meglio se andassi a sfogarmi con una disonesta, invece di pensare a una stronzata simile.
Più non scopi e più ti vengono in mente stronzate.
Ne parlai con un amico virtuale in chat e si mise a ridere.
«Da una parte ti piacerebbe, brutto porco. Beh, metti delle telecamere, così magari ti vedi la mogliettina che tromba con altri o si sditalina. È quello che tu vuoi, altro che l'incesto!».
Aveva ragione.
La storia di Edo che è bello era una scusa.
Così, dandomi del coglione, acquistai su eBay 'ste cazzo di telecamere così piccole che era impossibile notarle.
Si attivavano con sensore di movimento, mostrando le immagini sullo smartphone.
Circa 90 euro, tre telecamere.
Installazione zero.
Mi alzai di notte e in tre minuti feci tutto.
Al pomeriggio, ovviamente, lo smartphone attivò il segnale.
Erano le 16:30.
Mia moglie tornava dal lavoro.
Niente di anomalo.
Entra, si toglie le scarpe e va nella camera da letto.
Poi esce nuda, va in bagno, dove sta parecchio e naturalmente non avevo messo nulla.
Fin qui tutto a norma.
A parte la nudità, era una noia mortale.
Mi distraggo e mi do giustamente del coglione.
Avevo visto 'ste scene in diretta migliaia di volte.
Risuona ancora il segnale.
Ovviamente è lei che esce dal bagno.
Va in camera con l'accappatoio.
Che barba!
Poi apre la cabina armadio. Lì non c'è telecamera e chiudo lo smartphone.
Troppo coglione sono.
Risuona il cicalino dell'app, guardo distrattamente e rimango di sasso.
Mia moglie è vestita con guêpière, calze azzurre, reggiseno traforato, scarpe tacco 12, pare almeno, e rossetto da vacca solita.
Ha lo smartphone in mano, sta parlando, ma con chi?
Lo capisco subito.
Entra Edo in camera.
Mia moglie si mette in mostra, fa vedere il culo, mette una gamba sul letto, mentre Edo si spoglia.
Tira fuori un membro notevole, va detto, ma in particolare si fionda sulla figa della madre, che viene presa con forza e viene messa a cosce all'aria e poi sulla testa.
Prende anche lui uno smartphone e comincia a fotografarla, dividendole le gambe in modo osceno.
Si capisce dal labiale: «Scopami, non ne posso più», dice.
Lui lo fa e, neanche dieci colpi, mia moglie si contorce come una biscia.
Lei lo bacia, ma lui le prende il viso, la blocca e si fa spompinare di brutto.
Mia moglie sembra in difficoltà a gestire il suo cazzo, ma poi c'è un'interruzione e, appena riprende il video, si vede lei piena di sperma sul seno.
Si rivestono, fanno la doccia separati e poco dopo entra nostra figlia ignara.
Poi il ragazzo, altrettanto ignaro.
'Sta cosa va avanti giorni e giorni, fino a quando un pomeriggio vedo entrare Edo e un altro ragazzo ed entrambi scopano mia moglie.
Subito dopo, la svolta.
Edo viene penetrato da 'sto tipo, mentre mia moglie si masturba.
Ok, è troppo.
Porto i filmati da un avvocato, che mi obbliga a trovarmi un appartamento.
Lui convoca mia moglie, fa vedere i filmati e ovviamente scoppia il casino.
Scopro delle cose di legge assurde, ma comunque il gioco è fatto.
Si tenta di tenere nascosta a tutti la cosa, ma i ragazzi scoprono tutto.
Un casino d'inferno.
Per fortuna evitiamo strascichi penali e, seppure anche a Bruxelles vengano a saperlo, si conclude lì.
Poi incontro la mia ex, che mi dice che sono uno stronzo e mi sono meritato tutto.
Ci innamoriamo, ma per due anni ci comportiamo come amanti.
Lei non voleva apparire come una vedova allegra.
Comunque anche la pudica è cresciuta e si sta informando su cosa succede in quei privè.
«Hai portato quella psicopatica, porti anche me»mi dice sempre ridendo.
A settembre organizziamo. Almeno lei dice così.
P.S. A letto ci sa fare e molto pure lei, però non è così ossessionata.
Ed è BELLISSIMA.
SONO FELICE.
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