La "Fregna di Iva"

di
genere
trio

La “Fregna di Iva”
Fregna, parola cui ho imparato, il significato, dalla mia amica Iva, per gli intimi, conosciuta a Termoli, provincia di Campobasso, dove negli anni '60 , io Nicola trascorrevo le vacanze estive, al mare dalla mia zia materna Anna.
Avevo 18 anni e lei Iva ed una sua amica Maria, un pomeriggio, era agosto, si vollero far spiegare il sesso, in tutte le sue facce, però dapprima vollero sapere come si concepiva un figlio. Nelle vicinanze c'era un palazzo in costruzione, già con i muri perimetrali, allora indicai loro di entrare nel cantiere, che era deserto e salimmo al 2° piano. Arrivati lì trovammo dei grandi cartoni, li stendemmo sul pavimento e ci sedemmo. Iniziai a descrivere come si concepiva l'atto della creazione e come avveniva la fecondazione, descrivendo i 2 diversi sessi. Ma le due amiche vollero vedere il mio sesso, allora spiegai loro, che la “ciola”, così si chiamava il pene, in gergo Molisano, il mio sesso maschile, introducendolo nella loro natura ed iniziando a pompare dentro e fuori, per diverso tempo, al momento dell'orgasmo emette la sborra, o sperma, che è il contenitore dei milioni di spermatozoi, che corrono verso l'utero, dove si incontrano con l'ovulo rilasciato dalle ovaie e dopo 9 mesi… Passammo dalla teoria alla pratica, estrassi il mio sesso, che per l'euforia era già bardotto, lo feci impugnare, prima ad Iva e dopo a Maria e feci vedere loro come si masturbava, facendolo ingrossare, a quel punto mancava che anch'io visitassi il sesso femminile ed infatti feci loro alzare le gonne e togliere le mutandine. Per la malizia mia, da sempre innata, iniziai a carezzarle simultaneamente, le ragazze erano già mature sessualmente, avevano 3 anni più di me (21) e la loro natura era bella in carne con due belle labbra, già umide per il racconto che avevo svolto con loro. Le feci distendere, sul cartone ed iniziai a leccarle, una alla volta, la patatina, mentre pizzicavo il bottoncino all'altra, poi invertii il tocco della lingua col tocco delle dita. Le due amiche iniziarono ad emettere urletti e suoni gutturali, erano cotte, allora mi inginocchiai fra le loro gambe ed iniziai a martellare il loro clito e schioccavo colpi sulle loro labbra, ricoperte da una lieve lanugine, non volli approfittare del loro stato di eccitazione, anche perché non c'erano condizioni igieniche adeguate, però le portai, lo stesso ad un orgasmo pazzesco, quando iniziai a leccare le loro fichette, mentre contemporaneamente, dopo averlo bene inumidito, coi loro sughi, penetravo nel buchetto posteriore, per non sverginarle. Verso la fine della sessione, mi feci masturbare da Iva e Maria, mentre la prima mi masturbava, l'altra mi accarezzava e leccava lo scroto, con grande soddisfazione di tutti e tre. La cosa andò avanti per un bel mesetto e dai oggi e dai domani, prima con un dito, poi con due ed infine con tre dita, allargai il loro ex buchetto. Mancavano, ormai pochi giorni al ritorno a casa dai miei genitori a Fidenza (PR). Organizzai un sit-in, con le ragazze, a casa di mia zia, che quel giorno andò a Bari per delle commissioni e fino a sera non sarebbe ritornata, lasciandoci tutto il tempo che volevamo. Tutto si svolse, finalmente con i servizi igienici a disposizione. Terminata la parte teorica, passammo alla fase pratica, Maria fu da me graziata, con la sola masturbazione anale, mentre Iva, data la sua propensione all'orgasmo urlato, dopo averla fatta godere masturbandole la fichetta, passai alla fase anale, con tre dita glielo allargai per benino, poi mi aiutai con l'olio d'oliva e le unsi tutto il buchetto, cosparsi anche il mio pene bello duro per l'attesa, misi un asciugamano sul letto e la feci stendere supina, mi inginocchiai e mi avvicinai col pene eretto al suo godurioso buchetto, le alzai le gambe sulle mie spalle, portando così il suo bacino, ad altezza giusta per introdurvi, nella sua cavità posteriore, il mio strumento di goduria. Lo imboccai, iniziai a penetrare e le suggerii di spingere, come se dovesse defecare, il tutto funzionò ed entrai nella valle dei desideri, sì il mio ed il suo di desideri, che le avevo tanto promesso di esaudire, la guardai negli occhi ed intravidi, una piccola smorfia di dolore, mi avvicinai al suo viso e la baciai, dapprima sulle labbra e dopo introdussi la lingua nel suo cavo orale ed iniziammo a limonare, con le nostre lingue, attorcigliandole. Il movimento procedeva spedito, per la buona lubrificazione, dovuta all'olio ed ai suoi sughi goduriosi. L'azione penetrativa durò più di 20 minuti, prossimo al mio orgasmo, le chiesi se voleva che eiaculassi dentro il suo intestino o fuori e lei mi rassicurò, dicendo che c'erano le condizioni igieniche a disposizione, per poi nettarsi e perché voleva sentirsi riempire col mio caldo sperma e presa dal primo orgasmo, iniziò a gridare: "Sborra, sborra, Nicola, amore mio, fammi sentire il tuo caldo seme, che si versa nel mio canale rettale, mi hai scaldato l'anima ed ora anche il corpo, sei l'amore mio e non potrò più dimenticarti!" Nel frattempo vidi Maria che ci guardava e si stava masturbando, allora le chiesi di avvicinarsi a noi, lei subito si avvicinò e le dissi di mettersi sopra Iva e di formare un bel numero il 69 a quello spettacolo, reagii subito, avvicinandomi allo scoscio di Maria ed iniziai a leccarlo, ma mi scontrai con la lingua di Iva, che stava leccando anche lei Maria. A questo punto non mi restava che risalire di qualche centimetro lo spacco di Maria ed iniziai a leccarle il buco nero, già da me visitato, lo riempii di saliva e le appuntai il pene, mai sazio, mentre procedevo, alla sfondata anale, avvertii, ancora, una bella slinguata al mio pene di Iva, solleticato da lei, estrassi il mio pene da Maria e lo schiaffai in bocca ad Iva, che lo ingoiò tutto, fino a quasi soffocarsi. Il trio funzionava bene, eravamo molto affiatati, ma io ero, purtroppo, l’unico maschio, ma non mi lamentavo, ero come un Gran Visir, con le sue Odalische. La cosa andò avanti per tre estati, le mie vacanze estive a casa di mia zia materna Anna. Iva mi donò, anche, la sua verginità, poi lei emigrò coi suoi genitori in Germania e tutto finì.
Tempi belli di una volta!
scritto il
2026-05-05
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