Bikini Bianco – La Patata di Lin sulla Scogliera

di
genere
esibizionismo

Il vento della sera soffiava forte sulla scogliera, portando con sé il profumo salato del mare. Lin, una splendida ragazza asiatica con lunghi capelli castani che le danzavano sulla schiena, camminava scalza sulle rocce piatte. I suoi occhi a mandorla brillavano sotto il tramonto, e il suo corpo snello e tonico sembrava fatto per essere guardato.
Indossava solo un bikini bianco striminzito, così piccolo che sembrava quasi non esserci. Il triangolino di sopra copriva a stento i capezzoli, mentre sotto un sottile filo bianco scompariva tra le labbra della sua patata.
Noi cinque eravamo seduti poco lontano: io, Matteo (chiaramente geloso), Luca, Alessandro, Marco e Davide.
Lin si fermò sul bordo della scogliera, si voltò verso di noi e sorrise.
«Ragazzi… questo bikini è ridicolo, lo sapete?» disse con voce calda e un po’ divertita. «Mi sento praticamente nuda. Guardatemela… guardatemi la patata. Si vede tutto, vero?»
Matteo serrò la mascella. Gli altri quattro invece non riuscivano a staccare gli occhi dal triangolino bianco che copriva a malapena la patata di Lin.
Lei rise piano, si passò una mano sul fianco e continuò:
«Ogni volta che mi muovo mi si infila dentro… guardatemela bene. È quasi tutta nuda sotto questo straccetto.»
Durante il pomeriggio continuò a provocare senza fretta. Si sdraiava sulle rocce, apriva le gambe, si rialzava e ogni tanto diceva cose come:
«Lo sentite il vento? Mi sfiora proprio lì… guardatemela la patata. Mi sta facendo bagnare questo bikini inutile.»
Matteo era sempre più teso. Ogni volta che Luca o Alessandro facevano un commento su quanto fosse bella la patata di Lin, lui stringeva i pugni. Lin se ne accorgeva e lo stuzzicava con dolcezza:
«Matteo, sei tutto rosso… ti dà fastidio che gli altri mi guardino la patata? Eppure anche tu la stai fissando.»
Il sole scendeva rapidamente. Il cielo diventava di un arancione intenso. Lin si fermò al centro della piattaforma di roccia, proprio davanti a noi. Il vento le scompigliava i capelli.
«Sapete una cosa?» disse piano, guardandoci uno per uno. «Ormai questo bikini mi dà solo fastidio. Voglio toglierlo.»

Lin rimase in piedi sul bordo della scogliera, il vento che le accarezzava il corpo. Senza fretta portò le mani dietro la schiena e slacciò il top. Il triangolino bianco volò via, portato dal vento. I suoi seni piccoli e sodi rimasero scoperti.
Poi infilò i pollici ai lati del pezzo di sotto e, guardandoci negli occhi con un sorrisetto malizioso, lo fece scivolare lentamente lungo le cosce. Il filo bianco si staccò dalla sua patata e cadde sulle rocce.
Lin rimase completamente nuda davanti a noi cinque. Il vento le sfiorava la pelle, facendo ondeggiare i lunghi capelli castani.
«Ecco… ora sono tutta nuda» disse con voce bassa e sensuale. «Guardatemela. Guardatemela bene la patata. Non c’è più niente che la copra.»
Si avvicinò un po’, poi si abbassò lentamente e fece una spaccata perfetta sulle rocce calde. Le gambe si aprirono del tutto, la patata completamente spalancata e nuda davanti ai nostri occhi.
«Guardatemela così aperta…» mormorò, muovendo piano il bacino. «Vi piace vedermi tutta nuda in spaccata? La mia patata è tutta esposta per voi.»
Il vento soffiava forte. Lin rimaneva lì, aperta, con un’espressione tranquilla e provocante allo stesso tempo.
La tensione era altissima. Uno dopo l’altro Luca, Alessandro, Marco e Davide tirarono fuori il cazzo e iniziarono a segarsi, gli occhi incollati alla patata nuda di Lin. Matteo resistette qualche secondo in più, ma poi anche lui cedette, la mano che si muoveva mentre fissava la ragazza asiatica aperta davanti a lui.
Lin li guardava con un sorriso dolce e un po’ perverso.
«Bravi… segatevi guardando la mia patata» disse piano. «Mi piace un sacco vedervi così eccitati per me. Guardatemela bene mentre vi fate una sega sulla mia patata tutta nuda.»
I movimenti delle loro mani diventarono più veloci. Luca fu il primo a venire: con un gemito basso schizzò fiotti caldi direttamente sulla patata spalancata di Lin. Alessandro lo seguì subito, sborrando proprio sulle labbra della sua patata. Marco e Davide vennero quasi insieme, coprendola di sborra bianca. Infine anche Matteo, con un verso rauco pieno di gelosia e desiderio, sborrò abbondantemente sulla patata di Lin.
Lei rimase in spaccata, la patata completamente ricoperta di sperma lucido. Alcune gocce colavano lentamente tra le labbra e lungo le cosce.
Lin abbassò lo sguardo sulla sua patata e sorrise.
«Cazzo… mi avete sborrato tutta sulla patata» disse con voce calda e soddisfatta. «Guardatemela… è tutta bagnata e bianca adesso. Mi piace da morire.»
Rimase ancora qualche secondo in quella posizione, lasciando che il vento le raffreddasse la pelle e che noi potessimo ammirare la sua patata coperta di sborra. Poi si alzò lentamente, il corpo asiatico nudo che brillava sotto gli ultimi colori del tramonto.
«Questa sera sono rimasta tutta nuda sulla scogliera per voi» disse piano. «E voi mi avete guardato la patata e ci avete sborrato sopra.»
Guardò Matteo con un misto di dolcezza e malizia:
«E tu, Matteo… eri il più geloso di tutti, eppure hai sborrato tantissimo sulla mia patata.»
Si passò una mano tra i capelli, lasciò che il vento le accarezzasse il corpo nudo ancora per qualche istante, poi si incamminò lentamente lungo il sentiero della scogliera, completamente nuda, i lunghi capelli castani che ondeggiavano dietro di lei.
Noi cinque restammo seduti sulle rocce, in silenzio, con l’immagine della patata di Lin ricoperta di sborra impressa negli occhi.
Fine.
scritto il
2026-03-27
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