Il benzinaio
di
Lady Violet
genere
confessioni
Mi capita di fermarmi a fare benzina in un piccolo benzinaio sulla strada del lavoro, è uno di quelli ancora piccolissimi con 2 pompe e un piccolo gabbiotto. Il titolare fa la mattina ed è un signore anziano sui 60 anni, mentre al pomeriggio arriva un ragazzo giovane.
Il titolare è un classico uomo sui 60, capelli grigi, un pò di pancetta, non troppo alto. E' iniziata qualche mese fa, quando per diverse settimane di fila mi sono fermata lì prima di andare al lavoro. Ha iniziato a salutarmi, a darmi "della sua cliente preferita", a dirmi che ero sempre bellissima. Ha iniziato a intrigarmi questa situazione e quindi quasi tutte le settimane cerco di passare.
Spesso quando passo cerco di avere la camicia un pò più aperta o una gonna molto corta e ho notato come il suo sguardo lascivo mi percorre il corpo. Spesso quando ho la gonna corta mi fa pagare dentro il gabbiotto e lui mi sta dietro mentre camminiamo, lo so che lo fa per guardarmi meglio il culo. Quando ho la camicetta aperta, invece, il bancomat funziona benissimo e mi fa stare seduta in macchina, così lui dal finestrino riesce a guardarmele meglio.
A volte scendo dalla macchina mentre faccio rifornimento, e lui mi è sempre attorno, spesso cerca di toccarmi, anche solo un braccio.
Questa mattina sono passata, avevo un pantalone e una maglietta accollata. Lui mi guarda e scuote la testa contrariato. Al momento di pagare mi fa andare dentro al gabbiottino e quando provo a pagare col bancomat, il bancomat non funziona.
Lui è dietro al bancone della cassa e mi dice "Dobbiamo aspettare un attimo e poi riproviamo" nel frattempo sento una zip che scende. Lui continua a guardarmi, ma non dice niente. Mi guarda la bocca, poi il seno e scende ancora, per poi risalire. Mi dice "Ho un problema" e io "Il bancomat? ma vedrai che lo sistemiamo, magari ho dei contanti nella borsa" "No, no. Questo." e si scosta un po' dal bancone mostrandomi il suo cazzo duro che esce dai pantaloni. "Oh. E' un grosso problema" dico io sorridendo. "E allora vieni qua a succhiarmelo, che tanto ti ho capito che troia che sei"
Io non posso credere a quello che mi ha appena detto, sto per ribattere, ma lui mi afferra per i capelli e mi tira giù verso il suo cazzo.
Io, che alla fine un pò troia sono e queste situazioni mi madano fuori di testa, apro la bocca e lo prendo. E' un cazzo abbastanza grosso, ma soprattutto è maleodorante. Sento l'odore di piscio pungente, lui continua a tenermi la testa premuta contro il suo cazzo che non riesco a ingoiare tutto. Tenendomi la testa tra le mani inizia a scoparmi la bocca, due o tre volte me lo spinge troppo giù e a me vengono i conati. Ormai io sono in ginocchio davanti a lui, lui gioca con la mia bocca, io tiro fuori la lingua e lui mi sbatte il suo cazzo sopra, poi me lo mette fuori e dentro, io lo succhio ormai con un certo gusto. So che tra le gambe ho un lago. "Questa è una situazione surreale, non può davvero star succedendo" penso.
Lui continua a usare la mia bocca a suo piacimento, prendendosi il tempo, fino a che non mi afferra stretta la testa e mi scopa forte la bocca fino a che non sento il suo liquido caldo spruzzarmi in bocca, faccio per tirarmi indietro, ma lui mi tiene salda la testa ferma intorno al suo cazzo, sento che fa anche dei versi mentre viene. Quando ha finito, mi lascia andare, si riveste e riprova il bancomat che questa volta funziona senza problemi.
Io mi dirigo alla macchina, sono fradicia e ora ho una gran voglia di essere scopata, ma devo andare al lavoro.
Riparto senza che ci diciamo un'altra parola. Ora sta a me decidere se tornare oppure no.
Il titolare è un classico uomo sui 60, capelli grigi, un pò di pancetta, non troppo alto. E' iniziata qualche mese fa, quando per diverse settimane di fila mi sono fermata lì prima di andare al lavoro. Ha iniziato a salutarmi, a darmi "della sua cliente preferita", a dirmi che ero sempre bellissima. Ha iniziato a intrigarmi questa situazione e quindi quasi tutte le settimane cerco di passare.
Spesso quando passo cerco di avere la camicia un pò più aperta o una gonna molto corta e ho notato come il suo sguardo lascivo mi percorre il corpo. Spesso quando ho la gonna corta mi fa pagare dentro il gabbiotto e lui mi sta dietro mentre camminiamo, lo so che lo fa per guardarmi meglio il culo. Quando ho la camicetta aperta, invece, il bancomat funziona benissimo e mi fa stare seduta in macchina, così lui dal finestrino riesce a guardarmele meglio.
A volte scendo dalla macchina mentre faccio rifornimento, e lui mi è sempre attorno, spesso cerca di toccarmi, anche solo un braccio.
Questa mattina sono passata, avevo un pantalone e una maglietta accollata. Lui mi guarda e scuote la testa contrariato. Al momento di pagare mi fa andare dentro al gabbiottino e quando provo a pagare col bancomat, il bancomat non funziona.
Lui è dietro al bancone della cassa e mi dice "Dobbiamo aspettare un attimo e poi riproviamo" nel frattempo sento una zip che scende. Lui continua a guardarmi, ma non dice niente. Mi guarda la bocca, poi il seno e scende ancora, per poi risalire. Mi dice "Ho un problema" e io "Il bancomat? ma vedrai che lo sistemiamo, magari ho dei contanti nella borsa" "No, no. Questo." e si scosta un po' dal bancone mostrandomi il suo cazzo duro che esce dai pantaloni. "Oh. E' un grosso problema" dico io sorridendo. "E allora vieni qua a succhiarmelo, che tanto ti ho capito che troia che sei"
Io non posso credere a quello che mi ha appena detto, sto per ribattere, ma lui mi afferra per i capelli e mi tira giù verso il suo cazzo.
Io, che alla fine un pò troia sono e queste situazioni mi madano fuori di testa, apro la bocca e lo prendo. E' un cazzo abbastanza grosso, ma soprattutto è maleodorante. Sento l'odore di piscio pungente, lui continua a tenermi la testa premuta contro il suo cazzo che non riesco a ingoiare tutto. Tenendomi la testa tra le mani inizia a scoparmi la bocca, due o tre volte me lo spinge troppo giù e a me vengono i conati. Ormai io sono in ginocchio davanti a lui, lui gioca con la mia bocca, io tiro fuori la lingua e lui mi sbatte il suo cazzo sopra, poi me lo mette fuori e dentro, io lo succhio ormai con un certo gusto. So che tra le gambe ho un lago. "Questa è una situazione surreale, non può davvero star succedendo" penso.
Lui continua a usare la mia bocca a suo piacimento, prendendosi il tempo, fino a che non mi afferra stretta la testa e mi scopa forte la bocca fino a che non sento il suo liquido caldo spruzzarmi in bocca, faccio per tirarmi indietro, ma lui mi tiene salda la testa ferma intorno al suo cazzo, sento che fa anche dei versi mentre viene. Quando ha finito, mi lascia andare, si riveste e riprova il bancomat che questa volta funziona senza problemi.
Io mi dirigo alla macchina, sono fradicia e ora ho una gran voglia di essere scopata, ma devo andare al lavoro.
Riparto senza che ci diciamo un'altra parola. Ora sta a me decidere se tornare oppure no.
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