Il dubbio di papà

di
genere
prime esperienze

Li avevo sentiti discutere, una discussione pacata che dato l'argomento, doveva essere ben più vigorosa, perché papà aveva il dubbio che fossi figlio suo. Mamma lo rassicurava in tutti i modi come al solito lo trascinava sul letto per scopare. Sono scresciuto col dubbio che fosse il mio vero padre e non ho mai capito perché mi sentivo ogni giorno più legato a lui. Forse per riconoscenza? Forse perché facendomi vedere in quel modo tranquillizzassi mamma? Anche lui nei miei confronti era molto affettuoso, ci piaceva stare vicini, mi piaceva stare sul letto con lui, leggere qualcosa insieme e parlarne, una cosa particolare mi piaceva di lui, l'odore del suo sudore, mi intrufolavo sotto le sue braccia dove riuscivo a catturare col naso quel meraviglioso odore, la posizione che
preferivo mettere la testa sul suo petto villoso, massaggiarlo era un'altra delle mie passioni, mi lasciava fare tutto. Avevo un obiettivo arrivare sulla pancia e poi chissà
dove, però arrivava sempre prima mamma che mi impediva, forse inconsciamente ogni azione
ed un pomeriggio che mamma non c'era ho provato a scendere appena più giù, ma è successa
una cosa molto strana, per l'emozione mi sono messo a tremare, è scattato sul letto, non
sapeva cosa fare, ha tolto il lenzuolo con cui ero coperto ed ha visto la mia erezione
attraverso le mutandine che portavo, si è tranquillizzato, mi ha sorriso, mi ha dato un
bacino sulle labbra -Che paura! Che ti è successo?- -Nulla papà, soltanto tremarella-
-Ho visto l'arma, pensavi di andare in guerra- -Papà quando sono vicino a te, non capisco
più nulla, forse mi fai lo stesso effetto che fai a mamma- -Ora tranquillizzati e stai
vicino a papà- Ho preso la solita posizione, testa sul suo petto quasi sotto la spalla
per catturare il suo odore, con la mano sinistra lo massaggiavo delicatamente dal petto fin sulla pancia, lui se ne stava tranquillo e beato, fino a quando quasi sull'ombelico
ho sentito la testa del suo pene. Con la mano sono tornato subito sopra ma lui non si è
mosso, ci riprovo, vado appena più giù, mi lascia fare, è durissimo, non voglio esagerare, il suo braccio mi stringe, mi avvicina a lui, il mio pene duro preme sulla
sua gamba, mi attrae sul suo corpo, i cazzi si toccano, sto per morire, il rumore della
serratura che gira ci riporta alla realtà, resta tutto sospeso in attesa della prossima
volta.
di
scritto il
2026-01-04
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