Da gay a uomo?

di
genere
confessioni

Tra il gruppo c'è sempre il compagno preferito, anch'io lo avevo come lui aveva me, si chiama Franco, perché esiste tutt'ora, solo che lui è andato in Olanda mentre io sono rimasto in Italia, naturalmente per motivi di lavoro. Si stava anche con altri, forse
eravamo considerati capi gruppo, ma quella volta che siamo stati costretti a ripararci dalla pioggia in un capanno agricolo, è successo qualcosa di piacevole. Uno di quei temporali estivi dove gli scrosci arrivano improvvisamente, in un attimo eravamo inzuppati fradici tanto da correre e cercare un riparo. Quello che indossavamo lo
abbiamo tolto per torcerli, anche le mutande erano bagnate, siamo rimasti nudi. La pioggia è durata pochissimo ed è tornato il sole, nulla di meglio che provare ad asciugare quello che portavamo. Siamo rientrati nel capanno e solo allora è successo
un particolare, ho inciampato, stavo per cadere lui mi ha sorretto, involontariamente
mi ha stretto a se, ho sentito il suo corpo sulla mia schiena, mi sono girato, l'ho
guardato sorridendogli, è successo tutto spontaneamente, ci siamo abbracciati, in un
attimo i nostri cazzi hanno reagito, ho preso il suo, lui il mio fino a sborrarci
addosso. Ci siamo stretti ancora massaggiandoci i nostri corpi vicendevolmente con la
sborra che avevamo addosso. E' stato bellissimo, la nostra storia è continuata negli
anni, ero diventato suo, gli facevo tutto quello che gli piaceva, ed io ammaliato
dal suo cazzo, gli offrivo anche il culo ma lui questo lo rifiutava. Il nostro amore
è durato negli anni, lui era il mio amore. Poi la tragedia è partito per l'Olanda
lasciandomi nella disperazione. Non riuscivo neanche a pensarlo, piangevo sempre, poi mi sono fatto un esame di coscienza riuscendo a capire che non potevo morire per lui. Mi sono dato al sesso, cercavo ragazzi, mi piaceva il cazzo, mai pensato ad avere una ragazza, facevo seghe e pompini in quantità industriale, mettendo in crisi i miei
perché loro volevano che avessi una vita normale con una ragazza, i soliti nipoti per
loro, insomma una vita piatta. Sono stato costretto, ho legato con Daniela, ragazza
che all'apparenza sembrava normale, riuscivo ad avere rapporti sessuali con lei, ma
dovevo cercare un'alternativa. La mia mente bacata mi portava a pensare che potessimo avere un unico uomo che avrebbe soddisfatto entrambi, solo nella mia mente comunque,
mi rendevo conto che era un discorso improponibile. Mi scervellavo per trovare una
soluzione, di sfuggita qualche pompino lo facevo, avere quel cazzo in bocca mi faceva
rinascere. Quando è arrivato Babacar, un senegalese che stazionava davanti al centro
commerciale, è arrivata la mia salvezza. L'ho circuito in mille modi, ho coinvolto
anche Daniela, ogni scusa era buona per portarlo a casa, forse lei non ha capito subito il mio scopo era quello di portarlo a letto, finalmente ci sono riuscito con enorme
piacere di Daniela, Babacar era bello, aveva un cazzo rilevante, era pulito, non potevo
pretendere di meglio. Le prima volte li guardavo scopare facendomi una sega, in seguito
finalmente sono riuscito nel mio intento, potevo avere quel magnifico cazzo in bocca,
poi metterlo nella figa di Daniela, poi riprenderlo in bocca io. Il bello, o il brutto
doveva ancora arrivare perché Daniela è rimasta incinta, senza tergiversare è arrivata una splendida creatura di colore nero. Mi sono assunto tutte le responsabilità, ho
confessato tutto, accettando Babacar, a cui avevo trovato un lavoro, nella nostra casa
ed ora sono dodici anni che viviamo assieme. E' arrivata anche Dora, una splendida bambina, questa volta mia. Come quel proverbio "Una palla per due piccioni" per noi
invece le palle erano due e soprattutto c'era un meraviglioso cazzo.
scritto il
2026-01-02
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