Scat/pissing con la barista
scritto il 2026-10-15 tempo di lettura 19 min
di
Teufel82
genere
confessioni
cura
D−
Il racconto che sto per scrivere è correlato ad un evento che mi è realmente accaduto, quindi per quanto possa infarcirlo di espressioni mirate ad esaltare l'evento in sé al massimo, questa che sto per descrivere con piacere è la pura verità, così come i testi dei dialoghi riportati nel presente testo.
Sono un quarantenne (a dir la verità i 40 li sfondati da qualche anno) single, in buona parte per scelta, con lavoro da free lancer discretamente soddisfacente. La mia vita sessuale (sono e sono stato sempre etero) fino ai 25 anni a dir la verità è stata abbastanza piatta, dovuta principalmente alla mia timidezza ed insicurezza; una volta finita l'università e cominciata la vera vita, ovvero quella lavorativa, ho iniziato a sperimentare poco a poco, forse anche abbastanza rapidamente, il sesso trasgressivo, per intenderci quello che vedevo da adolescente nei giornalini (Play Boy, Blitz, Le Ore per fare alcuni nomi), nei mitici film in VHS (su tutti quelli amatoriali) e da ventenne nei siti on line chiamiamoli di settore. Sono stato favorito anche dal fatto che ho lavorato per 6 anni per lunghi periodi all'estero e lì, lontano da casa, era più facile imbattersi in avventure e tresche che avevano quasi solo il fine di esaltare la sfera sessuale e trasgressiva (porcaggine) a scapito di quella affettiva.
Col passare del tempo la voglia di mettere in pratica trasgressioni sempre più nuove, se non viste solo in siti di settore, mi ha portato ad avere una quasi piacevole mania del genere; sto parlando nello specifico del pissing e dello scat, di cui appare superfluo dilungarmi su che cosa sia e come si faccia. Di pissing ho avuto diverse esperienze, ho quasi sempre ricevuto sul mio petto, mai deglutito; per quanto concerne lo scat invece è stato sempre difficile, assai complicato, convincere ragazze/donne a donarmi i frutti del loro corpo sul mio petto (mai ingoio, sia ben chiaro), perché obiettivamente la cosa è alquanto a prima vista ripugnate; ho dovuto ricorrere al mercato a pagamento-escort- (anche qui per gli ovvi motivi sopra descritti e per il costo economico le opportunità non sono state molte), realizzando tre/ quattro pratiche dagli esiti molto buoni in un caso, discreti in uno, pessimi negli altri due; non vi sto a descrivere i dettagli e i motivi.
La cosa legata al genere che penso mi abbia colpito e segnato è un successa un anno fa orsono.
La sera sono solito dopo cena uscire al bar vicino casa mia per prendere un caffè e se c'è la possibilità fare due chiacchere con qualche vecchia conoscenza; lo staff del bar, composto quasi esclusivamente da figure femminili, si caratterizza per la presenza di ragazze giovani (20-25 anni) alcune molto carine, altre meno, alcune letteralmente impresentabili. Solitamente non sono il tipo che ama dare troppa confidenza al personale (si tratta in fin dei conti di persone che lavorano e devono mantenere giustamente un minimo di aplomb professionale ed giusto aiutarle da cliente in ciò); inoltre una ventenne non si filerà mai (giustamente) un quarantenne che ci vuol provare con lei.
Una sera, in una delle tante conversazioni che si fanno al bar, spesso su futili temi, mi sono imbattuto a disquisire di pratiche estreme con una mio vecchio amico; si è fatto riferimento al bondage, al trampling, allo spanking per arrivare allo scat e al pissing. Nel frattempo come barista era stata assunta da poco una ragazza giovane ventenne (22 per la precisione ho avuto modo di sapere in seguito) di origine indiana, dal nome bellissimo quanto lei (che ometto per questione di privacy assoluta) ma italiana, carnagione scura a dir poco bella; come lineamenti mi ricordava la giovane Kelly Rowland (vi ricordate??? quella di When the loves takes over tormentone estivo del 2009, che ha avuto collaborazioni con David Guetta) e allo stesso tempo Anggun da giovane (ricordate per caso il singolo Snow on the Sahara di fine anni 90); indubbiamente una figura per me inavvicinabile, vuoi per bellezza, anche se ammetto che mi piace mantenermi per quanto posso attrattivo, vuoi per differenza d'età. La ragazza si presentava molto riservata e timida, quasi normale visto che era appena assunta; con me come con tutti i clienti aveva un atteggiamento distaccato, io ovviamente con lei, anche se notavo che quando parlavo con persone al bancone prestava una certa attenzione ai miei discorsi, non tutti di natura sessuale chiaramente. Ritornando a quella sera, nel sentire i temi molto particolari trattati, vidi che sorrideva e quando ho accennai allo scat e al pissing evidenziò uno stupore, tra la sorpresa e il raccapriccio. "Chissà cosa potrà pensare di quel pervertito "vecchio"" dissi fra me e me; la cosa pareva finita lì, come un tipico discorso da bar di due quarantenni "immaturi".
Qualche sera più' tardi, sempre in occasione del caffè serale, la trovai sempre di turno con la collega un po' più "vecchia" (poco attraente a differenza sua devo dire) e la nostra Anggun 2.0 mi ha servito il solito caffè; ad un tratto, essendo solo al banco mi disse "Stasera non c'è il tuo amico con cui parlavi di quelle cose?" "Quali cose'" risposi tra il meravigliato e l'impaurito. "Quelle estreme che tanto ti piacciono, qualcuno in particolare" rispose sorridendo a mezza voce. "Mai dai cosa dici" dissi io tra il vago e il sorridente, ma pensando tra me me "guarda questa"...Per tutta risposta pronunciò un "Uhmmm" e mezzo sorriso, continuando a preparare un cocktail.
Passarono i giorni, stesso caffè serale, due chiacchere se capitavano e lei sempre di turno alla sera; una sera appunto ordinai il solito caffè a lei e guarda caso ero solo al banco. Siccome sono solito il dopo cena prendere caffè corretto con Sambuca, mi disse in modo alquanto spudorato "Vuoi che il caffè te lo allungo fino all'estremo come le pratiche?" A quel punto mi bloccai la guardai e lei fece il solito sorrisetto a mezza bocca, un pelo da stronzetta e mi servì il caffè. "Questa mi provoca" dissi tra me e me. E non finì qui; tempo qualche giorno, solito caffè serale (galeotto fu questo caffè, eccome!), lei di turno, io solo al banco e lei che disse" Caffè con sambuca per te? e poi nel porgermelo mi sussurrò "Eccoti, più liquido del pissing" stavolta puntandomi negli occhi; la cosa quasi mi spaventò. Pensai "Questa o è pervertita molto più di me e mi vuol provocare per sputtanarmi". Trascorsero circa 10 giorni, io con lei mi comportavo quasi come il primo giorno che la vidi, ossia in modo gentile ma distaccato; lei pareva fare altrettanto; ovviamente non feci menzione con nessuno del suo atteggiamento nuovo verso di me, che osservai non avere (almeno per il periodo che restavo nel bar) con gli altri clienti. Una sera, era un venerdì sera, con il locale abbastanza affollato ed intorno al bancone c'era una certa ressa, quindi preferii mettermi su un tavolino; feci cenno alla sua collega se gentilmente, appena avesse potuto mi avesse portato un caffè al tavolo e trascorso, qualche minuto arrivò lei, Anggun 2.0 con il caffè e la scatoletta delle bustine di zucchero, che in effetti sul tavolino dove ero seduto non c'erano, ma a me non interessava, dato che nel caffè non metto mai zucchero e lei lo avrebbe dovuto (anzi lo sapeva perfettamente) sapere dopo ormai diverse settimane che mi vedeva. "Ciao" le dissi e poi "Grazie mille" e lei sorridendo rispose "Ciao prego" e mi servì il caffè con le bustine di zucchero. Mentre sorseggiavo il caffè vidi tra le bustine di zucchero un foglietto piegato che mi balzò all'occhio e subito lo presi e lo aprii, vinto dalla curiosità. Era un foglio a quadretti A4 con scritto "IL MIO NOME (NB mai saputo chi glielo abbia fornito),se ti va puoi parlare a questo numero di quello che parlavi con il tuo amico. Io questo foglietto non te l'ho mai dato, non conviene a nessuno dei due farlo sapere. E tu lo sai". Rabbrividii. "Questa è pazza" dissi. Ma perché si espone così tanto? Perché rischiare fino a sto punto? dicevo tra me e me, quasi incapace di continuare a bere il mio caffè. Mi calmai, almeno tentai e una volta uscito provai a ragionare. "E se le scrivo adesso come va a finire? Che no sia un tranello per poi dire che l'ho molestata? La tentazione di non risponderle era forte, ma l'adrenalina di giocarmi con lei una chance, forse una infinitesimale era fortissima mi assaliva; almeno sapere dove voleva in realtà trascinarmi.
Dopo qualche giorno, durante la pausa pranzo le scrissi "Ho visto il tuo biglietto, puoi contarci che non racconto a nessuno di questo..ma tu...perché ti comporti così? sei bella stupenda...da me cosa vuoi? Al pomeriggio rispose papale papale queste parole "Tranquillo, non ti voglio creare nessun problema...e da quando lavoro qui che ti osservo; hai un modo di presentarti, di vestire con una certa attenzione, che si vede che sei diverso da tutti quelli di questo bar...e poi il tuo sguardo...sono quelli come te che piacciono cose che piacciono a me..." e il successivo messaggio (NB: ovviamente le chat con lei ancora le conservo segretamente) diceva "Parliamo se ti va tramite chiamata vocale domani...se devi chiamarmi chiamami entro le 17.00 che poi inizio il turno". Naturalmente nel frattempo ogni sera il classico caffè, lei on duty e si faceva in modo che nulla trapelasse (e nulla è poi trapelato).
Il giorno seguente la chiamai verso le 14.00 in pausa pranzo e mi rispose dopo un paio di squilli "Ti sei deciso alla fine-mi disse "Ho ceduto alle tue provocazioni" risposi..."Non perdiamo tempo quali pratiche hai fatto di tutte quelle che parlavi con il tuo amico..."Non mi va di dirtelo a te così su due piedi" replicai e lei, con una sicurezza e una personalità più da quarantenne scafata che da ventenne in the prime of life "Io ho fatto trampling, faccio pissing e un paio di volte ho fatto scat, sempre da attiva ovviamente"...quando nominò pissing e scat il testosterone scattò "Anch'io " ammisi, come una confessione di colpevolezza. "Se vuoi possiamo organizzarci per farlo assieme" disse con voce ferma e tranquilla, mentre io dalla parte opposta della linea rabbrividivo, quasi balbettavo e aggiunse "Se pensi che puoi comprarmi e pagarmi dimenticami; le zoccole sono zoccole, io non lo sarò mai". Provai a ricompormi e con un filo di voce "Certo, si puo' anche fare...ma..." "Non perdiamo tempo, se sei convinto bene, altrimenti dimenticami ti ripeto...a un'altra cosa se si fa, non pensare perché siamo nudi in una stanza di potermi scopare, sbattermi leccarmi a tuo piacimento...nessun sesso di nessun tipo..solo quello di cui abbiamo appena parlato. Fammi sapere e naturalmente zitto, ma questo non serve dirtelo; non abbiamo ne tu ne io nessun interesse a diffondere le nostre fantasie particolari". E riattaccò; mi tremavano gambe, vene, polsi; ero bloccato (e pensare che da lì a pochi minuti dovevo partecipare attivamente ad una riunione di lavoro in quelle condizioni)..."ma dio mio 20 anni come fa a ragionare così, con questa mente terribilmente lucida"..."capisco se lo facesse per farsi pagare, ma per puro piacere...a vent'anni!!! Lo farà con il suo fidanzato (se ne avrà uno) oppure con uomini maturi come me...incredibile...mi sembrava di essere sul set di un film...ipotizzando un finale non felice"; tutto questo mi frullava per il cervello, ormai quasi esausto..."Avrò a che fare con una disturbata? Soffrirà di sdoppiamento di personalità?" Ma come-mi ripetevo fino a spappolarmi cervello e fegato-dietro il banco è così timida, insicura, una bambina, però ha un cervello fine e qusi cinico quando si tratta di cogliere questioni di perversioni e così spudorata quando capisce di aver individuato la sua "preda"...Tra mille giustificate paure, avevo però dentro me una voglia spasmodica di trasgredire e poi con una così...pensa e ripensa, dopo averla vista e rivista nei miei caffè post-cena dietro il bancone del bar, averla studiata, dopo quattro giorni da quella chiamata la ricontattai, sempre in pausa pranzo e stavolta con piglio deciso dissi "Ok, accetto la tua proposta fatta per pioggia e scat, tu attiva sul mio petto...ok no sesso no assolutamente soldi e/o regalini...dammi qualche giorno per organizzare l'incontro...ti andrebbe bene un sabato? "Va bene, organizzalo tu ok sabato" mi disse-però tieni conto che LA faccio ogni giorno alla mattina, o presto dopo essermi alzata o più tardi...comunque entro le 11.00-11.30" "Ok risposi...vedrò di organizzare l'incontro per quell'ora" e ci congedammo.
Ora veniva il punto dove organizzare un simile incontro? Il problema era lo scat...in quale posto andare per farsi cagare addosso e rischiare di smerdare l'ambiente? Finché lo fatto con delle escort a casa loro, problemi loro poi (ho pagato anche bene) ma ora? A casa mia non ci penso nemmeno...porto una ventenne a casa mia, all'occhio indiscreto dei vicini per quanto sia bella può' dare sospetti...a parte che potrebbe essere una giovane collega...no non mi va di far sapere dove abito...mi butto quindi su Booking alla ricerca di un affitta camere in zona, a metà strada più o meno tra me e lei. La disponibilità di camere ci sarebbe (col bagno naturalmente) ma quel pagamento in carta di credito non mi piace...sono single, dei miei soldi posso fare quello che voglio, ma non mi piace che compaiono negli estratti conti pagamenti di strutture ricettive nelle vicinanze di casa mia; alla fine opto per un hotel 3* in day use, camera per un'ora (formula studiata per lo più per copie di clandestine-NB-ne so qualcosa anche in passato). Mi piace la formula che propone, prenoto la camera via whatsapp e la pago al momento in cash, nonostante mi costi un po' di più. Comunico a lei il giorno (sabato mattina appunto per le 10.30-due giorni dopo-, orario ideale per le sue necessità fisiologiche) ed il luogo; nei due giorni antecedenti dentro di me l'adrenalina mi faceva a fette; il venerdì sera al bar per il caffè non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei; mi sarò ripetuto all'infinito "ma che cazzo sto facendo?" e lei impassibile, sempre con la sua aria tra l'indifferenza, la gentilezza e l'innocenza. Agghiacciante.
E arrivo la mattina; giunsi all'hotel in anticipo, parcheggiai un po' lontano e le mandai un vocale per dirle "Sono qui. Te? In quanto arrivi? Tutto ok anche per quella cosa?" Rispose altrettanto con un vocale "Arrivo in quindici minuti. Tranquillo, se ti dico che la faccio la faccio". La cosa mi rassicurò anche se ero teso un palo di ferro. La vidi sbucare dietro l'angolo, bella da schiantarsi; maglioncino nero, chiodo che le stava da dio e un paio di jeans attillati e scarpe sneakers da donna...quasi sprecata per cosa si andava a fare. Ci salutammo con un sorriso e andammo verso la reception; fortunatamente non c'era nessuno, solo un addetto (presumo il proprietario stesso) il quale verificata la prenotazione della camera (bloccata sotto falso nome) ha preso il mio pagamento in cash e all'atto di estrarre i documenti disse con un cenno "Apposto così, non serve" e mi consegnò la scheda d'ingresso-aggiungendo- "Dopo, per uscire potete utilizzare l'uscita qui dietro". Ovviamente il soggetto era sgamatissimo; un vero e proprio uomo del settore e di mondo; meglio non lasciare traccia di alcuna registrazione.
La camera si trovava al primo piano, che raggiungemmo in ascensore, e durante il tragitto dalla borsa estrasse una bottiglietta d'acqua ed iniziò a sorseggiarla. "Hai sete?" le dissi e lei mi rispose con la solita calma estrema "Per farla uscire serve anche l'acqua".
La camera era senza pretese, ma per quello che si doveva fare anche troppo; povero bagno, piccolo e pulito invece, chissà come rischiava di finire! E poi chi avrebbe eventualmente pulito? IO!!! Che schifo!!! Meglio pensare all'immediato!! Lei appena in camera si tolse le scarpe e si distese sul letto...Mamma mia che schianto! Il mio fratellino si gonfiava in mezzo alle gambe, mentre stavo seduto sulla scrivania. Mentre lei beveva l'acqua in attesa che arrivasse il momento di esplodere, provai con più tranquillità a chiederle "Ma come hai fatto a capire le mie perversioni? Perché proprio a me? E con la solita lucidità sorridendo "Rischio con chi mi piace e con chi ha le mie stesse segrete perversioni...come faccio a capire? Beh sai studio Sociologia, magari di devianze sociali nascoste (così parlò!!) ne capisco; a fine anno conto di laurearmi e poi ho in mente di frequentare alla IULM di Milano un Master; andrò lì" Il mio primo pensiero fu "Allora lasci il lavoro al bar?" Sì, rispose lei mi serviva un contratto breve nell'attesa di laurearmi". Un dispiacere mi avvolse. Ebbi il coraggio di dirle quasi commosso "Non ci vedremo più quindi" "Non disperarti, il mondo è piccolo" E poi quasi a ruota libera "Sei fidanzata?" E lei sorridendo "Boh" e tu mi disse "Sei sposato? Hai una compagna? Figli?" Scossi la testa...e lei sorridendo "Immaginavo". E poi le chiesi "Scusa chi ti ha dato il mio nome?" Ed ecco un altro sorriso "Chiacchere da bar, non si dice così?" Tra una battuta e l'altra, aspettando le sue voglie corporali; ero molto più' disteso; quando all'improvviso, toccandosi la pancia, quasi come dovesse partorire, "Mi sa che c'è" sentenziò. Fu come un cenno che scatenò l'inferno; senza dire nulla incominciammo a spogliarci senza troppo pudore e man mano che si svestiva guardavo quel fisichetto da paura; forse poco seno, ma un perfetto corpo da modella, che risaltava per la sua pelle olivastra, che io adoro. Mi guardò' completamente nudo e sempre con quel sorrisino pronunciò "Avrei scommesso che uno come te si depila pelo per pelo; e fai bene". Infatti ogni due volte a settimana la depilazione full body per me è un must.
Andammo in bagno, con lei che si massaggiava continuamente la pancia; bagno piccolo, ma perfetto; per prima cosa aprii la finestrella, visto quello che si avrebbe potuto sentire poi, lei al mio gesto sorridendo e capendo ovviamente disse "Bel gesto". Mi sdraiai pancia in su con il petto quasi tutto dentro la cabina della doccia, lei si posizionò accucciata all'ingresso della doccia stessa, con il culetto da favola rivolto verso me, pronto a sparare. "Ti viene?" le domandai e lei, calma olimpica e lucidità fredda "Un minuto e viene". A dir la verità passò più di un minuto, quasi stavo per innervosirmi vista la scomoda posizione che stavo mantenendo e lei che non riusciva a sparare; si sentiva soltanto lei che emetteva dei piccoli sforzi e una impercettibile scoreggina, quando incomincio a scendere un filino di dirigibile marrone senza elica e timone sul mio petto e subito dopo una bella bella e lunga salsiccia morbida che si spappolò sul mio torace, seguita da un flusso forte di pioggia dorata calda che dal mio corpo si disperdette sul piatto della doccia. Ero in estasi che non riuscivo nemmeno a percepire quell'odore acre e amaro.
Lei, sempre quasi non curante della situazione a dir poco imbarazzante e schifosa che si era creata, mi disse "Concludi te o io?" "Come"? replicai tra l'eccitato e lo stordito; Anggun 2.0 senza battere ciglio prese il mio aggeggino, che nel frattempo era bello in tiro, ed iniziò a farmi un hand job di qualità, accompagnato da solletico libidinoso dei gioielli ed in qualche minuto, col petto smerdato venni e non poco.
Con calma e non qualche ribrezzo mi pulii (consumando tra io e lei penso tutta la carta igienica presente in bagno), attesi che lei ultimasse la doccia, la quale dopo aver finito la pratica facemmo correre l'acqua per un po' perché portasse via la pipì che aveva invaso il piatto doccia, per docciarmi e lavarmi bene con il sapone e balsamo (avrei avuto una voglia di fare una doccia con lei, ma tra che ero mezzo smerdato e in più mi sembrava inopportuno, rinunciai a chiederglielo; ci rivestimmo e pensammo che fosse meglio uscire uno alla volta dalla camera nell'intervallo di qualche minuto. La salutai solo con un doppio bacio guancia con guancia, dopo averla puntata sugli occhi per qualche secondo, ma chi ha una voglia terribile di metterle la lingua in bocca, dicendole "Grazie, posso dirti che sei stata audace e porca come quanto sei bella?" ricevendo come risposta una battuta super, degna della sua intelligenza "Vuol dire che lo sono solo per quelli che mi meritano" e sorridendo se ne andò. Attesi qualche minuto e lasciai la camera anch'io dopo aver controllato che il bagno fosse in condizioni accettabili e non si sentisse più di tanto odore "sospetto"; consegnai la chiave tessera alla reception, ringraziai e uscii dall'uscita secondaria indicata all'ingresso
Le ultime settimane sue al bar furono le più tristi per me; sapere che non l'avrei probabilmente più rivista mi faceva un po' star male; gestimmo la situazione con la massima segretezza, non dando nessuna impressione di che cosa e fino a dove eravamo arrivati.
Seppi casualmente dalla sua collega che aveva lasciato il lavoro e tra qualche giorno si sarebbe laureata; il giorno della laurea le mandai un messaggio con i complimenti, l'in bocca al lupo per il suo futuro aggiungendo "Indimenticabile ed irripetibile quello che abbiamo fatto e come ci siamo arrivati"; mi rispose ringraziandomi dicendomi "è stato un vero piacere; ringrazia anche la mia perspicacia" e poi ha lasciato aperto una vaga porta "ricordi che ti ho detto il mondo è piccolo"?
E' passato un anno da allora non lo più sentita, ne io n lei ci siamo fatti avanti; credo giusto così; penso infatti che sia bene che certi piaceri un po' "sporchi" che chiamano perversioni rimangano nella sfera personale e condividerle per un certo tempo, medio lungo possano nuocere ad entrambi. Ovviamente conservo ancore le nostre chat come detto ed il pizzino o foglietto che sia che mi presentò in mezzo alle bustine di zucchero quella sera; ogni tanto guardo entrambe, sorrido ma poi passo avanti...in fin dei conti sono orgoglioso che un quarantenne sia stato conquistato da una ventenne bella, scaltra, perversa e soprattutto super intelligente!
Sono un quarantenne (a dir la verità i 40 li sfondati da qualche anno) single, in buona parte per scelta, con lavoro da free lancer discretamente soddisfacente. La mia vita sessuale (sono e sono stato sempre etero) fino ai 25 anni a dir la verità è stata abbastanza piatta, dovuta principalmente alla mia timidezza ed insicurezza; una volta finita l'università e cominciata la vera vita, ovvero quella lavorativa, ho iniziato a sperimentare poco a poco, forse anche abbastanza rapidamente, il sesso trasgressivo, per intenderci quello che vedevo da adolescente nei giornalini (Play Boy, Blitz, Le Ore per fare alcuni nomi), nei mitici film in VHS (su tutti quelli amatoriali) e da ventenne nei siti on line chiamiamoli di settore. Sono stato favorito anche dal fatto che ho lavorato per 6 anni per lunghi periodi all'estero e lì, lontano da casa, era più facile imbattersi in avventure e tresche che avevano quasi solo il fine di esaltare la sfera sessuale e trasgressiva (porcaggine) a scapito di quella affettiva.
Col passare del tempo la voglia di mettere in pratica trasgressioni sempre più nuove, se non viste solo in siti di settore, mi ha portato ad avere una quasi piacevole mania del genere; sto parlando nello specifico del pissing e dello scat, di cui appare superfluo dilungarmi su che cosa sia e come si faccia. Di pissing ho avuto diverse esperienze, ho quasi sempre ricevuto sul mio petto, mai deglutito; per quanto concerne lo scat invece è stato sempre difficile, assai complicato, convincere ragazze/donne a donarmi i frutti del loro corpo sul mio petto (mai ingoio, sia ben chiaro), perché obiettivamente la cosa è alquanto a prima vista ripugnate; ho dovuto ricorrere al mercato a pagamento-escort- (anche qui per gli ovvi motivi sopra descritti e per il costo economico le opportunità non sono state molte), realizzando tre/ quattro pratiche dagli esiti molto buoni in un caso, discreti in uno, pessimi negli altri due; non vi sto a descrivere i dettagli e i motivi.
La cosa legata al genere che penso mi abbia colpito e segnato è un successa un anno fa orsono.
La sera sono solito dopo cena uscire al bar vicino casa mia per prendere un caffè e se c'è la possibilità fare due chiacchere con qualche vecchia conoscenza; lo staff del bar, composto quasi esclusivamente da figure femminili, si caratterizza per la presenza di ragazze giovani (20-25 anni) alcune molto carine, altre meno, alcune letteralmente impresentabili. Solitamente non sono il tipo che ama dare troppa confidenza al personale (si tratta in fin dei conti di persone che lavorano e devono mantenere giustamente un minimo di aplomb professionale ed giusto aiutarle da cliente in ciò); inoltre una ventenne non si filerà mai (giustamente) un quarantenne che ci vuol provare con lei.
Una sera, in una delle tante conversazioni che si fanno al bar, spesso su futili temi, mi sono imbattuto a disquisire di pratiche estreme con una mio vecchio amico; si è fatto riferimento al bondage, al trampling, allo spanking per arrivare allo scat e al pissing. Nel frattempo come barista era stata assunta da poco una ragazza giovane ventenne (22 per la precisione ho avuto modo di sapere in seguito) di origine indiana, dal nome bellissimo quanto lei (che ometto per questione di privacy assoluta) ma italiana, carnagione scura a dir poco bella; come lineamenti mi ricordava la giovane Kelly Rowland (vi ricordate??? quella di When the loves takes over tormentone estivo del 2009, che ha avuto collaborazioni con David Guetta) e allo stesso tempo Anggun da giovane (ricordate per caso il singolo Snow on the Sahara di fine anni 90); indubbiamente una figura per me inavvicinabile, vuoi per bellezza, anche se ammetto che mi piace mantenermi per quanto posso attrattivo, vuoi per differenza d'età. La ragazza si presentava molto riservata e timida, quasi normale visto che era appena assunta; con me come con tutti i clienti aveva un atteggiamento distaccato, io ovviamente con lei, anche se notavo che quando parlavo con persone al bancone prestava una certa attenzione ai miei discorsi, non tutti di natura sessuale chiaramente. Ritornando a quella sera, nel sentire i temi molto particolari trattati, vidi che sorrideva e quando ho accennai allo scat e al pissing evidenziò uno stupore, tra la sorpresa e il raccapriccio. "Chissà cosa potrà pensare di quel pervertito "vecchio"" dissi fra me e me; la cosa pareva finita lì, come un tipico discorso da bar di due quarantenni "immaturi".
Qualche sera più' tardi, sempre in occasione del caffè serale, la trovai sempre di turno con la collega un po' più "vecchia" (poco attraente a differenza sua devo dire) e la nostra Anggun 2.0 mi ha servito il solito caffè; ad un tratto, essendo solo al banco mi disse "Stasera non c'è il tuo amico con cui parlavi di quelle cose?" "Quali cose'" risposi tra il meravigliato e l'impaurito. "Quelle estreme che tanto ti piacciono, qualcuno in particolare" rispose sorridendo a mezza voce. "Mai dai cosa dici" dissi io tra il vago e il sorridente, ma pensando tra me me "guarda questa"...Per tutta risposta pronunciò un "Uhmmm" e mezzo sorriso, continuando a preparare un cocktail.
Passarono i giorni, stesso caffè serale, due chiacchere se capitavano e lei sempre di turno alla sera; una sera appunto ordinai il solito caffè a lei e guarda caso ero solo al banco. Siccome sono solito il dopo cena prendere caffè corretto con Sambuca, mi disse in modo alquanto spudorato "Vuoi che il caffè te lo allungo fino all'estremo come le pratiche?" A quel punto mi bloccai la guardai e lei fece il solito sorrisetto a mezza bocca, un pelo da stronzetta e mi servì il caffè. "Questa mi provoca" dissi tra me e me. E non finì qui; tempo qualche giorno, solito caffè serale (galeotto fu questo caffè, eccome!), lei di turno, io solo al banco e lei che disse" Caffè con sambuca per te? e poi nel porgermelo mi sussurrò "Eccoti, più liquido del pissing" stavolta puntandomi negli occhi; la cosa quasi mi spaventò. Pensai "Questa o è pervertita molto più di me e mi vuol provocare per sputtanarmi". Trascorsero circa 10 giorni, io con lei mi comportavo quasi come il primo giorno che la vidi, ossia in modo gentile ma distaccato; lei pareva fare altrettanto; ovviamente non feci menzione con nessuno del suo atteggiamento nuovo verso di me, che osservai non avere (almeno per il periodo che restavo nel bar) con gli altri clienti. Una sera, era un venerdì sera, con il locale abbastanza affollato ed intorno al bancone c'era una certa ressa, quindi preferii mettermi su un tavolino; feci cenno alla sua collega se gentilmente, appena avesse potuto mi avesse portato un caffè al tavolo e trascorso, qualche minuto arrivò lei, Anggun 2.0 con il caffè e la scatoletta delle bustine di zucchero, che in effetti sul tavolino dove ero seduto non c'erano, ma a me non interessava, dato che nel caffè non metto mai zucchero e lei lo avrebbe dovuto (anzi lo sapeva perfettamente) sapere dopo ormai diverse settimane che mi vedeva. "Ciao" le dissi e poi "Grazie mille" e lei sorridendo rispose "Ciao prego" e mi servì il caffè con le bustine di zucchero. Mentre sorseggiavo il caffè vidi tra le bustine di zucchero un foglietto piegato che mi balzò all'occhio e subito lo presi e lo aprii, vinto dalla curiosità. Era un foglio a quadretti A4 con scritto "IL MIO NOME (NB mai saputo chi glielo abbia fornito),se ti va puoi parlare a questo numero di quello che parlavi con il tuo amico. Io questo foglietto non te l'ho mai dato, non conviene a nessuno dei due farlo sapere. E tu lo sai". Rabbrividii. "Questa è pazza" dissi. Ma perché si espone così tanto? Perché rischiare fino a sto punto? dicevo tra me e me, quasi incapace di continuare a bere il mio caffè. Mi calmai, almeno tentai e una volta uscito provai a ragionare. "E se le scrivo adesso come va a finire? Che no sia un tranello per poi dire che l'ho molestata? La tentazione di non risponderle era forte, ma l'adrenalina di giocarmi con lei una chance, forse una infinitesimale era fortissima mi assaliva; almeno sapere dove voleva in realtà trascinarmi.
Dopo qualche giorno, durante la pausa pranzo le scrissi "Ho visto il tuo biglietto, puoi contarci che non racconto a nessuno di questo..ma tu...perché ti comporti così? sei bella stupenda...da me cosa vuoi? Al pomeriggio rispose papale papale queste parole "Tranquillo, non ti voglio creare nessun problema...e da quando lavoro qui che ti osservo; hai un modo di presentarti, di vestire con una certa attenzione, che si vede che sei diverso da tutti quelli di questo bar...e poi il tuo sguardo...sono quelli come te che piacciono cose che piacciono a me..." e il successivo messaggio (NB: ovviamente le chat con lei ancora le conservo segretamente) diceva "Parliamo se ti va tramite chiamata vocale domani...se devi chiamarmi chiamami entro le 17.00 che poi inizio il turno". Naturalmente nel frattempo ogni sera il classico caffè, lei on duty e si faceva in modo che nulla trapelasse (e nulla è poi trapelato).
Il giorno seguente la chiamai verso le 14.00 in pausa pranzo e mi rispose dopo un paio di squilli "Ti sei deciso alla fine-mi disse "Ho ceduto alle tue provocazioni" risposi..."Non perdiamo tempo quali pratiche hai fatto di tutte quelle che parlavi con il tuo amico..."Non mi va di dirtelo a te così su due piedi" replicai e lei, con una sicurezza e una personalità più da quarantenne scafata che da ventenne in the prime of life "Io ho fatto trampling, faccio pissing e un paio di volte ho fatto scat, sempre da attiva ovviamente"...quando nominò pissing e scat il testosterone scattò "Anch'io " ammisi, come una confessione di colpevolezza. "Se vuoi possiamo organizzarci per farlo assieme" disse con voce ferma e tranquilla, mentre io dalla parte opposta della linea rabbrividivo, quasi balbettavo e aggiunse "Se pensi che puoi comprarmi e pagarmi dimenticami; le zoccole sono zoccole, io non lo sarò mai". Provai a ricompormi e con un filo di voce "Certo, si puo' anche fare...ma..." "Non perdiamo tempo, se sei convinto bene, altrimenti dimenticami ti ripeto...a un'altra cosa se si fa, non pensare perché siamo nudi in una stanza di potermi scopare, sbattermi leccarmi a tuo piacimento...nessun sesso di nessun tipo..solo quello di cui abbiamo appena parlato. Fammi sapere e naturalmente zitto, ma questo non serve dirtelo; non abbiamo ne tu ne io nessun interesse a diffondere le nostre fantasie particolari". E riattaccò; mi tremavano gambe, vene, polsi; ero bloccato (e pensare che da lì a pochi minuti dovevo partecipare attivamente ad una riunione di lavoro in quelle condizioni)..."ma dio mio 20 anni come fa a ragionare così, con questa mente terribilmente lucida"..."capisco se lo facesse per farsi pagare, ma per puro piacere...a vent'anni!!! Lo farà con il suo fidanzato (se ne avrà uno) oppure con uomini maturi come me...incredibile...mi sembrava di essere sul set di un film...ipotizzando un finale non felice"; tutto questo mi frullava per il cervello, ormai quasi esausto..."Avrò a che fare con una disturbata? Soffrirà di sdoppiamento di personalità?" Ma come-mi ripetevo fino a spappolarmi cervello e fegato-dietro il banco è così timida, insicura, una bambina, però ha un cervello fine e qusi cinico quando si tratta di cogliere questioni di perversioni e così spudorata quando capisce di aver individuato la sua "preda"...Tra mille giustificate paure, avevo però dentro me una voglia spasmodica di trasgredire e poi con una così...pensa e ripensa, dopo averla vista e rivista nei miei caffè post-cena dietro il bancone del bar, averla studiata, dopo quattro giorni da quella chiamata la ricontattai, sempre in pausa pranzo e stavolta con piglio deciso dissi "Ok, accetto la tua proposta fatta per pioggia e scat, tu attiva sul mio petto...ok no sesso no assolutamente soldi e/o regalini...dammi qualche giorno per organizzare l'incontro...ti andrebbe bene un sabato? "Va bene, organizzalo tu ok sabato" mi disse-però tieni conto che LA faccio ogni giorno alla mattina, o presto dopo essermi alzata o più tardi...comunque entro le 11.00-11.30" "Ok risposi...vedrò di organizzare l'incontro per quell'ora" e ci congedammo.
Ora veniva il punto dove organizzare un simile incontro? Il problema era lo scat...in quale posto andare per farsi cagare addosso e rischiare di smerdare l'ambiente? Finché lo fatto con delle escort a casa loro, problemi loro poi (ho pagato anche bene) ma ora? A casa mia non ci penso nemmeno...porto una ventenne a casa mia, all'occhio indiscreto dei vicini per quanto sia bella può' dare sospetti...a parte che potrebbe essere una giovane collega...no non mi va di far sapere dove abito...mi butto quindi su Booking alla ricerca di un affitta camere in zona, a metà strada più o meno tra me e lei. La disponibilità di camere ci sarebbe (col bagno naturalmente) ma quel pagamento in carta di credito non mi piace...sono single, dei miei soldi posso fare quello che voglio, ma non mi piace che compaiono negli estratti conti pagamenti di strutture ricettive nelle vicinanze di casa mia; alla fine opto per un hotel 3* in day use, camera per un'ora (formula studiata per lo più per copie di clandestine-NB-ne so qualcosa anche in passato). Mi piace la formula che propone, prenoto la camera via whatsapp e la pago al momento in cash, nonostante mi costi un po' di più. Comunico a lei il giorno (sabato mattina appunto per le 10.30-due giorni dopo-, orario ideale per le sue necessità fisiologiche) ed il luogo; nei due giorni antecedenti dentro di me l'adrenalina mi faceva a fette; il venerdì sera al bar per il caffè non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei; mi sarò ripetuto all'infinito "ma che cazzo sto facendo?" e lei impassibile, sempre con la sua aria tra l'indifferenza, la gentilezza e l'innocenza. Agghiacciante.
E arrivo la mattina; giunsi all'hotel in anticipo, parcheggiai un po' lontano e le mandai un vocale per dirle "Sono qui. Te? In quanto arrivi? Tutto ok anche per quella cosa?" Rispose altrettanto con un vocale "Arrivo in quindici minuti. Tranquillo, se ti dico che la faccio la faccio". La cosa mi rassicurò anche se ero teso un palo di ferro. La vidi sbucare dietro l'angolo, bella da schiantarsi; maglioncino nero, chiodo che le stava da dio e un paio di jeans attillati e scarpe sneakers da donna...quasi sprecata per cosa si andava a fare. Ci salutammo con un sorriso e andammo verso la reception; fortunatamente non c'era nessuno, solo un addetto (presumo il proprietario stesso) il quale verificata la prenotazione della camera (bloccata sotto falso nome) ha preso il mio pagamento in cash e all'atto di estrarre i documenti disse con un cenno "Apposto così, non serve" e mi consegnò la scheda d'ingresso-aggiungendo- "Dopo, per uscire potete utilizzare l'uscita qui dietro". Ovviamente il soggetto era sgamatissimo; un vero e proprio uomo del settore e di mondo; meglio non lasciare traccia di alcuna registrazione.
La camera si trovava al primo piano, che raggiungemmo in ascensore, e durante il tragitto dalla borsa estrasse una bottiglietta d'acqua ed iniziò a sorseggiarla. "Hai sete?" le dissi e lei mi rispose con la solita calma estrema "Per farla uscire serve anche l'acqua".
La camera era senza pretese, ma per quello che si doveva fare anche troppo; povero bagno, piccolo e pulito invece, chissà come rischiava di finire! E poi chi avrebbe eventualmente pulito? IO!!! Che schifo!!! Meglio pensare all'immediato!! Lei appena in camera si tolse le scarpe e si distese sul letto...Mamma mia che schianto! Il mio fratellino si gonfiava in mezzo alle gambe, mentre stavo seduto sulla scrivania. Mentre lei beveva l'acqua in attesa che arrivasse il momento di esplodere, provai con più tranquillità a chiederle "Ma come hai fatto a capire le mie perversioni? Perché proprio a me? E con la solita lucidità sorridendo "Rischio con chi mi piace e con chi ha le mie stesse segrete perversioni...come faccio a capire? Beh sai studio Sociologia, magari di devianze sociali nascoste (così parlò!!) ne capisco; a fine anno conto di laurearmi e poi ho in mente di frequentare alla IULM di Milano un Master; andrò lì" Il mio primo pensiero fu "Allora lasci il lavoro al bar?" Sì, rispose lei mi serviva un contratto breve nell'attesa di laurearmi". Un dispiacere mi avvolse. Ebbi il coraggio di dirle quasi commosso "Non ci vedremo più quindi" "Non disperarti, il mondo è piccolo" E poi quasi a ruota libera "Sei fidanzata?" E lei sorridendo "Boh" e tu mi disse "Sei sposato? Hai una compagna? Figli?" Scossi la testa...e lei sorridendo "Immaginavo". E poi le chiesi "Scusa chi ti ha dato il mio nome?" Ed ecco un altro sorriso "Chiacchere da bar, non si dice così?" Tra una battuta e l'altra, aspettando le sue voglie corporali; ero molto più' disteso; quando all'improvviso, toccandosi la pancia, quasi come dovesse partorire, "Mi sa che c'è" sentenziò. Fu come un cenno che scatenò l'inferno; senza dire nulla incominciammo a spogliarci senza troppo pudore e man mano che si svestiva guardavo quel fisichetto da paura; forse poco seno, ma un perfetto corpo da modella, che risaltava per la sua pelle olivastra, che io adoro. Mi guardò' completamente nudo e sempre con quel sorrisino pronunciò "Avrei scommesso che uno come te si depila pelo per pelo; e fai bene". Infatti ogni due volte a settimana la depilazione full body per me è un must.
Andammo in bagno, con lei che si massaggiava continuamente la pancia; bagno piccolo, ma perfetto; per prima cosa aprii la finestrella, visto quello che si avrebbe potuto sentire poi, lei al mio gesto sorridendo e capendo ovviamente disse "Bel gesto". Mi sdraiai pancia in su con il petto quasi tutto dentro la cabina della doccia, lei si posizionò accucciata all'ingresso della doccia stessa, con il culetto da favola rivolto verso me, pronto a sparare. "Ti viene?" le domandai e lei, calma olimpica e lucidità fredda "Un minuto e viene". A dir la verità passò più di un minuto, quasi stavo per innervosirmi vista la scomoda posizione che stavo mantenendo e lei che non riusciva a sparare; si sentiva soltanto lei che emetteva dei piccoli sforzi e una impercettibile scoreggina, quando incomincio a scendere un filino di dirigibile marrone senza elica e timone sul mio petto e subito dopo una bella bella e lunga salsiccia morbida che si spappolò sul mio torace, seguita da un flusso forte di pioggia dorata calda che dal mio corpo si disperdette sul piatto della doccia. Ero in estasi che non riuscivo nemmeno a percepire quell'odore acre e amaro.
Lei, sempre quasi non curante della situazione a dir poco imbarazzante e schifosa che si era creata, mi disse "Concludi te o io?" "Come"? replicai tra l'eccitato e lo stordito; Anggun 2.0 senza battere ciglio prese il mio aggeggino, che nel frattempo era bello in tiro, ed iniziò a farmi un hand job di qualità, accompagnato da solletico libidinoso dei gioielli ed in qualche minuto, col petto smerdato venni e non poco.
Con calma e non qualche ribrezzo mi pulii (consumando tra io e lei penso tutta la carta igienica presente in bagno), attesi che lei ultimasse la doccia, la quale dopo aver finito la pratica facemmo correre l'acqua per un po' perché portasse via la pipì che aveva invaso il piatto doccia, per docciarmi e lavarmi bene con il sapone e balsamo (avrei avuto una voglia di fare una doccia con lei, ma tra che ero mezzo smerdato e in più mi sembrava inopportuno, rinunciai a chiederglielo; ci rivestimmo e pensammo che fosse meglio uscire uno alla volta dalla camera nell'intervallo di qualche minuto. La salutai solo con un doppio bacio guancia con guancia, dopo averla puntata sugli occhi per qualche secondo, ma chi ha una voglia terribile di metterle la lingua in bocca, dicendole "Grazie, posso dirti che sei stata audace e porca come quanto sei bella?" ricevendo come risposta una battuta super, degna della sua intelligenza "Vuol dire che lo sono solo per quelli che mi meritano" e sorridendo se ne andò. Attesi qualche minuto e lasciai la camera anch'io dopo aver controllato che il bagno fosse in condizioni accettabili e non si sentisse più di tanto odore "sospetto"; consegnai la chiave tessera alla reception, ringraziai e uscii dall'uscita secondaria indicata all'ingresso
Le ultime settimane sue al bar furono le più tristi per me; sapere che non l'avrei probabilmente più rivista mi faceva un po' star male; gestimmo la situazione con la massima segretezza, non dando nessuna impressione di che cosa e fino a dove eravamo arrivati.
Seppi casualmente dalla sua collega che aveva lasciato il lavoro e tra qualche giorno si sarebbe laureata; il giorno della laurea le mandai un messaggio con i complimenti, l'in bocca al lupo per il suo futuro aggiungendo "Indimenticabile ed irripetibile quello che abbiamo fatto e come ci siamo arrivati"; mi rispose ringraziandomi dicendomi "è stato un vero piacere; ringrazia anche la mia perspicacia" e poi ha lasciato aperto una vaga porta "ricordi che ti ho detto il mondo è piccolo"?
E' passato un anno da allora non lo più sentita, ne io n lei ci siamo fatti avanti; credo giusto così; penso infatti che sia bene che certi piaceri un po' "sporchi" che chiamano perversioni rimangano nella sfera personale e condividerle per un certo tempo, medio lungo possano nuocere ad entrambi. Ovviamente conservo ancore le nostre chat come detto ed il pizzino o foglietto che sia che mi presentò in mezzo alle bustine di zucchero quella sera; ogni tanto guardo entrambe, sorrido ma poi passo avanti...in fin dei conti sono orgoglioso che un quarantenne sia stato conquistato da una ventenne bella, scaltra, perversa e soprattutto super intelligente!
di
Teufel82
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