Notte Circense

scritto il 2026-10-13 tempo di lettura 8 min

di
genere
fantascienza
cura
C

Roby uscì dalla doccia avvolta nel vapore del bagno. Si asciugò velocemente, poi si fermò davanti allo specchio, passandosi l'asciugamano tra i capelli.

Si osservò per qualche secondo.

Il suo corpo non era quello di una modella da copertina, ma aveva imparato ad apprezzare le proprie forme: il seno di dimensioni medie, i fianchi morbidi e i glutei proporzionati alla sua corporatura. I lunghi capelli le cadevano sulle spalle.
Non si sentiva ancora completamente a proprio agio in ogni situazione, ma ultimamente aveva cominciato a guardarsi con occhi diversi.

Sorrise appena al proprio riflesso, si avvolse nell'asciugamano e uscì dal bagno.

La camera da letto era silenziosa.

Troppo silenziosa.

Roby si avvicinò al letto per recuperare qualcosa da indossare, quando notò uno strano rigonfiamento sotto le coperte.

Si fermò.

Lo fissò.

Il rigonfiamento non si mosse.

«Ma che diavolo…?»

Si avvicinò cautamente al materasso e afferrò un lembo del lenzuolo, lo alzò

«EHI, BELLA!»

Un uomo completamente nudo, con il viso dipinto da clown, le si avventò addosso.

«MA CHE CAZZO?!»

Roby cercò di divincolarsi, ma il clown la trascinò con sé sul letto. Le lenzuola si sollevarono, l'asciugamano della ragazza fu lanciato via,il materasso scricchiolò e un cuscino volò oltre la testiera.

Da sotto le coperte provenne una sequenza di rumori indistinti.

«LASCIAMI!»

«ASPETTA!»

«CHE COSA ASPETTA?!»

«NON È COME SEMBRA!»

«SEI NUDO E MI SEI SALTATO ADDOSSO! COME POTREBBE ESSERE DIVERSO?!»

Il letto oscillò violentemente.

Un secondo cuscino attraversò la stanza.

Poi, improvvisamente, calò il silenzio.

Le coperte si abbassarono appena e Roby riemerse, con i capelli arruffati e un'espressione furiosa.

«MA SEI IMPAZZITO?!»

Il clown spuntò accanto a lei, con il trucco già sbavato.

«Posso spiegare!»

«AH, DAVVERO? SONO TUTTA ORECCHI!»

Lui aprì la bocca, ma non sembrò trovare immediatamente le parole.
Il suo sguardo si posò sul corpo nudo della Robi

«Volevo soltanto passare un po' di tempo con te», disse, sorridendo e godendosi la vista.

Roby lo fissò incredula.

«Nudo? Con il trucco da clown? Nascosto nel mio letto?»

Lui ci pensò.

«Adesso che lo ripeti, sembra un piano piuttosto discutibile.»

«PIUTTOSTO DISCUTIBILE?!»

«D'accordo. Un piano pessimo.»

Roby cercò di mantenere un'espressione severa, ma alla fine le sfuggì una risata.

Il clown la osservò con cautela, senza sapere bene come interpretare quella reazione.

«Non provare mai più ad afferrarmi in quel modo senza chiedermelo prima», disse lei, tornando seria.

«Promesso.»

Seguì una breve pausa.

Roby inclinò la testa, studiandolo meglio, tolto il ridicolo trucco da clown non gli dispiaceva quello che vedeva... E da quello che vedeva c'era "tanto" da vedere (riferimento al suo pene)

«Quindi… questo era il tuo modo di provarci?»

Il clown si aggiustò il colletto immaginario.

«Ho sempre avuto uno stile personale.»

«Personale è una parola.»

«Originale?»

«Preoccupante.»

Lui sospirò.

«Messa così, sembra che io abbia commesso una serie di errori.»

Roby scoppiò a ridere. Poi, con sua stessa sorpresa, si avvicinò e gli diede un bacio.

Il clown rimase immobile per un istante, come se quella reazione non fosse contemplata in nessuno dei suoi piani.

Quando si separarono, Roby notò la sua espressione smarrita e sorrise.

«Visto? Non era difficile.»

«Devo ammettere che questo numero non era previsto nel programma.»

«Allora improvvisa.»

Fu lei a baciarlo nuovamente, questa volta senza fretta.

Il clown sembrò finalmente capire che non si trattava di un'altra gag. Le passò delicatamente una mano sulla schiena, aspettando per un istante che fosse lei a decidere se avvicinarsi ancora.

Roby gli si accostò, riducendo la distanza fra loro.

Roby si sorprese di quanto fosse facile lasciarsi andare, senza dover riempire ogni momento con una battuta.
Era semplicemente curiosa di scoprire dove li avrebbe portati quel momento.

Quando si allontanò appena, il clown cercò nuovamente le sue labbra.

«E adesso?» sussurrò.

Roby gli sfiorò il viso dipinto, soffermandosi per un istante sul suo sorriso.

«Adesso smetti di parlare.»

«Ma io pensavo che—»

Lei lo baciò di nuovo, interrompendolo.

Per una volta, il clown rimase senza parole.

Roby ridacchiò, soddisfatta.

«Visto? Sai essere silenzioso, quando vuoi.»

«È un talento che non avevo mai scoperto.»

«Continua così e potresti scoprire molte altre cose.»

Questa volta fu lui a sorridere, ma non rispose.

Roby si avvicinò ancora e gli diede un ultimo bacio, più lento dei precedenti. Poi si lasciò andare accanto a lui, trascinandolo dolcemente verso i cuscini.

Il clown la seguì, senza tentare di trasformare quel momento in uno dei suoi soliti numeri.

Almeno, non ancora.

Le lenzuola ricaddero lentamente su entrambi.

Per qualche secondo, la stanza rimase tranquilla.

Sotto il tessuto si intravidero le loro sagome avvicinarsi. Il materasso scricchiolò piano, accompagnato dal fruscio delle lenzuola.

Poi si udì un lieve cigolio provenire dalla struttura del letto.

Roby soffocò una risata.

«Tutto bene?» sussurrò il clown.

«Benissimo.»

Il materasso scricchiolò nuovamente, questa volta con maggiore decisione. Le assi del letto protestarono con un lungo cigolio che sembrava provenire da ogni loro giuntura.

«Sai», mormorò Roby, «comincio a pensare che questo letto abbia bisogno di una manutenzione.»

«Fa parte dello spettacolo.»

«Certo. Come no.»

Le coperte si sollevarono appena e ricaddero. Il letto emise un altro scricchiolio.

Il clown si schiarì la voce.

«Signore e signori…»

Roby chiuse gli occhi.

«No. Ti prego.»

«Il nostro spettacolo prosegue con un numero assolutamente straordinario!»

«Ma sei incorreggibile!»

«E non avete ancora visto il meglio!»

«E ALLORA VAI AVANTI, CHE IL PUBBLICO SI STA ANNOIANDO!»

Per tutta risposta, le lenzuola cominciarono a muoversi più rapidamente.
Il materasso oscillò con maggiore energia e le assi del letto ripresero a cigolare, dapprima a intervalli irregolari, poi con un ritmo sempre più incalzante.

Il clown rimase in silenzio per un istante.

Poi, incapace di trattenersi, intonò la sua fanfara.

«PA-RA-PA-PA-PAAAA!»

Le coperte si gonfiarono come il tendone di un circo investito da una tempesta. Il letto oscillò, le assi scricchiolarono rumorosamente e un cuscino schizzò fuori, atterrando sul pavimento.

Roby scoppiò a ridere.

«MA LA SMETTI DI FARE IL PRESENTATORE?!»

«È IL MIO MESTIERE!»

«ALLORA FAI GLI STRAORDINARI!»

«PA-RA-PA-PA-PAAAA!»

La musica ripartì a tutto volume.

Il materasso oscillò nuovamente, le lenzuola si gonfiaron

Per qualche istante, il tendone improvvisato sembrò sul punto di decollare.

Poi il clown inspirò profondamente, assumendo il tono solenne di un annunciatore d'altri tempi.

«SIGNORI E SIGNORE! È GIUNTO IL MOMENTO DEL CAMBIO DI POSIZIONE!»

Roby rise così forte da far tremare le coperte.

«Certo, mio Clown sporcaccione!»

«PA-RA-PA-PA-PAAAA!»

La fanfara ripartì a tutto volume.

Il letto oscillò ancora e le assi protestarono con un cigolio particolarmente sinistro.

Poi, proprio mentre la musica raggiungeva il suo apice, si udì un sonoro CRAC.

La fanfara si interruppe.

Silenzio.

«…Quello era normale?» chiese Roby da sotto le coperte.

Il clown rifletté per un istante.

«Fa parte dello spettacolo.»

«TU SEI COMPLETAMENTE PAZZO!»

«Grazie! Torniamo fra poco con un nuovo numero!»

Roby scoppiò nuovamente a ridere.

La struttura del letto emise un ultimo, lamentoso cigolio.

Poi tutto si calmò.

Le coperte si abbassarono lentamente.

Un piede spuntò da un lato del letto, seguito da una mano che cercò inutilmente il cuscino finito sul pavimento.

Infine, Roby e il clown riemersero dalle lenzuola.

Lei aveva i capelli arruffati e un sorriso soddisfatto. Lui, con il trucco ormai sbavato, si lasciò cadere sul materasso come un artista che avesse appena concluso il numero più impegnativo della propria carriera.

«Signore e signori», annunciò con voce stanca, «lo spettacolo è terminato.»

«Per fortuna», rispose Roby, ridacchiando.

Il clown si voltò verso il grande specchio dell'armadio.

E si immobilizzò.

Nel riflesso, alle sue spalle, c'era un secondo clown.

Identico a lui.

Anche lui completamente nudo.

Il primo clown sgranò gli occhi.

«Oh, no.»

Roby seguì il suo sguardo e vide la figura riflessa.

La osservò per qualche secondo.

Poi sorrise maliziosamente.

Il clown si voltò lentamente verso di lei.

«Aspetta un momento. Perché sorridi?»

Roby tornò a guardare lo specchio.

«Sai, credo che questa serata abbia ancora qualche sorpresa in serbo.»

Il primo clown si tirò immediatamente su, stringendosi il lenzuolo al petto.

«No. Assolutamente no. Io ho già dato.»

Roby gli rivolse un'espressione innocente.

«Ma io non ho ancora detto niente.»

Nello specchio, il secondo clown inclinò lentamente la testa.
Poi, con un movimento innaturalmente fluido, uscì dallo specchio.
Roby gli sorrise.

Il primo clown si coprì il viso con entrambe le mani.

«Siamo nella merda.»
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