Dichiarazione d'intenti
scritto il 2026-10-12 tempo di lettura 4 min
di
MrFlipper
genere
masturbazione
cura
B
Il treno corre tra i campi tagliandoli a metà, lasciandosi dietro l'alba e rincorrendo la nuova settimana.
Non riesco a stare comodo, i sedili non sono mai abbastanza inclinati. Sono costretto a stravaccarmi per assecondare le necessità della mia povera schiena, che chiede pietà promettendo collaborazione per questo lunedì, incipt di una settimana che si prospetta impegnativa.
Sarà che non bevo caffè, sarà che non sono ancora pienamente sveglio, o forse è la posizione che costringe i jeans a strusciare a ritmo con i rollii del treno sui binari, facendo attrito con le mutande e con ciò che avvolgono; in ogni caso mi accorgo di essere eccitato. Che parola banale! Ma... come descriverlo altrimenti? Forse meglio "ce l'ho duro"? Peggio. "Gonfio"? Lasciamo perdere, tanto ci siamo capiti.
Dunque, ho constatato che testa e pene stanno comunicando. Devo per forza assecondare questo evento, ma... come fare? Inizio a fantasticare, perdendomi tra i vigneti e gli alberi che corrono dal finestrino. Incantato, sento pulsare il sangue nei corpi cavernosi, e ciò intensifica il lavoro di mente.
Cerco tra i sedili l'immagine di una bella ragazza, qualcuna che potrebbe sedersi accanto a me, senza nemmeno guardarmi, appoggiare la mano nell'unico posto possibile ed aiutarmi nel mio imprescindibile sfogo. Oppure, davanti a me potrebbe apparire un giovane che chatta con la fidanzata, tra i messaggi potrei adocchiare qualche ammiccamento o qualcosa di ancor più succulento.
L'eccitazione cresce, potrei alzarmi e andare in bagno. Certo, dovrei prima chiedere alla simpatica vecchietta accanto a me di controllare zaino e valigie, per poi alzarmi cercando di nascondere la supposta vistosità che porto, sorridere gentilmente per ringraziare e cercare di raggiungere il bagno maleodorante nel minor tempo possibile, per non dover reinvestire minuti preziosi a ripristinare il turgore. Poi però dovrei starmene in piedi, mantenere l'equilibrio... No, non posso farlo ora.
Insomma, il tempo passa, il flusso aumenta, ma non trovo vie d'uscita dalla tensione. Penso alla donna che molto desidero da qualche tempo, complice il suo desiderio. Provo a rievocare le ore di amore sudato degli scorsi mesi, ma ormai sembrano ricordi lontanissimi, così come lei, non funzionano. Tra pochi giorni, per la prima volta, la andrò a trovare, forse potremo dichiarare le nostre mancanze unendoci di nuovo, facendo finta di non aspettarcelo proprio, nonostante i preservativi nello zaino e le sue gambe lisce ed oliate.
Le toglierò le migliori mutande che è riuscita a portarsi impegnandomi a pensare che non se le è messa cinque minuti prima per legarmi di nuovo a lei, ma che le ha tenute tutte il giorno, in autobus, a lezione, per strada. D'altronde è anche ciò che lei vuole che pensi. Ci toccheremo piano? Veloce? Verrò presto preso dall'euforia o posticiperò, dedicandomi a lei? Saremo sazi, almeno per un po', e tornerò a casa di nuovo affamato, sapendo di dover di nuovo aspettare molto e di non aver alcuna difficoltà a farlo.
Il treno è fermo in stazione, ripartirà tra un bel po'. La coppia che dormiva dietro di me si è svegliata. Il racconto è già troppo lungo, temo che eventuali lettori si siano già stufati. Tutto chiede di terminarlo rapidamente. Dunque, la mia dichiarazione di intenti è completa. Voglio masturbarmi. Ma forse, dopo questo fantasticare, potrei farlo finalmente senza dover ricorrere a qualche filmino banalotto.
Aspetterò di rientrare in camera, apprezzando durante il tragitto eventuali accenni di erezione. Poi, quando mi stenderò, mi godrò ogni movimento sapendo di avvicinarmi sempre più al tanto atteso orgasmo. L'idea che qualcuno, qui, sappia di tutto ciò, potrebbe forse far insorgere qualche brivido e qualche mugugnio in più. E magari, invece di risistemarmi subito, questa volta me ne starò un po' steso, godendomi gli echi del piacere espulso. Voi lettori siete complici di tutto ciò, sapete che il mio godimento odierno sarà forse un po' più sopraffine, un po' più consapevole del solito, in attesa di esplicitare presto il mio desiderio che tanto attende l'Altra-da-me.
Non riesco a stare comodo, i sedili non sono mai abbastanza inclinati. Sono costretto a stravaccarmi per assecondare le necessità della mia povera schiena, che chiede pietà promettendo collaborazione per questo lunedì, incipt di una settimana che si prospetta impegnativa.
Sarà che non bevo caffè, sarà che non sono ancora pienamente sveglio, o forse è la posizione che costringe i jeans a strusciare a ritmo con i rollii del treno sui binari, facendo attrito con le mutande e con ciò che avvolgono; in ogni caso mi accorgo di essere eccitato. Che parola banale! Ma... come descriverlo altrimenti? Forse meglio "ce l'ho duro"? Peggio. "Gonfio"? Lasciamo perdere, tanto ci siamo capiti.
Dunque, ho constatato che testa e pene stanno comunicando. Devo per forza assecondare questo evento, ma... come fare? Inizio a fantasticare, perdendomi tra i vigneti e gli alberi che corrono dal finestrino. Incantato, sento pulsare il sangue nei corpi cavernosi, e ciò intensifica il lavoro di mente.
Cerco tra i sedili l'immagine di una bella ragazza, qualcuna che potrebbe sedersi accanto a me, senza nemmeno guardarmi, appoggiare la mano nell'unico posto possibile ed aiutarmi nel mio imprescindibile sfogo. Oppure, davanti a me potrebbe apparire un giovane che chatta con la fidanzata, tra i messaggi potrei adocchiare qualche ammiccamento o qualcosa di ancor più succulento.
L'eccitazione cresce, potrei alzarmi e andare in bagno. Certo, dovrei prima chiedere alla simpatica vecchietta accanto a me di controllare zaino e valigie, per poi alzarmi cercando di nascondere la supposta vistosità che porto, sorridere gentilmente per ringraziare e cercare di raggiungere il bagno maleodorante nel minor tempo possibile, per non dover reinvestire minuti preziosi a ripristinare il turgore. Poi però dovrei starmene in piedi, mantenere l'equilibrio... No, non posso farlo ora.
Insomma, il tempo passa, il flusso aumenta, ma non trovo vie d'uscita dalla tensione. Penso alla donna che molto desidero da qualche tempo, complice il suo desiderio. Provo a rievocare le ore di amore sudato degli scorsi mesi, ma ormai sembrano ricordi lontanissimi, così come lei, non funzionano. Tra pochi giorni, per la prima volta, la andrò a trovare, forse potremo dichiarare le nostre mancanze unendoci di nuovo, facendo finta di non aspettarcelo proprio, nonostante i preservativi nello zaino e le sue gambe lisce ed oliate.
Le toglierò le migliori mutande che è riuscita a portarsi impegnandomi a pensare che non se le è messa cinque minuti prima per legarmi di nuovo a lei, ma che le ha tenute tutte il giorno, in autobus, a lezione, per strada. D'altronde è anche ciò che lei vuole che pensi. Ci toccheremo piano? Veloce? Verrò presto preso dall'euforia o posticiperò, dedicandomi a lei? Saremo sazi, almeno per un po', e tornerò a casa di nuovo affamato, sapendo di dover di nuovo aspettare molto e di non aver alcuna difficoltà a farlo.
Il treno è fermo in stazione, ripartirà tra un bel po'. La coppia che dormiva dietro di me si è svegliata. Il racconto è già troppo lungo, temo che eventuali lettori si siano già stufati. Tutto chiede di terminarlo rapidamente. Dunque, la mia dichiarazione di intenti è completa. Voglio masturbarmi. Ma forse, dopo questo fantasticare, potrei farlo finalmente senza dover ricorrere a qualche filmino banalotto.
Aspetterò di rientrare in camera, apprezzando durante il tragitto eventuali accenni di erezione. Poi, quando mi stenderò, mi godrò ogni movimento sapendo di avvicinarmi sempre più al tanto atteso orgasmo. L'idea che qualcuno, qui, sappia di tutto ciò, potrebbe forse far insorgere qualche brivido e qualche mugugnio in più. E magari, invece di risistemarmi subito, questa volta me ne starò un po' steso, godendomi gli echi del piacere espulso. Voi lettori siete complici di tutto ciò, sapete che il mio godimento odierno sarà forse un po' più sopraffine, un po' più consapevole del solito, in attesa di esplicitare presto il mio desiderio che tanto attende l'Altra-da-me.
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MrFlipper
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