Io cornuto (parte 1)
di
Il marito cornuto
genere
corna
Ho conosciuto mia moglie Luana a casa di mio fratello sotto le feste natalizie, allora ero poco più che trentenne e lavoravo in un’altra città a 500 km di distanza, ogni due fine settimana scendevo per rivedere i miei e di solito ci si ritrovava tutti in famiglia al pranzo della domenica. Luana era la moglie di Franco, ex compagno di scuola di mio fratello, che conoscevo superficialmente… un paio d’anni più giovane di me, bravo ragazzo, riservato e gran lavoratore.
Lei però era da sola, mia cognata mi aveva accennato a non meglio precisati problemi con il marito, non avevo approfondito perché non erano cazzi miei…
Luana invece mi aveva decisamente puntato, mi cercava di continuo con gli occhi e ridacchiava a ogni mia battuta, anche le più sceme…
Faccetta da troia, che magari non ti giri a guardarla due volte ma te lo fa drizzare a prima vista, snella con belle tette generosamente esibite e gran bel culo sodo e polposo, chiacchiera sciolta e disinibita… insomma una bella vacca da monta!
Per giunta faceva l’infermiera, una delle due categorie di lavoro femminile – l’altra è quella delle hostess – a torto o a ragione notoriamente considerate al top per numero di troie e di conseguenza di… cornuti (i mariti).
Il povero Franco probabilmente non faceva eccezione, la conferma l’avevo avuta quando arrivati al caffè la moglie con la coscia appiccicata alla mia mi aveva sussurrato che in settimana sarebbe dovuta salire (guarda caso!) dove abitavo e lavoravo, per seguire un breve corso di aggiornamento professionale: non conoscendo la città (e non essendoci ai tempi ancora né internet né tantomeno telefonini e airbnb) potevo essere così gentile da indicarle e magari prenotarle un alberghetto economico ma dignitoso?
La risposta era scontata, visto che la troia sapeva benissimo che abitavo da single in un appartamento dove avrebbe potuto vivere comodamente una famiglia di 4 persone… Finale: un paio di giorni dopo essere tornato al lavoro, mi ero ritrovato a prenderla alla stazione, mentre scendeva dal treno avvolta in una vaporosa pelliccia di volpe con trolley da cabina low cost al seguito!
Accompagnandola alla macchina mi ero complimentato con lei per l’esiguità del bagaglio, notando che di solito le donne sono sempre esagerate al riguardo, lei si era schermita ridacchiando… più tardi avrei capito il perché: la zoccola per quei giorni di vestiti praticamente non ne avrebbe avuto bisogno, dunque perché riempire inutilmente la valigia?!?
A casa solita cerimonia: questa è la tua camera, questo il bagno, ceniamo in cucina o in sala scegli tu, fai come a casa tua, ecc., al marito aveva accennato solo per scusarsi dicendo di essere stata costretta a dargli il mio numero di telefono (fisso, ricordo che niente telefonini!) perché lui aveva insistito per poterla rintracciare, però non corrispondendo il numero a un albergo pubblico per evitare storie gli aveva detto che stava a casa ospite di una collega del posto…
Avevo annuito sorridendo e rassicurandola, non mi disturbava affatto, poteva anzi chiamare Franco quando voleva, aveva fatto bene, ecc.
Aveva chiamato il marito per dirgli che era arrivata, dopo averlo liquidato bruscamente con poche frasi secche era tornata tutta cicci cicci, si era chiusa in bagno per una doccia veloce e poi, docciata e profumata, si era seduta a tavola in accappatoio di fibra, “distrattamente” aperto sulle tettone esposte in tutto il loro splendore…
Cenetta tranquilla con vista panoramica sui suoi meloni, sorvolo sulle chiacchiere anche piuttosto intime incluse le lamentele sulle prestazioni sessuali (al limite dello zero, a suo dire) del povero marito per giunta pure sterile e quindi incapace di darle il tanto desiderato bebé… alla fine ci siamo dati la buonanotte e ognuno in camera sua.
Appena il tempo di spegnere la luce che mi si era infilata nel letto, completamente nuda: mi aveva preso il cazzo in mano iniziando a segarlo mentre mi offriva le tette da pastrugnare e da succhiare, al che per non essere da meno le avevo messo una mano in figa sentendola bagnatissima, intanto lei farfugliava “che bel cazzo che hai! Sentilo quanto è duro… ti piaccio allora?!?”.
Che ve lo dico a fare… tutta la notte a scopare!!! Io era un bel po’ che lavorando 12 ore al giorno e arrivando la sera stanco morto non facevo sesso, manco le seghe riuscivo a farmi (!), perciò avevo i coglioni belli pieni e sborravo a ripetizione come una fontana per la gioia della maiala, che accoglieva ogni schizzo con gridolini di piacere!
Culo a parte (problemi di emorroidi, si era scusata con vocina da zoccola monella) lo aveva preso ovunque: in bocca con l’ingoio, in figa in tutte le posizioni, sulle tette e sulla faccia, era insaziabile e quando non c’era il cazzo che le farciva la figa godeva sditalinandosi come una ragazzina in calore…
La mattina dopo al lavoro sembravo uno zombie, avevo lasciato la porcella a dormire con la promessa che avrebbe messo tutte le lenzuola in lavatrice…
Di solito non rientravo per il pranzo, ma prima di mezzogiorno Luana aveva chiamato in ufficio per dirmi che aveva una sorpresa per me… mi aveva aperto tutta nuda, inginocchiandosi per un pompino da paura, poi si era messa il cazzo nelle tette e giù una spagnola con leccata di cappella!!
Pensavo di non avere più una goccia di sborra, e invece avevo schizzato come un ragazzino sulle tette e sulla faccia della troia che aveva pure tirato fuori la lingua per gustarsi il succo dei miei coglioni!!!
Inutile dire che il “corso d’aggiornamento” era una balla, e che la bella Luana si era in realtà presa semplicemente qualche giorno di ferie da passare a farsi scopare da me, difatti uscivamo pochissimo e fottevamo h 24!
Ogni sera arrivava puntuale la telefonata del cornuto e di grande utilità era la derivazione sul comodino accanto al letto, perché alla moglie bastava allungare una mano per rispondere mentre la fottevo alla grande!
Alla prima chiamata per la verità avevo accennato a sfilarlo e rialzarmi per discrezione e decenza, parole evidentemente sconosciute alla zoccola che quasi infastidita mentre afferrava la cornetta si era voltata e mi aveva fatto cenno di continuare a fotterla alla pecorina come stavo facendo con gusto assai, saldamente e goduriosamente aggrappato alle sue tette!
Ammetto che all’inizio ero un po’ imbarazzato a chiavarla mentre parlava spudoratamente col marito prendendolo pure per il culo (“caro non sai che noia ‘sto corso… proprio un corso del cazzo!!!”), poi però la situazione mi aveva fatto sangue e aspettavo con piacere la chiamata per fotterla con ancor più gusto sentendo la voce del cornuto!
Allora non immaginavo ancora che al posto del povero Franco un giorno ci sarei stato io, pensavo fosse solo un’avventura di sesso destinata prima o poi a chiudersi, magari col riavvicinamento di lei al marito…
Finito il “corso del cazzo” ci eravamo comunque lasciati con la promessa, da parte mia, che sarei sceso tutti i fine settimana anziché ogni due…
Quando scendevo il venerdì sera andavo a stare dai miei nella mia vecchia camera, in una villa qualche km fuori città: alla stazione trovavo puntuale Luana che veniva a prendermi con la sua auto, a metà strada ci infrattavamo in un posto tranquillo su una stradina di campagna e di solito dopo un bel pompino per antipasto si proseguiva con pecora o spegni moccolo o entrambi a seguire…
Quando ero sceso per il mio compleanno la troia si era presentata in pelliccia anche se non faceva molto freddo, una volta in macchina avevo capito il perché: sotto era praticamente nuda, a parte un perizoma e un micro-top che la facevano ancora più arrapante… una sorpresa molto gradita dal sottoscritto, certamente meno dal cornuto se avesse saputo di cosa era capace la mogliettina e se l’avesse vista nuda a pecorina sul sedile posteriore della sua auto mentre la fottevo mungendogli le tettone per festeggiare alla grande il mio compleanno!!!
Una mignotta come Luana ti svuotava il cervello oltre che le palle, così quando una sera mi aveva detto che voleva lasciare il marito per venire a stare da me avevo accettato con entusiasmo, senza immaginare cosa mi sarebbe aspettato…
Storia vera graditissimi commenti invio anche foto su: ginopinotto2024@tutamail.com
Lei però era da sola, mia cognata mi aveva accennato a non meglio precisati problemi con il marito, non avevo approfondito perché non erano cazzi miei…
Luana invece mi aveva decisamente puntato, mi cercava di continuo con gli occhi e ridacchiava a ogni mia battuta, anche le più sceme…
Faccetta da troia, che magari non ti giri a guardarla due volte ma te lo fa drizzare a prima vista, snella con belle tette generosamente esibite e gran bel culo sodo e polposo, chiacchiera sciolta e disinibita… insomma una bella vacca da monta!
Per giunta faceva l’infermiera, una delle due categorie di lavoro femminile – l’altra è quella delle hostess – a torto o a ragione notoriamente considerate al top per numero di troie e di conseguenza di… cornuti (i mariti).
Il povero Franco probabilmente non faceva eccezione, la conferma l’avevo avuta quando arrivati al caffè la moglie con la coscia appiccicata alla mia mi aveva sussurrato che in settimana sarebbe dovuta salire (guarda caso!) dove abitavo e lavoravo, per seguire un breve corso di aggiornamento professionale: non conoscendo la città (e non essendoci ai tempi ancora né internet né tantomeno telefonini e airbnb) potevo essere così gentile da indicarle e magari prenotarle un alberghetto economico ma dignitoso?
La risposta era scontata, visto che la troia sapeva benissimo che abitavo da single in un appartamento dove avrebbe potuto vivere comodamente una famiglia di 4 persone… Finale: un paio di giorni dopo essere tornato al lavoro, mi ero ritrovato a prenderla alla stazione, mentre scendeva dal treno avvolta in una vaporosa pelliccia di volpe con trolley da cabina low cost al seguito!
Accompagnandola alla macchina mi ero complimentato con lei per l’esiguità del bagaglio, notando che di solito le donne sono sempre esagerate al riguardo, lei si era schermita ridacchiando… più tardi avrei capito il perché: la zoccola per quei giorni di vestiti praticamente non ne avrebbe avuto bisogno, dunque perché riempire inutilmente la valigia?!?
A casa solita cerimonia: questa è la tua camera, questo il bagno, ceniamo in cucina o in sala scegli tu, fai come a casa tua, ecc., al marito aveva accennato solo per scusarsi dicendo di essere stata costretta a dargli il mio numero di telefono (fisso, ricordo che niente telefonini!) perché lui aveva insistito per poterla rintracciare, però non corrispondendo il numero a un albergo pubblico per evitare storie gli aveva detto che stava a casa ospite di una collega del posto…
Avevo annuito sorridendo e rassicurandola, non mi disturbava affatto, poteva anzi chiamare Franco quando voleva, aveva fatto bene, ecc.
Aveva chiamato il marito per dirgli che era arrivata, dopo averlo liquidato bruscamente con poche frasi secche era tornata tutta cicci cicci, si era chiusa in bagno per una doccia veloce e poi, docciata e profumata, si era seduta a tavola in accappatoio di fibra, “distrattamente” aperto sulle tettone esposte in tutto il loro splendore…
Cenetta tranquilla con vista panoramica sui suoi meloni, sorvolo sulle chiacchiere anche piuttosto intime incluse le lamentele sulle prestazioni sessuali (al limite dello zero, a suo dire) del povero marito per giunta pure sterile e quindi incapace di darle il tanto desiderato bebé… alla fine ci siamo dati la buonanotte e ognuno in camera sua.
Appena il tempo di spegnere la luce che mi si era infilata nel letto, completamente nuda: mi aveva preso il cazzo in mano iniziando a segarlo mentre mi offriva le tette da pastrugnare e da succhiare, al che per non essere da meno le avevo messo una mano in figa sentendola bagnatissima, intanto lei farfugliava “che bel cazzo che hai! Sentilo quanto è duro… ti piaccio allora?!?”.
Che ve lo dico a fare… tutta la notte a scopare!!! Io era un bel po’ che lavorando 12 ore al giorno e arrivando la sera stanco morto non facevo sesso, manco le seghe riuscivo a farmi (!), perciò avevo i coglioni belli pieni e sborravo a ripetizione come una fontana per la gioia della maiala, che accoglieva ogni schizzo con gridolini di piacere!
Culo a parte (problemi di emorroidi, si era scusata con vocina da zoccola monella) lo aveva preso ovunque: in bocca con l’ingoio, in figa in tutte le posizioni, sulle tette e sulla faccia, era insaziabile e quando non c’era il cazzo che le farciva la figa godeva sditalinandosi come una ragazzina in calore…
La mattina dopo al lavoro sembravo uno zombie, avevo lasciato la porcella a dormire con la promessa che avrebbe messo tutte le lenzuola in lavatrice…
Di solito non rientravo per il pranzo, ma prima di mezzogiorno Luana aveva chiamato in ufficio per dirmi che aveva una sorpresa per me… mi aveva aperto tutta nuda, inginocchiandosi per un pompino da paura, poi si era messa il cazzo nelle tette e giù una spagnola con leccata di cappella!!
Pensavo di non avere più una goccia di sborra, e invece avevo schizzato come un ragazzino sulle tette e sulla faccia della troia che aveva pure tirato fuori la lingua per gustarsi il succo dei miei coglioni!!!
Inutile dire che il “corso d’aggiornamento” era una balla, e che la bella Luana si era in realtà presa semplicemente qualche giorno di ferie da passare a farsi scopare da me, difatti uscivamo pochissimo e fottevamo h 24!
Ogni sera arrivava puntuale la telefonata del cornuto e di grande utilità era la derivazione sul comodino accanto al letto, perché alla moglie bastava allungare una mano per rispondere mentre la fottevo alla grande!
Alla prima chiamata per la verità avevo accennato a sfilarlo e rialzarmi per discrezione e decenza, parole evidentemente sconosciute alla zoccola che quasi infastidita mentre afferrava la cornetta si era voltata e mi aveva fatto cenno di continuare a fotterla alla pecorina come stavo facendo con gusto assai, saldamente e goduriosamente aggrappato alle sue tette!
Ammetto che all’inizio ero un po’ imbarazzato a chiavarla mentre parlava spudoratamente col marito prendendolo pure per il culo (“caro non sai che noia ‘sto corso… proprio un corso del cazzo!!!”), poi però la situazione mi aveva fatto sangue e aspettavo con piacere la chiamata per fotterla con ancor più gusto sentendo la voce del cornuto!
Allora non immaginavo ancora che al posto del povero Franco un giorno ci sarei stato io, pensavo fosse solo un’avventura di sesso destinata prima o poi a chiudersi, magari col riavvicinamento di lei al marito…
Finito il “corso del cazzo” ci eravamo comunque lasciati con la promessa, da parte mia, che sarei sceso tutti i fine settimana anziché ogni due…
Quando scendevo il venerdì sera andavo a stare dai miei nella mia vecchia camera, in una villa qualche km fuori città: alla stazione trovavo puntuale Luana che veniva a prendermi con la sua auto, a metà strada ci infrattavamo in un posto tranquillo su una stradina di campagna e di solito dopo un bel pompino per antipasto si proseguiva con pecora o spegni moccolo o entrambi a seguire…
Quando ero sceso per il mio compleanno la troia si era presentata in pelliccia anche se non faceva molto freddo, una volta in macchina avevo capito il perché: sotto era praticamente nuda, a parte un perizoma e un micro-top che la facevano ancora più arrapante… una sorpresa molto gradita dal sottoscritto, certamente meno dal cornuto se avesse saputo di cosa era capace la mogliettina e se l’avesse vista nuda a pecorina sul sedile posteriore della sua auto mentre la fottevo mungendogli le tettone per festeggiare alla grande il mio compleanno!!!
Una mignotta come Luana ti svuotava il cervello oltre che le palle, così quando una sera mi aveva detto che voleva lasciare il marito per venire a stare da me avevo accettato con entusiasmo, senza immaginare cosa mi sarebbe aspettato…
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