Racconti erotici di ErosScritto
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Ha scritto 46 racconti erotici i quali sono stati letti 77.1K volte.
ErosScritto ha ricevuto un totale di 931 voti, realizando un voto medio di 7.1.
Tradimenti | 14
Fantascienza | 8
Poesie | 7
Etero | 6
Confessioni | 3
Dominazione | 3
Prime esperienze | 2
Esibizionismo | 1
Orge | 1
Incesti | 1
9
3
1
voti
voti
valutazione
7.1
7.1
2026-02-13
2025-12-03
7K
⇥
Poesiescritto il
2026-02-13141
visitevalutazione
5.5
Passione [raccolta di Haiku]Cos'è un Haiku?
L'haiku (in giapponese 俳句, pronunciato "haiku") è una forma poetica brevissima originaria del Giappone, nata nel XVII secolo e diventata una delle espressioni più iconiche della poesia giapponese.
1
Bocca socchiusa,
lingua danza sul confine,
sale la marea.
2
Capezzolo teso,
dita stringono leggero,
elettrico lampo.
3
Cosce che si aprono,
respiro caldo sul monte,
invito bagnato.
4
Sguardo che inchioda,
dita scivolano lente,
fiore si dischiude.
5
Lingua ch... tempo di lettura 1 mingenere
Poesiescritto il
2026-02-1396
visitevalutazione
4.5
Richiamo familiare [raccolta di Haiku]Cos'è un Haiku?
L'haiku (in giapponese 俳句, pronunciato "haiku") è una forma poetica brevissima originaria del Giappone, nata nel XVII secolo e diventata una delle espressioni più iconiche della poesia giapponese.
1
Sorella nel letto,
respiro uguale al mio sangue,
notte ci confonde.
2
Madre sulla soglia,
camicia aperta al chiarore,
lato vietato chiama.
3
Fratello maggiore,
mano ferma sul mio fianco,
segreto di casa.
4
Cugina d’estate,
fieno alto nasconde corpi,
famiglia non sa... tempo di lettura 1 mingenere
Poesiescritto il
2026-02-12222
visitevalutazione
5.3
Erezione Maschile [raccolta di Haiku]Cos'è un Haiku?
L'haiku (in giapponese 俳句, pronunciato "haiku") è una forma poetica brevissima originaria del Giappone, nata nel XVII secolo e diventata una delle espressioni più iconiche della poesia giapponese.
1
Pelle tesa al buio,
un palpito sale forte,
desiderio chiama.
2
Mano sfiora piano,
rigido come un tronco,
calore si accende.
3
Mattino silente,
eretto contro il lenzuolo,
promessa di fuoco.
4
Occhi che sfidano,
cresce il vigore nascosto,
invito sussurrato.
5
Nel sil... tempo di lettura 1 mingenere
Poesiescritto il
2026-02-11169
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8
La Notte Senza Fine [Vampiri]La pioggia su Blackmarrow non cadeva. Dilaniava.
Lame d’acqua gelida e maleodorante di zolfo, cenere e ferro arrugginito frustavano i tetti di ardesia nera, trasformando i vicoli in fiumi di fango vischioso. Ogni goccia era una bestemmia liquida che corrodeva la carne dei vivi e ricordava ai morti che il tempo non li aveva ancora liberati dalla fame.
Margot uscì dalla cripta sotto la cattedrale sconsacrata di Saint Vermin poco dopo la mezzanotte. Il mantello di cuoio nero fradicio le aderiva a... tempo di lettura 9 mingenere
Fantascienzascritto il
2026-02-06492
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6.8
Il Sacramento della Ruggine [Vampiri]La pioggia non cadeva su Blackmarrow. Precipitava. Scendeva dal cielo color ematoma come se Dio avesse deciso di affogare i propri errori e ricominciare tutto da capo. L’acqua puzzava di zolfo e industria, di camini spenti e speranze marcite, trasformando le strade in fiumi di fango nero.
Lydia non tremava per il freddo, anche se la sua tunica cerimoniale era ormai un sudario di seta fradicia incollata alla pelle, trasparente nei punti sbagliati. Tremava perché la porta di quercia e ferro davan... tempo di lettura 11 mingenere
Fantascienzascritto il
2026-01-29486
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7.2
Il confine della porta a vetriLa casa era finalmente sprofondata in un silenzio denso, quasi palpabile, interrotto solo dal ronzio monotono e ritmico del frigorifero, un battito cardiaco meccanico nel cuore della notte. A romperlo, c'era anche il respiro pesante, quasi un russare sommesso, di Marco, crollato sul divano del salotto. La camicia bianca, un tempo impeccabile, era sbottonata a metà, un lembo penzoloni, a rivelare un pezzo di pelle stanca. Tre bottiglie di vino, svuotate con una velocità quasi imbarazzante, giacev... tempo di lettura 12 mingenere
Tradimentiscritto il
2026-01-261.3K
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6.9
Disordine educativo (POV Gianfranco)Era venerdì sera e il mio appartamento era un santuario di silenzio e geometria. Sulla poltrona di pelle, un bicchiere di Barolo respirava accanto a un libro di architettura. In sottofondo, il secondo movimento della Settima di Beethoven. Tutto era al suo posto, ogni superficie lucida, ogni angolo libero da polvere. L'ordine non è solo estetica per me; è disciplina mentale.
Poi, il telefono vibrò sul tavolino di vetro, rompendo l'armonia. "Ylenia". Lessi il nome sul display e un angolo della mi... tempo di lettura 6 mingenere
Eteroscritto il
2026-01-25776
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7.3
Disordine educativo (POV Ylenia)
Era venerdì pomeriggio e il mio appartamento sembrava il campo di battaglia di una guerra persa. Libri di diritto privato aperti sul divano, tazze di caffè incrostate sulla scrivania, un montagnola di vestiti ("sono puliti o sporchi?") accatastata sulla sedia della camera da letto. Ero in sessione d'esami. L'igiene domestica era scesa all'ultimo posto delle mie priorità.
E poi, il disastro. Ero in cucina a cercare di farmi un tè, quando sentii un crac sinistro provenire da sotto il lavello, se... tempo di lettura 8 mingenere
Eteroscritto il
2026-01-241.3K
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7.2
Il ciclo della centrifuga (POV Gianfranco)Erano passati tre giorni. Settantadue ore di calcolo millimetrico. Sapevo esattamente cosa stavo facendo; avevo trasformato il silenzio in un’arma, e il suo appartamento sopra il mio in una camera a pressione. Sentivo il peso dei suoi passi nervosi attraversare il soffitto, un pendolo impazzito che oscillava tra la cucina e il salotto. Guardava la mia auto parcheggiata, spiava le mie luci. Stava cedendo. Era esattamente dove la volevo: sul bordo del precipizio, in attesa di una spinta.
Martedì... tempo di lettura 6 mingenere
Eteroscritto il
2026-01-23717
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7.4
Il ciclo della centrifuga (POV Ylenia)Erano passati tre giorni. Settantadue ore di silenzio radio che avevano trasformato il mio appartamento in una gabbia e il mio corpo in un nervo scoperto. Dopo quel pomeriggio nel suo salotto, mi ero aspettata... cosa? Un messaggio? Un altro invito? Invece, Gianfranco era tornato a essere un fantasma. Sentivo i suoi passi pesanti sul soffitto la sera, vedevo la sua auto parcheggiata nel cortile, ma lui sembrava svanito. Stava giocando. E io stavo perdendo.
Martedì sera, l'orologio segnava le 22... tempo di lettura 10 mingenere
Eteroscritto il
2026-01-22936
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7
Cortesia di buon vicinato (POV Gianfranco)La domenica pomeriggio ha un sapore particolare quando vivi da solo. È un misto di noia e silenzio, interrotto solo dal ronzio del frigorifero o dal rumore lontano del traffico cittadino. Mi ero versato il primo bicchiere di Barolo, godendomi la libertà di girare per casa in vestaglia alle quattro del pomeriggio, quando sentii bussare.
Due colpi. Timidi, esitanti. Non era il bussare del portinaio o di un corriere frettoloso. Sorrisi tra me e me. Eccola. Sapevo che sarebbe arrivata. Erano mesi c... tempo di lettura 7 mingenere
Eteroscritto il
2026-01-212.9K
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6.3
Cortesia di buon vicinato (POV Ylenia)Il pianerottolo sapeva di cera per pavimenti e di quel silenzio ovattato tipico dei pomeriggi domenicali. Strinsi il pacchetto tra le mani, sentendo il cartone ruvido contro i polpastrelli sudati. Era ridicolo, mi ripetevo mentalmente. Era solo Gianfranco. Il signor Gianfranco. L'uomo che mi aveva vista crescere, che mi salutava sempre togliendosi quel cappello di feltro un po' antiquato quando ci incrociavamo nell'atrio.
Eppure, da quando ero tornata single, il modo in cui i suoi occhi grigi s... tempo di lettura 11 mingenere
Eteroscritto il
2026-01-211.8K
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7.1
Reset a mezzanotte - Capitolo 3: La Regina di Ghiaccio (e il risveglio brusco)Martedì 14 Ottobre. Loop numero... boh, trenta? Quaranta?
Veronica non era Sara. Sara era facile, un libro aperto. Veronica era una fortezza con mura di cemento armato e filo spinato elettrificato. Avevo sprecato almeno venti "martedì" solo per capire come non farmi licenziare nei primi cinque minuti.
Tentativo numero 12: Le avevo portato un caffè e le avevo confessato i miei sentimenti. Risultato: Mi ha riso in faccia e mi ha mandato a archiviare pratiche in cantina. Tentativo numero 18: Avev... tempo di lettura 8 mingenere
Fantascienzascritto il
2026-01-20460
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7
Reset a mezzanotte - Capitolo 2: Sotto la ScrivaniaMartedì 14 Ottobre. Ore 09:15.
Ero al mio quinto "Martedì 14 Ottobre". O forse era il sesto? Avevo perso il conto, ma non importava. Avevo saltato la bionda della metro. Ormai quella missione l'avevo completata ("livello sbloccato", direbbe un gamer) e la ripetizione mi annoiava. Oggi avevo un obiettivo più ambizioso e molto più vicino a me. Sara. La ragazza della scrivania accanto. Quella con i capelli castani sempre legati in una coda ordinata, gli occhiali spessi e le gonne al ginocchio che ... tempo di lettura 6 mingenere
Fantascienzascritto il
2026-01-20491
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7.4
Reset a mezzanotte - Capitolo 1: Il biglietto vincenteMartedì 14 Ottobre. Ore 07:00. La sveglia suonò con lo stesso, odioso bip elettronico di sempre. Aprii gli occhi fissando il soffitto macchiato di umidità del mio bilocale in affitto. Mi sentivo uno schifo. La sera prima avevo bevuto troppo per dimenticare la giornata orrenda in ufficio: Veronica, la mia responsabile, mi aveva umiliato davanti a tutti per un report sbagliato, e Sara, la collega carina della scrivania a fianco, mi aveva raccontato per mezz'ora del suo weekend romantico col fidanz... tempo di lettura 6 mingenere
Fantascienzascritto il
2026-01-20639
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7.2
La confessione di Maria - Capitolo 3: Il Sacrificio NotturnoDomenica notte pioveva. Un temporale autunnale fastidioso, rumoroso. Avevo lasciato il portone laterale socchiuso. Un rischio enorme, ma non potevo fare altrimenti. Aspettavo seduto sull'ultimo banco, al buio. Ogni ombra mi sembrava un accusatore. Quando arrivò, entrò portando con sé folate di vento e acqua. Era fradicia. Il trench beige era scuro per la pioggia sulle spalle.
Chiusi il portone col catenaccio. Il rumore del ferro fu definitivo. «Hai freddo?» le chiesi. Una domanda stupida. Trema... tempo di lettura 3 mingenere
Confessioniscritto il
2026-01-191.6K
visitevalutazione
6.8
La confessione di Maria - Capitolo 2: L'Offerta FlorealePassarono tre giorni. Tre giorni in cui evitai di incrociare il suo sguardo durante l'omelia. Giovedì pomeriggio ero in sagrestia. Stavo sistemando i calici, un lavoro noioso che mi serviva per non pensare. La porta si aprì. Maria entrò con un mazzo di gigli avvolti nella carta di giornale. «Per l'altare,» disse secca. Era vestita "da ufficio": camicia bianca, gonna grigia al ginocchio. Niente di provocante, all'apparenza. Ma c'era una tensione elettrica nella stanza che rendeva l'aria irrespira... tempo di lettura 3 mingenere
Confessioniscritto il
2026-01-191.5K
visitevalutazione
6.8
La confessione di Maria - Capitolo 1: La Visitatrice MattutinaMi chiamo Alessandro. Per tutti sono Padre Alessandro, quarantacinque anni, una parrocchia di provincia e una reputazione inattaccabile. Ma la tonaca è solo lana. Sotto c'è un uomo che non tocca una donna da vent'anni e che si sveglia ogni mattina con un'erezione dolorosa che deve aspettare che passi pregando. Quella mattina di ottobre faceva freddo. La chiesa era gelida, l'impianto di riscaldamento era rotto da settimane. Erano le sette passate quando ho sentito i passi. Non serviva guardare: i... tempo di lettura 3 mingenere
Confessioniscritto il
2026-01-182K
visitevalutazione
6.4
Sotto gli occhi di tutti«Giorgio, smettila di guardare l'orologio. Siamo in perfetto orario.»
La voce di Elisabetta arrivò ovattata dal bagno, coperta dal ronzio dell'asciugacapelli. Mi stavo sistemando il nodo della cravatta davanti allo specchio dell'ingresso, nervoso non tanto per la cena aziendale, quanto per la noia mortale che mi aspettava. Soliti colleghi, soliti discorsi sul fatturato, solito vino mediocre.
Quando la porta del bagno si aprì, però, il mio cervello andò in blackout per un secondo. Elisabetta er... tempo di lettura 11 mingenere
Esibizionismoscritto il
2026-01-183K
visitevalutazione
6.8
L'attimo in cui crolla il mondoSi tende come corda di violino
la linea tra ombelico e clitoride,
un diapason che vibra sottovuoto
prima ancora che le dita lo sfiorino.
Poi arriva – non come onda,
ma come frana che si stacca dalla montagna
lenta, inevitabile,
e quando cade non fa rumore:
inghiotte il suono stesso.
Le cosce tremano come ali di colibrì morente,
il ventre si fa caverna sacra
dove ogni muscolo si contrae
in un saluto antico,
in un "sì" ripetuto a ritmo di battito cardiaco impazzito.
La schiena si inarca
come se... tempo di lettura 2 mingenere
Poesiescritto il
2026-01-15571
visitevalutazione
6.8
EsecuzioneÈ una morsa che nasce nel midollo,
un calore denso, quasi doloroso,
che risale le gambe come mercurio bollente
e si ferma lì, proprio sotto l’osso sacro,
pesante, pulsante, impaziente di spaccare la pelle.
Ogni battito del cuore ora è un colpo di maglio
sul basso ventre.
Il sangue diventa lava,
scorre così forte che senti le vene gonfiarsi,
tendarsi, urlare sotto la cute.
La punta della lingua si secca,
la gola si chiude su un gemito che non riesce a nascere.
Il sesso è una corda di nervi vi... tempo di lettura 3 mingenere
Poesiescritto il
2026-01-15476
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7.2
Piccolo collasso dell’universoLabbra senza bocca,
che parlano solo quando tremano.
Un piccolo vulcano spento
che custodisce brace sotto seta bagnata,
la piega che nasconde il proprio nome
e lo sussurra solo a chi sa ascoltare con la lingua.
Non è caverna, non è tempio,
è l’alfabeto carnoso di una lingua morta
che ogni volta resuscita
quando le viene letto ad alta voce
con pollice, indice e pazienza oscena.
Dentro, il colore cambia come il cielo di un temporale estivo:
rosa confetto → corallo acceso → vino versato nel buio... tempo di lettura 2 mingenere
Poesiescritto il
2026-01-14548
visitevalutazione
7.2
Lo scambio culturale - Capitolo 3: L'Eredità Segreta
Il rientro dallo shopping in Via Montenapoleone fu silenzioso, ma diverso dalle volte precedenti. Non c’era la tensione elettrica della sottomissione nell'aria, ma qualcosa di più denso, simile a un pensiero non ancora formulato. Marco guidava la Fiat Tipo con le mani che formicolavano, la coscienza che iniziava a presentargli il conto salatissimo di quei tremila euro spesi in poche ore.
Arrivati a casa, trovarono la villetta deserta. Elena aveva mandato un messaggio: si era fermata a cena dai... tempo di lettura 7 mingenere
Tradimentiscritto il
2026-01-131.2K
visitevalutazione
7.1
Lo scambio culturale - Capitolo 2: La Doppia EsposizioneIl giorno seguente, Sesto San Giovanni sembrava ancora più grigia del solito, un monolite di cemento armato schiacciato sotto un cielo di piombo autunnale che minacciava pioggia senza mai lasciarla cadere. Ma per Marco, seduto alla sua scrivania nell’open space asettico dell'azienda, la realtà circostante aveva perso ogni consistenza. I colleghi che parlavano di calcio alla macchinetta del caffè, il ronzio delle stampanti, i calcoli strutturali sul doppio monitor: tutto gli arrivava ovattato, co... tempo di lettura 13 mingenere
Tradimentiscritto il
2026-01-121.7K
visitevalutazione
7.1