Pensieri di una sub 4 - Pompino di culo

di
genere
tradimenti

L'ho tradito subito già la prima settimana.
Carlo mi aveva chiamata e mandato una decina di messaggi mentre ero con Salvo, allora si usavano gli sms, non gli avevo mai risposto.
'Chi è?'
'Un amico, l'istruttore, c'era anche lui in pizzeria, era quello seduto davanti.'
'Ci scopi?'
Ho riso, Salvo era sempre diretto e io non volevo aver segreti con lui. Gli ho mostrato il cellulare e fatto leggere due giorni di messaggi di Carlo. Rispondi, dv sei? Non ti ho più vista. - Passi in palestra stamattina? - Sono al supermercato ti aspetto – Ok Fede bn serata – Domani mattina esco a correre, ci vediamo al parco? - Cazzo Fede rispondi almeno, stai ancora scopando con quello? - Quando puoi? Ce l'ho duro da venerdì. Devo vederti.
Salvo mi ha tolto il cellulare di mano e mi ha penetrata premendomelo col peso, mi sentivo amata, lo stringevo forte con gambe e braccia, non mi scopava, voleva farmelo sentire dentro.
'Poveraccio, l'hai mandato in bianco. Avevo capito che ti scopava.'
'Non è possibile che l'hai capito, nessuno lo sa, ha una compagna e l'anno scorso hanno avuto una bambina, stiamo attenti, lui ha una paura folle di essere scoperto. E da cosa l'avresti capito?'
'Da come ti guardava.'
'See, allora mi scopano tutti.'
'Lo vorrebbero tutti, sei figa micetta mia, ma lui non ti fissava mai, faceva finta di non guardarti.' Mi ha scavata dentro muovendolo piano. 'Lo porti qui?'
'No, solo in auto o dove capita. Ha una fifa nera di lei.'
'Allora gliela dai basta.'
'Sì.' Mi sono aggrappata al suo collo, lo sentivo godermi dentro e gli ho raccontato all'orecchio la mia storia con Carlo. Erano almeno due anni, una o due volte al mese, o anche meno, quando aspettavano la bambina non mi ha toccata per sei mesi e poi mi ha quasi violentata, lo facevamo dopo la palestra, alle otto finiva il turno e lo trovavo fuori, mi portava in una zona industriale, in una stradina nascosta, ma aveva sempre paura che ci vedessero fuori della palestra e alla fine mi aspettava direttamente là, io ci andavo con la mia 500.
Salvo ha cominciato a ridere, mi pizzicava e mi prendeva in giro, ero una cagnetta mi diceva, io facevo finta d'incazzarmi e lui allora mi faceva il solletico ai fianchi, io non lo resisto e mi venivano i crampi allo stomaco impalata dal suo cazzone. Mi torturava per farmi confessare che ero io a provocarlo, ho negato fino a che potevo. 'Sì, sono io, Carlo mi piace.'
Mi ha liberata e ci siamo rotolati. Ero senza fiato seduta su di lui, pentita di quello che avevo detto. L'ho baciato. 'No, non lo voglio più vedere giuro.'
Mi teneva per i fianchi, sorrideva, non mi credeva, lo capivo. Gliel'ho ripetuto, avevo lui, Carlo non m'interessava, volevo essere solo sua.
'Non saresti più tu.'
Mi sono bloccata.
'Che hai?'
Non capivo se ero contenta o delusa. Io odio quelli gelosi, mi tolgono l'aria, ma ho sempre il dubbio che uno non mi ama davvero se non è anche geloso. Ho cercato di spiegarglielo ma lui faceva la faccia annoiata e io m'incazzavo che non mi capiva, per me era importante.
Era sotto di me, m'ha fatto sentire il cazzo tra le natiche. 'Tu pensi troppo, Fede.'
'E tu pensi solo a quello!'
Ma aveva ragione, non mi fregava più un cazzo di nulla e lo volevo solo in culo. Lo fissavo negli occhi, ero gattoni su di lui, ho spinto indietro contro il cazzo che teneva fermo con la mano, piegato in avanti contro il mio buchetto. Premevo indietro, piano contro il suo cazzo duro, senza smettere di fissarlo negli occhi e sentivo l'ano che mi rientrava. È una cosa che mi scioglie tutta, è un momento che mi eccita da morire quando il cazzo mi spinge in dentro l'ano. Ho premuto un poco più forte e mi sono fermata, mancava un nulla e mi entrava, Salvo aveva gli occhi chiusi e la bocca semiaperta dal piacere, gli ho leccato la faccia e ho spinto indietro più decisa, il buchetto s'è allargato sul suo glande, nessun dolore ma un piacere immenso che mi correva in pancia.
Mi sono bloccata, volevo godermi ogni istante, mi pareva di baciargli la cappella, chiudevo e rilassavo l'ano. Salvo ha trattenuto a fatica due spinte che gli partivano dai coglioni, è riuscito a trattenersi dall'istinto di picchiarmelo dentro tutto, gli tremavano le cosce e mi teneva ferma per i fianchi. Io stessa avrei voluto una botta bastarda, ma Salvo non si muoveva. Stavo immobile su di lui col cazzo che mi aveva già aperta, gli leccavo la faccia e gli dicevo porcate mentre mi pulsava l'ano. Ho spinto pianissimo in giù, il cazzo era asciutto è mi entrava tirandomi la pelle, mi faceva mancare e quando l'ho avuto tutto in pancia ero così felice che gli mordevo le labbra. Sono risalita sempre pianissimo e sentirlo scorrere in fuori mi mozzava il fiato dal piacere. Mi sono fermata senza uscire del tutto, gli stringevo la cappella mentre se lo ungeva, e poi dentro e fuori abbracciata al suo collo, ridevamo e ci baciavamo, io gli facevo sentire il buchetto, lo stringevo fino a sentir male, lui mi carezzava delicato il culo e mi stringeva i seni. Lo sfilavo fino in punta, spingevo avanti e indietro di pochi centimetri, ogni volta un po' di più, ogni volta più dentro, sempre pianissimo, fino a prendermelo tutto e allora con la mano sotto gli stringevo i coglioni. 'Ti piace'' Gli ho chiesto, lui mi ha afferrata per i capelli e mi ha detto all'orecchio. 'È il primo pompino che mi fanno col culo.' Ho riso da scema, me lo ricordo sempre.
Salvo non l'ho visto per cinque giorni, prima di venir abitare da me doveva organizzarsi e chiudere delle sue cose. Cinque giorni che ho pensato a lui ogni minuto, passavo dalla felicità alla tragedia, ero paranoica, avevo paura che cambiasse idea e lo tempestavo di telefonate e messaggi. Mi mancava in tutti i sensi, avevo bisogno di sentire almeno la sua voce ed ero in fibrillazione, avevo vergogna del mio appartamento, tornata dal lavoro riordinavo e pulivo fino a mezzanotte.
Giovedì sono andata in palestra, in testa avevo sempre Salvo, ogni sguardo, ogni sorriso e ogni complimento erano come se me li faceva Salvo. Giocavo a far la figa ma mi sentivo davvero figa. Carlo, l'istruttore, mi ha guardata senza guardarmi come diceva Salvo, gli ho detto sì con gli occhi. Ho salutato le amiche sono andata in spogliatoio eccitata come una cagna, non ho fatto nemmeno la doccia e sono corsa con la 500 fino alla nostra stradina. Faceva buio, era già là in fondo che mi aspettava. Mi è piaciuto. Non mi ha salutata, mi ha voltata subito, non mi baciava mai non voleva tradire la sua compagna, mi ha abbrancata da dietro tormentandomi seni e figa e poi con la mano piatta mi ha spinto in giù la schiena. Mi sono messa a squadra, ho abbassato la tuta e mi sono finalmente presa il suo cazzone. Cazzo se mi mancava Salvo.
scritto il
2024-04-05
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