Il papà di Mattia 4 - Il cazzo di drago

di
genere
incesti

Non ero innamorata di lui ma mi piaceva stare con lui e lo desideravo anche fisicamente, con lui mi scioglievo quando soffocavo sotto il suo peso. Era tutto diverso da suo figlio, Mattia era una furia che voleva solo ficcare il cazzo, mi demoliva come in palestra, con lui ero solo una bambola gonfiabile e accettavo tutto per avere il suo corpo nudo. Con Mattia era solo desiderio fisico, voglia di leccare un bel giovane, col padre invece era un casino, non so perché lo volevo, per mille motivi lo cercavo, mille motivi uno il contrario dell'altro. Il più importante era che lui non mi cercava, non mi stressava, stava benissimo senza di me e non aveva l'urgenza del figlio di scoparmi. Walter era calmo, sicuro di sé ed era bello ascoltarlo, era intelligente e con un casino d'interessi. Uscivamo insieme, mi portava in pizzeria o al cinema, pagava sempre lui, un pomeriggio mi ha portata ad un raduno di auto d'epoca e mi portava fuori non per far sesso ma perché era bello stare insieme, diceva che gli piaceva avere una figa accanto e questo mi faceva sentire come non so dire. Quando uscivamo ero io a cercargli il cazzo e lui me lo dava da ciucciare per calmarmi.
Gli piaceva fingere d'essere mio padre e a me piaceva confidarmi con lui. Gli raccontavo di Lele, il primo bastardo che ho avuto, e dei due anni da sub con Salvo. A Walter piaceva sapere di me e Marino, il marito di mia sorella, una storia a singhiozzi che durava da dieci anni. Invece non mi chiedeva nulla di me e Mattia, suo figlio, ma ascoltava zitto quando gli raccontavo come mi aveva violentata la prima volta e come entrava di notte e mi svegliavo mettendomi il cazzo in bocca. Si eccitava e mi puniva col suo bel cazzone e io godevo male, mi sentivo sbagliata, sapevo che era tutto sbagliato, che non dovevo farlo e sentivo un buco nello stomaco, ma godevo e non potevo farne a meno.
A Walter non interessavano i miei giochi sotto il letto, usava solo le manette e nemmeno quelle vere, mi metteva quelle finte di gomma. E una volta la ball gag. Invece l'ha turbato il cazzo del drago, un dildo floscio di gomma morbida rosso e viola, di una forma strana, affusolato avvolto in spirali, lungo come il mio avambraccio. Gli ho mostrato come si usava.
'Ci infili il cazzo e lo usi come un strap on, prima però devo lavarmi bene.'
Ha riso, era eccitato ma non ha voluto metterlo.
'Fatti riprendere col tuo cellulare quando lo usi.'
Mi voleva vedere con Mattia.
Il giorno dopo ho scritto a Mattia che volevo il cazzo di drago. Mi ha devastata fino a mezzanotte eccitato come la prima volta, mi riprendeva col cellulare in mano o lo piazzava sulla poltrona o sullo scaffale studiando riprese e luci come in un set porno. Io ero presa più di Mattia, volevo che si vedesse tutto tutto e godevo da cagna pensando che Walter avrebbe visto come mi facevo violentare da suo figlio. Alla fine avevo 76 minuti di girato. Primi piani del suo cazzo in gola, in fica, in culo e poi ammanettata incaprettata con la pallina rossa in bocca, le mollette di metallo su capezzoli e figa, frustate alle chiappe e sul pube, chiavate di figa con plug in culo, inculate con vibra spinto in figa e ho squirtato quando s'é messo il cazzo di drago e mi è arrivato fino allo stomaco, un orgasmo pazzesco tutta legata incaprettata che non potevo muovermi
Walter si è goduto il video steso nudo sul letto io che gli leccavo coglioni e cazzo. Mi cacciava via con la mano, non dovevo toccarglielo, non voleva venire. Gli leccavo i piedi, le cosce pelose, l'addome e il torace girando attorno al suo cazzone svettante. Sudava, mandava avanti il video, lo fermava, rivedeva e andava avanti. Alla scena del cazzo di drago mi è montato sopra e mi ha penetrata con una botta sola fino alle palle che mi ha tolto il respiro. L'ho abbracciato stretto con braccia e gambe.
'Mettimi incinta papà.'
Tre colpi soli e mi è schizzato dentro. Ero felice, gli avevo regalato una sborrata che non avrebbe dimenticato mai.
scritto il
2024-02-07
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