Il papà di Mattia 3 - Natale

di
genere
incesti

'Chiama quando vuoi un bel cazzo in culo.'
Mi ha salutata così quando se né andato e non si è davvero più fatto vedere. Il Natale l'abbiamo passato tutti insieme da mia sorella, c'erano anche mamma e papà, la famiglia di mio fratello e quella di mia cugina, eravamo metà di mille. Una bellissima giornata ma io ero nervosa e pensavo sempre a Mattia e a suo padre, ero una troia e nessuno di loro lo sapeva. Io sono la zia matta, mi adorano tutti, specialmente le due piccole di mia sorella, non mi hanno lasciata libera un secondo ed hanno frignato tutto il giorno perché volevano che mi fermavo a dormire nella loro cameretta. Quando ho accettato mi sono saltate addosso.
Ho messaggiato di nascosto con Walter, il padre di Mattia. Ci siamo scambiati gli auguri e raccontati dove eravamo.
'Sei in astinenza di cazzi?'
'Sì.' ho risposto.
'Tu i cazzi li trovi dove vuoi.'
'Voglio te.'
'Dimmelo meglio.'
'Voglio il tuo cazzo.'
'Devi essere più precisa, dove lo vuoi.'
'Voglio il tuo cazzo in culo'
'Brava, domani sera forse mi libero e passo a incularti.'
Abbiamo messaggiato tutto il giorno, leggevo le sue porcate e rispondevo di nascosto, con tutti addosso a me. Poi sono andata a nanna con le mie due scemette. Abbiamo buttato i materassi su pavimento e ci siamo raccontate storie. All'inizio c'erano anche mia sorella e mio cognato poi hanno spento e se ne sono andati ma le due nipotine non aveva intenzione di dormire, abbiamo riso sottovoce fino alle due, volevano che le raccontassi le fiabe alla mia maniera.
La camera era caldissima, mi dormivano addosso e io avevo mangiato da schifo. Mi sono alzata senza svegliarle e sono andata a cercare dell'acqua in cucina. Ero in slip e canottierina di raso ed ero sudata marcia, mi sono scolata mezza bottiglia ghiacciata. Quando ho richiuso il frigo c'era Marino, mio cognato, in boxer elasticizzati. Gli ho palpato il cazzo duro. Fà piano, gli ho detto all'orecchio e mi sono messa pi greco mezzi contro il tavolino.
Mi sono goduta una scopata di figa favolosa, una sveltina proibita ma non me ne fregava un cazzo se entrava mia sorella, anzi mi eccitava di più se ci scopriva. Marino mi ha sbattuta da paura, si è fermato solo per coprirmi il culo con uno straccio dei piatti per non svegliare tutti con gli sciack contro le mie chiappe nude. Me lo picchiava dentro aggrappato alle mie tette, colpi bastardi da sollevarmi i piedi da terra.
Erano due anni che non mi scopava, l'ultima volta era stata quando mia sorella era in ospedale per un piccolo intervento e le bambine dai nonni. Era il mio periodo con Salvo, il master che mi aveva plagiata, avevo gli anelli infilati nella labbra della fica. Hanno sconvolto Marino e mi ha scopata furioso tutta notte.
L'ho raccontato a Walter la sera dopo. Era steso sulla mia schiena pesante come un toro e me lo premeva in culo, io ho dovuto raccontargli tutte le volte che mi sono scopata Marino, da quella volta al mare che era ancora fidanzato di mia sorella alla sera prima in cucina. Mi premeva il cazzo duro in culo e io confessavo godendo.
scritto il
2024-02-07
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