La mia storia con papà 3

Scritto da , il 2022-11-23, genere incesti

… e così arriviamo a una nuova e ulteriore discesa verso gli inferi…
Siamo nei giorni che precedono immediatamente il Natale. Sono le 19 e siamo soli in casa, io e lui. Mamma è fuori per la solita cena pre-natalizia con gli avvocati e le colleghe dello studio in cui lavora in centro a Milano.
Inutile dire che in questi ultimi giorni, nelle notti solitarie nella mia camera la mia mano sia corsa spesso a darmi piacere pensando che non fosse la mia mano ma la sua. Ho sentito ancora nella mano il suo cazzo, il pazzo di papà eretto e bollente. Sono impazzita di gelosia sentendo mamma genere in camera da letto e immaginando papà che la prendeva in ogni modo, ho visto nella mia mente le labbra di mamma circondare il cazzo di papà, la sua lingua leccarlo, l’ho vista ingoiare il suo piacere…
Non posso andare avanti così, sono arrivata, una notte, ad alzarmi e silenziosa come un gatto sono andata a spiare la loro camera da letto.
Ho visto papà inginocchiato tra le cosce spalancate di mamma, ho visto la schiena di mamma inarcarsi fino allo spasimo, l’ho vista girarsi e dare la schiena a papà. L’ho vista posseduta da dietro come un animale.
Sono tornata silenziosamente in camera, a letto e fradicia di umore e gelosia mi sono posseduta con uno, due, tre dita…
Ma oggi siamo soli, almeno per un poco di tempo. Lo sento armeggiare in cucina, sta preparando la cena…io sono in camera mia….
Jeans e felpa blue, quella larga…. Una canotta al posto del reggiseno e uno slippino nero.
Lui entra dopo aver bussato. Tra poco è pronto, mi dice.
Io sono pronta adesso, rispondo.
Silenzio suo e mio. E’ dietro di me, mi prende le spalle e le stringe. I miei capezzoli spingono già contro il tessuto leggero della canotta. La sua mano mi accarezza i capelli, gioca con loro. Silenzio che urla tra noi.
Appoggio la mia testa sulla sua pancia, Lenti e veloci passano i minuti.
Ora la sua mano è dentro la felpa, scosta la canotta e mi afferra il seno… calda la sua mano, caldo il mio seno..
Non dobbiamo fare queste cose, mi dice. Lo so papà, gli rispondo mentre la mia testa sfrega contro il suo ventre. Lui sa che io non voglio che smetta, e lui non smette.
Mi sfila la felpa, i capezzoli sembrano pronti a bucare la sottile velatura della canotta. Lui mi sfila la canotta.
Sono nuda fino alla cintola e le sue mani ora sono sui miei seni giovani ed eccitati. Papà gira la poltroncina su cui sono girata e si china a darmi un lieve bacio sulle labbra, poi scende e mi bacia il collo, i seni, prende fra le labbra i miei capezzoli.
Io guardo senza vederli i miei poster di ragazza, il cantante che mi piace, l’attore che amo. La bocca di mio padre su di me, le sue mani su di me. Il tempo sembra fermo, ma invece corre veloce.
Papà slaccia i miei jeans, affonda la sua testa sul mio ventre, sul mio slippino bagnato e finalmente lo sposta con le dita. La sua lingua è entro di me, mi beve, mi succhia… Il tempo non esiste. Inarco la schiena come ho visto fare a mamma, come nessuno mi ha fatto fare mai…Vengo, sembra non finire mai…lui mi lascia finire nella sua bocca e poi risale con la testa. La sua mano sostituisce la lingua, mi porta verso un nuovo limite, un nuovo orgasmo. Mi bacia, non è più un bacio lieve, la sua lingua fruga nella mia bocca, la mia lingua accarezza la sua. Il bacio di un uomo e una donna. Sono esausta, sudata, sfinita…
Di nuovo ora mi lascia, nuda. Va in bagno e sento il suo orgasmo, non è ancora pronto per finire come finirà. Perché sarò sua, io voglio esserlo.

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