Al mare d'inverno, tra pensionati bisognosi di clisteri

Scritto da , il 2022-11-08, genere prime esperienze

Destinazione: Riviera Ligure, Pensione Aurora
Pur pensionato non mi sentivo per nulla “anziano”, ma mi piaceva l’idea di andare a svernare sulla riviera ligure, a Milano l’inverno era insopportabile, troppo freddo.
Era tardo pomeriggio quando arrivai alla pensione dove avevo prenotato, la titolare mi diede il benvenuto, mi consegnò le chiavi della mia camera e, stanchissimo, fui ben felice di sistemare le mie cose e anche con una bella doccia.
Nella mia valigia non mancavo mai di dimenticare la peretta, quella da 500cc con cannula bianca e un clistere da viaggio da 2 litri, questo perchè avevo sempre problemi di stitichezza, soprattutto quando cambiavo aria (mare o montagna che fosse).
Giunse poi l’ora della cena, scesi nella sala da pranzo e mi indirizzai al mio tavolo da single nell’angolo in modo da poter vedere tutti i commensali presenti, molte erano nonne o mamme con bambini, molte vedove (si vedevano subito) e, pensai….”Mioddio…qui l’età media è sicuramente over 50…” e io non contribuivo certo ad abbassarla, per cui…. andava bene così !
Sulla mia destra notai una signora, sicuramente over 50, single, anch’essa sola ma trasmetteva una sensazione di serenità e gaiezza, inoltre era anche una gran bella signora, certo, non una silhouette, ma questo non gli guastava di certo, anzi, il suo essere con qualche kilo sopra la media la rendeva ancora più attraente.
Feci finta di nulla, arrivò la cena, prima portarono l’acqua e notai che la signora vicino aveva ordinao l’acqua “ESSENZIALE” e mi ricordai che era un’acqua specifica per chi soffriva di stitichezza e la mia testa iniziò a elaborare….
Ogni tanto i nostri sguardi si incrociavano, ma la discrezione ci portava ad abbozzare, al massimo, a un sorrisino di circostanza, sino a quando, vedendola bere un bel bicchierone, non mi lanciai a chiedergli…
“Deve essere buona quell’acqua, l’ho vista nelle pubblicità e mi chiedevo se davvero funzionava”
La signora depose il bicchiere sul tavolo, mi guardò come compiaciuta che le avessi rivolto la parola
“Sì, devo ammettere che qualcosa fa, non è buonissima, ma si ottiene almeno il minimo sindacale, quello di sgonfiarsi un pò due o tre volte alla settimana….. Lei è arrivato oggi vero ?” aggiunse come per cambiare discorso
“Sì Sì, sono arrivato oggi pomeriggio e vorrei starci almeno 15 giorni…. piacere, mi chiamo Maurizio” mi alzai allungando la mano verso la sua come gesto di cortesia e educazione
“Piacere Eleonora…”
Ben presto Eleonora iniziò ad essere più loquace, mi spiegò le caratteristiche pregi e difetti dell’albergo in cui eravamo, mi disse di essere lì perchè aveva bisogno di essere lasciata un pò tranquilla, a casa aveva due figli indipendenti e un ex marito dal quale deve essersi staccata dopo una vita di inferno.
La ascoltai molto, si capiva che aveva bisogno di sfogarsi e trovò in me un piacevole interlocutore ascoltatore.
Decidemmo di uscire a berci un caffè da qualche parte, intanto la conversazione loquace ci portò a conoscerci meglio, il suo era il classico caso della zia zitella da sempre al servizio, mal ripagato, di fratelli, sorelle e nipoti vari, poi passammo davanti a una farmacia ancora aperta e… “Ohho che fortuna, una farmacia aperta, scusa Maurizio, ne approfitto un attimo”. Così dicendo ci si fiondò dentro uscendone dopo pochi minuti con una scatolina che mise in borsa subito.
“Scusa Maurizio se ti ho fatto attendere, ho dovuto acquistare delle supposte di glicerina perchè mi possano aiutare nel mio annoso problema di stipsi…”
“Mamma mia …quelle in aggiunta all’acqua Essenziale dovrebbe risolvere il problema più che abbondantemente…” aggiunsi io con ilarità per smorzare un senso di disagio che poteva crearsi…
“Eppure non sempre funziona, sarò un caso unico, ma per me è un problema” disse Eleonora come per rendere seria la discussione. Allora io presi la palla al balzo: “No, io sono per i vecchi metodi, anche a me capita di avere di questi problemi, ma li risolvo con metodi forse antichi, ma efficacissimi”
Eleonora sorrise, ammiccò una considerazione con lo sguardo basso e a bassa voce…”Se ti riferisci ai clisteri io non sono contraria, anzi, ma da sola sono in difficoltà, è molto scomodo, soprattutto la peretta è molto scomoda se nessuno ti aiuta…. anni fa avevo ancora mia madre che mi aiutava ma poi è mancata e non ho più chiesto ad alcuno di aiutarmi”
“Hai ragione, parlavo proprio dei clisteri, anche se ammetto che da soli non è il massimo della comodità, ma mi arrangio comunque, del resto anche mettersi una supposta da soli non l’ho mai trovato comodo…”
Eleonora mi guardava attentamente e aggiunse “Sei convincente quando vuoi, non ti posso dare torto, ma ora vediamo come va così, poi vedremo il da farsi….”
Dopo aver bevuto un caffè in una pasticceria, si fece tentare da qualche biscottino pasticcino e io scherzando gli dissi “Certo che quelli non aiutano…”, “lo so, lo so… ma è più forte di me, adoro i dolci…” e così dicendo si portava i pasticcini alla sua bocca che notai essere molto sensuale, doveva essere caldissima, carnale, sanguigna.
Tornammo in albergo, durante il tragitto parlammo ancora dei problemi di stipsi ed è lì che gli dissi che io avevo con me, sempre, tutto il necessario per un rilassante lavaggio intestinale, spiegandogli le modalità d’uso, senza essere volgare, come se fosse un’arte ed è proprio questo che Eleonora recepì, lasciandosi andare a confidarmi di averci pensato spesso, ma di vergognarsi molto a chiedere di essere aiutata alla propria sorella, sua madre era molto brava con la peretta, era lei stessa a offrirsi a Eleonora appena la vedeva un pò indisposta e lei accettava volentieri a farsi fare due o tre perette. A questo punto gliela buttai lì….”Eleonora, se non si offende, posso aiutarla io, non sarò mai come sua madre ma…” Vidi Eleonora arrossire…”No, non mi offendo certo, ma sai, un pò di imbarazzo….”si fermò qualche secondo in sospensione e poi “…ma sì dai, sento di potermi fidare di te, che potrà mai succedere ?” aggiunse per giustificare se stessa.
Ero eccitato all’ennesima potenza, non volevo darlo a vedere, ma contemporaneamente volevo che si creasse una situazione dove tutti ci sentivamo in massima sicurezza e serenità.
“Allora vado in camera mia a preparami….” disse Eleonora, “…poi arrivo da te tra una mezz’oretta…che numero camera hai ?”
“Sono alla 12 del piano sotto il tuo…. ti aspetto, ciao”
I preparativi in camera furono febbrili, fornelletto per far bollire l’acqua, 6 buste di camomilla, catino per deposita l’infuso, peretta da 500cc con cannula in bella vista e Clistere a sacca pronto all’uso.
Ben presto, nella piccola stanza, il profumo di camomilla divenne inebriante, afrodisiaco….. una sensazione meravigliosa mi pervase…. Toc Toc… “Eccola, è qua…”
Aprii la porta, apparve Eleonora come una dea… era visibilmente imbarazzata ma anche decisa…. “Vieni Eleonora, vieni dentro !”
Quando entrò vidi le sue narici carpire quel profumo di camomilla che tanti ricordi le doveva far tornare….”Questo profumo…. quando lo sentivo, in casa, capivo che mia madre aveva capito e mi diceva…. Eleonora, che ne dici di un bel clisterino per sistemarti ?, ovviamente accettavo…”, “Spero di avere lo stesso successo di tua mamma” le dissi mentre con una mano afferrai la peretta mostrandogliela “E’ proprio come quella della mamma, ha lo stesso profumo di caramella…”
Mi alzai dirigendomi verso la bacinella piena di camomilla, iniziai il rituale di spremitura e risucchio della pera creando apposta quei rumorini che tanti caldi ricordi facevano affiorare….”Sai Maurizio, è la prima volta che un uomo mi fa un clistere, sono imbarazzata ma anche…. come dire… incuriosita ” Non voleva dire eccitata, ma io avevo capito e aggiunsi “Vedrai che sarà tutto piacevole, ti manderò in paradiso vedrai…”, “Spero metaforicamente…” aggiunse Eleonora sorridendo mentre inizia a prepararsi.
Si slaccio la cintura del vestito, si tolse la gonna e…”Eleonora, togliti tutto sotto e sdraiati di traverso a pancia in giù sul lettone, la peretta è pronta…”
Obbedì in silenzio, mi girai con la peretta pronta all’uso, vidi il suo fondoschiena, i suoi glutei, le sue gambe…. era meravigliosa…. lo specchio di lato al letto rifletteva il suo viso, aveva gli occhi socchiusi, attendeva l’attimo gaudiente.
In ginocchio tra le sue gambe divaricate, mi chinai sul suo culetto, come lo toccai per aprirgli le natiche un brivido gli diede come una scossa, “Rilassati Eleonora, ora cominciamo, appena sentirai il liquido entrare inizia a fare ampi respiri con la bocca aperta”, “Sei carino Maurizio, mi dici le cose che… ohohoho!!! mmhmh hmhhm!!!” In quel momento l’obice della cannula, opportunamente lubrificato, si appoggiò sulla rosellina nera “Fai piano Maurizio…io…. ohohoo, sei bravissimooooo” la cannula entrò dentro e io iniziai a giocare al dentro-fuori-rotea-piano-fuori-dentro-rotea…., poi fu il solo peso della peretta a farla entrare tutta nel culetto di Eleonora “Tutti bene Eleonora ?, ora iniziamo il clistere ok ?”…”Sì…sì…. ohohooooh..mpfhffhfmm…mpfhffhfmm…mpfhffhfmm…”
Ansimava e io spinsi i pollici con forza sul fondo della pera e un forte schizzo fece reagire Eleonora “UAHOHOO !!!! che belloooo….Sì. Sì, continua…”.
Era eccitatissima e io anche, ma volevo che il clistere fosse il più professionale possibile.
La camomilla defluiva dentro Eleonora, lei gradiva molto, i suoi ampi respiri dimostravano compiacimento e piacere, vidi anche sotto il classico risucchio della fica bagnata, molto bagnata…. premevo sulla pera, a piene mani perchè non volevo lasciarne neppure na goccia…. fino alla fine.
Inizia l’operazione di estrazione, paino paino…”Eleonora abbiamo finito “….”Mhmhmm Maurizio, mi sa che…. me ne devi fare un’altra perchè…”, “Certi Eleonora, l’avevo capito, la sto già riempiendo un’altra volta”
Eleonora si accovacciò felice che l’operazione venisse ripetuta “Sai Maurizio, hai una manina fantastica, sei davvero bravo, non pensavo che il clistere fatto da un uomo potesse essere meglio di quello fatto dda una donna…. e invece…”
“Sono felice Eleonora, ecco, ora arriva la seconda peretta”.
Questa seconda peretta la feci volutamente lentissima, capivo l’enorme gradimento di Eleonora dal movimento delle sue chiappette che si stringevano e si rilasciavano, come per voler trattenere la cannula il più possibile…”Mhmhmhm…mpfhffhfmm…,Mhmhmhm…mpfhffhfmm…,Mhmhmhm…mpfhffhfmm…,Mhmhmhm…mpfhffhfmm…” il suo respirare così largo e rilassato era una sinfonia del piacere meravigliosa.
Anche la seconda peretta venne svuotata tutta dentro Eleonora, lo specchio di fronte a lei mi consegnava un viso gaudente, palpebre socchiuse di chi aveva e ha avuto un piacere da tempo sepolto sotto false vergogne, come se avesse finalmente aperto le porte alle cose belle che il proprio corpo poteva donare.
“Maurizio sei stato fantastico, un vero maestro…. ” e così dicendo si diresse verso il bagno.
Io, nel frattempo, riempii ancora la peretta, non sapevo il perchè, ma ero sicuro che stavo facendo la cosa giusta.
Ero eccitatissimo, avrei tanto voluto vedere Eleonora in bagno cosa facesse, ero certo che una masturbatina se la stesse tirando, ma feci finta di nulla. Quando uscì dal bagno era raggiante, felice come una bambina, si ributtò sul letto a pancia in giù e mi disse, ammiccando: “Penso di non essere mai stata meglio di adesso, ti prego Maurizio, ora fammi un bel clistere dai, ne ho davvero bisogno” e si mise in posizione, ma stavolta alla pecorina, con il sederino ben inarcuato verso l’alto !
Era già pronto nella sacca, due litri ancora tiepidi, appesi il clistere su un chiodo della parete, accompagnai il tubo verso il culetto di Eleonora, presi la cannula, aprii leggermente il rubinetto facendo in modo che pochi schizzi di camomilla finissero tra i glutei scivolando dentro “Wow… che brivido !” Eleonora non aspettava altro…. giocai moltissimo con il suo orifizio con la cannula, “Mmhmhmhmhmm…. che bravo…. sì si’, dai….. infilala ora” supplicava Eleonora, ma io come una tortura continuavo a puntarla dentro per poi uscire e poi rientrare…. Fu lei che, alla pecorina, con una abile colpo all’indietro, si infilò tutta la cannula, fino alla chiavetta “Oohohoho, Maurizio, eccolaaaaa come è bella grossa….”
Aprii la chiavetta…”Adesso voglio sentire ampi respiri con la bocca aperta Eleonora !” gli ordinai con fermezza.
La cosa gli piacque molto, muoveva il bacino e le chiappe come alla ricerca di qualcosa “Sììììììì…. la sento…wow come scende e come entra bene la camomilla, sììììì !!!” il livello della sacca scendeva a vista d’occhio, era un piacere vedere come stava prendendo bene questo clistere… ma quando si inarcuò in modo importante gli vidi la fica in un laco, si muoveva come se volesse farmela vedere…. come se mi dicesse…
A quel punto mandai a quel paese la professionalità, mi sbarazzai di pantaloni e mutande, il mio cazzo durissimo reclamava la sua parte, Eleonora mi vide dallo specchio e senza indugio si mosse all’indietro verso di me, voleva sentirlo sulla fica e….. così fu !
La parte superiore della mia asta si mise fra le grandi labbra della sua fica, il glande sfiorò il suo clitoride e a quel punto….”Eccolo il paradiso…. avevi ragione Maurizioooooo… Sìììììììììììììì, Sìììììììììììììììì ! ! ! ”
Clistere più scopata alla pecorina la mandò in visibilio, ma io non ero da meno, una femina così non l’avevo mai vista….
“Oohohoh …Arrghhhrgggh …. Mpfhphhfhffff…. Sìììì Sììììì….” Inizia a stantuffarla in un lago di piacere, gli afferrai i fianchi e iniziai a spingere forte…”Sborramiiiii Mauriziooo, sborrami dentro dai….” Urlava il suo piacere e io il mio
“Vengoooooo, Eleonora vengoooooo….. sborroooooo !!!!” fiotti di sperma iniziarono a verniciare le pareti della fica di Eleonora, erano inarrestabili, ma la cavalcata non terminò con la sborrata, continuò imperterita fino a un secondo mega orgasmo di lei e intanto la sacca del clistere si era svuotata, ci accasciammo sul letto sfiniti tutti e due, ansimando la avvisai che era comunque il caso di tenerla per qualche minuto prima di scaricarsi e che questo clistere sarebbe stato quello risolutivo. Lei mi guardò con uno sguardo dolcissimo, languido, sorrise e “Nel frattempo so io come impegnare questi minuti”, si chino sul mio cazzo con la bocca e mi fece un pompino indimenticabile che un suo dito malandrino, infilandosi nel mio culetto con un massaggio prostatico eccezionale, mi fece sborrare di nuovo, di quella sborra non vidi una sola goccia, ingoiò tutto con immenso amore e riconoscenza. Diventammo amanti per la vita !
GALANTE.SODOMA@GMAIL.COM

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