Naomi ha un nuovo lavoro

Scritto da , il 2022-09-23, genere etero

Dona, vuoi partecipare ad una storia?

In che senso?

Ti racconto un episodio, che ancora non è accaduto, ma potrebbe, in un ambiente di lavoro, dove la protagonista potresti essere tu; potrebbe evolversi in tanti modi possibili. Mi piacerebbe che completassi tu il racconto dandomi il tuo finale, ti va?

Quindi voi che ti dica cosa farei al posto della protagonista, giusto? Possono farlo anche le lettrici?

Esatto, lo chiedo a te e, se lo desiderano, lettrici e lettori.

Va bene, inizia.


Naomi ha un nuovo lavoro da alcuni mesi, ed è contenta!
L’ambiente è sereno, e, anche se non aveva mai svolto lavori di segreteria ha imparato in fretta ed è apprezzata. Una manciata di persone lavora nello studio, cinque in tutto, capo compreso; lei è l’unica donna ed ha portato una ventata di leggerezza in quell’ambiente; c’era bisogno di una donna.
Con il capo, Giorgio, si conoscono da quando lei era una ragazzina, e continuano a salutarsi con un bel bacio sulla guancia ad inizio e fine giornata.

Oggi, come tutti i giorni, Giorgio è arrivato presto, molto prima dei dipendenti, ed è nella sua stanza a riorganizzare le carte e gli appuntamenti della giornata, facendo una check list, per Naomi, di telefonate da fare.

Ad uno ad uno arrivano i dipendenti, un po’ prima dell’orario; sono tutti affiatati e sono elastici con gli orari. Il boss non ha mai fatto problemi a nessuno per le varie necessità di ferie e permessi, anzi, è sempre venuto loro incontro, ed in questo modo ha ottenuto che ognuno si senta a casa, e ci si scambi volentieri quattro chiacchere davanti la macchinetta del caffè (che non si paga) prima di iniziare con gli impegni lavorativi.

Naomi arriva un po’ dopo gli uomini, solo cinque minuti prima dell’inizio del suo turno di lavoro; non gradisce molto stare al centro di quel gruppetto di ragazzotti cresciuti, anche se tutti simpatici e cordiali.
Oggi, quando lei entra in studio, tutti i suoi colleghi sono già usciti per i loro interventi all’esterno; c’è silenzio, ma sa che Giorgio è sicuramente nella sua stanza, per cui vi si dirige per salutarlo.

Come al solito gli si avvicina, mentre lui alza lo sguardo; si scambiano il buongiorno ed il tradizionale bacio.
Naomi, sorridente come sempre, vede il suo capo serio, oggi sembra sovrappensiero. Non sa se andare alla sua scrivania o aspettare; davanti ai suoi occhi c’è la solita check list pronta per lei.

“Ho bisogno di parlarti due minuti Naomi. Se vuoi prendere prima il caffè fai pure, e, quando finisci ritorna, per favore.”

“No, lo prendo dopo. Dimmi pure.” Naomi ha aggrottato la fronte, con evidente ansia e preoccupazione. L’azienda va bene e lei non ha fatto errori particolari. Ma sente la gravità della voce di Giorgio e non sa cosa aspettarsi.

Giorgio si alza e va ad appoggiarsi con la schiena al davanzale della grande finestra che dà sul bel parco urbano; lui ama riflettere guardando quel verde ed inseguendo con gli occhi i percorsi giocosi di bambini ed animali.
Restano entrambi in piedi, uno di fronte all’altra, a distanza di circa due metri.

“Spero che quanto sto per dirti non ti scandalizzi, ne’ ti turbi più di tanto.
Stai tranquilla, non riguarda il lavoro… o meglio, non voglio licenziare nessuno e tutto va bene.”

Nonostante le rassicurazioni, Naomi non è tranquilla. Cosa potrebbe scandalizzarla? E Giorgio sembrava, per una volta, non avere le parole giuste per esprimersi; faceva lunghe pause, e non la guardava fisso negli occhi come sempre.

“Ti ho sognata. Un bel sogno. Anche tu eri felice e sorridente… come allieti sempre le mie giornate.
Sentivo passi nel corridoio, di tacchi di donna, e la cosa mi ha attirato a tal punto che mi sono alzato per vedere chi fosse.
Eri tu, con una gonna corta, ai piedi due sandali… di spalle… che andavi verso la tua scrivania… eppure sembrava che restassi sempre nello stesso punto. Nel sogno ho zummato sui tuoi fianchi, come in un film, e la tua gonna ha iniziato a salire… mentre camminavi… fino a sparire… e quando ti ho rivisto per intero non avevi più nulla addosso… ti sei girata incrociando le gambe appoggiandoti sulla tua scrivania… poi ti sei lasciata andare all’indietro ed hai poggiato i gomiti, hai alzato le gambe, e le hai allargate mostrandoti come mamma ti ha fatto, senza alcun pelo… mi sorridevi… sì, mi sorridevi… sentivo che mi desideravi… ed io mi sono piegato sul tuo sesso e ti ho baciata, assaporata, mangiata… e tu gemevi… vedevo me tra le tue gambe… e la tua testa lasciata cadere dietro le spalle con gli occhi chiusi e l’aria di chi gusta tutto il piacere del momento…

Poi mia moglie mi ha svegliato, e ti ho persa… diceva che mi lamentavo nel sonno… che gemevo.

Non è amore. Assolutamente.
Fin dal primo giorno ho visto che porti il perizoma o il tanga sotto i pantaloni; sempre, ogni giorno. E mi sono trastullato a guardati sculettare nel corridoio, quando non te ne accorgevi, incollando lo sguardo al tuo sedere ballerino. Una bella visione, una bellissima visione, anche con le scarpe basse e comode che indossi sempre.
Non ti ho mai fatto nessuna avance e mi sono sempre comportato bene con te.
Ma questa parte di me, che tengo assolutamente nascosta, sta venendo fuori. Non mi vergogno, ma so che non è gradita nella società moralistica di oggi. Amo il nudo e vorrei far godere ogni donna che incontro. Sfido chiunque, donna o uomo, anche te, a dire che non ha desiderio di godere. Che non avrebbe voglia di provare a divertirsi con quella tipa o quel tipo. Ma intanto dobbiamo inibire le nostre voglie, perché ci condizioniamo tutti a vicenda, l’uno con l’altra.

Ho fantasticato tante volte con te nei miei sogni ad occhi aperti, ma sempre e solo per darti piacere.
Forse l’ho fatto troppe volte, e il mio inconscio questa notte me lo ha urlato forte: “o la smetti o le racconti”

Dal tuo silenzio ed il tuo sguardo capisco che ti stai chiedendo dove voglio arrivare.

Semplice, voglio giocare a carte scoperte, voglio che tu sappia, ma tenendo il coltello dalla parte del manico.

In ogni caso non ti chiederò mai nulla, né ti farò alcun ricatto, né avrai ripercussioni sul lavoro.

Se tutto questo ti disgusta o ti lascia indifferente basta che non ti avvicini più per baciarmi.

Se invece il tuo corpo ti dice altro… o magari te lo dirà nei giorni a venire… potrai sederti su questa mia scrivania e trovare ancora più piacere in questo lavoro. Non ti chiederò mai di farlo, ma sarò sempre pronto a dartelo, il piacere, quando e come vorrai.
Se volessi poi indossare abiti più femminili per mettere un po’ di pepe alle mie giornate qui a lavoro sarebbe molto, molto bello. Ed anche in quel caso non ti chiederò mai nulla, né farò nulla senza che tu me lo chieda.”


Tocca a te rispondere, Dona.

Da quello che ho capito sono più giovane di te. Credo che me ne andrei senza dire nulla.

Mi piace che ti sei immedesimata così tanto de mettere me come protagonista. Se ti fa piacere bene, ma non è detto che io lo sia. Comunque, sì, sei più giovane di Giorgio. Hai circa trent’anni, e lui venti più di te.
Credi o ne sei certa? Il tuo corpo che dice?

Non so neanche com’è fatto questo Giorgio… non mi hai detto nulla di lui.

È importante?

Certo! Magari è brutto come la morte…

Non lo è, anzi è un tipo piacente, si mantiene in forma e mostra meno anni di quanti ne abbia; ha esperienza da vendere e traspare in ogni cosa che fa. Ha intuito, inventiva e grande rispetto per le persone, per tutte le persone. Ti sorprende con le sue esternazioni, perché mette insieme cose molto diverse tra loro per ricavarne di nuove, come un artigiano che con le sue mani prende oggetti diversi, magari rotti, per farne uno nuovo. Si fida così tanto da risultare a volte ingenuo. Ma se tradisci la sua fiducia ergerà un muro di freddezza che gelerai ogni volta che ti avvicini.

Non sembra da buttare, magari ci faccio un pensierino…

E quindi che fai, Dona?

Per adesso, giro i tacchi (bassi) e vado alla mia scrivania. Mica devo cedere subito…

Mi scriverai se vorrai continuare a raccontarmi cosa farai?

Forse…

shomo272@proton.me

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