La capovillaggio cicciona. Parte 2

Scritto da , il 2022-09-23, genere trio

“Dai, non fare il timido, ti ho detto che per me va bene. Spogliati, che là sotto qualcuno sta soffrendo.” mi disse Elisa, dandomi una pacca sulla spalla, cogliendo la mia erezione e la mia indecisione.

Mi spogliai velocemente lasciando i vestiti a terra, mi avvicinai un po’ titubante a quel seno immenso, così grande, così cadente, eppure così pieno e rotondo. Intanto Elisa aveva già preso tra le mani la tettona sinistra di Silvia e le stava grattando dolcemente il capezzolo per farlo inturgidire.

Io presi la destra, gliela sollevai da sotto tenendola con entrambe le mani, poi, vinto l’imbarazzo iniziale mi lasciai andare ed iniziai a darle lunghe leccate sull’aureola e sul capezzolo destro, grande come il gambo un piccolo babà, inturgidito dalla stimolazione del sinistro da parte di Elisa.

Silvia stava gemendo più profondamente rispetto a prima e la cosa mi riempì di orgoglio. So ancora far godere una donna con le tette sensibili. Credevo di aver perso la pratica con Elisa, che nonostante apprezzi il mio dedicarmi al suo seno, non le dà molta soddisfazione.

Al gioco di lingua aggiunsi le labbra e i denti. Succhiavo in crescendo, prima delicatamente, poi sempre più forte, tenendo in bocca tutta l’aureola. Mentre succhiavo, titillavo la grossa punta del capezzolone con la lingua, per poi, a sorpresa, farci scivolare i denti delicatamente. Non avevo idea di cosa stesse facendo Elisa, non esisteva neanche la mia erezione. Ero tutto nella mia bocca e nelle mie mani, che massaggiavano quella zinnona dalla base.

“Davide se continui così vengo…” disse la cicciona ansimando, anche se non si stava masturbando come faceva prima quando allattava Elisa da sola.

A sentire quelle parole succhiai sempre più intensamente, alternando anche morsetti e leccate.

Tentò di toccarsi la figa, ma glielo impedii, prendendola dolcemente per il polso.

Ci pensò Elisa a stuzzicarle il clitoride, mentre io le misi tre dita dentro, spingendole sul punto G che divenne immediatamente corrugato e spugnoso.

Venne in un grido e con tanti caldi spruzzi che mi inondarono la mano.

Fece un profondo respiro ed ancora ansimante mi chiese “Davide, dove hai imparato a ciucciare le tette così?”

“Non con me.” disse Elisa leggermente piccata.

“Ho cominciato presto…” risposi leggermente imbarazzato, continuando a stuzzicarle e spremerle i capezzoloni tra le dita, causandole dei piccoli sobbalzi.

“È la prima volta che vedo il tuo cazzo così gonfio… stronzo, con me non ti ecciti così!” la gelosia di Elisa stava emergendo.

“Amore, sei tu che mi hai invitato a…” ribattei poco convintamente. Non avevo la mente lucida, ero così arrapato che volevo solo venire.

“Scommetto che, già che ci sei, vuoi anche scopartela, vero?” mi chiese Elisa a bassa voce, abbassando lo sguardo.

In effetti sì, volevo tremendamente, ma uno strano senso di pudore mi impediva di rispondere.

“Dai, fallo! In fondo questa situazione l’ho voluta io!” concluse girandosi dall’altra parte.

Fortunatamente intervenne Silvia a porre fine al tiro alla fune tra il mio cuore ed il mio cazzo.

“Tesoro, mi piacerebbe tantissimo essere scopata da un toro come te, ma sarebbe davvero un peccato tradire una ragazza che ti ama così tanto.”

Ritrovai un po’ di lucidità mentale, abbracciai Elisa da dietro e le sussurrai “sei l’unica donna con cui farò l’amore, finché avrò vita.”

Lei si girò e mi diede un bacio passionale come mai prima d’ora.

“Beh, ragazzi, se volete io vi lascio soli.” disse Silvia sorridendoci.

“No, resta con noi” rispose Elisa afferrandola per una zizza “ti faremo godere come non hai mai goduto.” sembrava quasi un volerla ringraziare per aver riportato alla luce la mia mente annebbiata dai fumi della passione.

“Già l’avete fatto. Non ricordo di aver mai avuto un orgasmo così forte…”

“Se è Elisa a chiedermelo, tra poco godrai ancora di più.” le sorrisi con una malizia quasi feroce.

Mi sdraiai sul letto della cicciona “vieni amore, stai tu sopra, Silvia tu siediti sulla mia faccia.”

Il suo enorme fiore carnoso venne schiacciato sulla mia bocca, la leccai avidamente, mentre le tastavo le chiappone immense a piene mani. Il suo odore e il suo sapore mi mandavano fuori di testa.

Elisa invece era rigida, sentivo le pareti della sua figa stringere il mio cazzo, sentivo il collo del suo utero opporsi al mio glande, quasi mi faceva male, lei stessa non riusciva a muoversi con la disinvoltura di sempre.

“Mi fai male amore, non sei mai stato così grosso…” mi disse cavalcandomi a fatica.

Silvia invece muoveva i fianchi, strusciandomi la figa sulla lingua e sulla faccia come più le piaceva.

Intanto Elisa iniziava a muoversi più fluidamente. Staccò timidamente le mani dal mio torace, al quale si appoggiava per non impalarsi completamente.

La cicciona ne approfittò,“fammi godere anche con le tette tesoro!”
Da sotto le sue chiappone intuii che la cicciona prese le manine di Elisa e se le portò sulle zinnone. I gemiti delle due si mischiarono e io non ci capii più nulla.

Sentii gli umori della cicciona colare nella mia bocca, passai un dito sotto la sua figa per lubrificarlo e timidamente le massaggiai il buchino.

“Fai piano caro, non c’è mai entrato nessuno lì dietro.”

Di culi non ho molta esperienza, avevo una ex che mi chiese una volta per curiosità di scoparla da dietro. Viste le dimensioni del mio cazzo (23 di lunghezza x 5 di diametro) lasciai a lei il controllo. Da quel giorno il cazzo dietro non me lo chiese più, ma un dito mentre le scopavo la figa lo voleva sempre, la faceva venire in pochissimo tempo.

Dopo averlo lubrificato per bene massaggiandolo da fuori, appena sentii che i muscoli dell’ano si rilassavano, le spinsi l’indice dentro, mentre col pollice le penetrai la figa massaggiandola.

Ero così concentrato a cercar di far godere Silvia che non mi resi conto di essere appena venuto nella figa di Elisa.

“Ce l’hai fatta a venire… mi stava girando la testa.” mi disse Elisa.

Mi scansai un attimo dalla figa di Silvia “perché?” le chiesi premuroso “ti senti male amore mio?”

“No, è che da quando mi sono abituata alle nuove dimensioni del tuo cazzo sono venuta in continuazione, ho perso il conto degli orgasmi.”

“Scusa amore” dissi ridacchiando “ma io ho ancora voglia.” il mio cazzo anche dopo l’orgasmo continuava ad essere di marmo.

“Dammi un minuto, vado a bere.” si alzò dal letto e si diresse in cucina. Ero rimasto solo con la cicciona.

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