Mia sorella e i cavalli

Scritto da , il 2022-08-31, genere incesti

Mia sorella e i cavalli
Luchino mi disse mia sorella mentre eravamo a letto, vorrei fare sesso con dei cavalli, ma no dai le dissi, dai fratellino, se lo fai ti lascio scoparmi, allargò le gambe e mi mostrò la figa depilata, non resistetti e mi fiondai dentro di lei, wow che figa larga che hai, ma godevo, non riuscii a farla venire ma dopo dieci minuti le sborrai dentro, le dissi lasciati scopare e organizzerò con i cavalli, ero succube di lei e lei lo sapeva bene.
Potevo scoparla e incularla quando volevo, era il mio sogno ed ero felice, trovai un maneggio, ci andremo di notte, conosco il proprietario, vorrà assistere e lei meglio così ho tanta voglia di godere.
Una notte ci recammo al maneggio, il proprietario ci aspettava, mia sorella si spogliò, notò il grande cazzo del cavallo, le venne voglia di toccarlo e lo sentì ingrossarsi e indurirsi, una sensazione strana la colse e avvicinò la bocca iniziando a baciarlo, sentì il cavallo fremere e piano piano iniziò a leccarlo e poi infilò la cappella in bocca a fatica, iniziò a farlo entrare sempre più, il cavallo fremeva e nitriva, iniziò a succhiare e andare avanti indietro sempre più veloce e a un certo punto il cavallo venne, un getto possente, non riusciva a ingoiarlo tutto, le colava fuori dalla bocca ma una buona parte finiva nel suo stomaco, il sapore era buono e piacevole, ahhh fratellino che bevuta, anche l'altro cavallo si muoveva e lo vide poderosamente eccitato, si avvicinò e incominciò a succhiarlo e pomparlo, questo cavallo aveva un cazzo davvero grosso, e dopo averlo leccato e succhiato per bene anche lui venne così forte che le andò di traverso, spostò la bocca e la sborrata la prese in viso e nei capelli, puzzava di sborra, poi io e il proprietario ci spogliammo e la scopammo a pecora, un cazzo in bocca e uno nella figa, poi io le sborrai in bocca, e poi quando anche il nostro amico stava per venire e lei gli offrì la sua bocca vogliosa, ingoiava lo sperma con piacere, ma non era ancora sazia, ora li voglio dentro disse.
così la posizionammo su un cavalletto di legno, presa e legata avvicinammo un cavallo alla sua figa, gli strusciai il cazzo che in poco tempo divenne duro, tenendo il cavallo le infilai quel gran cazzo nella figa, mia sorella era estasiata da quella grandissima cappella, valeva due cazzi umani, la riempiva fino in fondo e noi tenevamo il cavallo per timore che la penetrasse troppo, lo guidavamo, avanti e indietro e poi mia sorella iniziò a squirtare, era un venire continuo, poi il cavallo si irrigidì, e venne dentro di lei, un flusso di sborra interminabile, la riempiva e le colava fuori sulle gambe, poi toccò a un altro cavallo, il cazzo ancora più grosso, nonostante la figa dilatata fece fatica a entrare, il godimento era massimo, urlava il suo piacere e veniva ogni momento, sentiva la figa dilatata da quel cazzo enorme, a ogni colpo sentiva che le sbatteva fini in fondo all'utero, pisciava e squirtava, godeva e urlava di piacere, noi le portammo un altro cavallo davanti e lei prese il cazzo in bocca, e lei succhiava con piacere, la sua figa e la sua bocca erano piene, poi cavalli vennero insieme, un fiotto di sperma le riempì di nuovo la figa, mentre l'altro cavallo le scaricava una sborrata possente in bocca che lei ingoiava come poteva, lo sperma colava dalla figa e colava dalla bocca, noi eravamo eccitatissimi, la inculammo a turno e le sborrammo nel culo e poi un ultimo cavallo era rimasto e aveva un cazzo non eccessivo, lentamente il cazzo del cavallo le entrò nel culo, noi lo tenevamo forte, un urlo di piacere accolse quel cazzo in culo, che la riempiva tutta, tenevamo il cavallo perchè poteva sfondarla davvero, era una lotta tenere il cavallo eccitato e avviluppato dallo sfintere di mia sorella che godeva e si muoveva tutta, mentre dalla figa colava lo sperma di cavallo, misto al suo piacere, poi il cavallo venne e lei sentì un fiotto caldo riempirle gli intestini, un piacere immenso la sconvolgeva, i brividi si succedevano ai brividi continuava a venire e i suoi umori colavano dalla figa spandendosi sul terreno, poi la liberammo, la coprii con una coperta, la caricai in auto e la portai a casa, dormì come un sasso più di dodici ore.
Si svegliò il giorno dopo, grazie fratellino, ahh che goduta lo rifaremo vero, ma ora vieni qui e scopami amore di fratello.


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