Ritratto di romantico ingegnere da adulto, bacchettone amante della pipì (e omissis sulla sua infanzia)

Scritto da , il 2022-07-25, genere comici

Un crogiolo di contraddizioni. Così si definiva.

Alla soglia dei 50, aveva il notevole primato di aver conosciuto biblicamente solo la donna che aveva felicemente sposato. O, in altre parole, il suo pisello - in tutta la sua vita - aveva gustato i doni della fica di sua moglie solamente e di nessun'altra gli umori.
Intuiva di essere un uomo che riscuoteva un certo interesse, alcune sue studentesse gli confessarono chiacchiere di apprezzamento sulla sua persona durante la ricreazione; ma di sé vedeva solo l'ampia stempiatura, le spalle troppo strette ed una pancetta da carboidrato ereditata dalla insana ed infantile passione per i biscotti.

Cresciuto in una famiglia borghese e beneducata, sebbene di vedute tutt'altro che chiuse, la sua pubertà fu segnata dall'educazione in una scuola di suore.
Molto timido, insicuro e moralista, un'adolescenza segnata da totalizzanti innamoramenti, che lo facevano struggere a distanza temendo il rifiuto.
Il più significativo per La Rossa, conosciuta in parrocchia: lunghi capelli ramati, piccolina, labbra sempre atteggiate ad un bacio e gli occhi con una strana espressione, come di un viso appena risvegliato dal sonno mattutino, che suggerivano una familiare intimità quando ti scrutavano. Un amore non dichiarato che riversò su pile di diari, ogni giorno, con pazienza, cancellando i compiti scritti a matita e riempiendo a mano i fogli di righe e righe di biro.

Mentre gli amici erano dediti alla lettura comunitaria di riviste porno, si mostrava superiore alimentandosi di Ghoete e letteratura russa.

Escludendo un paio di uscite con una ragazza tutta sbagliata (l'unica qualità di ricordarle la Rossa, per i suoi capelli e per le lentiggini sul naso delicato), nessuna relazione fino ai 21 anni - ma innumerevoli amiche - mentre attorno a lui si facevano e si disfacevano coppie.

La storia con la Rossa ebbe una svolta a quell'età, il primo bacio di sempre, ne divenne l'amante clandestino (lei già in odor di matrimonio con il suo ragazzo dell'epoca).
6 mesi di paradiso.
Che scontò con altrettanti e più di depressione quando il rapporto naufragò a causa dei sensi di colpa di lei.
se non altro, quello - assieme alla annosa battaglia interiore tra la musica e la laurea in ingegneria - lo portò ad intraprendere un percorso di analisi che lo rifondò.
Una breve relazione con l'Attrice - quella che definiva "la donna della mia vita se solo fossi stato più maturo" - e finalmente, a 27 anni, la conoscenza di quella che sarebbe diventata sua moglie, complice l'alcol ad una festa di fine estate; il loro (ma soprattutto il suo) primo rapporto completo poche settimane dopo;
un lungo percorso di fede che mise ordine alle loro interiorità ancora aggrovigliate. (inclusa astinenza nei mesi precedenti al matrimonio), indubbiamente solida base per una relazione che potè celebrare i 20 anni, sopravvivendo persino alla di lui crisi di fede, indotta dalla sua mentalità da ingegnere e dal rifiuto di doversi sentire in colpa per rapporti protetti con la moglie, già nato il secondo figlio.

E poi c'era l'altro lato di lui.
Entrato in collisione casualmente con il pianeta "sesso" molto prima di quanto normalmente ci si aspetterebbe, molte delle sue esperienze di crescita - anche le più inaspettate - erano filtrate attraverso quella lente che si sovrapponeva allo sguardo innocente di un giovane che ci teneva ad apparire "beneducato".
Prima del previsto, si ritrovò un cazzo che già reagiva allo strofinarsi sulle lenzuola del letto: la morale cattolica gli regalò lo sviluppo di una preziosa capacità di controllo dell'eiaculazione.
Piacere ma non venire, per non doversi confessare ogni santa domenica.
(Più in là con gli anni, la moglie ne godrà i frutti, ogni tanto terribilmente frustrata per la sua durata eccessiva, la fica consumata dall'instancabile sfregamento).
Non permettendosi di mostrare attrazione per le ragazze che non fosse platonica perchè - si era convinto - nessuno se lo aspettava da "uno come lui", cominciò a coltivare la passione per le loro mutandine e per gli slip abbandonati da mamme e sorelle nelle case degli amici: ceste di panni sporchi e camere da letto frugate con alterni successi.

incredibilmente, sacrificherà occasioni memorabili sull'altare della sua (inutile) carriera di bravo ragazzo .
Un'amica al mare lo porta a largo per sbattergli in faccia una tetta: come più volte fatto con altre amiche, fa finta di finire per errore col suo naso in mezzo alle sue cosce sott'acqua, la sua fica pelosa che fa capolino dal suo bikini verde; non ebbe mai il coraggio di accettare le sue avances, nonostante una casa libera - i genitori a lavoro in città - che aspettava solo di ospitare del sano sesso giovanile senza rischio di essere disturbati.
Sulla stessa spiaggia, la giunonica bionda donna di un signorotto dagli inspiegabili tratti di geometra - mutandoni a vita alta con l'elastico tristemente vicino alla linea delle spalle - notata la sua insistenza nel fissarle le parti basse nascoste dalle mutandine del bikini, prende l'abitudine di allargare le lunghe gambe per facilitargli lo studio, guardandolo dritto negli occhi. Lui che distoglie lo sguardo perché la sua reputazione non venga macchiata dell'onta dell'essere stato scoperto.
Diventa poi preda della supplente di latino del liceo, donna che incarnava ogni stereotipo delle romagnole, che non perdeva occasione per mostrare le sue mutandine bianche quando era in prima fila, e che si spinge fino a poggiare ripetutamente il suo monte di Venere sulle sue mani abbandonate a bordo banco (il terrore che possa dire qualcosa alla madre in sede di colloqui, ma si limita ad elogiare la sua correttezza ed educazione, in mezzo ad una classe che la fa impazzire).

Bravo ragazzo persino nei suoi gusti in quanto a pornografia: aveva una istintiva repulsione per la violenza - anche simulata e teatralizzata - verso le donne definite troie/vacche/puttane; i pompini gli venivano a noia, skippandoli sui video in rete (e non cercandoli nel sesso vissuto, concessi solo se esplicitamene richiesti dalla moglie) rivolgendo la sua preferenza verso la categoria lesbo amatoriale: continuava a chiedersi perché il continente australiano sembrava averne l'esclusiva, salvo fregarmene della risposta, rapito dallo spettacolo di ragazze dalle linee morbide e dalle fiche pelose celate dietro mutande di cotone da laureande in fisica quantistica.
(Da vero bacchettone, mostrava totale indifferenza per lingerie di pizzo e vestiti provocanti che tanto eccitavano altri uomini.)
Infine, nonostante una piccola nevrosi per la pulizia, la massima eccitazione gli veniva regalata dalla vista di pipì da vagine sfatte, ovviamente non rasate (specialità del paese del sol levante, invece, apparentemente)

Della Rossa ricordava il perfetto odore di fica, il giusto aroma di pipì, lei che gli schiaccia il pube peloso sulla faccia venendo sul suo naso quando aveva cominciato a titillarla delicatamente con la lingua.
L'Attrice non aveva lo stesso inebriante aroma, ma in compenso una copiosa produzione di umori dalla vagina quando eccitata, la sua mano infilata nelle sue mutande ne emergeva zuppa.
E poi la fica di sua moglie di cui non era stanco neanche dopo 20 anni di matrimonio e 3 di fidanzamento.
Si costringeva all'orgasmo solo per lei, in cerca di conferma che sapeva ancora far godere il marito; ma, fosse stato per lui, avrebbe preferito di gran lunga che gli si sedesse sulla faccia in infinite sessioni di sesso orale, per affondare il suo naso nelle sue grandi labbra ed aspirare il clitoride con ritmica veemenza, pratiche di cui non era mai sazio.

Ad una cosa anelava ancora, non soddisfatto: il regalo della pioggia dorata dalla fica di sua moglie dritta sul suo viso e sul suo cazzo (pissing attivo giammai: che volgare disprezzo per le donne!). Ma in fondo prevedeva ancora lunghi anni di vita di coppia a venire, da rinfrescare qua e là con pratiche nuove. Si sarebbe riservato la richiesta di questa liquida benedizione per il momento giusto, ricordando quella frase di un film inglese della sua adolescenza: "in fondo che gusto c'è ad essere anziani se non si può essere un po' sporcaccioni?"

Concluse che, piuttosto che "crogiolo dì contraddizioni", probabilmente gli si addiceva più la definizione di "snob rompiballe e un po' imbranato"
Ma d'altra parte era finito ingegnere e non rockstar.

Ringraziando la platea, si congedò dal pubblico accorso.

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