L'incidente

Scritto da , il 2022-07-20, genere incesti

Sono sempre stato un'imbranato, in tutte le cose, sin da piccolo, ero più portato per le cose femminili, moda, cucina, ecc, tanto che crescendo, la mia sessualità, divenne femminile.
Sì, sono la classica checca, una frocetta, tutto moine e tacchi, brava pompinara, e amante delle lunghe cavalcate, in poche parole sono il classico frocio.
Pochi mesi fa, mamma si è dovuta allontanare da casa, poiché la nonna, non stava bene, e così, lei l'ha raggiunta in meridione, prima di andare, si è recata in camera mia, e si è raccomandata di tenere in ordine la casa di lavare per papà ecc, e poi ha aggiunto, visto che la casa è libera, non portare troppi maschi, i vicini sono impiccioni, e usa la tua biancheria, la mia è off limits ok, mi baciò, e strettomi trà le mani il mio cazzetto coperto solo da uno slip di pizzo, aggiunse, sei la mia frocetta lo sai vero? io annuii.
Pochi giorni dopo papà mi chiese il favore di bruciare alcune sterpaglie in giardino, io di controvoglia lo feci, e presa la lattina del combustibile mi accingevo a irrorare il mucchio, e poi accesi un'aciarino, la fiammata di ritorno mi colpì le mani, che si bruciarono all'istante, fù abbastanza doloroso, urlai come una ragazzina e papà intervenne.
Poi mi portò in ospedale, dove mi medicarono, e mi ricoverarono per alcuni giorni, per accertamenti, e così senza l'uso delle mani, fui costretta a farmi manipolare dalle infermiere, per tutte le mie impellenze, dal mangiare al bagno.
Devo dire che fui fortunato, mi toccò di giorno una ragazza giovane, e farmi aiutare da lei nei bisogni fisiologici, non mi dispiaceva, anche se non mi procurava erezioni, e lei se ne accorse, e ci scherzava, tanto che mi mostrò il seno per eccitarmi, fece scivolare fuori una tettina come per errore, ma nulla.
Il giorno dopo, non allacciò il camice fino in fondo, e così mi mostrò la sua fighetta nuda e depilata, mi guardò in viso, poi iniziò a masturbarmi piano piano, ma non diventava duro, si avvicinò all'orecchio, e mi disse, allora sei un frocetto vero?, annuii, scese un poco emi infilò due dita nel culetto, e iniziò a diventare duro, e poco dopo schizzai poche gocce di sperma, lei rise, allora sei di quelli passivissimi, ma brava la nostra Paolina, mi sa che questa notte avrai pane per i tuoi denti, e ridendo se ne andò.
Iniziarono così a chiamarmi Paolina trà loro, e al cambio turno, si presentò un infermiere, un uomo sulla cinquantina, rude, fisico normale un po' di pancia, si avvicinò, e mi disse, tu devi essere Paolina vero? io annuii, mi aiutò a mangiare, e poi andò a sbrigare altri ammalati, poi verso le dieci lo chiamai poiché dovevo fare pipi, lui arrivò, e invece che mettermi il papagallo, mi fece alzare, mi denudò dal camice e rimasi nudo, mi portò nel mio bagno, e tenendomelo in mano mi fece fare quello che dovevo.
Ad un certo punto, iniziò a diventarmi duro, e lui faticava a centrare la tazza, piano mi disse, e mi accarezzò le natiche, finisci che poi ti faccio giocare, e dopo avermi lavato per bene, mi riaccompagnò a letto, nudo, mi rimboccò le coperte, e e mi disse che sarebbe tornato presto.
Il cazzo era di marmo, cosa che mi succedeva di rado, e una mezz'ora dopo Antonio, l'infermiere mi raggiunse, scostò le lenzuola, e me lo prese in mano, iniziò a segarmi, mentre mi baciava, la sua lingua era calda, mi estasiava, io ragazzino e lui uomo, mi eccitava, poi scese e mi fece un pompino pazzesco, sborrai nella sua calda bocca e lui bevve il mio nettare.
Poi mi aiutò a mettermi comoda al lato del letto, mi mise dei cuscini, si denudò, e mi unse con della crema l'ano, e mi spinse dentro il suo meraviglioso cazzo, e mi scopò per una bella mezz'ora dandomi ritmicamente degli orgasmi pazzeschi, poi mi venne sulla schiena, e poi mi ripulì, prima di mettermi a letto, mi infilò un paio di slip rossi di pizzo, Gabriella domattina capirà mi disse, e mi rimise il camice.
L'indomani mattina venne l'infermiera, e appena spostò il camice vide le mutandine, eccole dove sono finite le mie mutandine disse, e chiamò le altre due colleghe, ma allora Antonio è passato da Paolina questa notte, e ridendo me le sfilarono, ero ancora eccitata, ma dai gli tira, e adesso?, adesso lo tiene duro fino a casa, è si frocetta ti dimettono, e uscirono.
Poco dopo arrivò papà, mi salutò, e mi chiese come andava, e risposii tutto bene, aggiunse che da lì a poco mi avrebbero dimesso, e mi avrebbe accompagnato a casa, e poi si accorse che avevo il cazzo duro, spostò le lenzuola, e una volta che lo vide chiamò l'infermiera, la quale sorridendo disse che non era compito loro dare piacere ai pazienti, e così, io ero imbarazzato e anche lui lo era, ma non ne fece un dramma, lo prese in mano, e iniziò a segarmi, ci mise una decina di minuti a farmi godere, sentire la mano di papà sul mio cazzo era fantastico, me ko volevo godere, ma non eri frocio mi disse papà, io sorrisi, e schizzai un getto di sperma che lo colpì sul viso, e poi un'altro, e un altro ancora.
Si ripulì, e a mè pensarono le infermiere che ridacchiando mi prendevano in giro, ora chi ti sfonderà il culetto, il paparino?, visto che dovrai stare un mese bendato, a frocetta.
Una volta a casa, mamma non c'era ancora sarebbe rientrata dopo una quindicina di giorni, avevano operato nonna, e così, papà si prese cura di mè, e due sere dopo il mio rientro, mentre mi lavava, iniziò la solita erezione, lui mi sorrise e mi disse, ma non è che ci hai preso gusto a farti fare seghe, vero frocetto?, be un pompino non mi spiacerebbe dissi, mi aspettavo uno schiaffo, chiusi gli occhi, e invece sentii le labbra di papà che scorrevano sul mio cazzo, fù pazzesco, non resistetti molto, che sborrai nella sua bocca.
Poi mi asciugò, e nudo mi accompagnò in camera mia, per infilarmi slip e maglietta, ma aperto il cassetto si accorse dei miei indumenti femminili, mi guardò, e così, gli chiesi di mettermi slip e reggiseno, cosa che fece, e poi una camicia da notte mini di pizzo, papà era in slip, era eccitato, lo guardai, e gli dissi di mettermi del rossetto di mamma cosa che fece, e poi, aggiunsi, papà, stenditi sul letto e togli gli slip, lui mi guardò e un attimo dopo era nudo.
Iniziai un lento pompino, ero un'artista delle pompe, ne ho fatti a centinaia, e così, papà, mi venne in gola, in breve tempo, e godette come un pazzo, mi disse che nemmeno la mamma faceva pompini così gustosi.
Dormimmo nello stesso letto, e l'indomani, papà mi aiutò a mettermi i miei vestiti da femmina, e divenni, sua moglie, la ser stessa, mi sedetti nel letto sul suo cazzo duro, mi impalai come faceva mamma e lo feci venire dentro di mè.
Furono dieci giorni di sesso e sborra, la sera prima che rientrasse mamma, papà mi chiese di scoparlo, cosa che feci con piacere, mi accorsi che non era vergine, anzi, entrai senza trovare resistenza, lui si masturbava mentre lo inculavo, e così, riempii papà di sperma.
L'indomani mamma rientrò, e dispiaciuta per quanto successomi, si premunì di aiutarmi nei miei bisogni fisiologici, e così si accorse che avevo continue erezioni, e ne parlò a papà, che si premurò di aiutarmi, e mamma ne fù felice, visto che era imbarazzata dal fatto di dovermi segare.
Ma alcuni giorni dopo, entrò in casa senza avvisare, era insospettita dal fatto che tutti i giorni, papà dovesse aiutarmi, e ci trovò, in camera sua, intenti a fare sesso, io ero in reggicalze calze e tacchi, intento a gustarmi il cazzo di papà, che mi teneva per i fianchi e mi pompava, lei entrò e rimase basita, la guardammo, ma non ci fermammo, le feci cenno di avvicinarci, lei guardava il cazzo del marito entrare e uscire dal culo del figlio, io le presi la mano, e e feci prendere nel suo palmo il mio cazzo duro, e mi fece una sega, papà mi venne dentro e io nella mano di mamma.
Poi le leccai il mio sperma e papà la fece sedere sul letto, e in breve, fù nuda, papà ls leccava la figa e io la baciavo in bocca, la soddisfammo tutte e due nelle ore a seguire.
Ora non ho più le fasciature e tutto è andato per il meglio, dormiamo tutte e trè insieme e papà ha due donne ora da soddisfare, anche se spesso io e mamma scopiamo.


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