Inflazione inversa

Scritto da , il 2022-05-16, genere etero


4 luglio 2017
Maestoso, profani il mio essere.
Sprofondi in me, dentro, in fondo...
Brutale culli la mia carne.
Senza più respiro mi aggrappo al tuo sguardo.
Fremente imploro.
Arresa bramo.
Docile soccombo.
Mi sfami di gemiti, mi disseti con la tua voce.
Deturpi la mia mente.
Rovente, implacabile, inquieto mi colmi.
Ti insinui nel mio sguardo.
Dolcemente ti detesto...
Siamo sangue, sudore e lacrime.
Rivendichi come tua la mia anima.
Tu prepotente, perverso.
Io lucida, viscida.
Mi invadi.
Mi pervadi.
Consumi la mia foia di te... fino a stillare dal mio piacere un velenoso orgasmo.
Crollo al tuo cospetto
Adorante, silenziosa... troia.










(Tu! Si, proprio Tu! Intanto, pareggio i conti. Ma poi, alla millesima lettura di questo bel drabble dal meraviglioso e nerdosissimo titolo, mi chiedevo: te l'ho mai detto quanto mi piace il tuo infilare dettagli che esulano dall'atto fisico in sé? Senza appesantire il testo, i riferimenti a tutto quello che è il contorno ma che, in fondo, è l'essenza stessa della complicità e della voglia reciproca (in questo caso mi riferisco allo sguardo, alla voce...), dà sempre quel tocco in più. Il tuo. E nulla, ci ho messo un po', ma... sopravvissuto al fuoco incrociato: presente!)

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