I segreti del mio migliore amico 6

Scritto da , il 2021-12-01, genere trans

Finalmente è sabato e sono arrivate le vacanze estive sia per me che per Rebecca, infatti questa era l'ultima settimana di lavoro per entrambi.
Per tre settimane voglio staccare il cervello e stare solamente con Rebecca, sarà il nostro più lungo periodo insieme, una vera e propria convivenza.
Mi giro per dargli il bacio del buongiorno ma non lo vedo nel letto, mi alzo, è vestito da cameriera e sta facendo le pulizie di casa, "Buongiorno Amore" mi dice appena mi vede.
Mi prende per mano e mi fa sedere sul divano, poi va in cucina e ritorna con un vassoio con la colazione.
"Come mai sei già sveglia Rebecca?"
"Mi sono svegliata verso le sette che non avevo più sonno, sono rimasta un poco nel letto abbracciata a te fino alle otto che ho iniziato a pulire."
"Potevi chiamarmi, ti aiutavo."
"No eri bellissima e dormivi col sorriso, non avrei mai potuto svegliarti."
Mi riesce ancora a fare arrossire, inizio a mangiare delle fette biscottate e marmellata e una bella fumante tazza di latte.
"Tu hai già fatto colazione Rebecca?"
"No non ancora, la faccio quando finisco di pulire, intanto non manca tanto, solo la camera da letto e il bagno."
Sono talmente mezza addormentata che mi sono anche dimenticata che indosso ancora lo strap-on, quello piccolo, sul vassoio c'è dello yogurt, lo apro "Rebecca, ti puoi venire ad inginocchiare qua davanti per favore." gli dico e lui subito ubbidisce.
Immergo lo strap-on nel vasetto, che quando esce sembra pieno di sperma, lui subito capisce e inizia a succhiarmelo.
Ogni giorno di questa settimana ho pensato molto a quello che mi aveva detto mia madre, ovvero che sono stata io la prima persona ad averlo vestito da donna, non so se questo lui lo sa o se si è dimenticato come ho dimenticato io, ho un po' paura a chiederglielo, ma è giusto che tra noi ci si dica sempre la verità.
"Rebecca ascoltami, ..." lui smette di succhiare il cazzo ma se lo tiene sempre in bocca, "... , forse non credo di averti mai fatto questa domanda, ma tu quando hai iniziato a vestirti da femmina e perché?" lo prendo per mano e lo faccio accomodare sul divano.
"Mi vestivo da femmina fin da quando ero bambino, all'inizio lo vedevo come un gioco ma poi diventò una vera propria passione o ossessione, era, come è anche adesso, tutte le volte che indossavo qualcosa da uomo è come se mi stessi mettendo addosso qualcosa di urticante che mi fa stare male, ma poi quando mi vesto da femmina finalmente mi sento felice. Io sono stato tirato su solamente da mia madre che da sempre venero, volevo essere come lei, bellissima e sempre vestita in modo impeccabile, volevo emularla. Non vedevo l'ora che lei se ne andava e mi lasciava da solo in casa per potermi vestire come lei, ma dopo ero triste perché volevo che lei mi vedesse. Lei lo ha sempre saputo ma ha sempre fatto finta di niente, fino al giorno che quando avevo tredici anni lei rientrò prima in casa e mi trovo completamente vestito da femmina, io ho incominciato a piangere e avevo molta paura, ma lei invece mi disse "Era da molto tempo che aspettavo finalmente di vederti vestita da femmina" e da quel giorno ha iniziato a trattarmi come se fossi la sua figlia. La mia fortuna è avere avuto una persona che mi ha sempre accettato per quanto vergognoso io possa essere, come anche te Sara che mi accetti così come sono."
"Tu non sei vergognoso sei speciale." gli dico mentre lo bacio sulle labbra.
"Grazie Sara."
"Adesso invece ti devo dire un segreto mio che non sapevo neanche di avere fino a che non me lo ha detto mia madre, e riguarda te. Però se te lo dico mi giuri che non ti arrabbi."
"Non potrei mai arrabbiarmi con te Sara."
"La prima persona ad averti vestito da ragazza sono stata io." mentre glielo dico iniziano a scendermi delle lacrime.
"Si lo so."
"Come fai a saperlo? Come mai io non mi ricordo nulla?"
"Eravamo molto piccoli e io quando venivo a casa tua, tu mi trattavi sempre come se fossi la tua sorellina, io ero felicissima. Ma poi un giorno tu hai smesso, non lo sapevo il perché, non ho voluto insistere perché avevo paura di infastidirti. Da quel momento iniziai a vestirmi da solo con i vestiti di mia madre."
"Ma quanti anni avevamo che io veramente non mi ricordo nulla?"
"Avevamo otto anni, ecco perché non te lo ricordi."
"E invece tu Rebecca come mai non lo hai scordato?"
"Ci sono delle cose che non si possono dimenticare. Dei bellissimi ricordi che in continuazione pensi e ti fanno tornare il sorriso anche nei momenti più brutti. Io non vedevo l'ora di venire a casa tua per essere la tua sorellina. Quando poco tempo fa sei entrata in camera e mi hai visto vestito da femmina, avevo paura, ma poi ho pensato a quei bellissimi momenti di noi due bambini. Quel ricordo è stato a darmi la forza di uscire dalla camera ancora vestito, oltre ad averti urlato contro che è ancora peggiore."
inizio a piangere.
"Perché piangi Sara, spero di non aver detto nulla che possa a verti in qualche modo offeso."
"No, non hai detto nulla di sbagliato. Piango perché se ti piace vestirti da femmina è solamente per colpa mia."
"Tu non hai nessuna colpa, anzi ai risvegliato quello che io volevo da sempre essere, una femmina, purtroppo bloccata in questo corpo. Sempre riferito a pochi giorni fa, quando mi hai visto anche te mi hai subito ricominciato a trattare da femmina. Anche in te si è risvegliato qualcosa. Non ti ricordi quei momenti, ma ti ricordi che ti rendevano felice, e ognuno deve essere sempre felice di fare quello che vuole." finito di parlare mi bacia in bocca.
Mi sono molto commossa da quel che ha detto, si alza in piedi e mentre si allontana dice "Dai Sara ora finisci di fare colazione che intanto io finisco di pulire casa, così dopo sei libera di fare quello che vuoi."
"Dove credi di andare!? Non hai finito di mangiare lo Yogurt!" dico in modo scherzosamente arrabbiato mentre verso quello che ci rimane sullo strap-on.
Rebecca ritorna ad inginocchiarsi davanti a me e ricomincia avidamente a succhiare, che bella che è la mia sorellina, migliore amica, e spero compagna di vita.
Rebecca è un ragazzo che si sente una ragazza e piace vestirsi come tale e essere trattato come tale, per quello gli piace il cazzo, perché lo fa sentire ancora più femmina, ma gli piace solamente se ad incularlo è una femmina.
Ma invece cosa sono io? Ora che ci penso faccio fatica a saperlo. Sono una ragazza che fino a ieri amava andare a letto con gli uomini e invece ora sono innamorato appunto di un ragazzo che ama vestirsi da ragazza e ho scoperto che mi eccita moltissimo avere un pene, anche se purtroppo è finto, per scopargli il culo.
Forse io a differenza sua volevo essere un uomo? No, assolutamente no. Forse il mio ultimo ragazzo mi ha dato la conferma che odio ancora di più gli uomini. Rebecca è l'eccezione. Rebecca è speciale.
"Le pulizie possono aspettare." con un dito lo prendo sotto il mento e lo conduco verso la mia bocca "Siediti." lui mette le gambe attorno alla mia vita e col sedere sempre pronto accoglie i miei capricci.
Entro dentro di lui senza fare nessuna fatica, ormai il suo sedere si è abituato a quello grosso, questo quasi non lo sente nemmeno, con le mie mani sulle sue anche inizio a dettare il ritmo, lui mi abbraccia e non smette di muovere la lingua dentro la mia bocca.
Dai suoi gemiti e dal suo pene duro come il marmo, capisco che sta per venire, glielo prendo in mano finendolo con una sega, il caldo liquido non tarda a bagnarmela.
La mano ne è completamente piena, è come se ogni volta che lo scopo lui viene sempre di più, gliela mostro davanti e lui subito inizia a leccarmela e pulirla.
Finito tutto lui è stanco dalla cavalcata e si corica sul divano, mi sorride.
"Che bella che sei Rebecca." lui arrossisce, "Quando è che imparerai a truccarti da solo? Non posso tutte le volte farlo io."
"Mi piacerebbe provarci ma faccio schifo, mentre tu sei bravissima."
Il suo buco mi guarda, con un dito lo tappo, inizio a muoverglielo dentro, sento che è caldo.
"Rebecca, posso metterti tutta la mano dentro? Mi piacerebbe provarci, ma solo se vuoi."
"Sara, tu con me puoi fare tutto quello che desideri."
Con fare molto dolce inserisco anche il secondo, poi il terzo, il quarto e per finire il pollice, la mia mano ora è tutta dentro di lui e inizio a muoverla.
Questa è una stranissima sensazione, non riesco a descriverlo il suo interno anche se lo sento con la mano che con fare mai crudele apro e chiudo.
Lui ribalta gli occhi e assume delle espressioni che mi fanno quasi ridere.
"So cosa faremo oggi."
"Cioè Sara, cosa hai in mente?" risponde in modo molto affannato.
"Imparerai a truccarti da solo."
"Ma sono i tuoi trucci, non voglio consumarteli."
"Non dire cose stupide, lo sai che come i mei vestiti anche i miei trucchi sono a tua completa disposizione, quindi ogni volta che vuoi puoi usarli, e se me li consumi ne comprerò di nuovi. Anzi, alla prima occasione che avrò di andare in centro ti comprerò la tua prima trousse."
"Grazie Sara. Ti voglio bene." dice sempre con gli occhi ribaltati.
Tolgo la mano da dentro di lui che è sempre stremato e disteso sul divano, vado in camera e prendo il plug anale e subito gli tappo il sedere.
"Riposati, mia piccola Rebecca, ora finisco io di fare le pulizie."
"Ma Sara." gli tappo la bocca senza farlo finire.
"Non obbiettare, riposati che dopo tu hai un compito."
Mentre finisco di pulire casa sto pensando che fosse sto diventando un poco sadica, voglio sempre scoparmi Rebecca o vederlo con qualcosa dentro di lui.
Anche adesso che ha il plug anale mi chiedo il perché io glielo abbia messo, mi è venuto di istinto nonostante me lo ero appena scopato e dopo gli ho pure messo una mano dentro.
Prima lui aveva parlato di risvegliare qualcosa dentro di se, ecco, lui ha risvegliato questa mia parafilia che io ho sempre voglia di saziare anche se è senza fondo.
Finito di pulire vado da Rebecca che è graziosa e distesa sul divano.
"Seguimi." gli dico prendendolo per mano.
In camera da letto ho improvvisato una specie di sala trucco occasionale, ho messo un tavolino davanti allo specchio dell'armadio con sopra tutto l'occorrente.
Prima che si siede gli chiedo "Rebecca, se vuoi toglierti il plug fallo pure. E se qualche volta non hai voglia di fare qualcosa, puoi anche dirmi di no, non mi arrabbio, lo sai questo?"
"Lo so Sara, ma a me tutto questo piace e soprattutto so quanto piace a te. Li vedo i tuoi occhi e le tue espressioni che sono bellissime, mi piace sapere che sono io a procurartele."
"Grazie Rebecca, ti voglio bene, ma non voglio che pensi che io ti stia usando in qualche modo."
"Sara tu mi hai regalato una felicità che fino a ieri esisteva solamente nei miei sogni, puoi usarmi come vuoi." finendo mi bacia sulle labbra e poi si mette a sedere.
Inizio a spiegargli le basi del truccarsi e lo aiuto, ma senza prendere nemmeno in mano una matita, voglio che lo faccia da solo.
Passa quasi un'ora e il risultato più che a quelli che gli ho sempre fatto io sembra più quello di una drag queen, mi fa ridere.
"Perché non hai mai pensato di fare la drag?"
"Quella è un'arte, a me piace solamente vestirmi da donna."
"Beh, oggi sarai la mia Drag."
Lo vesto nel modo più eccentrico che mi viene in mente e appena finito lo butto subito nel letto, tolgo lo strap-on che ho sempre tenuto addosso per sostituirlo con quello grosso, posiziono l'altro dentro di me e lo lego alla mia vita.
"Scusami Rebecca ma non riesco a farne a meno."
Lui ride e come fa sempre allarga le gambe e ricomincia la giostra.
Dentro e fuori, dentro e fuori, Rebecca è felice e anche io lo sono.
Mentre lo scopo mi viene in mente una cosa che avrei dovuto dirgli molto prima, con voce affannata dalla mia cavalcata nel suo culo gli dico "Amore, stasera andiamo a mangiare insieme dalle nostre mamme."

Continua...

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