Zia cat ( Parcheggio dell'Auchan )

Scritto da , il 2021-11-18, genere masturbazione

Era esausta,accasciata sul letto, ancora bagnata, nuda con i vestiti stropicciati ai piedi del letto e chissà dove altro .
Non era da Caterina, ma quel pomeriggio, si era concluso con le sua dita ancora fradice tra le gambe .
Amore non si poteva definire ma tutte me piccole attenzioni che gli dedicava Paolo la facevano stare bene. Un rapporto strano, il loro, fatto di chat, rari incontri intimi, presenze, caffè fugaci e tanto tanto affetto .

Era stata una giornata iniziata male, lezione di yoga saltata a causa della telefonata della banca x degli insoliti movimenti sul conto, poi due ore tra fila, ufficio del direttore e impiegati x risolvere a metà la questione, poi alcune commissioni familiari/domestiche e dover riuscire controvoglia a causa del frigo vuoto .
Due palle così in una giornata storta.
A chi non capitano ???

Entrare all'Auchan di pomeriggio è guardare l'arcobaleno sociale che impazzisce e colpisce, adolescenti che cercano di acquistare alcolici con la complicità delle cassiere, mariti persi tra scaffale e messaggio WhatsApp " gli assorbenti viola" , madri con figli appena usciti da scuola, casalinghi e casalinghe in cerca di pace, prodotti e un posto dove mandare messaggi all'amante virtuale di turno.

Zia Cat era sempre stata attratta da questo flusso umano disomogeneo e le piaceva osservare i particolari , come le fedi di diverso colore all'anulare della coppia davanti a lei .
Erano in fila, alla cassa, spesa non essenziale ma ancora meno, vaschetta di fragole, panna montata, preservativi, pacchetto multiplo di vivident .
Sorrise tra sé invidiandoli un po', anche a discapito dei rispettivi partner, un po'invidiava la sfrontatezza della spesa assieme al supermercato, non dovevano essere del quartiere , guardava lui aria da impiegato , apparentemente scialbo ma un'attenzione e eccitazione latente sulla giovane donna che aveva accanto.
Lui 1,75 castano, occhiali da vista, barba e mani curate, fisico anonimo, camicia e gilet su un pantalone a costine strette. Lei più o meno trentenne, gonna sotto il ginocchio, dolcevita color rubino, un bel seno forse una quarta, un tacco 10 la slanciava e le tirava su un bel culo .
La donna si era accorta degli sguardi di Caterina, la guardò negli occhi, le sorrise, zia Cat ricambiò il sorriso mentre li guardava uscire invidiandoli per le fragole, per la panna, per l'età, per il sesso che avrebbero fatto di lì a breve .
Pagò la sua spesa e di diresse alla sua classe A, ripensando nervosa anche alla stronza che fuori la banca le aveva rotto il fanale mentre parcheggiava .
Aprì il bagagliaio x sistemare l'acqua e la spesa e vide la coppia della cassa tre stalli più a destra.
Fu presa da un'insolita e inspiegabile voglia di guardare, si stavano baciando, toccando, nel parcheggio nemmeno nascosti .
Lei al lato guida, lui accanto che cercava di toccare il più possibile.
Caterina era troppo lontana, voleva guardare meglio, si sentiva di troppo ma fece una cosa che, anche ora sul letto a gambe aperte non si capacitava di aver fatto.
Fece il giro del parcheggio due volte e si piazzò accanto a loro in modo da vedere lei in faccia .
Lui le stava perlustrando con le dita della mano sinistra l'interno della gonna, mentre con la destra teneva stretto il polso di lei mentre se lo faceva scappellare . Si stava facendo una sega con la mano di lei.
Zia cat si sentì eccitata, avrebbe voluto avere il suo dildo verde bottiglia, il suo preferito, non avrebbe resistito un attimo ancora, si passava la mano sulla camicetta, si tastava il seno ,si voleva , voleva essere lei al posto della trentenne ma non con quell'uomo, lo trovava insulso.

La ragazza si accorse di Caterina e senza far accorgere a lui ,la guardò le iniziò a minare un cunnilingus, per zia cat era troppo, sentì bagnarsi , le mandò un bacio e partì in direzione casa con un solo obiettivo, scoparsi il prima possibile .

I due minuti Auchan casa,strusciava il sedere sul sedile x premersi addosso gli slip era eccitata, ne aveva bisogno .
Cancello e basculante del garage, le automazioni le erano sembrate lentissime, eterne; aveva davanti agli occhi la lingua della morettina, se l'avesse avuta tra le mani l'avrebbe schiaffeggiata e scopata .
Salire le scale di corsa sui tacchi, aveva fretta, spesa buttata sul piano della cucina, via in camera, salire la scala verso la zona giorno, lasciandosi sfilare le scarpe stile cenerentola,nel corridoio non aveva più la gonna, in camera ci entrò con la camicia aperta . La delusione e rabbia non trovando il dildo nel cassetto e ricordarsi di averlo lasciato nel cassetto segreto al piano di sotto.
Sarebbe stato troppo riscendere, inizio a toccarsi, schiaffeggiarsi delicatamente lo slip con la mano aperta, via il reggiseno si toccava i capezzoli e sfregava le cosce serrando il più possibile
Poi via gli slip, braccia allungate a stringere i seni e muovendo il busto li faceva ondeggiare, le mani erano entrambe per il suo piacere

Ne aveva bisogno, voglia, necessità con pollice ed indice della sinistra allargava e chiudeva le grandi labbra il medio della destra premeva e in direzione clito, avrebbe bagnato il letto, amen, ora non aveva più altro obiettivo che scoparsi si penetrò con violenza e velocità fino al primo orgasmo,il suo mugolio era nella macchina con e per i due amanti.
Senza togliere due dita da dentro si girò, sedere in su e inizio a salire fino a mettersi a pecorina. Si stava scopando davanti e dietro, era un lago di piacere,col busto piegato in avanti, capezzoli a sfiorare le lenzuola, quel tocco delicato e quelle dita che la stavano scopando le fecero raggiungere il secondo orgasmo. Aveva soddisfatto il suo piacere e tornò allungata, si tirò su il lenzuolo attorcigliandolo tra le gambe e facendolo passare tra i seni si accarezzava dolcemente.

Sentiva il cellulare squillare e vibrare con frequenti beep, ero io che ti messaggiavo , ma eri in un'altra dimensione, la tua .

Accarezzavi i seni, coccolandoti e ripercorrendo la giornata, incazzature comprese. Quando ti sei ritrovata all'Auchan ha ripreso a penetrarti piano, piano, piano e crescendo sempre più...
Il letto ormai era da cambiare ma, al diavolo la giornata,al diavolo lo yoga, ora stavi davvero bene.

Ciao zia cat, scrivimi quando hai quelle voglie, ci divertiamo in due, no ??? ;-)

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