I segreti del mio migliore amico 3

Scritto da , il 2021-11-13, genere trans

Ci siamo addormentate insieme sul divano, apro gli occhi e lo vedo davanti a me ancora truccato, sta dormendo col sorriso.
Ieri è stato un giorno strano, sono successe troppe cose contemporaneamente, ma è stato bellissimo, avrei voluto conoscere questo suo segreto molto prima.
Gli bacio il viso dolcemente cercando di svegliarlo "Buongiorno Rebecca.", apre gli occhi e la prima cosa che fa è abbracciarmi forte "Grazie Sara. Grazie Sara..." continua a ripetermi molte volte, gli accarezzo la testa passando le dita fra i suoi capelli.
Ci alziamo dal divano, lui è talmente contento che gira su se stesso velocemente e la gonna si alza roteando.
"Che cosa vuoi fare oggi?" gli chiedo.
"Tutto quello che vuoi te Sara."
"Ieri volevo fare un giro per i negozi a prendermi da vestire. Ci andiamo insieme così ti compro qualcosa da mettere? Te lo avevo anche promesso ieri."
"No no. Non posso venire a prendermi da vestire con te."
"E Perché?"
"E se la gente mi vede o soprattutto guarda male te perché sei insieme a uno come me"
Gli do un bacio sulle labbra "Fregatene di quello che pensa la gente. Fai finta che siamo solamente io e te."
Lo prendo per mano e lo porto in camera, "Spogliati Rebecca.", lui subito ubbidiente si denuda, "Naturalmente oggi non uscirai vestito da donna dato che dobbiamo andare in centro, ma un giorno vorrei che tu lo facessi, scommetto che ti piacerà."
Lo strucco e gli spettino i capelli, sul letto preparo della lingeria ovvero collant, un mio body rosso con reggicalze coordinate a delle sexy mutandine di pizzo.
"Ma avevi detto che non mi sarei vestito così."
"Si sopra, ma oggi girerai con queste sotto. E so già cosa vuoi dirmi, quindi non ti preoccupare che io sarò sempre al tuo fianco."
Finiamo di prepararci lui sopra si è messo dei pantaloni della tuta, una maglia e una felpa larga, nessuno sospetterebbe nulla.
Saliamo in macchina e partiamo, il tragitto è abbastanza lungo.
"Posso chiederti una cosa Rebecca."
"Perché mi chiami ancora così? Comunque si Sara."
"Perché ogni volta che ti chiamo Rebecca, tu sorridi, quindi io ti chiamerò sempre così." momento di pausa, lui arrossisce, "Volevo chiederti ma se ti piace vestire da femmina, e da quello che ho visto ieri sera ti piace anche il cazzo, perché non vai con gli uomini?"
"Assolutamente no. Non mi piacciono gli uomini, a me piacciono solo le ragazze, anzi le venero, per quello vorrei essere come voi e mi piace vestirmi come voi. Mentre il cazzo mi piace solo se lo ha una donna, scusami per quello che ti dirò, non arrabbiarti per piacere, ma alcune volte mentre facevo i pompini allo strap-on immaginavo che c'eri te ad usarlo."
"Ero meglio nei tuoi pensieri o ieri sera?" scoppiamo a ridere entrambi "Io devo ammettere che mi è piaciuto veramente tanto mettertelo nel culo e sono veramente commossa che la tua verginità l'hai regalata a me. Toglimi un'altra curiosità, ma ora che appunto non sei più vergine, lo farai anche da solo?"
"Si ora si. E credo tutti i giorni perché prenderlo nel culo mi è piaciuto veramente tanto."
"Allora faremo una piccola sosta in un posto, voglio che anche questa giornata per te diventi indimenticabile. Ma ora mettiti una benda sugli occhi, non chiedere perché, fallo e basta,"
Lui come al solito ubbidisce, arriviamo nel posto, parcheggio la macchina, "Tu rimani qua dentro. Se guardi mi arrabbio! Promettimi che non ti toglierai mai la benda." lui fa cenno di si con la testa.
Esco dalla sportella ed entro nel negozio, è un sexy shop, guardo un po' in giro, ecco, ho trovato le cose che cercavo, mi avvicino al bancone e pago il tutto.
Lo raggiungo in macchina "Hai sbirciato Rebecca?"
"Assolutamente no."
"Brava la mia ragazza. Mettiti a gambe aperte sul cruscotto." dopo aver assunto questa posizione gli abbasso i pantaloni.
"Che vuoi far..."
"Non parlare."
Vedo le sue belle gambe avvolte dal collant, è un vero peccato che debbano essere coperte. Dalla sportina prendo del lubrificante, ne spalmo un poco dentro al suo sedere aiutata da due dita, lui si sta già eccitando.
Ed ora una cosa che so che gli piacerà molto, sempre dalla sportina tiro fuori un plug anale delle dimensioni della mia mano, lo lubrifico per bene, "Preparati Rebecca che entra." fa abbastanza resistenza all'inizio perché un po' troppo grosso, ma dopo vari tentativi finalmente riesco a metterglielo tutto dentro, ora gli tolgo la benda da davanti gli occhi, gli sistemo le mutandine e i pantaloni.
"Forse Sara hai un poco esagerato, mi fa malissimo il culo ora."
"No Rebecca, diciamo che te lo sto allenando."
"Ma come faccio a camminare ora."
"A piccoli passi ci riuscirai, intanto non siamo micca di corsa. E se poi vedi che ti fa troppo male me lo dici che te lo tolgo subito, non voglio che soffri."
"Grazie Sara."
Arriviamo finalmente in centro e parcheggio la macchina, lo aiuto a scendere perché fa un poco fatica a muoversi.
Andiamo in un bar a fare colazione cosa che stamattina non abbiamo fatto, poi finalmente a fare compere.
Entriamo nel negozio dove di solito prendo sempre da vestire io.
"Rebecca, tu stammi sempre vicino e se vedi qualcosa che ti piace dimmelo."
Passiamo tra le file, lui non sa scegliere niente perché vorrebbe provarsi ogni cosa, li tocca quasi con devozione, più lo vedo guardarsi intorno con gli occhi grandi e increduli più io sono felice.
Inizia ad indicarmi dei vestiti, io controllo che ci siano della sua taglia e li prendo in mano, ne sta scegliendo molti.
"Se vuoi prendiamo questi Sara."
"Beh! non li provi per vedere come ti stanno!?"
"No Sara, li proviamo a casa."
"Assolutamente no! Ora vai nel camerino e te li provi!"
"Ma c'è gente."
"Nessuno ti vedrà, tengo io la porta del camerino, sarò sempre li davanti e non entrerà nessuno a parte me, e poi secondo te, perché sotto ti ho fatto mettere la lingeria?"
"Grazie Sara, non saprò mai ringraziarti per quello che stai facendo per me, ti voglio bene." è commosso.
"Non è niente questo in confronto a tutti i sacrifici che tu hai fatto per me fino ad oggi."
Andiamo verso i camerini, non c'è nessuno, lui entra e io gli passo tutta la roba che ha scelto.
Ogni volta che finisce di provare qualcosa io entro per vedere come gli sta: gonne lunghe con maglioni ricamati, maglie con fiocchi, bluse di seta e molto altro, ma tutte le cose he ha scelto hanno una cosa in comune, sono tutte molto femminili, come ad esempio nel suo armadio che non ha nemmeno un paio di pantaloni perché dice che gli fanno schifo qualunque modello essi siano, gli ricordano il suo lato che odia.
Ha il volto di chi sta vivendo un sogno ad occhi aperti.
Passiamo tutta la giornata mano nella mano insieme per i negozi come farebbero due migliori amiche, cosa che siamo, sia io che lui abbiamo preso molti vestiti ma ora è arrivato il momento di tornare a casa, andiamo verso la macchina.
Nel tragitto ci fermiamo davanti una vetrina.
"Guarda Sara quanto sono belli questi abiti." dice mentre ci fermiamo davanti ad un piccolo negozio di abiti da sposa, "Uno dei miei sogni che ho fin da quando ero bambino e di un giorno poterne indossare uno."
"Vuoi entrare a vederli?"
"No, mi farebbe venire ancora più voglia di provarli e non posso. No, andiamo a casa che tenere per toppo tempo i pantaloni mi da fastidio."
Arriviamo alla macchina e poi a casa, una volta entrati mettiamo a posto tutto quello che abbiamo comprato.
Andiamo in bagno dove gli piastro e riempio di boccoli i capelli, lo trucco, gli metto lo smalto, dei vestiti i tacchi e finalmente ora è tornato libero di essere ciò che vuole.
Si è fatta l'ora di cena e insieme prepariamo da mangiare e una volta finito lui sparecchia la tavola "Penso che dovrò regalarti un completo da cameriera, secondo me ti sta molto bene." gli dico maliziosamente.
Ora invece è arrivato il momento di concludere al meglio questa bellissima domenica, lo prendo per mano e andiamo in camera da letto, entrambi restiamo solamente in intimo.
Mi metto lo strap-on e dopo averlo lubrificato cerco di metterglielo dentro, ma non entra nemmeno di un millimetro.
Gli guardo il sedere, ha ancora dentro il plug anale, "Ti eri dimenticato che avevi ancora questo dentro di te? Lo hai tenuto dentro per quasi tutta la giornata, non ti fa male il culo?"
"No non me lo ero dimenticato, e no non mi fa male, anzi ho sempre pensato che sarebbe stato un peccato o una mancanza di rispetto nei tuoi confronti se me lo fossi tolto."
"Sei proprio una porcellina Rebecca. Ma ora fidati che questo ti piacerà di più."
Gli tolgo il plug e lo sostituisco col mio finto cazzo, lo bacio sulle labbra, e colpo dopo colpo me lo scopo in tutte le posizioni che mi passano per la testa.
"Ti voglio bene Sara." mi dice mentre sta gemendo di piacere.
"Ti voglio bene Rebecca." gli dico mentre lo sto inculando.
Ha le gambe intorno a me, il suo cazzo emette tanta calda sbora con getti che gli arrivano anche in faccia, con un dito ne raccolgo un poco la assaggio, tolgo il cazzo da dentro di lui lo inzuppo nel suo liquido e non gliene faccio perdere nemmeno una goccia con una lunga sessione di pompini.
Non riesco a smettere di guardarlo, lo vedo come una delle cose più dolci che esiste a questo mondo.
L'ho sempre visto come il mio migliore amico, ma quello che mi ha regalato in questi soli due giorni mi sta facendo pensare molto.
"Buonanotte. Ti voglio bene." ci diciamo a vicenda mentre ci ripariamo sotto le coperte unite in un abbraccio.

Continua...

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