Una notte d'estate

Scritto da , il 2021-10-09, genere etero

Viaggiavano lungo la strada che costeggiava il lago, quando lui voltò a destra per una via buia e sterrata fermandosi davanti al lago. La luna illuminava l’acqua, dai finestrini abbassati sentivano il rumore dei grilli. Di tanto in tanto qualche lucciola illuminava la notte attorno a loro. Lei si girò e iniziarono a baciarsi a lungo “Mettiamoci dietro” propose lui. Si sedettero sui sedili e si spogliarono completamente, rimanendo nudi al caldo estivo della serata. Quando lei glielo prese in mano ebbe un sussulto, il membro era grande e duro e quasi tremava all’idea di sentirlo dentro, ebbe subito voglia di prenderlo in bocca. Lo baciò, lo leccò con la lingua su e giù, lo prese in bocca tutto mentre sentiva il torace di lui espandersi accompagnato da sospiri sempre più veloci. Lui l’attirò a sè “ti voglio” le sussurrò baciandole il collo e infilando due dita dentro di lei, scoprendo che era già molto bagnata. Lei si mise a cavalcioni su di lui e quando la penetrò sentì la pelle lacerarsi un po’, un gemito, lui prese in bocca il suo capezzolo mentre lei cominciava a muoversi su è giù lentamente facendolo sospirare di piacere. Sempre più veloce, senza mai raggiungere il culmine, continuarono a darsi piacere e a mordersi, intrecciando le lingue di tanto in tanto. D’un tratto lei disse “lo voglio da dietro” allora lei si mise in ginocchio appoggiata al sedile, e lui la penetrò scivolando dentro la sua passera fradicia che lo fece eccitare ancora di più, lei godeva troppo forte, le mise una mano davanti alla bocca, il membro diventò sempre più duro fino a che dopo qualche spinta sentì di stare per raggiungere l’apice insieme “adesso vengo” esclamò lui con il poco fiato che aveva in corpo, lei gli prese la mano e se la mise sopra la passera calda per fargli sentire il suo orgasmo, lui venne spruzzando tutto il piacere dentro di lei, che si appoggiò contro la sua spalla scossa dai tremori, lui affondò la bocca nella sua pelle soffocando i gemiti.
Rimasero, poi, seduti su quei sedili, a contemplare le stelle.

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