Selva nera

Scritto da , il 2021-10-06, genere feticismo

Come in lenta planata ti avvicini alle mie cosce, ne segui la convergenza, ma all'ultimo istante un'audace cabrata ti dirotta verso il mio pelo.
Nero e deciso, si staglia nel centro della pelle pallida e glabra.
Lungo e dritto, lucido e ribelle, si avvolge in tortuose volute lungo la convessità del monte di Venere.
Soffice tre le tue dita, la tua lingua ne insidia le radici.
Lo mordi e lo tiri facendomi sussultare.
Ci affondi il naso, immergendoti nei suoi vellutati sentori.
Fine seta di inchiostro notte, ben delimitato dal ventre, si arrende verso l'insenatura dell'ombelico.
Segui in punta d'olfatto i suoi netti confini, ti lasci accarezzare dalle cedevoli corolle, fiabe d'oriente, ideogrammi indecifrabili.
Si diluisce, la selva, circondando il liquido pertugio; esplori il vestibolo affondando le dita nell'accogliente rilassatezza.
Come ancelle in livrea, a guardia della corolla del piacere, in fila, cedono il passo all'odoroso gemizio, all'oscuro adito.
Tessuti imbibiti, pregni di profumi e colate ubertose.
Ma ancora svetta il ciuffo indomito, la chioma audace e sensuale, preambolo del nudo donarsi, anteprima di implosioni avvolgenti.
Pelo del pube, artiglio del drago rampante, indomito orgoglio, sussurro di estasi.

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