Ikeya-Seki

Scritto da , il 2021-08-10, genere sentimentali

Ikeya-Seki

Venuta da lontano, da molto lontano.
Forse risvegliata da una stella.
Ha iniziato un lento cammino che dalla nube di Oort l'ha portata vicino, perchè fosse vista, studiata, ammirata.
Ha brillato nei cieli del Giappone, e poi agli occhi di tutti.
La più luminosa negli ultimi 1000 anni.

“Venuta dal Sole o da spiagge gelate
perduta in novembre o col vento d'estate...
Io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai...”

Sempre più veloce si è mossa per avvicinarsi al Sole.
Alla luce della grande stella è diventata più bella.

“Poi arrivò il mattino
e col mattino un angelo
e quell'angelo eri tu...”

La sua luce ha osato sfidare quella della Luna e gli occhi stupiti l'hanno rimirata in pieno giorno.
La sua coda lunga, lunghissima, ha riempito lo spazio mentre con un abbraccio ha circondato la stella che da lontano l'aveva attirata.
Le sfumature del suo lungo velo dal rosso del tramonto viravano verso il blu oltremare.
Nel cielo notturno la sua scia si è allungata per 100 milioni di chilometri, per avvolgere tutto il cielo intorno alla sua stella.
Si è fatta bella sotto gli occhi di tutti, ma solo alla sorgente del divino fuoco ha rivolto il suo sguardo.
Veloce, sempre più veloce si è avvicinata alla stella.
Sempre più luminosa e bella.

“Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento...
Un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai...”

E come la farfallina si è bruciata sulla fiammella della candelina.
In volo radente intorno al sacro fuoco si ruppe in tre pezzi.
Eppure continuò la sua corsa intorno alla stella che da lontano l'aveva chiamata.

“Devi rischiare la notte, il vino e la malinconia,
la solitudine e le valigie di un amore che vola via.
E cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo
e non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo.
Chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia,
quando la notte scende e ti si gelano le braccia.”

Bruciata, consumata, disciolta ed evaporata nella lunga coda del pazzo volo intorno al Sole.
Dopo l'abbraccio con l'astro che l'aveva resa bella e splendente si è allontanata perdendo la sua luce.
Di nuovo è tornata nel gelido buio invisibile a tutti.
Piccola palla di neve disintegrata sotto i raggi del sole.

“E tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore...
Fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai...”

Tornerà tra 877 anni per rincontrare la sua stella.
Non troverà Kaoru Ikeya né Tsutomu Seki ad aspettarla.

“Ma se soltanto per un attimo potessi averti accanto
forse non ti direi niente ma ti guarderei soltanto.
Caterina questa tua canzone la vorrei veder volare
Per i tetti di Firenze per poterti conquistare.”

Ci sarà ancora una Umanità ad attenderla?
Una donna che volgerà gli occhi al cielo nella gelida notte siderale?
Un'anima che cercherà nello spazio un piccolo punto luminoso con gli specchi di un telescopio?

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