Sola, sempre sola

Scritto da , il 2021-07-19, genere sentimentali

Sola.
Sempre sola.
La mia vita insieme a te: la mia più profonda, autentica e bruciante esperienza di solitudine.
Più sola di quando in solitaria ho sfidato le creste del Cervino, gli sdruccioli ghiacciati del Gran Paradiso, i ghiacciai del Cevedale, le coltri profonde della Marmolada, le pareti friabili della Roda del Diavolo, i budelli fangosi delle grotte in Lombardia.
Sola.
Al tuo fianco, eppure sola.
E ora la conferma impietosa.
Quando sola mi sentivo, con il tuo sorriso in discrepanza con i tuoi occhi.
Le tue parole gentili e i tuoi gesti distanti.
Il sesso consumato per costume e per dovere, senza affetto.
I doni e le feste per rispondere a tradizioni e aspettative.
Mentre il mio cuore urlava disperato la sua solitudine.
La sensazione in contrasto con le apparenze.
I miei sguardi che imploravano, le tue parole vuote che cercavano di infondermi conforto.
Sola nelle battaglie quando avevo bisogno di sentirti al mio fianco.
Sola nelle fatiche quando più mi serviva il tuo sostegno.
I tuoi silenzi, il tuo gelido distacco mentre cercavo la tua mano per vincere le avversità.
Sola a piangere in silenzio, mentre con gesti automatici mi accarezzavi i capelli con le mani, e con il pensiero correvi altrove.
Sola, a chiederti il perchè dei tuoi sguardi vuoti, rivestiti da sorrisi sterili.
Parole senza suoni.
Il pugnale gelido che ferisce e non uccide.
Penetra e non ti finisce.
La lenta agonia, il perverso supplizio di una sofferenza senza fine e senza senso.
Sola, ad accarezzare le corolle dei fiori, le spighe del grano, gli steli delle erbe dei monti.
Piccoli tulipani d'Olanda.
Colori saturi, il sole vi attraversa controluce.
In ginocchio ascolto il vostro sussurro mentre il vento vi accarezza.
E il vostro capo ondeggia come una triste canzone.
Il vostro delicato sentore si alza discreto come le lingue di un fuoco invisibile.
Fiori di loto in stagni d'Oriente,
Sfumature fucsia nel verde scuro e misterioso, tra i riflessi dei tetti attorcigliati di templi buddisti.
Dragoni dalle espressioni truci e gli occhi spiritati.
Porte d'accesso di monti lontani.
Coni calcarei nel sud della Cina, tra le brume del tramonto, rivestiti di boschi villosi.
Il mio spirito si disperde, portato dal vento.
L'anima mia geme in cerca di un riparo, una zolla erbosa su cui posare il capo.
Fiori di ciliegio si abbandonano alle lusinghe del vento e si sollevano sullo sfondo innevato del Fuji.
Camoscio solingo, passero solitario, poeta triste che canti i tuoi dolori.
Triste me ne vado sfiorando le lapidi di un cimitero senza fine.
Intenzioni perdute, paradisi promessi e svaniti nel vento.
Occasioni dissolte.
Morire, dormire, sognare forse.
Perdersi tra i vapori della sera, sciogliersi nelle spire del vento in cerca di una solitudine che parli.
Scomporsi nelle molecole della madre Terra, per ritrovare le origini dei perchè.
Sognare una nuova vita, con nuove opportunità.
Liberare con un sospiro ogni molecola del proprio corpo restituendola alla Natura.
Flussi di neutrini che viaggiano vicini alla velocità della luce, attraversando mondi e pensieri, senza sentimenti, in un vagare senza meta tra i confini dell'universo.
Quasar misteriosi, segnali di pulsar inascoltati.
Buchi neri che inglobano stelle tra gemiti di radiazioni X.
Un violoncello piange al tramonto, immagini in bianco e nero di un sacrificio inevaso.
Vie senza più ritorno, sentieri che scompaiono nei campi di grano, divergenti in terre rosse, mentre un volo di corvi neri si avvicina.

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