Residui di vita

Scritto da , il 2021-05-31, genere poesie

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Nella tenebra frescura
resta assorta la natura,
muta in pia contemplazione
di sculture e di invenzione.
La cappella in San Severo
colma di profum di cero
con la gente a fiati corti
porta il culto dei suoi morti.
Il di Sangro, sir Raimondo
rende gioia a tutto tondo.
Con la splendida scultura,
morte fugge alla bruttura.
“VIATOR QVISQVIS...” fuor t'accoglie,
e all'interno meraviglie,
quadri, statue e allegorie
narran di massonerie.
Ma tre statue sullo sfondo
han commosso tutto il mondo.
Disinganno sulla destra,
Pudicizia alla sinistra.
Nella prima è un uomo in rete.
Di librarsi ha una gran sete.
Rete in marmo fu scolpita
da una mano molto ardita.
Sembran veri i grossi nodi,
porgi l'occhio e spargi lodi.
Di magnifica fattura,
nel dettaglio grande cura
lo scultor Queirolo ha messo,
un divin dono concesso.
Strappa ed esce dalle maglie,
nuova vita l'uomo coglie.
Più non cede alle lusinghe
strappa e fugge dalle stringhe,
nel recuperar la vista
del miracolo fa festa.
L'altra statua è lì di fronte
volge il capo nulla sente.
Il suo corpo sta velato,
di un tessuto che è bagnato.
Pudicizia dice il nome,
ma quel seno già s'impone
per dettagli ben scolpiti
che rapiscon gli occhi arditi.
Scandalosa è la sapienza
quando è autentica semenza.
Pur quegli occhi mezzi spenti
e la lapide in frammenti
suggeriscono davvero
in un tono non leggero
che comunicar non puote
se la morte giunge e scuote
l'uomo che ad un'altra vita
si dispone a dipartita.
Il contatto è consentito
non con l'occhio, né col dito,
ma soltanto di sapienza
scandalosa e di sostanza.
Ma nel mezzo, più importante,
giace un corpo, solamente
di un sottil velo coperto,
da Maria, dopo ch'è morto.
Le sembianze del Signore
sopraffatto da dolore,
ricoperto da quel velo,
della morte già nel gelo.
Ma una briciola di vita
sembra forse sia scolpita,
ricordando che il ritorno
alla vita il terzo giorno
forse è già rimasto impresso
tra quei marmi, dentro il gesso.
Sulla fronte sta una vena,
sembra vuota, ma è ben piena
porta liquido vitale,
nella morte ciò è anormale.
Le ginocchia un po' contratte
non son flaccide, son fatte
di materia ancora viva
e d'incanto le solleva
di quel poco, ma quel tanto
da stupir chi l'ha compianto.
Sotto il velo delicato
su dal naso muove un fiato
e in quel corpo giovanile
entra un alito gentile.
Sotto quel sottile velo
c'è un miracolo del cielo
annunciato e già presente
nella mente del credente.
Scuotersi dall'ignoranza
per stupirsi dell'essenza
dovrai in mente mantenere
se il miracolo vedere
vorrai, sempre, nella vita.
L'esistenza alleggerita
troverai nella tua strada,
fa che un giorno il velo cada!

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