I-Esibizionismo in piscina in una giornata di sole. (l'uomo, la moglie e due amanti) 1

Scritto da , il 2021-04-08, genere etero

I-Esibizionismo in piscina in una giornata di sole.
(l'uomo, la moglie e due amanti) 1

I-Adele
Sole. Tempo giusto per un bagno in piscina. Qualche bracciata e poi sulla sdraio a catturare i raggi del sole. Esco sul patio con l’accappatoio slacciato. Sotto ho dei pantaloncini da bagno. Adele, mia moglie, è dall’altro lato della vasca, sdraiata, il cappello a larghe tese sulla faccia, la mano che sfiora il secchiello del ghiaccio lì accanto.
La vicina di casa, una biondina ricciuta con degli occhiali da sole a forma di cuore, mi saluta. Sta innaffiando i fiori con una canna di gomma e indossa un costume succinto che lascia poco spazio alla fantasia. Carina, penso. Avrà vent’anni e sprizza gioia da tutti i pori. L’età di mia figlia. MA fa sangue comunque.
Mi getto nell’acqua tiepida e comincio a fare qualche bracciata. Dieci vasche e poi fuori dall’acqua. La ragazza è ancora là e fa finta di innaffiare i fiori. Mi osserva con uno strano cipiglio. Forse che è attratta dai maschi più vecchi? Maschi nel pieno vigore fisico, dal petto quasi villoso e lo sguardo di un divo del cinema degli anni 70?
Asciugamano, una bella frizionata, poi mi siedo sulla sdraio accanto a mia moglie. Lei ha un fisico olimpionico: asciutto, snello, un ventre piatto da fare invidia ad una ventenne, bei glutei e un paio di tette misura tre da voler strizzare ad ogni ora della giornata. Mia moglie, sa fare sesso come una navigata amatrice di lungo corso. Riesce a sfiancarmi anche solo dopo venti minuti di allegra e frenetica scopata.
Adele è una donna affascinante, molto desiderata. So che, quando esce di casa per le sue commissioni, si va ad intrattenere con altri uomini, senza nemmeno preoccuparsi di nascondere la sua infedeltà. Anche perché, se ne ho l’occasione, infedelizzo anche io.
Arriva Giovanna, la nostra domestica, nella sua tenuta azzurra con gonna lunga. Giovanna ha trent’anni, pienotta e un viso che mi ricorda una vecchia bambola olandese che vidi esposta in una vetrina ad Amsterdam. Guance piene e floride, occhietti piccoli e azzurri, seno prosperoso, culo ampio,corpo rotondo. Grassoccia ma appetibile. Ci annuncia che sarebbe uscita per fare spesa e poi se ne va. Le guardo il culo mentre si allontana. Ho scoperto che Giovanna non è immune alle mie lusinghe e, in più di un’occasione, si è lasciata palpare il culo e toccare le gambe. Si, sono un inguaribile seduttore e mi compiaccio di questo.
Afferro un cubetto di ghiaccio dal secchiello. Adele non si è ancora mossa. La mia giovane vicina mi sta osservando, ora, con le braccia appoggiate alla staccionata di confinamento. Le elargisco il più accattivante dei miei sorrisi.
Con il cubetto di ghiaccio sfioro la pelle di Adele. Lei contrae e solleva il cappello che ha sul volto, quel tanto che basta per aggrottare le sopracciglia e sorridere “Se vuoi smetto”
“No” e ritorna a rimettersi il cappello sul volto
Io continuo a sfiorare la pelle di Adele con il ghiaccio e, nel contempo, guardo di sottecchi la giovane vicina. Non c’è nessun altro attorno a noi che sbircia. Siamo le uniche due ville in fondo alla strada e ci guardiamo a vicenda il giardino. Dei miei vicini so solo che sono due imprenditori di nome Manfredi e che hanno una figlia di circa 20 anni. Non so nulla di loro. Con la figlia qualche ciao da lontano ma mai nulla di fatto.
Continuo con il ghiaccio, lo faccio scivolare fino all’ombelico dove Adele ha un fremito, piega la schiena , quindi la pancia,verso l’alto “Uh” ride lei “Continua così e, potrei avere delle strane vogli”
“Quanto strane?” chiedo avvitando il cubetto di ghiaccio nel suo ombelico
Lei fa scattare il braccio verso i miei boxer, le mani che si infilano in essi e mi afferrano il sesso già duro. Lo afferra di prepotenza, mentre una scossa percuote anche me e non smetto di giocare con il ghiaccio. Cosa succede se faccio scivolare il cubetto nelle mutandine, fino alle labbra di Adele?
La ragazza ha gli occhi a palla e la bocca aperta in O di meraviglia. Si starà masturbando? Dovrei rompere il ghiaccio e avvicinarmi a lei. Magari a lei piacciono gli uomini maturi. Oppure è vergine? Oppure una super esperta?
Adele me lo stringe e mi stuzzica la punta con l’unghia del suo indice. Il ghiaccio scivola fino al costume e lo insinuo sotto il tessuto. Lei ride come una bambina a cui hanno fatto il solletico. Il ghiaccio scompare sotto e all’interno. Lei si rizza su a sedere sulla sdraio, roteando sul culo e sedendosi di fronte a me. Il cazzo non lo ha ancora mollato. Mi bacia, mi masturba. Io ricambio, le slaccio il reggiseno, le palpo le tette, le strizzo i capezzoli “Spudorato mandrillone” mi dice lei
“Affamata maialina” rispondo
“E’ solo per me questo spettacolo? O lo fai a beneficio della nostra giovane vicina?” ride maliziosa
Io sorrido a mia volta e dico “Mi sento esibizionista”
Lei sorride, mi bacia con passione “Allora non deludiamo il nostro pubblico”
Diavolo se ho voglia di ficcarmici dentro.
In acqua. Un bel tuffo assieme. Un paio di vasche, torniamo verso la zona di partenza. Io la blocco contro il muretto, i boxer che vengono lanciati sul bordo piscina. I suoi slip galleggiano nell’acqua. Baci appassionati, mani che strizzano, io che entro di lei. Sesso subacqueo. Io che pompo come un pistone ad acqua. Adele che grida e ride. La giovane vicina ci osserva rapita. Io le sorrido facendo l’occhiolino. Lei, di rimando, fa scivolare una spallina del suo costume succinto e mi mostra una tetta. Piccola, morbida e succosa.
Finisco con Adele in un orgasmo più che liquido, fatto di acqua e sperma. Mi allontano da lei con un risucchio subacqueo degno di uno stura lavandino. Sì, lo so, non è un’immagine moto poetica.
Adele ride e si fa scivolare giù, strisciando lungo il muro, sott’acqua. Io la seguo, la bacio “Ottima performance” dico “Tra premio oscar del sesso”
“Dovremmo farlo più spesso”
“Abbiamo tutto il giorno”
“Ho quella cena di lavoro” dice lei “Dovrai rimanere solo soletto”
“Sentirò la tua mancanza”
Lei ride “Sono sicura che troverai il modo per distrarti”


II-Luci
Adele se n’è andata lasciandomi quel vuoto di incompletezza. Torno sul patio vicino alla piscina e cerco con lo sguardo la figlia dei vicini. Non la vedo, peccato. Mi stringo nelle spalle e ciabatto fino al secchiello del ghiaccio, ormai sciolto “Ciao”
Alzo lo sguardo. Vicino alla staccionata, la ragazza mi saluta tenendo in mano un bicchiere con un liquido arancione e un ombrellino di carta rosa. Indossa ancora il suo costume integrale.
“Ciao” rispondo “Serve del ghiaccio?”
“Stavo appunto per chiedertelo” sorride lei
Afferro il secchiello e vado verso di lei. Sbircio sospettoso che non ci sono i suoi genitori. Ora chè più vicina posso ammirare meglio il tessuto del suo costume che aderisce perfettamente l suo corpo, il disegno dei seni e dei capezzoli, l’insieme del tutto. “Spiacente, è rimasto poco”
“Forse non dovevi sprecarlo tutto con tua moglie” fa maliziosa
“Guardona”
“Dai, lo sapevi che stavo guardando. Lo hai fatto apposta”
“L’abbiamo fatto apposta”
“Siete due vecchi sporcaccioni”
“Ehi, ho quarantenni” faccio fintamente offeso
“Io ne ho venti e mi chiamo Luci”
“Nome curioso”
“Lucia. Ma il diminutivo mi piace di più”
“Sì, Luci”
Lei tuffa una mano nel secchiello e ne pesca un cubetto. Ma non lo mette nel bicchiere. Prende a succhiarlo come se si trattasse di un lollipop. Sensuale, con la lingua che, lenta, ne saggia la superficie. Dio se me lo fa venire duro . Poi Lo sposta verso gli slip e lo fa scomparire all’interno. Con un fremito, senza pudore, si masturba con lui davanti a me. Di colpo mi si rizza nei pantaloncini da bagno e mi viene l’insaziabile voglia di farmelo succhiare
Giovanna sceglie quel momento per rientrare e annunciare che avrebbe iniziato a pulire la camera da letto. Accidenti a lei.
“I miei genitori rientrano sul tardi” mi strizza l’occhio “Molto sul tardi”
“Anche mia moglie”
“Tradiresti tua moglie?”
“Lei lo fa con me. Il suo tardi dal lavoro è che si va a sbattere con qualche suo collega”
“Potrei passare da te con una scusa ma, con la matrioska come si fa?”
“Giovanna tutto burro e panna”
“Oh” fa lei “Ti scopi anche lei?”
“A volte, per far passare il tempo” sorrido
“Vorrei che tu lo fai passare con me”
“Quando e dove vuoi”
Le beve il suo cocktail e mi guarda maliziosa. Abbassa la mano verso lo slip, ci fruga dentro ed estrarre il cubetto di ghiaccio che si era infilata lì. Lo annusa e lo porge verso di me , lo abbassa verso i miei boxer e lo strofina sul mio uccello. Poi ritrae la mano e mette il cubetto nella bevanda “Io e te insieme”

III-Giovanna
Come dicevo, quando mia moglie non c’è e non ho altro modo di sfogarmi, vado da Giovanna. Come ho detto prima, Giovanna è sul tipo robusto, grassoccia ma non brutta. Il genere di donna molto formosa e morbida, dal culo grande e pastoso dove rischi di precipitarci dentro, dalle tette enormi che ti soffocano e dalla vagina famelica con il rischio che te lo asciughi.
E’ in camera da letto, chinata a novanta che mette a posto i copri letti.
Standard, a cazzo snudato, le arrivo da dietro afferrandola per i fianchi, le mani che affondono nei rotolini e il cazzo che affonda d’impeto come lo sperone di una galera nella chiglia di una nave più grande.
Lei emette un urletto ma non si distoglie, sa com’è il gioco. Finge sottomissione, si lascia perforare ed emette versi da degna pornostar. Ci do dentro fino a che non sento delle fitte ai reni e sto per venire. Mi scosto quel tanto che mi basta per bloccare la fuoriuscita di sperma e spostarmi in bagno. Eiaculo con forza dirompente, tiro l’acqua, me lo pulisco con sapone alla fragola.
Torno di là e la trovo sdraiata sul tavolino che uso la mattina, per scrivere i miei articoli. Sdraiata, gambe aperte e all’aria, la fica ben rasata.
Io entro dentro di lei, afferrando le sue grandi cosce e ci do’ dentro stantuffando come un dannato. Così funziona con lei. Sesso violento e selvaggio. Nessun bacio, niente coccole del prima o del dopo. Solo culo, fica, bocca. Lei trema tutta, sembra un gigantesco budino alla crema pronto per essere divorato.
Quando esplodo dentro di lei, sudato e spossato, lei ha la forza di mettersi in piedi e inginocchiarsi davanti a me, ingoiandomelo e succhiandomelo come se me lo volesse asciugare fino all’osso.
“Diavolo” mi lascio cadere sulla sedia e guardo l’orologio appeso sopra la testiera del letto. Quasi mezzogiorno “Uno di questi giorni mi prosciugherai senza lasciare traccia”
“Vorrà dire che mi troverò un altro padrone da sbattere” sorride lei andando in bagno
Squilla il telefono. E’ Adele che mi avverte che rimarrà fuori a mangiare. In sottofondo si ode il rumore di una risacca marina e le urla dei gabbiani. O sono a Ticino, o sono al mare, magari a Varazze dove abbiamo la seconda casa. “Tornerò dopo cena” Saluti, baci, ciao
Giovanna esce dal bagno dieci minuti dopo. Si rimette a lavorare come se nulla fosse. In bagno, doccia, frizionatura in ogni dove.

IV-Luci
Suona il campanello. Sono caduto in uno stadio di torpore bradi pesco. Mi muovo al rallentatore. Mezzogiorno e dieci. Giovanna si affaccia sulla porta della camera da letto e mi annuncia “La giovane vicina ti cerca” lo dice arricciando il naso e con una punta di simil gelosia.
Luci, in un vestitino rosso che le lascia scoperto le braccia e un pezzo di schiena. Ha una mini da urlo che le fa intravedere le mutandine e calza dei sandaletti stile Heidi delle montagne. Da come le si appiccica il vestito addosso direi che non indossa reggiseno.
Io più casual,pantaloncini da bagno, rossi a quadretti blu, una t Shirt color banana e infradito da spiaggia. L’uccello si agita inquieto “Luci. Cosa posso fare per te?”
“Beh, ho fatto la sfacciata e mi sono auto invitata” sorride lei “Ho portato qualcosa da mangiare” esibisce un cestino da pic nic “Eviterei di stare a bordo piscina. Sai mai che i miei tornino prima del previsto”
“Ma se tornano e non ti vedono?”
“Ho detto che andavo da un’amica. E l’amica regge il gioco del giro in bici in campagna. E tua moglie?”
“Dopo cena. Credo sia nella nostra seconda casa a Varazze”
“Anche tu la casa a Varazze”
“Anche tu?”
“E’ l’unico posto dove puoi trovare la più alta concentrazione di pavesi. Insieme ai milanesi ma, quelli, li trovi d’dappertutto” ride “Non sono brava come cuoca. Ho preparato dei panini e un paio di insalate”
“Quindi, come vuoi procedere? Quattro chiacchiere, pic nic e poi?”
“Lo sai già. Poi sesso”

=Fine prima parte=




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