Dal buco della serratura

Scritto da , il 2021-02-22, genere masturbazione

“Uè!! Che ci fai qui a quest’ora?”
Berto ( all’anagrafe Roberto) mi accoglie stupito nel vedermi entrare in palestra nel sacro orario dell’aperitivo defaticante post lavoro. 
“Avevo voglia di farti una sorpresa” scherzo continuando a camminare verso gli spogliatoi.
Berto è un tipo particolare ma simpatico. Un po' fissato con la palestra, ma del resto sarebbe preoccupante se così non fosse, dato che ha deciso di farne un lavoro.
“Che cucciolo!” risponde tornando a guardare la persona a cui sta spiegando la scheda .

Sapevo ci sarebbero state troppe persone per i mie gusti a quell’orario, ma avevo sperato fino all’ultimo momento in un miracolo. 
Nello spogliatoio mi cambio. Pantaloncini, maglietta presa a caso dalla pila “cimeli che mia moglie vorrebbe trasformare in stracci per spolverare” che in questo caso è una vecchia t-shirt nera dei Nirvana.
Intrise nel cotone di quest’indumento ci sono talmente tante storie che il solo pensiero di non poterla più mettere mi farebbe issare la bandiera a mezz’asta.

Cuffie, fondamentali per non farsi massacrare le palle da quelli che in palestra vogliono allenare anche la lingua e non smettono un secondo di parlarti e… pronto!

L’idea era quella di fare un po' d’ellittica per scaldarmi ma sono tutte occupate, mi toccherà il tapis roulant, che non è proprio la mia passione, forse perché li hanno messi tutti in fila davanti alla parete specchio, quindi ti sembra di correre verso te stesso, già è noioso correre sul posto, poi se facendolo ti guardi anche la faccia da culo che fai è facilmente spiegabile perché non sia fra i miei riscaldamenti preferiti.

Mentre imposto la macchina, noto che alla mia destra c’è un ragazzo che sembra sudare come il protagonista del film “l’aereo più pazzo del mondo” e alla mia sinistra un sessantenne che passeggia guardandosi orgogliosamente allo specchio. 
Nelle mie orecchie già stanno suonando i Mattafix con “big city life”, non la sentivo da parecchio.
Mi piace lasciare il casuale, così le canzoni arrivano come una sorpresa. 

Inizio a correre cercando di ignorarmi dallo specchio.

Con la coda dell’occhio vedo che l’ultimo tapis roulant lo sta prendendo una donna, la prima cosa in assoluto che noto di lei da quello specchio è la massa di capelli, scuri e mossi che le coprono il viso chinato ad impostare i parametri.

“Reggo più l’alcool che le persone” la scritta a caratteri cubitali sulla sua maglietta mi fa sorridere. 
Sono totalmente d’accordo con la sua esplicita dichiarazione.
Molto probabilmente se non avessi visto una scritta non mi sarei fermato a guardarla con maggiore attenzione.
A fottermi è quasi sempre la mia curiosità , ne sono perfettamente consapevole!
Nel caso specifico chiamo però un concorso di colpa con Berto, che ha messo quella parete a specchio!

L’alcolista asociale  inizia a camminare e con un gesto potenzialmente rischioso si sfila un elastico dal polso ed inizia a farsi la coda. Un gesto alla “Over the Top” che vuole comunicare “Adesso ti faccio il culo!”, in questo caso credo che la sfida sia con se stessa più che con il resto del mondo.
Il problema è che questo gesto le scopre il viso e… ha esattamente quel tipo di sguardo che non posso ignorare.
Due grandi occhi scuri che anche se non conosco mi mettono subito di buon umore.
Ci sono quelle persone che guardi negli occhi e ti sembra di poterle leggere? Ecco, è proprio davanti a quello sguardo che mi trovo.
La mia fortuna in quell’istante è che lei non ha ancora diretto lo sguardo sullo specchio e non si è minimamente accorta che la stia guardano. 

“Dai Sam, ti sei messo a fare il maniaco da palestra?!?” mi rimprovero mentalmente, ma proprio mentre sto completando quel pensiero lei inizia a correre e quella scritta inizia a muoversi…

e si muove non poco…

Come si potrebbe dire con tatto ed educazione?

Tette. Non è che c’è tanto di più da dire se non che nonostante la maglietta larga, indossata  sicuramente per non evidenziarle, è fottutamente evidente che quelle siano due gran belle tette!
Per assurdo, proprio perché non messe in evidenza da canottiere  sportive aderentissime mi sembrano anche più invitanti.
Un po' come guardare qualcosa di nascosto dal buco della serratura!
Che gusto c’è a guardare cosa si nasconde in una stanza con la porta spalancata? É chiaro che non ci sia nulla d’interessante o prezioso o non sarebbe aperta. É dietro alle porte chiuse a chiave che ci metti le cose più importanti! 
Chiamatemi scemo se volete , ma se devo scegliere fra chi espone le sue grazie al popolo perché siano ammirate e chi le fa ammirare solo a pochi eletti… io preferirò sempre la seconda categoria!
Così, di concetto! Poi è chiaro che se mi passano davanti due belle tette in topless le noto pure io e non mi chiudo gli occhi scandalizzato... ma non mi fanno venire voglia di “stropicciarle”.

Nelle mie orecchie i Mattafix hanno lasciato il palco a Daniele Silvestri “Amore Mio”, ma non è il mio primo pensiero in questo momento, sto solo cercando di convincermi a staccare lo sguardo da quella scritta.

Adesso glielo spacco 'sto specchio a Berto!

Mi convinco! Tolgo l’attenzione dalla parola “Reggo” posta proprio nel punto strategico. In assoluto la parola che si muove di più . Lancio l’ultimo sguardo sul viso e…
 
Mi sta guardando.
 
Minchia! Sgamato.
 
Urge una rapida manovra eversiva, la “mossa Kansas City”!

Le sorrido e mi tocco la mia maglia all’altezza della sua scritta facendole il segno “OK” con tanto d’occhiolino per rafforzare il concetto che stavo leggendo la maglia e che la approvavo.
Non che a lei importasse molto della mia benedizione, ma in un qualche modo devo uscirne e fra sembrare un maniaco che guarda le tette ed un impiccione che legge maglie altrui  è ovvio che mi butto sull’opzione B!

Lei mi risponde con un mezzo sorriso che potrebbe anche nascondere “ un po' di cazzi tuoi no?”. E sarei anche d’accordo . Quindi me lo prendo, lo metto nelle tasche che non ho e mi metto a guardare qualsiasi cosa tranne lei, cosa assai complicata calcolando che ora so della sua presenza.
 
Mi guardo lo schermo del tapis Roulant impostato sul canale tv di RTL, dove per fortuna c’è un video di Baby K e Chiara Ferragni che per quanto mi riguarda insieme  hanno l’erotismo di una busta dell’Agenzia delle Entrate!

La cosa comica  è vederle atteggiarsi nel video e sentire nelle orecchie “One Love” di Bob Marley.
 
Mi spiace Bob, ma non sei proprio adatto a correre, passiamo oltre.
Oh, ecco, con “Thunderstruck” iniziamo già a ragionare!

Niente, non ci riesco, torno per un secondo a guardare la mia tortura pochi tappeti più in là!
 
Anche lei ha le cuffie, mi chiedo cosa stia ascoltando.
 
Le tette come stanno?
 
Ooh basta!!!
 
Spingo “stop”, fanculo al riscaldamento, sono disposto a stirarmi qualsiasi muscolo!!!
 
La sedicente Alcolista Asociale dovrebbe avere il porto d’armi per uscire di casa! 
 
E’ un articolo 101 del codice penale. Insieme di “reati della stessa indole”. 
 
Ogni dettaglio che scopro viola la disposizione di legge: non far venire a Sam pensieri inopportuni.
 
Fossi single mi sarei già dato come punto all’ordine del giorno quello di scoprire almeno il suo nome!
 
Anche la statura mi fa sesso. Le donne non troppo alte ho testato siano le migliori da “maneggiare”.
 
Pure il verbo in questo caso mi evoca pensieri che è meglio non approfondire!

Scappo dalla zona Cardio.
 
La tentazione è troppa. Metto in pausa gli AC/DC e mentre passo vicino a Berto che sta assistendo una ragazzina alla macchina per lo squat guidato ,  gli lancio un’asciugamata sulle chiappe 
“compra più Ellittiche tirchiaccio!”
“Me le paghi tu?” scherza Berto. Lo conosco dal Liceo ed insultarci amichevolmente è un passatempo che abbiamo mantenuto.
“Come no, dopo ti faccio il bonifico!”
 
Dico iniziando a caricare i pesi sul bilanciere.
 
“Dopo la provi la lezione di yoga? Inizia alle otto”
 
“Passo! Il mio stomaco alle otto e mezza inizia a reclamare cibo!”
 
“Samuele Sempreacena”
 
“Mi custodisco” rido rispingendo play .

Ecco mentre inizio a fare il mio squat libero allo specchio rifletto. Quella pivella , per esempio, è sicuramente carina, ha tutte le sue cose al posto giusto e di sicuro ne è consapevole calcolando l’outfit scelto per la sua prima giornata di palestra. Ma è solo piacevole da guardare.
Non mi ispira nessun pensiero da affondare nel mare dell’inconscio.
E non c’entra nemmeno il fatto che non sono del tutto sicuro sia maggiorenne, perché penserei la stessa cosa pure se fossi pivello io!
 
 
É proprio una questione di input. Quelli che mi mandano le donne come lei non mi arrivano diretti e precisi  come una freccia di Guglielmo Tell. 

Io , in ogni caso , a quest’ora in palestra non ci verrò mai più.
 
 
Lo so che sembro snob ma, calcolando l’avversione per il sapone di alcune persone, farmi degli aerosol poco piacevoli lo evito quando posso!
E Signore nell’Alto dei Cieli manda un segno a quello che sta alzando le ascelle perché emana aroma di sudore d’annata! Capisco che devi mantenerti il bicipite bello gonfio e guardartelo pulsare allo specchio , ma se ti lavi fai un favore all’umanità! Rivedi un po' le priorità!

In ogni caso a prova che tutto ha una sua utilità , quella tanfata d’odore molesto ha distratto il mio cervello dalla A.A. ( alcolista asociale). 
Almeno fino a che non me la vedo comparire nella zona pesi .
E nemmeno a volerla sincronizzare arriva proprio su “Animal Instinct” dei Cranberries .
 
Sono seduto sulla mia panca per il riposo e la vedo organizzarsi per fare lo squat libero.
 
La vedo appoggiare la bottiglietta d’acqua mezza piena nell’anfratto di una macchina sfidando la forza di gravità.
 
Avrei giocato 100 euro che appena avesse tolto la mano la bottiglia sarebbe caduta, ed avrei perso.
 
Ha una o due ciocche di capelli che le sono uscite dalla coda e che le accarezzano la nuca e scendono seguendo la linea del collo.
 
Con il bilanciere appoggiato sulle spalle è devastante!
 
Ha anche la maglia leggermente alzata che le scopre appena il fianco.

Peccato che nella macchinetta automatica non abbiano del bromuro, mi servirebbe!
 
Berto mi passa vicino e lo vedo muovere il labiale.
 
Perché le persone mi parlano quando ho le cuffie? 
 
Metto in pausa.
 
“Eh?”
 
“Ti ho chiesto se ti sei incantato?”
 
“Ma me lo porti via per favore?” chiedo alla pivella che lo segue come un pulcino dietro ad un chioccia.

Play.
 
Sono particolarmente fiero di me stesso , per il resto dell’allenamento io ed A.A. ci siamo incrociati e sono sempre riuscito ad essere di ghiaccio.

Oggi però gli addominali li salto, la saletta in cui si va a farli è troppo piena e sono quasi sicuro d’averci visto entrare “Eau fogna di Calutta” 10 minuti fa.

Mi dirigo verso la parete in cui ci sono gli armadietti che si chiudono a chiave per recuperare il portafoglio e le chiavi della macchina.
 
Che per punizione divina è proprio quella dove c’è A.A seduta sulla macchina dei pettorali.
 
Ha appena finito la serie e sta scorrendo lo schermo del cellulare.
 
Ha il viso arrossato per lo sforzo degli esercizi, incrociamo lo sguardo per un secondo, io per non sbatterle contro , lei perché ha visto una presenza avvicinarsi.
 
Mi rifà quel mezzo sorriso di circostanza, che è tipo il trailer di un sorriso che potrebbe rincretinirmi.
 
Ha le cuffie , quindi non dico niente ( perché io SO che qualcuno con le cuffie non ha cazzi d’ascoltare qualcun altro o se le toglierebbe! IO LO SO! Berto e molti altri NO! …questa era una pubblicità progresso per il sociale ) rispondo con un altro mezzo sorriso .

Mentre beve un sorso d’acqua le cade il tappo dalla mano.
Fosse stato qualcun altro forse me ne sarei fregato ( sono onesto) ma divento incredibilmente gentile quando sono ispirato bene ( motivo per cui è facile scoprire chi siano le persone che mi siano simpatiche a pelle ) quindi per non farla scendere  decido che il tappo glielo raccolgo io.
 
“GRAZIE!” mi dice a voce abbastanza alta a causa delle cuffiette , quando glielo porgo e dopo averlo detto se ne toglie una , dai cui esce una qualche indecifrabile canzone rock .
 
“grazie” ripete sorridendo a voce bassa.
 
“Prego” 

La verità ? In quell’istante , davanti a quel sorriso il mio cervello ha proprio preso la tangenziale verso l’uscita “quanto ti metterei la lingua in bocca” .
 
Magari non in quella palestra , non con tutta quella gente intorno …forse sotto la doccia che farà appena avrà finito di allenarsi, probabilmente mentre mi gusto la sensazione dei suoi seni schiacciati sul mio petto mentre la prendo in braccio e l’appoggio con la schiena contro al muro… oh si in quella doccia non mi limiterei di certo a fare la conoscenza della sua bocca. Per quanto mi fa sesso c’è la fortissima possibilità che sentirei il bisogno d’addentrarmi profondamente in lei , lentamente per assaporare totalmente il connubio dei nostri sessi che si presentano.
 
Il tempo di quel sorriso e del mio "prego" per sentire proprio il suo calore percorrere il mio cazzo come se stesse succedendo realmente.
Sono ad un passo dall’erezione. Quindi per il bene di tutti è meglio che mi defili.

Entro nella doccia dello spogliatoio , per fortuna deserto dato che, indipendente dal sottoscritto, il mio amico è già bello barzotto .
 
Sotto la doccia decido che me la merito. Quindi tiro bene la tenda e faccio affidamento ai miei anni di seghe nascoste e silenziose e tolgo il freno a mano.
 
Libero di saper di poter pensare quello che voglio torno sotto quella doccia …
 
Sento il suo sesso schiudersi e circondare il mio cazzo stringendolo in quell’abbraccio infuocato che mi fa solo far crescere la voglia di stringerla più forte e affondare completamente in lei.
 
La sento bagnarsi lentamente iniziando a percepire il piacere di quel connubio , sento l’attrito delle nostre carni diminuire lubrificato dal piacere.
 
Sento la sua lingua volteggiare nella mia bocca , le sue gambe stringermi i fianchi , le sue braccia allacciate sulle mie spalle , le sue mani che piantano gli artigli sulle scapole.
 
Sento il mio cazzo muoversi lento in lei, degustando la percezione di lasciare quasi completamente il suo intimo abbraccio solo per poi godere nel ritrovarlo immergendomi di nuovo e trovandola ancora più bagnata e palpitante .
 
Famelico del suo piacere in quella fantasia, non le darei pace fino a che non la sentissi godere condotta all’orgasmo dai miei affondi sempre più risoluti e solerti e la guarderei dritta in quei profondi occhi castani mentre lo splendore del suo orgasmo porterebbe alla definitiva detonazione del mio!

Credo d’avere dei problemi , perché io una sega così appagante non me la facevo da parecchi anni!
 
E niente… che devo dire è perfino piacevole continuare a muovere la mano mentre lo sento rilassarsi piano.
 
Sono anche quasi sicuro d’esser andato in apnea per un po'!

Meglio che mi muova a lavarmi o mia moglie penserà che l’amante me la sono fatta davvero!

In un mondo parallelo, forse sono single, forse io ed A.A ci siamo presentati . Magari ho scoperto che non è così asociale come la maglietta vuole fare credere e probabilmente ora saprei almeno il suo nome e sarei già contento così, memorizzando che il lunedì verso le 18.30 avrei avuto la possibilità di ritrovarla e chissà magari dopo qualche lunedì in più avrei anche trovato il modo per far sembrare  una birra ed un hamburger dopo l’allenamento un invito a cui non si può dire di no! 
 
Perché alla fine quando una donna mi fa così sesso, è bello anche solo ascoltarla parlare, vestiti seduti al tavolo di un pub!
 
 
Spero solo che in quel mondo parallelo “Eau fogne di Calcutta” le ascelle se le lavi o il mio io parallelo dovrà iniziare ad andare in palestra armato di Oust!





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