Eli e Silvì due sorelle ed un'estate calda 6 - 10

Scritto da , il 2021-02-22, genere saffico

Ero rimasta sconvolta, allora mia sorella aveva capito che non dormivo?
Decisi di non chiedere nulla
Mi alzai prestissimo erano si e no le sette, ero emozionata non ero mai stata su un gommone e poi mi girava ancora in mente quello che era successo la sera prima.
Andai in cucina indossavo solo la maglia del pigiama senza nulla sotto, tanto era sicura che stavano ancora dormendo, preparai la macchinetta del caffè poi andai in bagno a lavarmi.
Uscita dal bagno notai che il balcone era aperto uscii fuori, ma non ci stava nessuno, rientrai e presi una tazza di latte e del caffè.
Uscii sul balcone e salii sopra al terrazzo, lì appoggiato al muretto trovai Matteo che fumava una sigaretta mi vide e mi chiese che ci facevo già alzata, risposi che quando avevo un orario per svegliarmi per l’ansia di fare tardi mi svegliavo sempre presto, mi misi accanto a lui, il panorama era mozzafiato, rimanemmo per un paio di minuti senza parlare mentre io bevevo il mio latte e caffè, ad un certo punto lui mi disse:” scendo vado a svegliare Silvì cosi se scendiamo prima non ci sono problemi con il pullman per Sorrento” passando alle mie spalle con una mano accarezzò il mio culetto dicendomi:” spero ti sia piaciuto lo spettacolo di ieri sera”.
Ma allora non solo mia sorella si era accorta che non dormivo, ma anche lui!
Mi girai di scatto e come per negare gli chiesi di cosa si riferiva, lui mi guardò e mi disse:” guarda che si capiva che non dormivi ti muovevi in modo che ti si vedesse sempre meglio la fica e poi Silvì piegata vedeva che i tuoi occhi erano aperti” io gli chiesi perche l’avevano fatto lui mi rispose che era stato un gioco eccitante e mi chiese se non avesse eccitato anche me, non mi diede il tempo di rispondere, scese giù.
Rimasi per una decina di minuti a fissare il mare e a riflettere poi tirai un lungo sospiro e mi buttai tutto alle spalle, se volevano giocare a “io non so nulla” giochiamo.
Scesi giù andai in camera e presi un costume che uso quando vado a farmi le lampade abbronzanti, un perizoma molto piccolo bianco con il pezzo di sopra fatto da due triangolino uno bianco uno lilla molto carino e che in situazioni normali non avrei mai messo, mi misi una salopette a mini gonna di jeans con una maglietta aderente a fiorellini colorati che mi arrivava tre quattro centimetri sotto al seno.
Uscita dalla camera eravamo tutti pronti mia sorella aveva anche preparato la borsa per i panini e le bibite.
Uscimmo di casa e quando arrivammo alla fermata il pullman era già lì, il tragitto non fu molto lungo perlomeno credo, io mi addormentai poco dopo partiti.
Al molo trovammo un signore sulla cinquantina che ci diede non un gommone, ma una piccola barchetta con tanto di tendina ed un piccolo frigo per le bevande.
Matteo fortunatamente aveva anche la patente nautica anche se data la potenza della barchetta non ci sarebbe voluta, ma almeno cosi il tipo ci fece un po’ di sconto.
Decidemmo di girare un po’ di costa e di andare a Capri visto che non ci vuole molto per arrivare.
Appena prendemmo il largo iniziammo a sistemare le borse e finalmente potemmo iniziare a prendere il sole, Silvì stese i teli, non c’era un prendisole gli asciugamani li mettemmo per terra, ci sdraiammo di traverso con le gambe sul bordo dello scafo, mia sorella non perse tempo si levò sial il reggiseno che gli slip rimanendo totalmente nuda poi iniziò a spalmandosi l’olio su tutto il corpo.
Non volevo spogliarmi anche se mi eccitava, ma non sapevo se a mia sorella avrebbe dato fastidio.
Dopo un’oretta di giri ci fermammo vicino alla costa in una parte non raggiungibile da terra dove ci stava una minuscola spiaggia dove forse tre persone non ci stavano, un posto ideale per un bagno.
Ci divertimmo a fare i tuffi dalla barca a nuotare anche mia sorella si fece il bagno il suo primo bagno.
Poi ci sdraiammo un po’ su questa lingua di sassi e scogli dopo una mezzora decidemmo di continuare il giro e di dirigerci verso Capri, mia sorella si rituffa per prima e raggiunge la barca in un paio di bracciate poi vado io arrivata alla scaletta lei mi si para davanti e mi con un sorriso molto sensuale mi fa:” mi scusi ma lei cosi non può salire” io le dico:” mi scusi capitano perché?” lei:” non vede la divisa del capitano qui si sta cosi o nulla” mi chiedeva di spogliarmi per un po’ feci storie ma poi arrivò Matteo che tra le mie urla e le mie sbracciate mi slaccio il regi seno, poi mia sorella mi disse:” non vorrai che il mio ragazzo ti levi anche gli slip? Potrei diventare gelosa!”
Io la guardai e mi levai il perizoma e gliel’ho lanciai tanto Matteo già mia aveva vista più di una volta nuda, lei con il mio perizoma in mano disse “tanto non coprivano poi tanto!?”.
Salii a bordo ci rimettemmo ai posti di prima, un po’ mi imbarazzava stare nuda in ottima luce, ma fu una sensazione che passo in breve tempo.
Arrivammo a Capri e iniziammo a girare l’isola, ormai si erano fatte le due e quindi avevamo fame, non volevamo ormeggiare quindi cercammo un posto carino dove fermarci, trovammo una piccola insenatura vicino al faro dove non ci stava una spiaggia, ma la parete rocciosa offriva degli appigli.
Scoprimmo che la tendina parasole non solo ci copriva la testa, ma che si poteva anche chiudere di lato questo ci fu molto utile per mangiare senza rischiare un’insolazione.
Dopo aver mangiato il panino ci sdraiammo, mia sorella si mise con la testa sulla mia pancia mentre Matteo era seduto sul piccolo sedile alla guida parlavamo di cosa fare io guardavo in alto mentre giocavo con i capelli di mia sorella ad un certo punto sentii che la testa di Silvì premeva sulla mia pancia, girai la testa e vedi che lei aveva entrambe le gambe alzate e che con i piedi accarezza il cazzo di Matteo da sopra i pantaloncini, io gli dico:” ma dai ci sono anche io mantenetevi” lui dice:” io sono incolpevole sono solo la vittima” lei:” ma se hai il cazzo dura da stamattina guarda che ho visto come guardi” ci mettemmo a ridere, faceva un caldo incredibile e decidemmo di rimetterci in moto.
Chiesi a Matteo di insegnarmi a guidare la barca, cosi mi mise al timone dopo poche spiegazioni fu facile prenderci la mano, facemmo un giro dell’isola fermandoci di tanto in tanto, verso le quattro e mezza decidiamo di fermarci per fare un bagno perché alle 18.30 dovevamo restituire la barca.
Ci fermammo in una zona stranamente deserta ci stavano solo delle barche enormi, ma erano lontane dalla costa.
Ci tuffammo solo io e Matteo mentre Silvia rimase a prendere il sole, dopo poco anche Matteo salì sulla barca mentre io decisi di arrivare alla roccia e tornare, è bello nuotare totalmente nudi ti senti accarezzare dall’acqua ogni centimetro del corpo viene sfiorato ed accarezzato ti senti libera.
Ci misi forse quindici minuti, tornata mi sentivo stanca afferrai la scaletta e salii a bordo e vidi Matteo seduto sulla poltroncina e mia sorella in ginocchio che gli faceva un pompino, devo dire che a vederla si capiva che le piaceva, lo leccava lo succhiava faceva tutti movimenti lenti sinuosi come a voler esplorare con la lingua e le labbra ogni millimetro di cazzo, mentre lo leccava piegò la testa per succhiare l’asta di lato e mi vide, io per non far capire che li stavo guardando dissi” ma siete degli assatanati guardate che ci sono anche io non potete aspettare di essere a casa?” mi rispose Silvia :” come se fosse la prima volta che mi vedi fare un pompino dovresti esserti abituata?” io:” beh ora che dovrei fare stare qui a guardare?” lei” che ci sta di male?” Matteo:” tanto per quanto è brava tua sorella non ci metterò molto!” feci la faccia tosta mi misi sdraiata dove stavo prima e di tanto in tanto buttavo l’occhio, Matteo mi disse:” guarda non abbiamo problemi anzi” allora iniziai a guardare, mia sorella lo succhiava con avidità poi stacco la bocca dal cazzo e stringendolo ancora in mano e facendogli una sega mi guardò e mi disse:” non fare come ieri se vuoi ti puoi anche toccare” ero rossa non sapevo cosa dire, Matteo:“ ci vedi bene o ci spostiamo?”
Io gli feci la linguaccia, anche se ero eccitatissima.
Matteo spostò la gamba in modo da farmi vedere meglio l’asta che scompariva nella bocca di mia sorella, poi Silvia spostò i capelli e iniziò a succhiare l’asta di lato, lo teneva in bocca con gli occhi fissi su di me lentamente risaliva l’asta fino alla cappella per poi leccarla e riscendere, teneva la testa in modo da farmi vedere bene tutta la scena, poi si stacco dal cazzo e mi disse:” toccati tanto si vede che sei eccitata!” ero entrata nel gioco mi girai verso di loro piegai le gambe in modo da fargli vedere la fica e iniziai a masturbarmi.
Le mie mani scorrevano sul mio corpo sentivo la mia pelle unta dall’olio solare appena sfiorai il clitoride sentii una scarica, mia sorella prese il flaconcino di olio solare e ne fece scendere un bel po’ sul mio pube iniziai a spalmarlo sulla mia fica i peli diventarono tutti unti, le dita scorrevano nella mia fica sempre più in profondità mia sorella invitava Matteo a guardarmi mentre lei continuava a dargli piacere.
Con un urlo trattenuto vidi Matteo irrigidirsi e svuotare nella bocca di mia sorella tutto il suo seme, quella visione mi fece avere un orgasmo pazzesco avevo le punte delle dita e le spalle che mantenevano il mio ventre sollevato, le dita erano piantate nella mia fica che colava olio solare e umori, avevo appena offerto la visione della mia fica completamente aperta e sconquassata da un orgasmo a mia sorella e al suo ragazzo.

CAP. 7
Rientrammo al porto in perfetto orario quello che era successo prima mi aveva lasciato un po’ strana infondo lei era pur sempre mia sorella.
Durante il ritorno a casa fui molto silenziosa la sera eravamo distrutti e cosi decidemmo di non uscire, dopo la doccia, la cena e un’oretta di televisione mi alzai dicendo che andavo a dormire, andai in camera mi misi il pigiama e mi sdraiai, mentre cercavo di addormentarmi sentii bussare alla porta era mia sorella, entrò e si sedette sul letto mi chiese se me l’ero presa per quello che era successo, le risposi di no, non ci trovavo nulla di male, ma lei era mia sorella e che era solo quello che mi turbava.
Silvì tirò un sospiro e disse che non c’era nulla di male a divertirsi, che era solo un gioco poi iniziò a dirmi che con Matteo non facevano l’amore da un mese e che ora con quello strano gioco lui aveva era tornato quello dei primi mesi, continuò dicendomi che ero padrona di giocare o tirarmi indietro.
Io rimasi a guardarla mentre mi parlava, iniziai a vederla con occhi diversi, le chiesi a cosa ci avrebbe portato questo gioco, mi disse che ero l’unica ragazza di cui si fidava e che il gioco sarebbe arrivato dove volevo, ma io volevo sapere dove voleva arrivare con me e gliel’ho chiesi mi rispose che non aveva mai avuto esperienze con altre donne, poi parlò per svariati minuti facendomi capire che non aveva un limite e se c’era era solo la mia volontà.
Rimasi in silenzio lei si chinò e mi diede un bacio sulla guancia, mi augurò la buona notte e andò via.
Passai la notte per buona parte a pensare a cosa volessi, tardissimo crollai dal sonno.
Quando mi svegliai la mattina era quasi ora di pranzo mi alzai e andai in cucina dove trovai un biglietto con su scritto:” siamo andati a mare solito posto non ti abbiamo svegliato perché dormi troppo profondamente. Raggiungici quando ti svegli. DORMIGLIONA!!” decisi di non andare era troppo tardi cosi guardai un po’ di televisione e all’una iniziai a preparare il pranzo.
Tornarono per l’una e mezza gli feci trovare tutto pronto dopo che si fecero la doccia pranzammo, dopo pranzo avevo voglia di andare al mare cosi presto scesi mentre loro si trattennero a casa dicendo che faceva troppo caldo.
Verso le cinque li vidi arrivare, Silvia si mise a prendere il sole mentre Matteo stava all’ombra a giocare con il cellulare io rimasi sdraiata di schiena con l’ipod ad ascoltare musica.
Tornammo a casa per le sette dopo il rito dei turni per le docce cenammo dopo cena Matteo mi chiese se mi andava di andare con loro in un locale vicino alla spiaggia dove si beveva e si ballava, la cosa mi piaceva cosi decisi di andare.
Volevo vestire carina cosi mi misi un pantaloncino aderente nero ed un top bianco con una scritta in Swarovski che lasciava nuda la schiena per completare un paio di sandali con tacco 12.
La serata fu piacevole e mentre ballavo più di un ragazzo si avvicinò, ma nessuno in particolare mi colpì particolarmente.
Solo con un ragazzo presi un cocktail al bar, ma nonostante fosse molto carino non faceva altro che parlare di quello che aveva cercando di farmi capire che poi lui era ricco, lo scaricai appena ebbi finito di bere, proprio non si sopportava.
Tornammo a casa verso l’una sulla lunga scalinata per casa i tacchi erano insopportabili fino al punto di decidere di seguire il buon esempio di Silvia che si era tolta le scarpe e le portava in mano.
Arrivata a casa avevo i piedi che mi facevano male, non sono molto adatte le scarpe con un tacco così alto in un posto dove per tornare a casa devi salire almeno 100 gradini.
È inutile dire che la prima cosa che feci fu farmi una doccia.
Messa il pigiama uscii da camera mia Silvì era in bagno e Matteo stava in camera aprii il balcone e salii sul terrazzo mi misi sul dondolo a guardare le stelle riuscii anche a vedere una stella cadente.
Mi trovavo sola sul terrazzo, sul dondolo dove avevo scopato con Sandro poi mi iniziò a ruotare nella mente tutto quello che era successo in quei giorni le parole di mia sorella…. Il solo limite è la tua volontà.
Riuscii a cacciare quei pensieri dalla mia mente, si era fatto tardi e iniziava a fare fresco poi non avevo neanche le scarpe, era giunto il momento di andare a dormire.
Scesi in casa e andai al bagno uscita sentii i classici rumori di due che fanno l’amore, non so cosa mi spinse, ma accostai l’orecchio alla porta di Silvia e Matteo, erano loro che facevano quei rumori, mia sorella lo incitava ripeteva:” si si di più di più” scesi ed iniziai a spiarli dal buco della serratura vidi Silvia a quattro zampe con Matteo che la teneva per i fianchi mentre la scopava, riuscivo a vedere i muscoli tesi delle braccia di Matteo i muscoli del sedere che si contraevano ad ogni spinta, mia sorella aveva il viso girato sul cuscino che cercava di guardarlo mentre continuava ad incitarlo e a gemere.
Lei era in suo possesso, con le mani si allargava il sedere per permettere al cazzo di Matteo di entrare sempre più in profondità, Silvì teneva il sedere in alto in modo da offrire totalmente la sua fica.
Quella scena era eccitantissima mi ritrovai con una mano nel pantaloncino dove la mia fica era diventata un lago, il mio clitoride era durissimo, neanche le mie dita riuscivano a placarlo.
D’un tratto la scena cambiò Matteo si sdraiò e mia sorella gli salì sopra, vidi tutta la scena, Matteo sdraiato e mia sorella che si mise a cavalcioni su di lui poi passo la mano tra le sue gambe e gli prese il cazzo in mano, se lo appoggiò sulla fica poi pian piano se lo fece scivolare dentro, lentamente inizio a cavalcarlo ogni volta che saliva sì vedeva il cazzo di Matteo bagnato di umori.
Silvi si chinò su di lui, immaginai che si stessero baciando, in quella posizione potevo vedere benissimo il cazzo di Matteo entrare dentro la fica, poi lei si alzò di scatto, la schiena di mia sorella era perfetta da modella aveva dei lombari ben definiti si vedevano benissimo ogni volta che si alzava per poi impalarsi nuovamente, lei era semplicemente bellissima poi quando faceva sesso aveva una carica che avvertivo anche da dietro la porta.
Volevo avere la forza di staccarmi da quel buco della serratura ed andare via, ma non ci riuscivo, anzi mentre guardavo quella scena mi eccitavo e nella mia mente come una cantilena risentivo le parole della sera prima “il solo limite è la tua volontà” mi alzai misi la mano sulla maniglia della porta e l’aprii.
Loro non se ne accorsero nemmeno e continuarono, rimasi un paio di secondi sull’uscio della porta a guardarli poi mi avvicinai al lato del letto, mia sorella mi guardò aveva lo sguardo impaurito, ma sorridente, mi inginocchiai sul letto, lei continuava a cavalcarlo, spostai la mano di Matteo che stringeva un seno, le poggiai una mano sulla gamba poi risalii seguendo l’andatura della coscia del fianco fino al seno delicatamente accarezzai il capezzolo con il dorso della mano, mentre facevo questo con lo sguardo seguivo la mia mano come se non fosse la mia.
La mia mano giunse al viso, le accarezzai la guancia, le spostai una ciocca di capelli che le copriva gli occhi lei spostava la testa per far in modo che la mia mano l’accarezzasse, poi mi avvicinai e la baciai sulla bocca le sue labbra erano morbide carnose. Prima gustai le sue labbra poi sentii che le schiudeva la seguii la sua lingua si fece strada incontrando la mia le nostre lingue si cercavano si rincorrevano si accarezzavano fu un bacio molto dolce molto lento molto lungo.
Nonostante il mio intervento lei non smise mai di cavalcare Matteo che ci guardava come un attore che guarda da dietro il sipario lo spettacolo aspettando il suo momento.
Ci staccammo lei mi guardò e sorrise, le tenevo le mani sulle guancia lei mi butto le braccia al collo sentii le sue mani che stringevano forte il mio pigiama il suo viso era appoggiato sulla mia spalla poi sentii che si muoveva sempre più velocemente fino a sentire le sue braccia che mi stringevano tanto forte da levarmi il fiato poi iniziò ad urlare dopo pochi secondi lasciò la presa e si appoggiò a me ci vollero più di una ventina di secondi prima che si riprendesse poi mi guardò e disse “ allora qual è il limite?” io le risposi:” il limite non c’è”.



CAP. 8
Ci sdraiammo io abbracciavo Silvì mentre Matteo l’abbracciava dall’altro lato ogni tanto le davo dei baci sul collo. Rimanemmo cosi per un po’ di tempo senza parlare senza fare nulla addormentandoci così.
La mattina dopo mi svegliai prima di loro mentre uscivo dalla stanza mi girai per guardarli erano bellissimi, mia sorella tra le braccia di Matteo nudi, mia sorella aveva un viso felice sereno la luce che filtrava dalla finestra faceva risaltare l’abbronzatura dei loro corpi, vedevo il cazzo di Matteo che nonostante non fosse duro era invitante, mi scrollai da quei pensieri e andai in cucina a preparare il caffè.
Cercai di fare meno rumore possibile durante la colazione per non svegliarli, poi decisi di farmi la doccia.
Entrai nella doccia appoggiai la testa al muro e diressi il getto dell’acqua sul collo, mi ero piegata un po’ in avanti cosi da far scorrere l’acqua sulla schiena, passai dei minuti in quella posizione così rilassante sentivo l’acqua calda scivolare sulla mia schiena arrivare fino al sedere e scorrere sulle gambe.
Mi sentivo immersa nel getto d’acqua in quel momento tutti i miei pensieri le mie ansie erano sparite, sentivo solo il rumore del getto della doccia e il calore dell’acqua sulla mia pelle.
D’un tratto sentii la porta del bagno aprirsi, mi girai era mia sorella, ancora nuda, aveva tutti i capelli in disordine e dal viso si vedeva che si era appena svegliata, entrò e si appoggiò al lavandino.
Uscii dalla doccia lei mi passo il telo che legai attorno alla vita, lasciando i miei seni scoperti, appena misi piede fuori la doccia fui avvolta dal freddo della stanza, per lo sbalzo termico mi venne la pelle d’oca, i miei capezzoli divennero duri tanto che quasi mi facevano male.
Silvì oltre a buon giorno non disse nulla, mi misi davanti lo specchio ed iniziai ad asciugarmi i capelli, lei si era seduta sul mobiletto alla mia destra, mentre con una spazzola mi pettinavo e con l’altra reggevo il phon Silvì mi disse: “non mi aspettavo che sarebbe mai successo”
Io:” ho sbagliato?”
S:” no anzi”
Poi lei si avvicinò, si mise alle mie spalle, io avevo ancora le braccia alzate per asciugare i capelli, si appoggio con il suo corpo al mio, sentire la sua pelle sulla mia schiena era la cosa più eccitante che avessi mai provato, avvertivo i suoi seni premere sulle mie spalle doveva avere i capezzoli duri in quanto riuscivo a sentire due protuberanze dure.
Il suo corpo era caldo, mi disse che non mi aveva mai guardata con occhi diversi di una sorella, ma ora poteva vedermi come ragazza, dicendo questo appoggiò due dita sulla mia spalla, ed inizio con solo due dita a scendere sul collo sulla schiena, le diresse sul mio seno, mi aspettavo che li toccasse, invece disegnò la piega inferiore, mentre faceva questo mi disse:” hai un corpo stupendo, dei seni fantastici”.
Non ero mai stata accarezzata da una donna, mai e poi mai mi sarei immaginata di farmi anche solo guardare nuda in quel modo.
Le sue dita erano fredde quasi gelate, mentre le faceva scorrere sul mio corpo pelle si raggrinziva per lo shock termico, questo rendeva quelle carezze ancora più eccitanti.
La guardavo mentre mi accarezzava riflessa nello specchio lei faceva lo stesso con me.
Le sue dita continuarono a scendere nella piega laterale del fianco poi ebbi un sussulto quando mi appoggiò il palmo gelato dell’altra mano sull’altro fianco, lei se ne accorse e mi guardo allo specchio, io risposi con un semplice sorriso così continuò.
Le sue mani mi accarezzarono per molto tempo il ventre ed il bacino credo avesse imbarazzo ad andare oltre, ma io la lasciavo fare più lei mi accarezzava più io mi eccitavo, poi pian piano si fece forza e risalì sui seni li strinse delicatamente, mentre lo faceva mi guardò riflessa nello specchio diritto negli occhi io al tocco delle sue mani sui miei seni espirai e rimasi la bocca aperta gustandomi quel dolce tocco.
Teneva entrambe i seni nelle sue mani mentre con l’indice ed il pollice iniziò a giocare con i miei capezzoli, a quel punto non ce la facevo più a reggere la spazzola ed il phon li poggiai sul piano del lavandino, lei tornò con le mani sul mio ventre e mi guardò e mi disse:” sei bellissima.” Le dissi:” tu sei bellissima ho passato tutta la notte a guardarti” fece scendere le mani trovando il telo che avevo messo uscita dalla doccia con pochi movimenti cadde sui miei piedi.
Mi trovavo completamente nuda, il mio sedere strusciava sul ventre nudo di Silvì, sentii le sue mani scendere scontrandosi con i peli della mia fica, ero imbarazzata non volevo che scoprisse quanto tutto ciò mi aveva eccitato, giocò per pochi secondi con i miei peli per poi intrufolarsi nella mia fica.
Dopo poche carezze alzò la mano e mi mostrò com’ero eccitata d’istinto le afferrai il braccio e le leccai le dita.
Tenevo le sue dita nella mia bocca e gustavo i miei umori, non usai solo le labbra, ma tenendole fuori dalla bocca le leccai cacciando la lingua fuori non staccando mai i miei occhi dai suoi, lei con l’altra mano iniziò ad accarezzarmi il clitoride e a esplorare in profondità la mia fica.
Cercai di girarmi, ma lei me lo impedì dicendomi che mi voleva vedere mentre godevo, detto questo girai il viso e ci baciammo, fu un bacio fantastico dolce pieno di passione, lei accarezzava la mia lingua con la sua sentivo delle scariche elettriche provenire dalla mia fica e dalle carezze della sua mano destra che si divideva sui miei seni.
Ero lì in piedi davanti allo specchio a donare il mio corpo a mia sorella che era appiccicata alle mie spalle, ma volevo che lei non godesse solo del mio riflesso, iniziai ad accarezzare la sua schiena il suo sedere, quando iniziai ad accarezzarla vidi un po’ di stupore nel suo sguardo poi iniziò a baciarmi il collo non lasciando mai la presa della mia fica e dei miei seni.
Accarezzavo quel po’ di schiena e di sedere che la posizione mi consentiva, la sua pelle era liscia vellutata mi dava la sensazione di accarezzare una maglietta di raso, poi la mia mano si insinuò tra i nostri corpi fino a giungere alla sua fica, era completamente liscia, lei divaricò un po’ le gambe agevolando la mia mano, le sue grandi labbra erano impercettibili, ma appena riuscii a spingere di più la mano e a poter toccare meglio l’intimità di Silvì trovai che la sua fica era schiusa e completamente bagnata, bastarono poche carezze per bagnarmi non solo le dita ma anche la mano.
Continuavo ad accarezzarla mentre lei continuava ad accarezzare me, le sue mani scivolavano sul mio corpo esplorando ogni centimetro, prese la mano con la quale le accarezzavo la fica e me la portò sul seno.
Stringeva la mia mano carica dei suoi umori sul mio seno, quando lasciò la mia mano il seno era luccicante dei suoi umori, il profumo che ne scaturiva era divino, non avevo mai sentito il profumo di un’altra donna, quel profumo mi entrava dalle narici e mi riempiva la testa ero estasiata mi persi nel mio riflesso seguendo le dolci premure di mia sorella.
Silvì si appoggio sulla mia spalla e mi disse:” guardati” …” Senti le mie carezze?” con la testa feci un cenno di assenso “hai un corpo stupendo” io arrossii “è vero sei fantastica” strusciai il mio viso vicino al suo “sei tutta bagnata” alzò per un attimo la mano che mi teneva nella fica per farmi vedere com’era bagnata che subito riportò giù.
Mi guardava fissa riflessa nello specchio e mi sussurrava all’orecchio, poi levò la mano dalla fica la infilò tra i nostri corpi la fece passare tra le mie natiche e giunse nuovamente alla mia fica poi mi sussurrò:” così puoi vedere le mie dita nella tua fica”
La parola fica sussurrata da mia sorella mi procurò una scarica elettrica, non ce la feci più le mie ginocchia si piegarono, poggiai le mani sul lavandino per mantenermi tremavo mi mordevo le labbra per non urlare, mentre lei si piegava dietro di me per seguire la mia posizione e continuare a torturare la mia fica.
Appena finito l’orgasmo lei con forza mi girò e mi baciò, mi strinse a sé e mi disse:” sei la cosa più bella che mi sia mai successa”.
Lei andò via dal bagno io mi sedetti per terra vicino la doccia, poi lentamente mi ripresi decisi di non lavare il suo profumo dal mio seno, mi misi il costume ed uscii, trovai Matteo e Silvì che facevano colazione.
CAP. 9
La mattinata fu piacevole tra me e mia sorella c’era un affiatamento mai avuto, le chiesi se avesse raccontato a Matteo quello che era successo nel bagno, ma lei mi disse che non serviva che lo sapesse e che era una cosa solo nostra.
All’ora di pranzo ci fermammo a sulla spiaggia, mangiammo solo un gelato perché avevamo deciso di andare a cena fuori.
Il pomeriggio fu molto divertente giocammo prendemmo il sole e riuscimmo perfino a convincere Silvì a fare il bagno.
Tornammo a casa verso le sei facemmo i turni per le docce e dopo qualche chiacchiera sul terrazzo andammo a cambiarci per andare a cena.
Quella sera non sapevo proprio come vestirmi così chiamai mia sorella, le feci vedere quello che tenevo, mia sorella guardò tutte le alternative poi prese una mini di jeans, poi andò in camera sua e si presentò con una maglietta che non avevo mai vista, era un rettangolo con dei laccetti che si legavano dietro lasciando tutta la schiena nuda, mi disse:” cosi sarai bellissima!” si girò e se ne andò.
Mi cambiai mettendo quello che aveva scelto lei, poi sentii bussare alla mia porta era Matteo che aprì la porta e mise dentro la testa, rimase un secondo a fissarmi poi mi disse che mi stavano aspettando.
La cena fu ottima scegliemmo un ristorante nella zona alta di Positano dove non si vedeva il mare, ma ci stava una piccola orchestrina che girava tra i tavoli e cantava canzoni Napoletane ridemmo scherzammo e bevemmo tantissimo alla fine della cena riuscimmo a scolarci una bottiglia di vino.
Usciti ci dirigemmo verso il centro dove sia per i vicoli che sulla spiaggia la confusione non manca mai, ci sedemmo in un bar vicino la spiaggia dove ancora allegri per il vino prendemmo dei cocktail, la serata trascorse velocemente.
Ballammo ridemmo e bevemmo tutta la serata, ci furono diversi ragazzi che mi offrirono da bere, ma quella sera non avevo voglia di fare nulla se non ballare.
L’unico imprevisto della serata fu un ragazzo Francesco un ragazzino bassino brufoloso appiccicoso che mi si mise alle costole cercando in tutti i modi di approcciarmi, credo di non aver mai conosciuto un cretino di tale maniera. Cercava di ballarmi vicino atteggiandosi da grande latin lover dall’alto del suo metro e cinquanta scarso per un quintale di peso, capivo che si avvicinava dal tanfo di alcol sudore e profumo.
Cercai di levarmelo da dosso gentilmente varie volte finché non intervenne Matteo che prima cercò di convincerlo parlandogli, ma data la scarsa intelligenza del soggetto furono parole buttate al vento, ma appena Matteo usò un po’ di maniere forti da piccolo cacasotto scappo a gambe levate.
Tornammo a casa verso le 5 del mattino la scalinata che ci portò a casa sembrava non finisse mai, Silvì era in uno stato di ubriaca seria, io sull’euforica, mentre Matteo sembrava abbastanza sobrio.
Rientrati in casa andammo subito a cambiarci io appena entrata in camera mi buttai sul letto ero distrutta mi ci volle più di un quarto d’ora per recuperare le forze di cambiarmi, quando ci riuscii avevo un impellente bisogno di andare in bagno.
Uscii dalla stanza la porta della camera di Silvì era aperta, mi diressi verso il bagno, la porta era appannata la luce era accesa, ma non ci feci molto caso, spinsi la porta, dentro vidi Matteo che si stava levando i boxer, lui non si accorse della mia presenza ed io rimasi lì a guardarlo.
Era in piedi di schiena tra la doccia ed il lavandino si sfilò i boxer e li getto per terra, il suo sedere era scultoreo, altre volte ci avevo buttato l’occhio, ma nonostante l’avessi visto nudo altre volte non mi ero mai soffermata a guardarlo attentamente, riuscivo ad ammirare la sua schiena muscolosa e quel culetto marmoreo lasciato bianco dal costume.
Rimasi a guardarlo mentre si lavava il viso, se avesse alzato lo sguardo mi avrebbe vista riflessa nello specchio, ma non mi importava, la visione valeva il rischio.
Ero ferma ad osservare quel corpo nudo sentivo il freddo del pavimento a contatto con i miei piedi nudi.
In quel momento sentii una mano sul mio fianco, mi girai era Silvì che mi fece cenno col dito di non fare rumore, insieme continuammo a guardare, Matteo che si asciugò il viso poi si diresse al water e incominciò a fare pipì.
Silvì si stacco da me ed entrò nel bagno si mise dietro di lui, gli mise una mano sulla spalla e gli diede un bacio sulla guancia, vidi la mano di mia sorella scivolare sulla schiena di Matteo che di spalle continuava a fare pipì, la mano di mia sorella passava disinvolta da una chiappa all’altra risalendo poi sulla schiena.
Appena lui finì il suo bisogno mia sorella porto l’altra mano verso l’inguine di Matteo, lui cercò di girarsi, ma mia sorella gli fece cenno di non farlo.
Io ero lì imbambolata a guardare quel bronzo di Riace, non riuscivo a far altro che gustare con gli occhi quel fisico scolpito da anni di sforzi, ero gelosa di mia sorella perche lei poteva anche toccarlo.
Con la mano che teneva sul sedere di Matteo Silvì mi fece cenno di avvicinarmi, mi mossi senza nemmeno ragionarci, Matteo girò il viso, credo che solo in quel momento si accorse della mia presenza, mi misi vicino a mia sorella, ora potevo capire che con l’altra mano teneva stretto il cazzo di Matteo e lo stava masturbando.
Non sapevo cosa fare, avrei voluto toccarlo, ma avevo il timore che mia sorella mi volesse solo come spettatrice, così rimasi ferma a guardare.
Silvì mi stupii prese la mia mano e la poggio sulla schiena di Matteo mi guardò e con un sorrisetto mi disse:” non è bellissimo?!” io le risposi con un sorriso tra l’imbarazzato e l’affermativo.
Iniziai ad accarezzare lentamente la schiena incontrando ogni tanto la mano di Silvì fino a giungere al sedere, era perfetto.
Dividevo il sedere di Matteo con la mano di mia sorella, lei mi guardava compiaciuta e divertita, mi afferrò con una mano per nuca per farmi avvicinare a lei, tirandomi fui costretta ad appoggiai a Matteo, mi baciò.
Rimasi appoggiata alle spalle di Matteo per tutto il bacio, sentivo il calore e la durezza di quel corpo e la forza della mano di Silvì che mi stringeva alle sue labbra, quando mi lasciò mi sorrise.
Iniziai a baciare la schiena di Matteo, avevo il timore che mia sorella non volesse quindi scendevo piano per gustarmi ogni centimetro di pelle, silvì non mi fermò anzi mise una mano sulla mia testa facendomi inginocchiare davanti al sedere di Matteo.
Mi ritrovai inginocchiata con quel culetto fantastico davanti agli occhi, le mie mani non si erano mai staccate da suo corpo, iniziai a baciare le chiappe, fu troppo forte la tentazione di dare un morso, Matteo fece un piccolo saltello Silvì mi guardo e mi disse:” non me lo sciupare” se non fossi stata troppo occupata a leccare e a baciare quel culetto avrei riso.
Matteo si spostò leggermente, io rimasi a coccolare il suo culetto, vidi che lui mise le mani sulle spalle di mia sorella per farla inginocchiare davanti a lui.
Stavamo nel bagno io e mia sorella inginocchiate a far godere Matteo il quale si godeva le nostre attenzioni.
Le mie mani scorrevano sulle sue gambe, sulla schiena e sul sedere, ma le mie labbra erano calamitate sul sedere mentre mia sorella aveva una mano sul bacino e con l’altra teneva l’asta di Matteo.
Vidi Silvi mettere una mano sulla gamba di Matteo e fargli cenno di alzarla, lui la alzò e la mise sul water.
Avevo il sedere aperto di Matteo e nonostante non avessi mai pensato di farlo mi ci tuffai.
Iniziai a leccare l’ano, mentre con le mani continuavo a stringergli le chiappe, ogni tanto la mia lingua incontrava le dita di mia sorella che si facevano strada.
Passarono pochi minuti e sentii piccole contrazioni sintomo che Matteo stava per venire, dopo poco un urlo soffocato e mia sorella che si fermò fu sintomo che aveva avuto un orgasmo.
Silvì si alzo così mi alzai anche io, lui si sedette sul water aveva il cazzo non totalmente duro, ma comunque era invitante, mia sorella senza alcun preavviso mi tirò a sé e mi diede un bacio, la sua bocca sapeva di sperma era eccitantissimo la sua lingua accarezzava la mia con la solita dolcezza, ma allo stesso tempo quel bacio fu passionale e rude.
Si staccò da me e guardando Matteo mi disse:” scusa se non ti ho lasciato modo di assaggiarlo” io guardai Matteo seduto che ci guardava sconvolto, così mi inginocchiai presi in mano il cazzo semi duro, guardai Silvì e dissi:” permetti che pulisca?” lei mi rispose con un sorriso girai il viso, scoprii la cappella e iniziai a leccare, visto che non era proprio duro riuscii a farlo entrare tutto in bocca.
Non volevo farlo venire nuovamente volevo solo lanciare il messaggio a mia sorella.
Mi alzai diedi un bacio a mia sorella e le chiesi se avremmo dormito insieme, mi diede la mano ed andammo in camera da letto
Quella notte dormimmo tutti e tre insieme.

CAP 10
La mattina mi svegliai prestissimo la luce a malapena illuminava la stanza da letto, mi alzai ed uscii in punta di piedi non volevo svegliarli, erano troppo carini abbracciati l’uno di fronte l’altro.
Andai nel bagno poi per non fare rumore andai sul terrazzo, di mattina la vista era ancora più bella, si vedeva in lontananza una nave, forse un traghetto.
Mi misi sul dondolo il sole mi riscaldava un po’, data l’ora faceva freddo ed indossavo solo il pigiama per non fare rumore non avevo neanche cercato le ciabatte.
Rimasi lì a pensare alla sera precedente all’intervento di Matteo che mi aveva allontanato quello sfigato solo in quel momento ripensai lucidamente a quello che avevamo fatto nel bagno.
Mi domandavo quanto era stato voluto da mia sorella e quanto era successo per l’alcol e per colpa mia, anche se non mi sentivo in colpa per quello che avevo fatto.
Fui risvegliata dai miei pensieri da un movimento del dondolo, ero cosi assorta che non avevo visto Matteo arrivare e sedermi vicino.
Lo guardai mentre ancora ero assorta nei pensieri, fui ridestata da una folata di vento che mi fece tremare dal freddo.
Lui mi guardò, sorrise e mi diede il buon giorno, non so il perché, ma non riuscivo a guardarlo in faccia ero imbarazzata per quello che era successo la sera prima.
Cercando di fare finta di nulla gli augurai il buon giorno e gli domandai se Silvì dormiva ancora, lui mi rispose che si erano svegliati sentendo aprire il balcone e che poi si era riaddormentata.
Non sapevo cosa dire per rompere l’imbarazzo, ma non ci fu bisogno lui mi chiese se poteva farmi delle domande, gli risposi di si.
M:” era la prima volta che tu e Silvì vi baciavate?”
Io:” no, non era la prima volta”
M:” lo fate da molto?”
Io:” la prima volta una settimana fa”
M:” quindi qui a mare?”
Io:” si”
M:”ma siete sorelle!?!”
Io:” lo so, sorellastre”
M:” sempre sorelle siete”
Io:” lo so, ma tra me e lei c’è sempre stato un rapporto stretto anche se mai avrei immaginato di arrivare fino a questo punto”
M:” ma vi amate o cosa?”
Io:” è un amore diverso”
M:” non so se essere geloso”
Io:” non devi esserlo, lei è innamorata persa di te tra me e lei è diverso”
M:” sarà!”
Io:” poi parlane con Silvì”
M:” ed io che ruolo ho?”
Io:” perché non ti piace il tuo ruolo?”
M:”no non dico questo! Ma non so come comportarmi”
Io:” neanche io”
M:” stanotte ho pensato e ripensato a quello che è successo”
Io:” anche io”
M:” ad esempio ora ho una voglia matta di continuare quello che abbiamo iniziato ieri”
Io:” meglio di no, senza Silvia meglio evitare”
M:” hai ragione”
Ero imbarazzatissima lui mi aveva appena chiesto di fargli un pompino, non riuscivo ad alzare lo sguardo e per non fargliene accorgere giocherellavo con il laccetto del cuscino del dondolo, mentre Matteo continuava a parlare sentimmo dei passi sulle scale era Silvì con la faccia assonnata che ci guardò e disse:” ma che fine avete fatto, mi sono svegliata perché avete lasciato il balcone aperto ed entra un’aria gelida poi mi sono girata e non c’era più nessuno” mentre lo diceva si stiracchiava e sbadigliava, poi si sedette al centro appoggiando la schiena e la testa su Matteo e le gambe sulle mie.
Matteo le diede un bacio e le accarezzo la guancia lei prese il braccio e si fece abbracciare dicendo:” ho freddissimo” non era la Silvì della sera precedente questa era una bimba in cerca di coccole, sembrava indifesa e sprovveduta, cozzava pesantemente con Silvì che la sera precedente aveva diviso il suo amore con me.
Rimanemmo un po’ di tempo cosi in silenzio, io guardavo mia sorella beata tra le braccia di Matteo poi decisi di andare giù con la scusa del freddo.
Andai in camera mia che versava in un disordine allucinante così decisi di mettere un po’ d’ordine da quando avevo messo le mie cose nell’armadio il primo giorno poi avevo buttato tutti i vestiti su di una sedia.
Rimasi in camera per un paio d’ore ogni tanto sentivo la porta del bagno e Matteo e Silvì parlare, ma non uscii perché volevo che parlassero tra di loro, verso le dieci e mezza mia sorella entrò nella mia stanza e mi chiese se volevamo andare in spiaggia, io avevo già messo il costume così presi la borsa ed andammo, mentre scendevamo la scalinata per arrivare alla spiaggia ci raggiunse di corsa Matteo che quando eravamo uscite si doveva ancora cambiare.
La mattinata fu tranquilla nulla di speciale la spiaggia era semi vuota in quanto il tempo non era dei migliori con il sole che andava e veniva.
Tornammo a casa verso mezzo giorno, ma prima passammo per un negozietto per fare la spesa, mentre io vagavo per il market alla ricerca di uno shampoo delicato ed una crema corpo idratante si avvicinò mia sorella mi diede un bacio sulla guancia mi disse:” sei troppo dolce grazie” io mi girai e le chiesi perché, ma lei mi disse che me l’avrebbe spiegato dopo.
Rimasi interdetta ed innervosita (essendo curiosa odio quando mi rimandano le spiegazioni) uscimmo dal market ed andammo a casa.
Non ci fu neanche bisogno di farci la doccia, quindi cucinammo e pranzammo.
Dopo pranzo andammo sul terrazzo e dopo le classiche telefonate di rito dei nostri genitori, mi misi a sentire la musica leggendo un libro, ma mentre stavo tranquilla iniziò a piovere, ma che dico piovere diluviare.
Corremmo tutti in casa trascinandoci i cuscini per non farli bagnare, io andai in camera a cambiarmi, quei pochi minuti erano bastati ad inzupparmi da capo a piedi.
Entrai in camera e mi spogliai, presi un asciugamano e mentre decidevo cosa mettermi me l’avvolsi all’altezza del seno, aprii l’armadio dove avevo buttato alla bene e meglio tutta la roba che avevo ammonticchiato sulla sedia e iniziai a scavare per trovare un pantaloncino ed una maglietta, sentii aprire la porta era Silvì che ridendo indicò l’armadio dicendomi:” vedo che hai fatto ordine!” io non le risposi neanche, a casa a Benevento ormai si era rassegnata e non entra neanche più in camera mia.
Finalmente trovai una canottiera la misi sul letto e mi rimisi a cercare un pantaloncino, Silvì si sedette sul letto e mi disse:” conoscendoti ti sarai arrovellata il cervello cercando una spiegazione a quello che ti ho detto” io non volevo darle la soddisfazione di pregarla mi girai e dissi:” se lo sai perché mi lasci appesa?” lei:” perché mi piace stuzzicare la tua curiosità!” io mi girai e gli feci la linguaccia.
Battendo le mani sul letto mi invitò a sedermi accanto a lei, lo feci (ero troppo curiosa) lei si sistemò e mi disse:
S:” ti ho detto grazie per quello che hai fatto stamattina”
Io:” per cosa?” non credevo che Matteo le avesse riferito della proposta della mattina.
S:” per quello che hai detto a Matteo”
Io:” cosa ti ha detto?”
S:” che stamattina lui ti ha domandato di noi… cioè del bacio che ci siamo date”
Io:” era preoccupato e lo capisco, ma l’ho rassicurato.”
S:” sei stata molto dolce a fargli capire che io lo amo e che ti amo in maniera differente”
Io:” vuole sapere che ruolo ha nel nostro rapporto e i suoi limiti”
S:” lo so che ti ha fatto capire che avrebbe voluto un…. Si dai hai capito”
Io:” si l’ho capito, ma senza di te mi sembrerebbe di tradirti”
S:” se non lo so mi incazzerei un poco”
Io:” ti capisco”
S:” è che non so quali sono i limiti, cioè all’inizio il limite era la tua volontà ora non so”
Io:” beh devi parlargli chiaro”
S:” prima volevo sapere tu cosa ne pensi”
Io:” che ne penso non lo so!”
S:” abbiamo iniziato dove ti vuoi spingere?”
Io:” tu mi piaci in un certo senso ti amo e Matteo che dire è un figo, ma questo già lo sai”
S:” è proprio bono! Quindi per te non ci sono limiti”
Io:” no almeno non adesso, ma dipende se a te non da fastidio”
S:” prima il pensiero mi dava fastidio, ma ora non più, anzi mi eccita poter avere le due persone che amo contemporaneamente e poter donare a lui non solo me, ma anche te e dividere con te la persona più importante della mia vita!”
Le buttai le bracci al collo e la baciai, fui così irruenta che per poco non cademmo dal letto, la baciai con passione mi staccai ed iniziai a darle tanti baci a stampo mentre le dicevo velocissimamente: “ti amo ti amo ti amo ti amo” lei rideva e mi diceva:” si si anche io, ma ora calmati!” rimanemmo un paio di secondi con le fronti appoggiate lei mi diceva che mai e poi mai avrebbe pensato a quello che stava succedendo, che mi amava e che non mi avrebbe mai fatta soffrire.
Rimase in silenzio poi sentii una mano che scivolava sulla spalla, mi slaccio l’asciugamano che cadde sulle mie gambe lasciandomi a seno nudo, mi guardò poi disse:” sei bellissima” ci baciammo ancora.
S:” alzati” lo feci e cosi l’asciugamano cadde per terra lasciandomi completamente nuda alla vista di mia sorella.
S:” sei bellissima” io arrossii, poi mise una mano sul mio collo e la lascio scivolare sui miei seni, aveva le mani fredde appena arrivarono ai miei capezzoli diventarono duri, ma le sue mani continuarono a scendere passarono sul mio ventre giungendo alla fica dove accarezzo i pochi peli che avevo.
Mi prese per i fianchi e mi tirò a sé iniziò a baciare il mio ombelico, sentivo la sua lingua roteare attorno ed entrarci dentro, le sue mani stringevano il mio sedere, abbassò la testa spingendosi sulla mia fica.
Mi fece appoggiare una gamba sul letto lasciando il mio fiore esposto alla sua lingua e alle sue dita che da dietro mi penetravano la fica.
Era una sensazione unica le tenevo le mani sulla testa porgendole il bacino per agevolare le sue labbra, ero felice perché anche lei mi amava e mi stava donando il suo amore.
Si stacco dalla mia fica si alzo si sfilò la maglietta rimanendo a seno nudo mi fece stendere sul letto e si butto su di me.
Ero sdraiata sul letto lei era su di me la sua gamba strusciava sulla mia fica le sue mani accarezzavano i miei seni, io le accarezzavo la schiena scontrandomi con il pantaloncino che ancora indossava, in quel momento decisi che volevo averla.
La feci stendere, era bellissima, le diedi un bacio poi in ginocchio sul letto poggiai le mani sull’elastico del pantaloncino e lo sfilai insieme allo slip, rimase nuda.
Rimasi un paio di secondi a guardare il corpo nudo di Silvì, mi chinai ed iniziai a baciarle il collo le mie mani scivolavano sui seni e sulle sue braccia.
Iniziai a scivolare sul suo corpo continuando a baciare ogni centimetro di pelle che trovavo, i miei seni strusciavano sul corpo caldo di Silvì il contatto dei miei capezzoli con i suoi fu fantastico riuscivo a sentire i suoi capezzoli duri premere contro i miei, ma non volevo fermarmi continuai a scendere ritrovandomi quei fantastici seni davanti alle labbra, strinsi i seni nelle mie mani ed iniziai a divorarle i capezzoli.
Roteavo la lingua intorno all’aureola i capezzoli erano durissimi passavo da un seno all’altro gustandomi quei momenti magici.
Non sazia dei suoi seni continuai a scendere sul suo corpo scivolai sul suo bacino leccai il suo ombelico, ma a quel punto la voglia di giungere alla sua fica fu troppa mi inginocchiai tra le sue gambe, non avevo mai leccato un’altra donna in vita mia, mi ritrovai a guardarla tutta rasata e rosa luccicante dell’eccitazione che ci stavamo donando.
Avevo timore per quello che stavo per fare non perche non lo volessi, ma solo perché non credevo di saperlo fare.
Iniziai ad accarezzare le sue gambe lisce, le baciavo lentamente risalendo per l’interno coscia poi mi scontrai con la sua fica, vidi le mani di Silvì aprire il suo fiore offrendomi cosi la sua fica completamente aperta.
Quel gesto mia aveva eccitato, mi tuffai tra le sue gambe con tanta irruenza che dopo pochi colpi di lingua Silvi mi disse:” più piano” ripresi fiato ed iniziai ad esplorare la sua fica con la bocca. Succhiavo le sue grandi labbra poi pian piano giunsi al suo clitoride che lucente svettava come un piccolo pene, appena iniziai a leccarlo mia sorella ebbe un sussulto ed i suoi gemiti si intensificarono, leccavo avidamente il clitoride lo succhiavo, la mia lingua lo torturava, volevo sentire l’orgasmo di Silvì nella mia bocca.
Leccavo il suo clitoride con piccoli colpi veloci poi scesi nel solco delle sue grandi labbra fino a trovare il buco della sua fica dal quale scendevano piccoli rivoli di umori mischiati con la mia saliva.
Restai a leccarla fin quando sentii la sua fica avere degli spasmi, sentii la sua mano poggiarsi sulla mia testa, il suo bacino che fino a quel punto era stato fermo in quel momento spingeva sulla mia bocca, continuai a leccarla seguendo il suo corpo che si spostava dagli spasmi dell’orgasmo, fin quando non si fermò.
Mi alzai lei era sudata sentivo il suo respiro affannato soffocato dalla mia maglietta che stringeva nella sua bocca per non far sentire i suoi gemiti, ancora si contorceva dagli spasmi dell’orgasmo, io ero felice perché ero riuscita a farla godere e ad assaggiare il suo orgasmo.
Mi sdraiai vicino a lei e l’abbracciai le diedi un bacio e restammo cosi per un paio di minuti senza dire neanche una parola.
Silvi girò il viso e mi sorrise poi mi disse:” ora tocca a me”.
Si sedette sul letto chiedendomi di sedermi tra le sue gambe, non capivo cosa volesse fare, ma lo feci.
Sentivo il calore del suo corpo appoggiato alla mia schiena nuda, i suoi seni premevano contro il mio corpo, appoggiò la testa sulla mia spalla ed iniziò ad accarezzarmi.
Le sue mani mi accarezzavano i seni scendevano sul ventre e risalivano, sembrava che non volesse mai arrivare a toccarmi tra le gambe per farmi soffrire.
S:” sei stupenda”
Io:” Tu sei stupenda”
S:” mi hai fatto impazzire ora devo ricambiare”
Io:” sono tua”
S:” dimmi la verità mentre mi leccavi hai pensato a Matteo?”
Io:”no!”
S:” non ti credo!”
Io:” forse un pochino”
S:” lo vuoi?”
Io:” Matteo?”
S:” si”
Io:” ora voglio te!”

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